20/02/2011
Luca Barbareschi abbandona Fini per il gruppo misto
Luca Barbareschi abbandona Fini per il gruppo misto«Le mie scelte dipendono solo dalle mie idee». Il deputato ed attore aderirà al gruppo misto. Difficile però il suo rientro nel Pdl dopo il no di La Russa
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23/11/2010
Maggioranza battuta alla Camera La minaccia dei finiani: «Niente fiducia»
Maggioranza battuta alla Camera La minaccia dei finiani: «Niente fiducia»Era già accaduto il 9 novembre. Determinante il voto dei deputati di Fli, allineato con quelli di Pd, Idv e Udc
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22/11/2010
Governo, sempre più difficile trovare la fiducia
Governo, sempre più difficile trovare la fiduciaCasini annuncia che l'Udc il 14 dicembre voterà contro Berlusconi, Italo Bocchino reclama diritti sul logo del Pdl e Alessandra Mussolini minaccia: "se la Carfagna non mi chiede scusa non voto a favore del governo"
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20/11/2010
Nuova lettera con minacce di morte a Italo Bocchino
Nuova lettera con minacce di morte a Italo Bocchino“Sai quando esci dalla tua casa, ma non sai quando farai ritorno”: è una parte del messaggio indirizzato al capogruppo di Futuro e Libertà alla Camera. Che a ottobre aveva ricevuto un altro “avvertimento” tramite posta
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19/10/2010
Fini: rivendico il mio diritto a cambiare opinione
Fini: rivendico il mio diritto a cambiare opinioneCosì il presidente della Camera in una lettera al Corriere della Sera risponde a un editoriale che Galli della Loggia aveva dedicato alla situazione del centrodestra. "Non nego il mio passato", spiega il leader di Futuro e libertà
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17/10/2010
Giustizia, Alfano: “Fini dirà sì alla mia riforma”
Giustizia, Alfano: “Fini dirà sì alla mia riforma”Il Guardasigilli, in un’intervista al Corriere della Sera, ribadisce: “Combatteremo con tutte le forze l’idea di un esecutivo tecnico. Anche perché non potrebbe fare la cosa più politica che c’è, ossia la legge elettorale”
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02/10/2010
Giustizia, Fini: "No a riforme che penalizzino i magistrati"
Giustizia, Fini: "No a riforme che penalizzino i magistrati"Il presidente della Camera interviene telefonicamente a un convegno di Generazione Italia: “Fedeli al governo a patto che non venga tradito il programma”. Poi aggiunge: "Il centrodestra si dimentica che buona parte dei voti arriva dal Sud".
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23/08/2010
Berlusconi ai militanti del Pdl «Prepararsi alle urne anche a breve»,prime scintille con la Lega
Berlusconi ai militanti del Pdl «Prepararsi alle urne anche a breve»,prime scintille con la LegaMessaggio ai promotori della libertà: «Non ci faremo logorare». Il premier: «Paradossale la creazione dei gruppi finiani in Parlamento. Verificare coesione della maggioranza». Secondo Luca Zaia i cinque punti non servono a niente e bisogna andare al voto. Ma Fabrizio Cicchitto richiama l'alleato a rispettare la lealtà in Parlamento
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20/08/2010
Pdl, attesa per il vertice sul programma a Palazzo Grazioli
Pdl, attesa per il vertice sul programma a Palazzo GrazioliIl premier presenterà un documento in quattro punti su cui testare la fedeltà dei finiani. Intanto Bossi insiste per votare "il prima possibile". Bocchino: "Summit liturgia inutile, punta a mettere nell'angolo i finiani". Rotondi: "E' il giro di boa"
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08/08/2010
Frattini: «I finiani e le nuove alleanze? Da loro golpismo politico»
Frattini: «I finiani e le nuove alleanze? Da loro golpismo politico»L'intervista Il ministro: «i quattro punti non sono modificabili». Gravissimo che Granata parli di alleanze inedite Bocchino sui coordinatori? Non conosce il premier
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| Franco Frattini e Silvio Berlusconi |
ROMA - I quattro punti fissati sui quali Silvio Berlusconi chiederà la fiducia non sono emendabili. E chi cerca, «attraverso una manovra di Palazzo, nuove alleanze con quanti hanno perso le elezioni, è politicamente golpista», sostiene il ministro degli Esteri Franco Frattini.
Quale tra giustizia, fisco, federalismo e Sud è il tema più ostico per una verifica con i finiani?
«Se le dichiarazioni ascoltate in Parlamento sono coerenti tutti e quattro i punti dovrebbero essere condivisi da Futuro e libertà. Faccio l'esempio del processo breve. Quelle norme sono state approvate in prima lettura senza problemi. È un provvedimento che fa fronte alle lungaggini del processo e che mette al riparo l'Italia dalle accuse e dalle condanne alla Corte di Strasburgo. I finiani, allora componenti del Pdl, lo votarono. Vediamo il lodo Alfano costituzionale. È la conseguenza logica di una sentenza della Corte che ha detto: "con la legge ordinaria non lo potete fare, lo dovete fare con legge costituzionale". Stiamo ragionando su come procedere rispettando i principi della Corte. Un cambiamento che gli stessi finiani hanno condiviso».
È convinto che la giustizia non sia un tema caldo?
«Sì, se c'è onestà intellettuale e la volontà di non tornare indietro rispetto al programma. Se altrimenti c'è una volontà di rimangiarsi il programma votato dagli elettori, allora le cose cambiano. Non è più questione di patto di legislatura, non è più questione di rilanciare quattro punti programmatici, è questione di rinegoziare il programma e sarebbe sbagliato perché su quel programma gli elettori ci hanno votato».
È possibile una ricomposizione con Fini quando un suo seguace come Granata evoca una santa alleanza anti-Berlusconi?
«Prima di risponderle faccio una premessa. La stabilità politica che l'Italia si è conquistata con le elezioni vinte nel 2008 è il primo elemento che porta alla credibilità di un Paese. I nostri partner sanno che c'è una maggioranza in grado di decidere, di prendere impegni, di mantenerli. Non siamo come la maggioranza di Prodi che si impegnava sull'Afghanistan e poi non era in grado di farvi fronte. La stabilità è, pertanto, un fattore prezioso per la credibilità internazionale del Paese e del suo leader...».
Chi mina la stabilità?
«È irresponsabile chi parla di una grande ammucchiata da Vendola a Fini. Non è una questione di politica domestica. È gravissimo che Bersani dica quelle frasi e che Granata si esprima con quelle parole sconsiderate: "vedrete delle alleanze inedite". Sono messaggi ai mercati, agli speculatori internazionali e ai nostri partner in Afghanistan. Qualcuno, nostro competitor economico, avrebbe buon gioco a dire: ecco la solita Italia che cambia un governo ogni 15 mesi. Queste espressioni sono, ripeto, da irresponsabili. Che le dica Bersani, che non sarà mai leader della sinistra, mi paiono la battuta di un disperato. Ma che le usi un esponente come Granata, che dichiara di essere ancora parte della maggioranza, è molto grave. Spero che il presidente Fini, che è stato ministro degli Esteri, lo smentisca. Mi attendo anche che il viceministro Urso - si occupa di commercio estero - intervenga a sua volta, sostenendo che le grandi ammucchiate fanno male all'Italia e quindi vanno respinte».
Il capogruppo dei finiani Italo Bocchino chiede la rimozione degli attuali coordinatori per facilitare il dialogo?
«È un appello irricevibile. All'indomani di uno strappo, chi ha appena costituito un altro gruppo non può avanzare una richiesta del genere. E poi sono note le divergenze di carattere personale tra alcuni ex di Alleanza nazionale e Bocchino. La ricerca di accordo va ricercata, ma su basi diverse. Noto che Italo Bocchino non conosce bene il presidente Berlusconi. Un appello formulato in questa maniera è una buona garanzia per i ministri Bondi e La Russa e l'onorevole Verdini di restare a lungo».
Dovendo fare un pronostico, prevede che abbia successo il chiarimento o si vada al voto anticipato? E in questo caso quando: a novembre o a marzo 2011?
«Mi auguro che la proposta di verifica su cui Berlusconi sta lavorando renda possibile per il governo andare avanti. Perché, ripeto, la stabilità ha un valore prezioso. Se diamo l'impressione ogni giorno di essere in bilico verso le elezioni abbiamo perso credibilità. Lo stato di incertezza non giova».
E se invece i finiani volessero un altro programma?
«Se vogliono un altro programma non possono immaginare nuove alleanze, magari con un gioco di Palazzo, con chi ha perso. Se sostituiamo il gioco di Palazzo alla legittima volontà degli elettori seguiamo un principio golpista, politicamente golpista».
Come valuta la nuova convergenza che si è realizzata sulla mozione contro il sottosegretario Caliendo?
«Quel voto mostra un arretramento su un principio fondamentale che è la presunzione di innocenza. Noi non avremmo mai immaginato di vedere membri eletti con il Pdl, in nome di principi di libertà, di giustizia, di rispetto di diritti delle persone, invocare un principio in cui il semplice avviso di garanzia giustifica l'abbandono di un incarico ministeriale. Questo va oltre la presunzione di innocenza, c'è stato certamente un arretramento. Ci sarà arretramento rispetto al resto? Io mi auguro di no. Ma se ci dovesse essere, noi la grande ammucchiata non la possiamo accettare, dovremmo chiedere con lealtà ai cittadini di ripronunciarsi. L'unica alternativa sarebbero quindi le elezioni anticipate».
Il presidente Fini dovrebbe dimettersi a causa della vicenda della casa in affitto finita al «cognato»?
«Lui ha detto: ben vengano le indagini. Il punto non è giudiziario, ma politico. Qualcuno ha parlato di questione di opportunità, altri di questione di trasparenza. Tutti hanno il dovere di contribuire come possono: basterebbe raccontare, ad esempio, di essere completamente estranei a questa vicenda. Noi ascolteremmo con grande rispetto e attenzione. Noi seguiamo la regola del garantismo non quella del semplice "no comment"».
Lorenzo Fuccaro
Lorenzo Fuccaro
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