04/11/2011
Napolitano: «Crisi senza precedenti». Paracadute dal Fondo monetario (ma Roma lo aprirà?)
Napolitano: «Crisi senza precedenti». Paracadute dal Fondo monetario (ma Roma lo aprirà?)L'EMERGENZA ECONOMICA. Festa delle Forze Armato, il discorso del capo dello Stato. Gli aiuti. Offerta all'Italia una linea di credito da 44 miliardi. Prima intesa sulla «sorveglianza rafforzata»
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02/11/2011
Il Cavaliere pensa a «misure choc», riunione d'emergenza del governo
Il Cavaliere pensa a «misure choc», riunione d'emergenza del governoLa crisi le scelte. Tra le ipotesi, patrimoniale e prelievo forzoso. Al varo i provvedimenti anti-recessione che saranno presentati al G20 di Cannes. Alle 20 Consiglio dei ministri straordinario. Dopo 5 ore terminato il vertice interministeriale a Palazzo Chigi
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26/09/2011
Atene rispetterà gli impegni» Euro, spunta un maxi-piano. Borse volano, Milano guida la rimonta
Atene rispetterà gli impegni» Euro, spunta un maxi-piano. Borse volano, Milano guida la rimontaGiovedì il Parlamento tedesco decide sugli aiutI, Merkel fiduciosa. Venizelos: la Grecia non è il capro espiatorio d'Europa. Crollano le piazze asiatiche. spread btp-bund a quota 386 punti. Avvio in calo per Piazza Affari e le altre poi il recupero, trainate dai bancari. Il listino milanese è maglia rosa
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23/09/2011
I ministri europei al G20: interverremo sul fondo salva-Stati
I ministri europei al G20: interverremo sul fondo salva-StatiL'impegno: nuove misure entro metà ottobre. Dai ministri delle finanze e dai governatori della banche centrali «risposta forte contro la crisi»
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12/11/2010
Berlusconi lascia Seul per tornare tra i guai di casa
Berlusconi lascia Seul per tornare tra i guai di casaIl premier annulla la conferenza stampa al termine del G20 e si precipita su un volo diretto in Italia. Ai suoi continua a ripetere: “Non intendo dimettermi”. Ma il governo è ormai appeso a un filo, lunedì si dimettono i ministri di Futuro e Libertà
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10/11/2010
G20 a Seul su finanza e crisi. Ma tra i Grandi non c'è intesa
G20 a Seul su finanza e crisi. Ma tra i Grandi non c'è intesaCameron alla Cina: «Collabori per riequilibrare L'economia mondiale». Il Comitato di Presidenza: «Ogni Paese è rimasto sulla sua posizione originale»
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06/07/2010
La ragazza del G20 «Dama bianca? Io parlo tre lingue»
La ragazza del G20 «Dama bianca? Io parlo tre lingue»«Mi attaccate perché sono carina»
| Federica Gagliardi su Facebook |
ROMA - La dama bianca è nerissima. «Non sono né un’ochetta, né una dama, né una tenera. È chiaro?». Ma in Italia, sa com’è, una ragazza attraente al seguito di Berlusconi in Canada, inevitabilmente attira su di sé sguardi e cattiverie: «Appunto, sì, cattiverie». Ci vuole un poco di gentilezza per convincerla a raccontarsi. Lei prima si schermisce: «Non sono così importante... ». Ma poi, sorridendo, si apre.
Racconta dettagli privati — «vivo ancora con mamma e papà, mi appoggiano in tutto»—e scenari futuri: «Se farò politica? Per adesso mi preparo, certo mi piace. Ma chissà, non ho la palla di vetro». Non ce n’è bisogno: da anni lei insegue quel sogno, la politica. È stato tutto chiaro una settimana fa: Federica Gagliardi è stata catapultata sui giornali per via della partecipazione al G20 canadese. «È stato istruttivo, basta con questo chiacchiericcio». Oggi è tornata alla normalità, al lavoro trovato da poche settimane: assistente del segretario generale della Regione Lazio. Dica la verità: è così arrabbiata per le dicerie dei colleghi, invidie? «No, ce l’ho coi giornali: indossavo un abito casto, bianco perché c’erano trenta gradi. Ma perché raccontarmi così? Solo perché sono bionda e carina? Fossi stata brutta non vi sareste accorti di me».
È passata dal nulla al vertice dei grandi del mondo: «Ma ho fatto un sacco di gavetta, anche in uno studio legale». Ha fatto altro: candidata con l’Idv, collaborazioni con un assessore di Veltroni, con An, infine il comitato Polverini. Mesi fa l’incontro con Berlusconi, lei al comitato Polverini e lui in visita in una delle iniziative preelettorali: «Gli ho chiesto di fare un’esperienza internazionale. Ed è arrivata la telefonata ». E lei cos’ha fatto? «Mi sono andata a documentare, sul G8 e sul G20». Certo però è insolito che una sua richiesta al premier sia stata subito accolta: «Ma no, ho i titoli necessari». Sì ma vede, Federica: l’Italia è piena di ragazzi che collezionano titoli. «Ma è anche il Paese del gossip. Io parlo tre lingue, ma chi l’ha scritto? Adesso, vedrete, finirò nel dimenticatoio...».
Al. Cap.
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29/09/2009
Iran: programma nucleare, non si discute
Iran: programma nucleare, non si discute
Il 1° ottobre vertice a ginevra. Mosca, no a sanzioni. Il responsabile Salehi: «Non sospenderemo il progetto, è un nostro diritto sovrano. Nulla da dire sul nuovo sito»
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| Ali Akbar Salehi (Reuters) |
L'Iran non sospenderà il suo programma di arricchimento dell'uranio in quanto si tratta di un «diritto sovrano». A due giorni dal vertice a Ginevra fra i Paesi del gruppo 5+1 (Russia, Cina, Usa, Francia, Gran Bretagna + Germania) e Teheran sul nucleare, il numero uno dell'Organizzazione iraniana per l’energia atomica Ali Akbar Salehi getta benzina sul fuoco. «Se abbiamo il diritto di arricchire l’uranio, se abbiamo il diritto di convertire l’uranio, se abbiamo il diritto di produrre combustibile, lo faremo. Non sospenderemo questo progetto perché sono un nostro diritto sovrano. Non siamo disposti a mercanteggiare i nostri diritti sovrani».
IL NUOVO SITO - Ma Salehi va oltre, affermando: «Non discuteremo di nulla che riguardi i nostri diritti nucleari, ma possiamo discutere di disarmo, possiamo discutere della non proliferazione e di altre questioni generali». Quindi ha puntualizzato che questa posizione include il nuovo sito per l'arricchimento dell'uranio la cui esistenza, rivelata recentemente, ha suscitato dure condanne in Occidente. «Il nuovo sito rientra nei nostri diritti e non c'è bisogno di parlarne», ha detto il capo dell'agenzia iraniana, aggiungendo che Teheran non abbandonerà le proprie attività nucleari «neanche per un secondo».
PARLAMENTO - Infine il Parlamento iraniano ha minacciato non meglio specificate «altre decisioni» in campo nucleare se falliranno i colloqui di Ginevra: un documento, diffuso dall'agenzia Khabar, afferma che il prossimo incontro è, per le potenze mondiali, «una storica opportunità» per risolvere i problemi con l'Iran. Le potenze non devono tuttavia ripetere «i passati errori» perché il Parlamento ha il potere di adottare «altre decisioni». Già in passato Teheran aveva minacciato di ridurre la cooperazione con l'Aiea, l'agenzia internazionale per l'energia atomica e di uscire dal Trattato di non proliferazione, se fossero state varate nuove sanzioni.
MOSCA: NO SANZIONI - Nel fronte contrario all'imposizione di sanzioni c'è anche la Russia, secondo cui - per bocca del ministro degli Esteri Serghiei Riabkov - i test dei missili non devono essere utilizzati come pretesto contro Teheran: «Penso che in questa situazione non si debba sfruttare questo fatto come pretesto per promuovere l'introduzione delle sanzioni, anche se questo test nel contesto del dibattito politico sul programma nucleare iraniano aggiunge argomenti a coloro che pongono il problema di passare al dibattito delle sanzioni supplementari».A favore di sanzioni si sono espressi nei giorni scorsi, in occasione del G20, i leader di Francia e Gran Bretagna, Sarkozy e Brown.
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26/09/2009
Iran, esiste un secondo sito nucleare Obama: violazione regole internazionali
Iran, esiste un secondo sito nucleare Obama: violazione regole internazionali
L'italia si associa alla condanna: «fare chiarezza». Teheran ammette l'esistenza dell'impianto finora ignoto. Sarkozy e Brown: sanzioni più pesanti da dicembre
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| Sarkozy e Obama al G20 di Pittsburgh (Reuters) |
MILANO - L'Iran ha un secondo impianto per l'arricchimento dell'uranio. Teheran lo ha comunicato all'Agenzia internazionale per l'energia atomica con una lettera indirizzata al direttore generale Mohamed El Baradei. La Repubblica islamica ammette dunque l'esistenza del sito ma spiega che porterà l'uranio a un livello di arricchimento utile solo per produrre energia per scopi civili e che opererà in conformità con le regole dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica: lo ha detto il responsabile del settore nucleare, Ali Akhbar Salehi.
OBAMA - Dura la reazione della comunità internazionale. Aprendo i lavori del G20 di Pittsburgh, il presidente americano Barack Obama ha detto che Teheran continua a non rispettare i suoi obblighi internazionali e ha chiesto all'Aiea di avviare immediatamente un'indagine, pur sottolineando che gli Stati Uniti restano disponibili ad avviare una trattativa con la Repubblica islamica: «Ci aspettiamo un’immediata investigazione sull’impianto atomico costruito segretamente da Teheran. Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna hanno presentato alle autorità internazionali le prove che l’Iran ha nascosto per anni la costruzione di un sito per l’arricchimento dell’uranio nei pressi della località di Qum. L’Iran ha diritto a perseguire il nucleare civile, ma che la costruzione segreta di questi impianti costituisce una violazione delle norme internazionali». Obama ha dunque chiesto al governo iraniano di consentire immediate ispezioni: «Per l’Iran è arrivato il momento di agire, la notizia di oggi sottolinea la continua mancanza di volontà di mantenere i propri impegni. Ha diritto ad avere un programma nucleare pacifico, ma il programma attuale eccede tali esigenze». L'Aiea ha promesso di far partire l'indagine al più presto.
SANZIONI - Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha proposto di introdurre nuove e più aspre sanzioni contro l'Iran se non prenderà una decisione sul nucleare entro dicembre. Si è detto a favore di penalità più stringenti anche il premier britannico Gordon Brown. Entrambi hanno parlato di «sfida» alla comunità internazionale. L'Iran è «su una strada pericolosa», ha detto Sarkozy, sottolineando che ai colloqui di Ginevra, il prossimo ottobre, «tutti gli argomenti devono essere messi sul tavolo». Non dobbiamo permettere all'Iran «di prendere tempo», ha aggiunto il capo dell'Eliseo. Brown ha quindi esortato la comunità internazionale a «tracciare una linea» che Teheran non possa oltrepassare. Per il leader britannico il programma nucleare iraniano «è la più urgente sfida di proliferazione posta al mondo».
ITALIA E UE - L'Italia si associa alla condanna dei tre leader, come spiega un comunicato di Palazzo Chigi: «La dichiarazione è stata fatta da questi tre Paesi in quanto gli unici che dispongono di apparati e informazioni di intelligence sulla questione. L'Italia è contraria a che l'Iran sviluppi un programma militare nucleare e auspica che Teheran faccia piena chiarezza sul suo programma nucleare. Ci auguriamo che la prossima tornata di trattative faccia chiarezza anche su questo punto». Il ministro degli Esteri Frattini parla di «una grave ombra che Teheran dovrà dissipare» e chiede che l’Aiea avvii un'indagine prima possibile. Anche la cancelliera tedesca Merkel si è detta «molto preoccupata». Per la Ue ha preso posizione l'alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza Javier Solana: «Sosteniamo la posizione espressa da Obama, Brown e Sarkozy». Sulla questione si sono espresse anche Russia e Cina. Da Mosca il presidente Medvedev ha espresso «preoccupazione» chiedendo a Teheran di collaborare appieno con l'Aiea per dimostrare che sta seguendo un programma pacifico prima del vertice di Ginevra e dichiarandosi comunque disponibile a un «dialogo serio» con la Repubblica islamica. Anche Pechino ha sollecitato l'Iran a collaborare con l'Aiea, sottolineando che l'argomento deve essere affrontato attraverso i negoziati e che l'incontro di ottobre potrebbe dare già qualche risultato.
IL DOSSIER - Da anni i servizi di intelligence statunitensi stavano cercando di localizzare il sito e l'Iran ha deciso di rivelarne l'esistenza solo dopo aver compreso che i Paesi occidentali hanno scoperto l'attività clandestina vicino alla città sciita di Qom. Secondo la Casa Bianca a struttura è ancora incompleta ma potrebbe contenere fino a tremila centrifughe e si trova a 150 chilometri dalla capitale. Un funzionario di Washington ha rivelato che all'Aiea è stato consegnato un «voluminoso dossier» preparato da Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia: «Contiene il risultato di anni di osservazione dei lavori dell'impianto clandestino, volevamo accumulare prove irrefutabili». Secondo fonti della Casa Bianca il sito di Qom ha le dimensioni giuste per un uso militare e poteva produrre uranio arricchito sufficiente per un ordigno nucleare o due all'anno. Non era ancora operativo ma poteva diventarlo nel giro di alcuni mesi. Washington sottolinea comunque che la scoperta della struttura da parte della comunità internazionale rende più difficile la costruzione di un'arma atomica da parte di Teheran.
TEHERAN - Dal canto suo l’Iran sottolinea che il sito non è affatto clandestino. Il presidente Ahmadinejad, intervistato dal Time, ha detto di non ritenersi obbligato a informare l'amministrazione americana su ogni nuovo impianto e ha smentito che il programma nucleare sia segreto. «Se Obama vuole sollevare la questione di Qom, questa si aggiunge alle altre cose per cui gli Stati Uniti devono all'Iran delle scuse - dichiara il presidente -. Noi facciamo tutto con trasparenza. Non sono persona da dare consigli a Obama anche perché i suoi errori lavorano in nostro favore. E tuttavia non vogliamo vedere un presidente di un Paese come gli Stati Uniti che fa errori di questo tipo». L'altro impianto iraniano, già conosciuto, è quello di Natanz, posto sotto il controllo dell'Aiea che effettua ispezioni ogni 15 giorni. Teheran, già sanzionata dalla comunità internazionale per non aver sospeso l'arricchimento e per non voler chiarire gli obiettivi dell'attività nucleare, continua a ribadire che il programma ha fini civili e non militari. Ma Stati Uniti ed Europa avanzano dubbi sulle reali intenzioni della Repubblica islamica.
COLLOQUI - Il 1° ottobre riprenderanno a Ginevra i colloqui sul dossier nucleare iraniano tra Teheran e i Paesi del gruppo del 5+1 (i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu più la Germania). Obama ha detto chiaramente che se non ci saranno progressi verranno adottate nuove sanzioni più dure. Anche la Russia ha mostrato un atteggiamento fermo, mentre i Paesi del G8 si dicono disponibili a portare avanti i colloqui fino alla fine dell’anno, in attesa di una risposta costruttiva da parte di Teheran. In caso contrario sarà probabilmente inevitabile un inasprimento delle sanzioni. Il ministro Frattini ha detto che su eventuali penalità si deciderà a fine anno e che non è in programma un'azione di forza: «A dicembre si farà il punto su come sono andati i colloqui, ma un attacco militare da parte di Israele non sarebbe appoggiata dalla comunità internazionale»
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Con G20 nasce il nuovo ordine mondiale Ma il clima è il grande sconfitto
Con G20 nasce il nuovo ordine mondiale Ma il clima è il grande sconfitto
Clima: Barroso «preoccupato per gli scarsi progressi» ottenuti al vertice. Berlusconi: «Il G8 unisce Paesi vicini per cultura. Il G20 parlerà di economia». Dall'Fmi il 5% ai Paesi emergenti.
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| Il presidente Usa Barack Obama, qui con la moglie Michelle, al vertice di Pittsburgh (LaPresse) |
PITTSBURGH - G8 addio, il vertice principale tra i grandi del pianeta diventa il G20 ma a Pittsburgh, e probabilmente anche a Copenaghen, il clima è (e sarà) il grande sconfitto. «A Copenhagen non ci aspettiamo che possa essere definito e uscir fuori un trattato, ma un accordo che potrà poi essere perfezionato nel tempo», ha detto Silvio Berlusconi. E la delusione viene espressa in modo netto dal presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, che si è detto preoccupato per la lentezza osservata nei negoziati internazionali sul clima, e per la mancanza di progressi a Pittsburgh. «Non nascondo la mia preoccupazione per i pochi progressi realizzati», ha detto Barroso.
IRAN - Chiudendo il vertice, il presidente americano Barack Obama ha detto che il mondo non era mai stato così unito nel chiedere all'Iran di tenere fede alle sue responsabilità internazionali in materia di nucleare. «Teheran ha ricevuto l'ammonimento e dovrà dire la verità sul suo programma nucleare nell'incontro del 1° ottobre a Ginevra».
G20 - Il G20 sarà quindi l'unico a occuparsi di questioni economiche mentre il G8, continuerà a riunirsi, ma si focalizzerà su altre questioni, come la sicurezza nazionale. Il G 20 riunirà nel 2010 in Canada e in Corea del sud e nel 2o11 in Francia. Il G8 comunque «non muore» e resterà come un luogo politico di confronto tra i Grandi. «Non credo che questa sia la fine del G8», ha detto Berlusconi, «perché mette insieme otto Paesi molto vicini da valori, tradizioni e principi, mentre nel G20 ci sono Paesi con altre tradizioni e altre origini, come la Cina. Il G8 credo che continuerà ad avere un ruolo di rilievo su temi politici, soprattutto relativi alla sicurezza. Il G20 è impostato sui problemi dell'economia». Dal G20 nasce una nuova intesa, che verrà denominata «Patto di Pittsburgh» proprio dal nome della città della Pennsylvania dove si è svolto il summit. Nel documento finale del vertice, si legge infatti che nasce il patto di Pittsburgh «per la crescita, con la creazione di un framework per lo sviluppo sostenibile. Questo patto prevede che il G20 diventi il forum dove i singoli Paesi verificano l'implementazione e l'efficacia delle misure a sostegno dell'economia».
IL NUOVO RUOLO DEL G20 - L'obiettivo di Pittsburgh è quello di creare un framework, una cornice, per un forte e sostenibile sviluppo. Un patto per una «crescita forte, sostenibile e bilanciata», che passa, in primo luogo, per la trasformazione del G20 in un forum permanente - a livello di capi di Stato e di governo - dove i Paesi verificano in maniera collettiva l'implementazione e l'efficacia delle misure di sostegno, che vengono introdotte dai singoli. Il Patto prevede una «conferma delle misure di stimolo all'economia» il cui ritiro ora «sarebbe prematuro». Niente exit strategy per il momento quindi anche se i Grandi si riservano di metterle in campo «appena il momento economico lo consentirà». Per raggiunge il risultato il percorso tracciato nel framework per la «crescita sostenibile» è, tra l'altro, quello di stimolare la domanda interna, facendola passare da pubblica a privata. E, ancora, assumere iniziative per banche e altre istituzioni finanziarie«. Al fianco del G20 verranno attribuiti più ruoli e collaborazione con il Financial Stability Board (Fsb) guidato dal governatore di Bankitalia Mario Draghi che dovrà essere allargato anche alle economie dei Paesi in via di sviluppo e emergenti. Già entro fine anno i ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali dovranno avviare un processo comune e coordinato di recepimento del framework per la crescita. Riunione che potrebbe tenersi - secondo le prime indiscrezioni - il 7 e l'8 novembre in Scozia.
LE MISURE DECISE A PITTSBURGH - Ma oltre che ridefinire il nuovo ruolo del G20, nel vertice di Pittsburgh sono state prese diverse decisioni per riconfigurare l'economia mondiale sconvolta dalla crisi. Vediamo le principali.
DISOCCUPAZIONE - «In molti Paesi la disoccupazione resta inaccettabilmente alta» e le condizioni per una «ripresa della domanda privata ancora non ci sono». È quanto si legge nel comunicato finale del G20 di Pittsburgh in cui i Grandi «si impegnano a una forte risposta politica fino a quando non ci sarà una ripresa stabile. Ci muoveremo affinché quando la crescita riprenderà crescerà anche l'occupazione». Il presidente di turno del G20, il presidente Usa Barak Obama, ha invitato il suo segretario al Lavoro a organizzare entro il 2010 un meeting internazionale, insieme all'Ocse, per valutare l'evoluzione del mercato del lavoro.
PAESI EMERGENTI - Accordo del G20 per la revisione, di almeno il 5%, delle quote di partecipazione al Fondo monetario internazionale a favore delle economie emergenti. Lo ha annunciato il direttore generale dell'Fmi Dominique Strauss-Kahn. Il G20 inoltre trasferisce ai Paesi emergenti almeno il 3% del proprio diritto di voto all'interno della Banca mondiale.
CLIMA - Il G20 si è impegnato a «intensificare i nostri sforzi, in cooperazione con le altri parti, per raggiungere un accordo a Copenaghen», alla fine dell'anno, dove è in calendario il vertice sulle nuove regole contro l'effetto serra. Ma in una dichiarazione diffusa poco prima della fine del Vertice, Il G20 ha raggiunto un accordo, senza definire però una scadenza precisa, per lo smantellamento progressivo delle sovvenzioni che alcuni Paesi, come Russia e India, versano al settore delle fonti di energia fossili, aumentando l'inquinamento.
BANCHE - Le banche - indica ancora il documento - devono contribuire a stimolare la crescita nel breve periodo assicurando un regolare flusso di credito a privati e imprese mentre nel lungo periodo devono rafforzare la propria base di capitale. Nel documento i leader ribadiscono inoltre gli obiettivi di maggiore trasparenza ed eticità del comparto finanziario onde evitare gli abusi degli ultimi anni. In quest'ambito viene ritenuto opportuno che i prodotti over the counter vengano trattati in mercati regolamentati entro il 2012. Inoltre viene delegato al Financial Stability Forum, l'organo guidato da Mario Draghi, uno studio che vagli ipotesi su come garantire maggiore trasparenza nei mercati dei prodotti derivati evitando abusi e manipolazioni.
BANCHIERI - Gli stipendi dei manager saranno legati «alle performance a lungo termine». Lo confermato Obama. Non ci sarà l'imposizione di nessun tetto generalizzato sui bonus, ma le autorità dei diversi Paesi avranno il diritto di fissare limiti. È il compromesso raggiunto e annunciato dal premier britannico Gordon Brown. Secondo Brown le decisioni prese al G20 permetteranno di salvare 15 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo. I Venti si sono accordati per continuare a dare una decisa risposta politica finché la ripresa non si sarà consolidata, senza ritirare troppo presto le misure di stimolo. Rivedere le politiche sui compensi dei manager è «essenziale nel nostro sforzo per aumentare la stabilità finanziaria», si legge nel comunicato finale del G20, «allineando i compensi alla creazione di valore di lungo terrmine», senza creazione di «rischi». Le linee operative sui compensi elaborate dal Financial Stability Board, presieduto da Mario Draghi, prevedono compensi per i manager delle banche variabili per una quota del 40-60%, revisione dei contratti di fine rapporto, inclusi i paracadute d'oro, bonus garantiti per non più di un anno e compensi differiti nel tempo e pagati in diverse tranche.
LOTTA ALLE SPECULAZIONI - Il G20 inoltre condivide la necessità di combattere le speculazioni ed è pronto ad agire su diversi fronti anche per evitare le manipolazioni di mercato e contenere l'eccessiva volatilità dei prezzi. Un tema, quello della lotta alle speculazioni - fortemente sostenuto dall'Italia - che il documento finale affronta in maniera trasversale. Sul fronte delle regole per la finanza in primo luogo, stabilendo - ad esempio - che i prodotti "over the counter" (sostanzialmente quelli non regolamentati nei listini di Borsa), siano trattati sul mercato entro il 2012. E affidando all'Fsb uno studio per una maggiore trasparenza dei mercati per scongiurare abusi. Occorre ricordare che la quotazione nei mercati non regolamentati detti anche « over the counter» avviene secondo il principio dell'incontro tra la domanda e l'offerta soltanto; perciò il loro valore cambia continuamente e in maniera decorrelata rispetto all'andamento delle Borse Mondiali. La lotta alla speculazione è poi anche sulle materie prime per contenere l'eccessiva volatilità dei prezzi. Sui petrolio viene affidato all'Oisco (International Organization of Securuty Commission) il compito di studiare una regolamentazione sui prodotti petroliferi «over the counter». E misure sono previste anche per il mercato dei prodotti alimentari.
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