28/12/2011

STORIE NATALIZIE

STORIE NATALIZIE

Pensionata sorpresa a rubare, i Carabinieri prima la denunciano poi la invitano a pranzo

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17/07/2011

Filippina rubava i soldi durante le pulizie

Filippina rubava i soldi durante le pulizie

MONTEVERDE. Arrestata una colf filippina di 34 anni: aveva scoperto che l'anziano per cui lavorava nascondeva i soldi in un libro. Ma i figli dell'86enne si sono insospettiti

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31/08/2010

Rubato a Nadal l'orologio aerospaziale da 500mila dollari

Rubato a Nadal l'orologio aerospaziale da 500mila dollari

Che spiacevole sorpresa. Il tennista spagnolo numero 1 del mondo lo indossava sempre. Era un oggetto creato apposta per lui con super tecnologia, solo 50 esemplari nel mondo. Il furto pare sia avvenuto durante il Masters 1000 di Toronto


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23/08/2010

Pakistan, uccisi a bastonate tra la folla

Pakistan, uccisi a bastonate tra la folla

Due fratelli di 16 e 18 anni sono stati ammazzati in pieno giorno per strada. Tra i presenti anche poliziotti in divisa che non sono intervenuti per fermare il pestaggio. L'episodio svelato grazie a un filmato girato con il cellulare.

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20/05/2010

Furto d'arte a Parigi: scomparsi un Picasso e un Modigliani

Furto d'arte a Parigi: scomparsi un Picasso e un Modigliani

Cinque quadri sono stati trafugati dal Museo d'Arte Moderna della capitale francese. Tra le opere rubate anche un Leger, un Matisse e un Braque. Il valore stimato si aggira sui 500 milioni di euro

 

Cinque quadri, tra cui un Picasso e un Modigliani, sono stati trafugati dal Museo d'Arte Moderna di Parigi. Sembra la trama di un film di Arsenio Lupin, ma è quello che è successo ieri notte nella capitale francese. Oltre ai dipinti dell'artista spagnolo e di quello livornese, sono spariti anche un quadro di Henry Matisse, uno di George Braques e uno di Fernand Leger. Il valore complessivo delle opere sparite è stato stimato intorno ai 500 milioni di euro.

I cinque quadri sottratti sono "La Pastorale" di Matisse, "La donna con il ventaglio" di Modigliani, il "Il piccione a pois" di Picass, "L'olivier pres de l'Estaque" di George Braque e la "Nature morte aux chandeliers" di Fernard Leger.  Il furto, fanno sapere fonti della brigata antibanditismo della polizia, è avvenuto stamane verso le 6.50, prima dell'apertura del museo. I responsabili del museo hanno fatto sapere che un vetro e' stato frantumato e alcuni lucchetti spezzati.


"E' stupido rubare quadri così, si tratta di imbecilli e basta": lo ha detto Pierre Cornette de Saint-Cyr, commissario delle esposizioni del Palais de Tokyo, l'edificio parigino destinato all'arte contemporanea in cui sorge il Museo d'Arte Moderna della Città di Parigi che ha subito il furto di stanotte. "Con quadri del genere non ci si può fare niente - ha detto Cornette de Saint-Cyr intervistato dalla tv LCI - tutti sono già al corrente, i siti Internet sono già pieni di notizie e immagini. Nessuno può pensare di vendere questi quadri, per questo dico che è stupido rubarli. A meno che non si voglia fare un ricatto alle assicurazioni. Ma io sono convinto che li ritroveremo. Con quadri del genere è così, è successo con L'Urlo di Munch".


02/01/2010

Furto in casa della vedova Trussardi

Furto in casa della vedova Trussardi

 

L'allarme dato dal custode del palazzo. la proprietaria era in vacanza. I ladri hanno portato via una cassaforte piena di gioielli dallo stabile di Piazza Duse

 

 

Lo stabile di Paizza Duse dove è avvenuto il furto (Fotogramma)
Lo stabile di Paizza Duse dove è avvenuto il furto (Fotogramma)

MILANO - Una cassaforte piena di gioielli. Questo l'ingente bottino dei ladri autori di un furto, scoperto solo venerdì 1 gennaio, ma probabilmente messo a segno nei giorni precedenti, nell'abitazione in centro a Milano abitato da Maria Luisa Gavazzeni, vedova dello stilista Nicola Trussardi. L'allarme è stato dato dal custode dello stabile signorile in piazza Duse che, verso le 17.30, durante un giro di controllo si è accorto che la porta finestra dell'appartamento al secondo piano era stata forzata e ha avvertito la polizia e la proprietaria. Maria Luisa Gavazzeni, 65 anni, è subito tornata in città dalla località di villeggiatura dove ha festeggiato il capodanno, ma ha potuto solo constatare come i ladri avessero asportato la cassaforte in cui custodiva preziosi gioielli, di valore elevato e non quantificato. Sul furto indaga la squadra Mobile.


13/11/2009

L'alibi perfetto è su Facebook

L'alibi perfetto è su Facebook

 

IL PRECEDENTE. Grazie a un aggiornamento di status, un adolescente statunitense è riuscito a dimostrare di non essere stato l'autore di un furto del quale era stato accusato

 

«Dove sono i miei pancake?». È bastato questo banale aggiornamento di status su Facebook per scagionare un adolescente di New York che era stato accusato di un furto in un appartamento di Brooklyn. È la prima volta che un post pubblicato sul social network più famoso del mondo viene riconosciuto come alibi all'interno di un procedimento giudiziario.

ALIBI - Rodney Bradford, questo il nome dell'indiziato, è riuscito infatti a dimostrare che al momento del furto si trovava nella propria abitazione di Harlem (in un altro quartiere di New York, quindi). Mentre navigava online, ha avuto la buona idea di aggiornare il proprio status su Facebook che, come è noto, pubblica sempre la data e l'orario esatto di ogni contenuto inserito. L'avvocato difensore di Bradford ha presentato questa prova a discolpa del proprio assistito. Dopo una verifica incrociata con Facebook (da cui è arrivata la conferma che l'aggiornamento era avvenuto proprio all'indirizzo di Harlem), il giudice ha deciso di considerarlo un alibi affidabile.

PRECEDENTE - «È la prima volta che un aggiornamento di Facebook viene considerarato un alibi. In futuro ci saranno sempre più casi simili, considerata la diffusione dei social network», ha spiegato al New York Times un esperto di giurisprudenza online. Ma c'è anche chi non si dice d'accordo con la decisione del giudice. «Chiunque fosse stato a conoscenza dello username e della password avrebbe potuto inserire quell'informazione», ha sottolineato Joseph A. Pollini, docente di Giustizia Criminale al John Jay College, secondo cui i giudici dovrebbero essere più prudenti nell’utilizzo di simili informazioni: «In fondo i ragazzini sono bravissimi a utilizzare internet».

ALTRI CASI - Ad ogni modo, non è la prima volta che Facebook entra nelle aule dei tribunali. Clamoroso il caso del ladro che ha avuto la maldestra idea di controllare il proprio profilo (senza poi disconnettersi) durante un furto in un'abitazione: quanto è bastato per incastrarlo e mandarlo in prigione . Moltissimi poi i casi di tradimenti scoperti attraverso Facebook, utilizzati come prova durante le cause di separazione.

Nicola Bruno


12/09/2009

Usa, rubata collezione di Andy Warhol

Usa, rubata collezione di Andy Warhol

 

La polizia ha offerta un milione di dollari per avere informazioni. Sono state trafugate una decina di tele. Il furto è avvenuto a casa di un collezionista a Los Angeles

 

Le tele rubate nella casa del collezionista di Los Angeles (internet)
Le tele rubate nella casa del collezionista di Los Angeles (internet)

LOS ANGELES- Come ogni mattina è entrata nella sala da pranzo. Per mettere in ordine e spolverare. Ma a differenza di ogni mattina sulle pareti mancavano i quadri. Già, le dieci tele dell'opera «Gli atleti» di Andy Warhol erano spariti. Quadri che valgono milioni di dolalri. Così la donna delle pulizie del noto collezionista Richerd L. Weisman non ha perso altro tempo e ha chiamato la polizia. Il furto è avvenuto il 3 settembre.

LE INDAGINI- Lo rivela il Los Angeles Times. Gli investigatori non capiscono come sia potuto succedere. Non c'è segno di effrazione, senza contare che i ladri hanno lasciato nella casa altri quadri dello stesso artista. Il proprietario era appena partito per un viaggio. Qualcuno parla di furto su commissione. In ogni caso la polizia ha offerto un milione di dollari a chiunque possa fornire notizie utili per ritrovare l'opera. Cioè i ritratti di atleti famosi realizzati alla fine degli anni Settanta dal noto artista pop.


03/09/2009

I ladri entrano in casa sua. E lui mette su YouTube il video del furto

I ladri entrano in casa sua. E lui mette su YouTube il video del furto

 

È accaduto a Quinzano d'Oglio. Il video di un furto nel Bresciano postato in Rete dal derubato. Malviventi ancora in fuga

 

BRESCIA - Sono in due: uno armeggia con una cassaforte, l'altro, all'apparenza più giovane, lo assiste. Si guarda intorno, fa da palo. E si accorge, solo dopo un po', che una telecamera sta riprendendo lui e il "socio". Ladri in azione sulla scena di un furto. Ripreso, secondo dopo secondo, dalle telecamere a circuito interno di un'abitazione a Quinzano d'Oglio, Brescia. Il furto è avvenuto alle 16,30 circa di mercoledì e il malcapitato padrone di casa, il titolare di un salone di auto, ha pensato bene di mettere su YouTube le immagini dei malviventi che hanno saccheggiato la sua casa.

LE RIPRESE - Nelle riprese i ladri si vedono chiaramente in volto e il video si interrompe proprio nel momento in cui i due, accorgendosi di essere filmati, rendono inutilizzabile la telecamera. I malviventi , quattro in tutto, sono riusciti a svuotare anche la cassaforte dell'abitazione e a razziare tutto ciò che hanno trovato di valore. Delle indagini si stanno occupando i carabinieri di Verolanuova e Quinzano, che hanno confermato il furto avvenuto mercoledì. «Aiutateci a prendere i ladri della rapina a Quinzano d'Oglio. Se avete info contattate i Carabinieri di Quinzano d'Oglio tel ..... Qualsiasi dettaglio potrebbe essere utile, abbiamo anche altri video» è il messaggio su YouTube che accompagna il filmato.

«NON ERA MAI CAPITATO» - «Abbiamo acquisito il video prima che la persona derubata lo mettesse in Rete - spiega il maresciallo Sechi -. Non siamo d'accordo con la modalità utilizzata dal titolare di un salone di auto, quella cioè di postare su YouTube il video del furto (rendendo riconoscibili i malviventi, ndr), non ci era mai capitato e potrebbe essere d'intralcio al ritrovamento dei ladri, ancora in fuga, e della refurtiva».

 


09/08/2009

Porto Cervo, rapinata principessa saudita

Porto Cervo, rapinata principessa saudita

 

Furto di gioielli del valore di 11 milioni di euro messo a segno in un hotel esclusivo: sfilata cassaforte dal muro, sarebbe la figlia del viceré del paese


Il Colonna Pevero Hotel, dove è avvenuto il furto
Il Colonna Pevero Hotel, dove è avvenuto il furto

PORTO CERVO - Clamoroso furto milionario a Porto Cervo. Una principessa saudita ha denunciato un furto di gioielli per un valore di undici milioni di euro, come riporta il quotidiano L'Unione Sarda. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo, ma si è appreso che la donna, che sarebbe la figlia del viceré dell’Arabia Saudita, è stata derubata mentre si trovava in vacanza nell'esclusivo Colonna Pevero Hotel, uno dei più lussuosi della Costa Smeralda. I ladri sono riusciti a sfilare dal muro la cassaforte e a scappare. Scoperto il furto, la principessa ha fatto denuncia ai carabinieri, che hanno avviato le indagini.

CASO DELICATO - Dietro il "colpo" potrebbe esserci una banda di rumeni: un clan organizzatissimo che probabilmente poteva contare su basisti ben informati. La Costa Smeralda è infatti sorvegliata 24 ore su 24, non solo da polizia e carabinieri ma anche da vigilantes e guardie giurate. Una brutta gatta da pelare per i carabinieri della stazione di Porto Cervo insieme ai colleghi del nucleo operativo del reparto territoriale di Olbia che si occupano del caso. Un caso deicato anche dal punto di vista diplomatico, tanto che in Costa Smeralda è arrivato l'addetto militare dell’ambasciata saudita a Roma, insieme ad alcuni generali del Paese mediorientale. I ladri hanno portato via oggetti di grande pregio, anche se la polizia giudiziaria ha indicato un valore complessivo di "soli" uno o due milioni di euro, contro gli undici denunciati dalla principessa. Secondo gli investigatori, i malviventi sarebbero penetrati nella stanza d’albergo con un semplice passepartout. Per la soluzione del caso saranno fondamentali le impronte digitali e il Dna all'esame della Scientifica, mentre si cercano tracce della banda nel casellario giudiziario e nell’archivio genetico. I carabinieri puntano anche sull’impianto di videosorveglianza dell'albergo e sulle testimonianze del personale di sicurezza.