12/10/2009

Epifani: abbassare le tasse ai dipendenti

Epifani: abbassare le tasse ai dipendenti

 

Il leader della Cgil contro lo scudo fiscale: «Troppi condoni, come facciamo a rendere credibile la lotta all'evasione?», poi lancia una manifestazione: il 14 novembre in piazza per il lavoro

convegno pd.jpg

MILANO - Lo scudo fiscale «mina la credibilità della lotta all'evasione». Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, secobndo cui il governo dovrebbe invece abbassare le tasse ai lavoratori dipendenti. «Ogni 4-5 anni c'è un condono o uno scudo. Come facciamo a rendere credibile la lotta all'evasione e contemporaneamente condonare gli errori fatti? I lavoratori e i pensionati sono quelli che proporzionalmente pagano di più le tasse. Occorre dunque ridurre le imposte sul lavoro e sui redditi da pensione e tassare di più i grandi patrimoni e le rendite finanziarie. Il governo con la crisi finora ha galleggiato invece di effettuare interventi».

IN PIAZZA - Epifani ha quindi annunciato per il 14 novembre una manifestazione nazionale a difesa dell'occupazione, spiegando di voler «portare al centro dell’attenzione la condizione del lavoro in questa fase e dare un segno di visibilità forte di cosa vuol dire avere la fabbrica chiusa, lavoratori licenziati e precari che non sanno dove sbattere la testa». La manifestazione, ha aggiunto durante un'intervista a Maria Latella su Sky, nasce dalla valutazione che «il governo non fa tutto quello che bisogna fare e abbiamo problemi enormi nei settori, nel Mezzogiorno e in molte aziende. I lavoratori si sentono soli perché la politica e giornali non parlano dei loro problemi come un tempo». Epifani ha riconosciuto che talvolta i cortei disturbano i cittadini, ma ha concluso che «riportare al centro anche dell’opinione pubblica la situazione di chi perde il lavoro è necessario. Deve diventare il punto fondamentale in questa stagione».


11/10/2009

Democratici, oggi il congresso Ma la vera partita sarà alle primarie

Democratici, oggi il congresso Ma la vera partita sarà alle primarie

 

E Fioroni ammonisce il segretario: non bastano antiberlusconismo e «nuovismo». D’Alema: se vincesse Franceschini sarebbe paradossale, non so cosa farebbero gli iscritti

 

Manifesti nel metrò di Milano invitano a votare alle primarie del Pd (Fotogramma)
Manifesti nel metrò di Milano invitano a votare alle primarie del Pd (Fotogramma)

ROMA — Quanta gente ci sarà oggi all’hotel Marriott? Per ora è l’unica domanda che si pongono i dirigenti del Pd, rinviando a dopo gli interroga­tivi che riguardano la politica. La Convenzione nazionale del Partito democratico (si chiama così, che chiamarla congresso, visto che dura solo qualche ora, sembrava pretenzioso) sembra un evento già scritto. Già: tutto è stato deciso, par­leranno solo i tre candidati, cioè Franceschini, Bersani e Marino, gli altri big non saliran­no sul palco, la finalissima si gioca alle primarie del 25, e al­lora perché partecipare all’ap­puntamento di oggi?

La proba­bilità che i mille delegati del Pd non arrivino tutti è alta (non a caso è stata affittata la sala di un albergo e non quella di ben altre dimensioni della Fiera di Roma). E comunque diserteran­no la convenzione personaggi come Romano Prodi (che si li­miterà a un messaggio) e Wal­ter Veltroni (che non farà cam­pagna elettorale per Franceschi­ni). Potrebbe essere assente an­che Francesco Rutelli, mentre molti altri faranno una compar­sata, tanto per farsi vedere. Tutti gli occhi sono dunque già puntati alle primarie.

Massi­mo D’Alema è convinto che in quelle consultazioni «Bersani avrà una percentuale maggiore di quella ottenuta nei congres­si dei circoli» e al Riformista spiega che se invece vincesse Franceschini ci si troverebbe di fronte a «uno scenario parados­sale», essendo queste le regole, aggiunge l’ex ministro degli Esteri, «certamente i dirigenti le rispetteranno. Gli iscritti non so. Ma adesso l’importan­te è che si impegnino a essere protagonisti anche delle prima­rie». Ed è su quel «gli iscritti non so», che si è aperto un nuo­vo fronte polemico nel Pd, do­ve il veltroniano Enrico Moran­do accusa D’Alema di volere la scissione.

E a D’Alema rispon­de anche Beppe Fioroni, che di­ce: «Non si possono cambiare gli elettori perché non fanno quel che vogliamo noi». Ma Fioroni in realtà non ha grande voglia di far polemiche con gli avversari interni. Anzi. L’ala ex ppi del Partito demo­cratico sembra prepararsi a un’eventuale vittoria di Bersa­ni e tenta di frenare Franceschi­ni. Sull’antiberlusconismo, in­nanzitutto: «Se la nostra azio­ne politica si limita a questo, ri­schiamo di produrre l’effetto inverso rispetto a quello voluto e di non conquistare quegli elettori che votano Pdl perché il premier racconta loro che fuori c’è l’orda rossa». Ma Fioroni invita France­schini alla prudenza anche ri­spetto allo scontro interno: «Non esiste la storia del vec­chio e del nuovo, o dei giovani e meno giovani. Ed è sbagliato alzare il tono del confronto per­ché il giorno dopo le primarie non ci dobbiamo dividere, an­zi, deve esserci un segretario che si assuma la responsabilità di fare la sintesi di tutte le altre posizioni». Un messaggio indi­retto a Bersani perché non met­ta ai margini del partito gli ex popolari.

M. T. M.

Fonte: Corriere.it


17/07/2009

Circolo Pd Avellino, tessera a Beppe Grillo «Due giorni per raccogliere 2 mila firme»

Circolo Pd Avellino, tessera a Beppe Grillo «Due giorni per raccogliere 2 mila firme»

 

Il comico è tesserato alMartin Luther King di Partenopoli: andrò al congresso. Il presidente Forgione: «Lanciata un forte provocazione. Illegittimo negargli l'iscrizione al partito»

 

MILANO- Il circolo di Arzechena ha rifiutato la richiesta. Così come quello di Sant'Ilario. Ma alla fine ce l'ha fatta: Beppe Grillo è riuscito a ottenere la tessera del Pd. Il comico è il tesserato numero 40 del circolo Martin Luther King di Paternopoli, in provincia di Avellino. «Sono molto contento, ma devo raccogliere 2 mila entro due giorni, e non so se ce la faremo».

IL VIA LIBERA- È stato Andrea Forgione, presidente del circolo, ad autorizzare il tesseramento per lanciare «una forte provocazione». Già, perché secondo Forgione «Il caso Grillo costituisce un precedente molto grave. Chi ha infatti la legittimazione a decidere chi tesserare e chi no? Beppe Grillo non è iscritto a nessun altro partito e ha una fedina penale pulita, quindi perchè negargli la tessera? Non vogliamo che il Partito democratico si trasformi in un partito burocratico».

L'OBIETTIVO- Beppe Grillo è felice, ma ora lo aspetta una nuova sfida. Perché per candidarsi alla segreteria, dice a Affariitaliani.it, deve raccogliere «2 mila firme entro due giorni». Un obiettivo ambizioso anche per lui, tanto che non sa «se ce la faremo. Anche se proverò fino all'ultimo secondo possibile». In ogni caso è sicuro: «Andrò al congresso a parlare. Adesso bisogna vedere se lo statuto prevede che un tesserato parli al congresso. Se non ci sarà un’altra commissione di garanzia dove l’articolo 4 del paragrafo 9 dirà che io non posso parlare... Allora vedremo.»


16/06/2009

Voli di Stato di Berlusconi Il pm: «Archiviare gli atti»

Voli di Stato di Berlusconi Il pm: «Archiviare gli atti»

 

Franceschini: «a noi non interessa la parte penale, ma il dato morale». La richiesta al Tribunale dei ministri: «Per ogni volo era presente una persona titolata a usufruire della tratta»

 

Una ballerina di flamenco all’arrivo a Olbia il 24 maggio 2008 a bordo dall’aereo presidenziale
Una ballerina di flamenco all’arrivo a Olbia il 24 maggio 2008 a bordo dall’aereo presidenziale

ROMA - La Procura di Roma ha inviato al Tribunale dei ministri gli atti riguardanti l’inchiesta sui voli di Stato, nell’ambito della quale è indagato per abuso d’ufficio il premier Silvio Berlusconi. La richiesta dei pm ai giudici di via Triboniano è quella di archiviare il procedimento. In ognuno dei sei viaggi finito all’attenzione degli inquirenti, in seguito alla diffusione delle fotografie fatte dal reporter sardo Antonello Zappadu, era presente - secondo quanto accertato dai pubblici ministeri - una persona titolata ad usufruire di quei collegamenti, e quindi potevano essere «ospitate» altre persone.

«CI INTERESSA IL DATO MORALE» - «A noi non interessa la parte penale, ma il dato morale, di moralità pubblica»: così il numero uno del Pd Dario Franceschini liquida la polemica nata in seguito alla richiesta dei pm di Roma. D'altra parte, per il centrodestra, la decisione della procura capitolina dimostra come la vicenda dei voli di Stato sia l'«ennesima bolla di sapone», la «disperata invenzione della sinistra». «A testimonianza del clima avvelenato che è stato creato a tutti i costi, viene oggi richiesta l'archiviazione dell'inchiesta sui voli di Stato, su cui è stata fatta una parte di campagna elettorale, montando speculazioni giornalistiche e parlamentari» afferma, Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl.

GIURISPRUDENZA CONSOLIDATA - Alla base della richiesta di archiviazione del procedimento riguardante Berlusconi e il voli di Stato, firmata dai pm Simona Maisto, Giuseppe Saieva e Ilaria Calò, dal procuratore aggiunto Achille Toro e dal procuratore capo Giovanni Ferrara, ci sono diverse sentenze della Cassazione. C’è una giurisprudenza consolidata - si spiega a piazzale Clodio - rispetto all’utilizzo di benefit concessi a funzionari pubblici. Ed anche alcune recenti pronunce della magistratura contabile hanno fatto salvi quei dirigenti che, ad esempio nel servirsi di una auto blu, avevano accompagnato un parente o un amico in un dato posto.

IL PRECEDENTE DI MASTELLA E RUTELLI - Il principio applicato per la richiesta di archiviazione riguardante l’inchiesta sui voli di Stato, è lo stesso che in pratica è stato applicato nei confronti degli ex ministri Francesco Rutelli e Clemente Mastella, che erano finiti sotto indagine per aver utilizzato un velivolo militare per andare al gran premio di Monza di formula uno con ospiti al seguito. Insomma se il viaggio è già programmato e a bordo dell’aereo c’è l’autorità, non può essere contestato alcun reato. Nè l’abuso d’ufficio e nemmeno il peculato.


14/06/2009

Franceschini: «Non mi lascio intimidire da Berlusconi»

Franceschini: «Non mi lascio intimidire da Berlusconi»

 

Il leader del Pd replica al premier: «Il suo invito alla stampa a non dare spazio all'opposizione è una minaccia, ma non mi fa paura»

 

(Ansa)
(Ansa)

ROMA - «Quando il presidente del Consiglio invita a non fare pubblicità sui giornali che dicono cose sgradite e poi, con una pezza peggiore del buco, dice di riferirsi allo spazio da non dare al leader dell'opposizione, in tutto il mondo queste cose si chiamano in un solo modo: intimidazione». Ha replicato così il segretario del Partito democratico Dario Franceschini in una conferenza stampa convocata nella sede del partito per condannare duramente le affermazioni del premier Silvio Berlusconi a Santa Margherita Ligure. «Berlusconi non mi ha mai fatto, non mi fa e non mi farà mai paura. Può avere tutti i soldi che ha, ma non mi lascio intimidire, perché - ha proseguito Franceschini - io seguo la mia coscienza e utilizzo i mezzi che ho che sono quelli di fare il mio dovere per il mio partito e il mio Paese. Credo che questo sia davvero per tutti, la stampa libera, la magistratura, il Parlamento sottoposti ad attacchi, il momento della dignità e del coraggio». Franceschini è tornato sulla quella che ritiene «un'ossessione» del premier il quale «mischia questioni personali e questioni giudiziarie a battute anche in sedi ufficiali dove ci attenderebbe invece risposte alla crisi che investe l'Italia. Ho paura che ci sia un forte rischio di assuefazione rispetto alle parole del presidente del Consiglio, ma non ci sarebbe nulla di più pericoloso in una democrazia».

FASSINO: «HA SUPERATO IL LIMITE» - Sulle frasi di Berlusconi è intervenuto anche Piero Fassino: «Ha superato il limite. E, ancora in campagna elettorale per i ballottaggi, usa spregiudicatamente il suo ruolo, le sue funzioni, i suoi megafoni nel tentativo da un lato di colpire la libera informazione e dall'altro di delegittimare il ruolo democratico dell'opposizione e del suo leader, addirittura dileggiato e minacciato attraverso una nota ufficiale di Palazzo Chigi, cosa che non si era mai vista prima nel nostro Paese». Fassino osserva come Berlusconi «provi fastidio che ci sia un leader dell'opposizione, che ci sia un'opposizione, che ci siano opinioni diverse delle sue». «La sua mentalità autoritaria - sostiene l'ex segretario dei Ds - lo porta a diffidare della stessa democrazia e dei suoi strumenti fondamentali. Il suo disprezzo delle regole lo porta ad aver paura di chi queste regole ha difeso e continuerà a difendere fino in fondo. Ma noi non ci lasciamo intimidire».

GENTILONI: «VUOLE SPOSTARE LA PUBBLICITA' SUI SUOI MEDIA» - «Berlusconi con una mano cerca di intimidire l'opposizione e con l'altra di spostare più risorse dai diversi mezzi di informazione a quelli di sua proprietà. L'invito a non fare pubblicità ai media disfattisti non è altro che l'invito ad accentuare la tendenza già in atto: nei primi quattro mesi del 2009, rispetto ai primi quattro mesi del 2008, c'è stato uno spostamento massiccio di pubblicitá dalla stampa e dalla Rai verso Mediaset». Sono queste le osservazioni di Paolo Gentiloni, responsabile Comunicazione del Pd. «Il risultato - ha aggiunto - è che giornali e Tv pubblica perdono ricavi pubblicitari con una percentuale doppia rispetto a Mediaset e senza che questo abbia alcun rapporto con gli ascolti Tv. L'invito di Santa Margherita è dunque doppiamente grave sia sul piano politico sia perchè è l'esibizione del conflitto di interessi».


28/05/2009

«Non ho mai avuto rapporti piccanti con Noemi. Lo giuro sui miei figli»

«Non ho mai avuto rapporti piccanti con Noemi. Lo giuro sui miei figli»

 

Il premier: «altrimenti mi sarei dimesso un minuto dopo». Berlusconi e il caso della diciottenne di Portici: «Ho da subito risposto alla domanda. E ho detto no»

 

Il premier Silvio Berlusconi (Ansa)
Il premier Silvio Berlusconi (Ansa)

ROMA - E ora il presidente del Consiglio smentisce le ricostruzioni della stampa. «Io non ho mai più detto niente di niente. Ho risposto da subito alla sola domanda se avessi mai avuto rapporti piccanti. E ho risposto: assolutamente no. Ci ho messo anche il carico del giuramento sui miei figli. Non ho mai più detto assolutamente niente. E invece guardate che cosa tocca leggere su certi giornali...».

INCALZATO DALLA STAMPA - Il premier Silvio Berlusconi, davanti alle telecamere ammesse a palazzo Chigi alla firma di un protocollo per l’Abruzzo, commenta sorridente l’incalzare della stampa sulla "vicenda Noemi". «C’è qualcuno che ha domande da farmi?» è stata la domanda retorica usata dal Premier per introdurre la sua dichiarazione in cui ha poi smentito ogni «rapporto piccante» con Noemi. Il Cavaliere ha tra l'altro chiarito che nel caso in cui fosse accaduta una cosa del genere si sarebbe dimesso «immediatamente».

NUCLEI DI VELINE - Successivamente il premier durante l'assemblea nazionale di Confesercenti ha ironizzato anche sulle accuse della stampa straniera (in particolare il Financial Times): «Mussolini aveva nuclei di camicie nere mentre io, secondo i giornali che sono sotto il tappeto della sinistra, ho nuclei di veline...almeno è un po' meglio».

FRANCESCHINI - Intanto il leader del Pd Dario Franceschini ha ribadito di non avercela con i figli di Berlusconi. «Vorrei dire che mi dispiace davvero se i figli del presidente del Consiglio si sono sentiti offesi. Loro non c'entrano» ha detto Franceschini spiegando che ieri «non ho mai parlato dei figli di Berlusconi, non lo farei mai perchè è lontano mille miglia dal mio modo di fare politica l'idea di coinvolgerli nello scontro politico». «Io - ha sottolineato il leader Pd - ho parlato dei nostri figli e dei valori che un uomo pubblico, con i suoi comportamenti e le sua parole, trasmette alle giovani generazioni».


27/05/2009

Franceschini: «Fareste educare i figli da Berlusconi?». L'ira della famiglia

Franceschini: «Fareste educare i figli da Berlusconi?». L'ira della famiglia

 

Il Pdl va all'attacco. Il Pd replica. Pier Silvio: «Ma come si permette?». Marina: «Dovrebbe vergognarsi». Luigi: «Orgoglioso dei valori familiari»

 

Franceschini (Lapresse)
Franceschini (Lapresse)

ROMA - Prima l'intervento di Franceschini: «Fareste educare i vostri figli a un uomo come Silvio Berlusconi?». Poi la replica dei figli del premier:
«Ma Franceschini come si permette? Forse sbaglio a prendere sul serio una battuta di così pessimo gusto. Ma anche alla campagna elettorale c'è un limite» ha detto Pier Silvio Berlusconi. Infine ancora Franceschini: «Ho visto la reazione indignata di Pier Silvio Berlusconi e mi dispiace che abbia male interpretato le mie parole. Se le riascolta vedrà che non ho mai espresso, nè lo farò, alcun giudizio su di lui e la sua famiglia. Ho parlato di valori che un uomo pubblico deve trasmettere al paese».

MARINA: «IO ORGOGLIOSA» - L'intervento di Franceschini, pronunciato a margine di un appuntamento elettorale in Liguria, ha scatenato la reazione degli esponenti politici del centrodestra, che a più voci hanno chiesto che il leader del Pd si scusasse con il Cavaliere. Ma sono state soprattutto le dichiarazioni dei figli del premier a tenere banco dopo le parole del leader del centrosinistra. Perché non è stato solo Pier Silvio a parlare. Anche la sorella Marina, presidente di Fininvest e Mondadori, ha diramato una dichiarazione tramite le agenzie di stampa: «Franceschini dovrebbe vergognarsi. Chi gli dà il diritto di giudicare Silvio Berlusconi come padre? Con le sue parole offende anche me come figlia. Una figlia profondamente orgogliosa del padre che ha e dei valori che mi ha trasmesso. Sarei felice per i figli di Franceschini se avessero un padre come il mio».

I FIGLI DI VERONICA - E successivamente è arrivata anche la replica di Luigi Berlusconi, l'ultimogenito del Cavaliere, nato dal matrimonio con Veronica Lario: «Sono contento e orgoglioso dell'educazione che ho ricevuto e dei valori che mi sono stati trasmessi dalla mia famiglia. Non vedo perchè la politica si permetta di giudicare Silvio Berlusconi come padre. Si tratta di piani diversi che non dovrebbero essere mai sovrapposti». Luigi, in tarda serata, ha anche rilasciato una dichiarazione congiunta con Barbara, Eleonora, le altre due figlie del premier e di Veronica Lario. «Non tutto - sottolinea la nota- si può sottoporre ad un sondaggio. Alla domanda se un padre sia capace ad educare un figlio gli unici in grado di rispondere sono i figli stessi. La politica non dovrebbe sconfinare in giudizi relativi al ruolo di padre, che con la politica nulla hanno a che vedere. Riteniamo di essere stati cresciuti ed educati in un ambiente famigliare equilibrato e ricco di valori».

FRANCESCHINI - In mattinata il leader Pd, durante un tour elettorale in Liguria, sì era espresso con queste parole: «Non c'è dubbio che Berlusconi sia un imprenditore e un politico di successo, ricco, furbo e potente. Ma alle italiane e agli italiani vorrei rivolgere una semplice domanda: fareste educare i vostri figli da quest'uomo? Chi guida un Paese ha il dovere di dare il buon esempio, di trasmettere valori positivi».

LA REPLICA - «Io, proprio io - continua Pier Silvio -, sono stato educato da Silvio Berlusconi.

PierSilvio e Marina Berlusconi (Eidon)
PierSilvio e Marina Berlusconi (Eidon)

E i miei valori sono i suoi. Amore per il lavoro, generosità, tenacia e rispetto per gli altri. Quel rispetto che Franceschini dimostra di non conoscere». In precedenza, Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, aveva parlato di calunnie come modello educativo del Pd mentre Capezzone aveva ravvisato nelle parole di Franceschini «odio e violenza». Bonaiuti, portavoce del premier, parla di «battuta pesante. Il segretario del Pd chieda scusa al premier e ai figli».

IL PD - Il centrodestra attacca Franceschini perché il segretario del Pd è «efficace». Così interpreta la reazione del Pdl il presidente della fondazione Italianieuropei Massimo D’Alema: «Questi attacchi contro il segretario del Pd promossi dalla destra sono la risposta ad una campagna elettorale nella quale, in modo assai efficace, Franceschini ha ridato slancio all’azione del Partito democratico».


04/05/2009

Franceschini e il caso Lario «Dal premier frasi patetiche»

Franceschini e il caso Lario «Dal premier frasi patetiche»

 

Il leader del Pd sulla separazione del Presidente del Consiglio da veronica Lario:«La smetta subito di dire che chi lo ha sobillato e preparato sarebbe la sinistra»

 

Dario Fransceschini (Eidon)
Dario Franceschini (Eidon)

MALPENSA (VARESE) - «Berlusconi la smetta subito. La smetta di dire questa cosa patetica che ci sarebbe stato un complotto e chi lo ha sobillato e preparato sarebbe la sinistra».

«DEPISTA»- Lo ha detto il segretario del Pd Dario Franceschini arrivando a Malpensa per la sua giornata milanese, commentando la vicenda del divorzio tra Veronica Lario e Silvio Berlusconi. «Su questa vicenda - ha spiegato Franceschini - ci siamo comportati da persone serie lasciando fuori la politica da una vicenda personale. In altri Paesi e in altre democrazie è successo ben di peggio». «Noi - ha proseguito - vogliamo continuare a comportarci così però Berlusconi la smetta subito». «Eviti - ha concluso - di dire questa cosa patetica unicamente per coprire il merito e depistare l'attenzione degli italiani».

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE - Intanto Antonio Borghesi, deputato dell'Idv, ha chiesto al governo di rispondere ad una interrogazione per chiarire se il presidente del Consiglio abbia avuto rapporti con minorenni, come, a suo avviso, dichiarato dalla signora Veronica Lario, moglie del premier. In particolare Borghesi, che è intervenuto in aula leggendo il testo dell'interrogazione, ha chiesto che sia lo stesso Berlusconi a rispondere e a chiarire ai cittadini di poter escludere di aver commesso qualcuno dei reati previsti dall'articolo 609 del codice. Borghesi ricorda che Noemi Letizia è divenuta maggiorenne pochi giorni fa mentre i rapporti con Silvio Berlusconi risalirebbero a tempo addietro. «La signorina in questione non ha smentito il fatto ed ha pure raccontato ai mezzi di informazione, con dovizia di particolari, di regali ed altri fatti che fanno retrocedere il rapporto ad alcuni anni addietro». «Dalle dichiarazioni della signorina - prosegue Borghesi - si evincono rapporti altamente confidenziali con il presidente del Consiglio; con il quale si sarebbe intrattenuta in più occasioni e in luoghi diversi». L'articolo 609 del codice penale, sottolinea il deputato dell'Idv nella sua interrogazione, «configura una serie di reati relativi a rapporti tra persone adulte e minorenni, in particolare nel caso in cui l'età di questi ultimi fosse inferiore ai 16 e ai 14 anni. Trattasi di reati che turbano fortemente i cittadini».


21/04/2009

Berlusconi : «Celebrerò il 25 aprile» Franceschini: «Meglio tardi che mai»

Berlusconi : «Celebrerò il 25 aprile» Franceschini: «Meglio tardi che mai»

 

BONAIUTI: «Nel 2006 la Moratti fu spintonata. Fu un episodio molto brutto». Il premier dovrebbe restare a Roma. Prende corpo l'ipotesi di una visita al cimitero americano di Nettuno

 

Silvio Berlusconi (Di Vita)
Silvio Berlusconi (Di Vita)

MILANO - Silvio Berlusconi ci sarà. Dopo anni di polemiche, che puntualmente si riproponevano all'avvicinarsi del 25 aprile, per la prima volta il presidente del Consiglio parteciperà in veste ufficiale a una cerimonia per le celebrazioni della Liberazione dal nazifascismo. L'annuncio è stato dato dallo stesso premier ai cronisti.

A ROMA - E Berlusconi ha spiegato che sarà lui stesso, successivamente, a far sapere dove passerà la giornata delle celebrazioni. Secondo quanto risulta, il premier dovrebbe restare a Roma, dunque non prenderà parte al corteo di Milano al quale era stato invitato a partecipare dal segretario del Pd, Dario Franceschini. Berlusconi dovrebbe recarsi invece in mattinata all'Altare della Patria per deporre una corona di fiori assieme alle alte cariche dello Stato. Per il resto della giornata l'agenda è, come si dice, «in progress». Se al vaglio, tra l'altro, c'è un omaggio ai martiri delle Fosse Ardeatine, sul tavolo dell'entourage del presidente del Consiglio potrebbe prendere corpo l'ipotesi di una visita al cimitero americano di Nettuno. Visita che sarebbe in linea con le parole pronunciate oggi dal premier: «Celebrerò il 25 aprile e credo che ci sia bisogno di dire qualcosa, perché di questa festa non se ne appropri soltanto una parte». Insomma, la visita al cimitero Usa potrebbe essere un segnale affinchè la Liberazione non abbia solo la connotazione «di parte» che, secondo Berlusconi, ha caratterizzato la Festa negli anni, ma sia anche un tributo ai «liberatori» nord-americani che più volte Berlusconi ha ringraziato «per aver restituito la libertà e la democrazia al nostro Paese».

REFEREMDUM - Quanto al referendum, dice, « non credo ci sarà un rivio, si voterà il 21 giugno. La soluzione ottima sarebbe una leggina in Parlamento con l'accordo di tutti i gruppi, che è molto meglio di un decreto legge». «Sulla data del referendum stiamo decidendo, ma credo si farà... Maroni sta sentendo l'opposizione». «Io - ha proseguito Berlusconi - sono il più interessato al referendum che darebbe al Pdl il 55%, ma non sarebbe esteticamente apprezzabile che io me ne interessassi e per questo ho detto al ministro Maroni: occupatevene voi».

PRECEDENTI - Sulla questione del 25 aprile resta comunque alta la tensione tra maggioranza ed opposizione, soprattutto dopo l'invito-sfida rivolto al presidente del Consiglio dal leader del Pd Dario Franceschini di sfilare insieme nel capoluogo lombardo (che sembra sfumato), al quale aveva risposto il ministro della Difesa Ignazio La Russa, che consigliava a Berlusconi di festeggiare il 25 aprile ma non «tra le bandiere rosse dove lo vuole trascinare, come in una trappola, il leader del Pd». Martedì mattina sull'argomento era intervenuto anche Paolo Bonaiuti, spiegando che uno dei problemi che ostacolano la celebrazione del 25 aprile da parte del premier sta nel rischio che qualche «estremista» si comporti come nel 2006, quando il sindaco Letizia Moratti, apertamente contestata, fu costretta ad abbandonare il corteo.

BONAIUTI - Il sottosegretario e portavoce del premier, ospite di Omnibus su La7 , ha spiegato così il motivo della indecisione del Cavaliere. E a sostegno della sua tesi, Bonaiuti cita l'editoriale odierno di Giampaolo Pansa sul Riformista: «Pansa - sostiene Bonaiuti - ricorda cosa è successo al sindaco Moratti che è stata spintonata mentre portava il padre in carrozzella a Milano, nonostante sia un ex partigiano». «Si tratta - ha aggiunto il portavoce di Berlusconi - di un «episodio molto brutto». «Dobbiamo tenere conto - ha concluso Bonaiuti - anche di questi estremisti». Sul Riformista Pansa non cita solo il precedente che riguarda la Moratti, ricordando anche le contestazioni del 2003 all'allora segretario della Cisl Pezzotta e la piazza «ubriaca» di slogan politici del 2005.

L'INVITO DI PENATI - Nel frattempo, se da una parte Bonaiuti esprime perplessità circa la partecipazione del premier al corteo milanese, d'altro canto al Cavaliere arriva l'invito del presidente della provincia di Milano ed esponente del Pd: «Berlusconi - è la proposta di Filippo Penati - sfili accanto a me dietro al gonfalone».

FRANCESCHINI (PD) - Il segretario del Pd, Dario Franceschini, commenta così la decisione del premier di partecipare alla commemorazione: «Come italiano e come segretario del Pd sono soddisfatto che Berlusconi abbia accolto la mia proposta. Meglio tardi che mai visto che da quando è sceso in campo ha avuto 14 possibilità per manifestare il 25 aprile e ora è importante che lo faccia. Il 25 aprile - sostiene Franceschini - deve tornare ad essere un momento unificante come la Resistenza, l'antifascismo, e la difesa dei valori della Costituzione».

DONADI(IDV) - «Il 25 aprile è la festa dell'Italia libera e repubblicana. Tutti i distinguo, le defezioni, le critiche a questa celebrazione sono solo la dimostrazione che una parte della destra non ha ancora fatto i conti con un passato che credevamo seppellito da tempo», afferma Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera, che aggiunge: «È inquietante perché oggi queste persone sono classe dirigente del Paese e hanno il dovere di rappresentare la sua unità, ma non ne sono in grado».


18/04/2009

Berlusconi: «Rai, ci saranno volti nuovi»

Berlusconi: «Rai, ci saranno volti nuovi»

 

Il premier da l'aquila risponde punto per punto a franceschini. «Infondate notizie sui giornali». 25 aprile: «Forse sarò in campo». Contro i media: «Non rappresentano l'Italia»

 

Berlusconi con alcuni sfollati (Insidefoto)
Berlusconi con alcuni sfollati (Insidefoto)

L'AQUILA - Il presidente del Consiglio Berlusconi, alla sua settima visita nelle zone terremotate, risponde punto per punto al leader del Pd Franceschini, che lo ha attaccato su nomine Rai, referendum e 25 aprile.«Non riesco a capire chi abbia dato quelle notizie, che sono comunque infondate - ha detto il premier riferendosi alle presunte nomine in Rai dopo il vertice Pdl-Lega -. I nomi che ho letto stamattina sui giornali non saranno assolutamente i nomi che emergeranno, perché credo che il direttore generale, lo so perché mi è stato riferito privatamente dai consiglieri, abbia intenzione di una innovazione vera con nuovi nomi e facce più giovani».

«NON SI ATTACCHI NESSUNO» - «Le nuove nomine si faranno da parte degli enti e il presidente del Consiglio ha solo suggerito di non farle a spizzichi e bocconi, ma di fare un lavoro organico per dare alla Rai quella funzione di servizio pubblico che oggi è molto lontana dallo svolgere - ha spiegato Berlusconi -. Di questo si è parlato: che in Rai non si attacchi nessuno, a partire dall'opposizione, perché questa è la nostra filosofia. E io ho ricordato che la Rai è un servizio pubblico pagato con i soldi di tutti i cittadini». Berlusconi ha risposto così alle critiche dell'opposizione sui vertici organizzati nella sua abitazione romana: «Abbiamo fatto un vertice che non era un vertice ma una colazione di lavoro. Perché lo facciamo nella sede della presidenza di Forza Italia? Perché il presidente Berlusconi ha un grande senso del denaro pubblico. E spesso non lavora a Palazzo Chigi perché gli capita di fare telefonate che non sono propriamente della Presidenza del Consiglio, e non si sente quindi di impiegare soldi pubblici per cose che non siano relative al servizio pubblico che svolge».

«MEDIA NON RAPPRESENTANO ITALIA» - Il Cavaliere si è poi lasciato andare a un nuovo attacco contro i media. «Posso fare uno sfogo?» ha esordito, dicendo che i mezzi di comunicazione sono «incapaci di descrivere l'Italia di oggi». «Mi è arrivata una nota della Farnesina in cui si mostrava l'apprezzamento dei capi di governo dei maggiori Paesi dell'occidente - prosegue il premier -. L'apprezzamento che mi riguarda personalmente è del 73,5%: di gran lunga superiore a quello dei premier di altri Paesi. Ma leggendo la nostra stampa si ha un'impressione diversa. Il mondo dei media non rappresenta l'Italia di oggi». L'informazione italiana «è fatta da protagonisti nati molto tempo fa, che da tanti anni fanno quel mestiere e sono rimasti a rappresentare un'altra Italia, che non è quella oggi vicina al governo e al presidente del Consiglio, quella che si riconosce nell'azione di governo e del premier». A chi gli chiede se si riferisce in particolare a Michele Santoro, Berlusconi risponde: «No, parlo in generale».

25 APRILE: «FORSE CI SARÒ» - «Sto riflettendo e probabilmente sarò anche io in campo il 25 aprile - ha detto Berlusconi rispondendo all'appello di Franceschini perché partecipi alle celebrazioni del 25 aprile in segno di unità -. Non ho mai partecipato alle celebrazioni perché credo ci sia un'appropriazione del 25 aprile da parte di una sola parte politica».

REFERENDUM - Infine sul referendum, alla domanda se andrà a votare Berlusconi risponde in modo affermativo: «Sì. Ho sempre votato». E sull'ipotesi di accorpamento per evitare sprechi: «Stanno esaminando l'ipotesi del rinvio. Ho visto i conti, i risparmi sarebbero intorno ai 50 milioni di euro. Rinviarlo forse tiene in sospeso tutto».