10/08/2009

E ora i cinesi sfottono Mourinho

E ora i cinesi sfottono Mourinho

 

Il giorno dopo. Polemiche sul mancato incontro col c.t. locale

 


José Mourinho
José Mourinho

PECHINO — Non è colpa della Lazio se il «ma­resciallo Mou», agli occhi dei fan della Repubbli­ca Popolare, ha perso un po’ della sua magia. Un po’, non tutta. Perché pochi si sono accostati al suo fiero cipiglio, pochi l’hanno visto da vicino. Ma su giornali e blog cinesi i modi bruschi sem­brano aver colpito quanto l’1-2. «La fortuna di Mou è volata via come un uccello dal Nido», sen­tenzia quasi in poesia il commentatore sportivo Dong Lu, giocando sul fatto che in Cina il nome Mourinho è scritto e tradotto Mo Li Niao, «uccel­lo magico». Lo stesso Dong, poi, sottolinea con disappunto i mancati incontri con il c.t. della na­zionale cinese, Gao Hongbo, che avrebbe voluto parlare al collega portoghese: «Gliel’aveva chie­sto non una, ma tre volte…».

Sull’aneddoto si sofferma l’Oriental Sport Daily, che aggiunge — tra l’altro — l’irrequietez­za dell’allenatore interista quand’è andato a farsi un giro al mercato della seta: «Appena si è accor­to che l’autista del pullman era in ritardo, avreb­be voluto guidarlo lui». Un’«ansia» che, secon­do il giornale, Mou avrebbe dimostrato già all’ae­roporto. Il Beijing News si diverte a raccontare che «lo Speciale s’è comportato in modo specia­le », ovvero «criticando la Lazio» ma anche «so­stenendo che in Cina il calcio stenta per colpa dei giornalisti». Un blogger anonimo arriva a contestargli la prova incolore di Thiago Motta: «Un po’ costoso come pezzo di legno, no?». La scontrosità del lusitano, tuttavia, non sem­bra poter intaccare a fondo la simpatia per l’In­ter che ribolliva allo stadio, tra maglie nerazzur­re e cori in cui il suono «Intaa» («Inter» pare im­pronunciabile per i cinesi) assomigliava perico­losamente a un inopportuno «Milaan». Ed è con­siderando proprio il calore del pubblico che il te­lecronista Huang Jiangxiang — licenziato per il troppo entusiasmo in occasione del rigore pro­cacciato da Grosso nella sfida mondiale con l’Au­stralia, 2006 — sostiene: «Peccato, questa Super­coppa arriva in Cina con 20 anni di ritardo». Non ditelo a Mourinho: magari, prima o poi, gli toccherà tornare a Pechino.

Marco Del Corona

Fonte Corriere della Sera