14/10/2010
Leghista affitta un locale per farne una moschea
Leghista affitta un locale per farne una moscheaAlte di montecchio (vicenza). Simpatizzante del Carroccio concede un ex garage: «Non sono razzista, mi fa piacere che i musulmani abbiano un luogo di preghiera. E poi pagano in contanti»
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30/09/2010
Castellammare, s'impicca un operaio Lavorava nell'indotto della Fincantieri
Castellammare, s'impicca un operaio Lavorava nell'indotto della FincantieriSposato con figli, si è tolto la vita per la disperazione di non trovare un posto: era stato licenziato un anno fa
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14/03/2010
Incendio in un locale a Roma: quattro morti
Incendio in un locale a Roma: quattro morti
Un peruviano di 25 anni, un romeno di 24 e due ragazze di origine sudamericana le vittime del rogo scoppiato durante una festa privata nel garage adibito a circolo culturale
Quattro persone sono morte in un incendio scoppiato ieri sera in un seminterrato in via Cappadocia, nel quartiere di San Giovanni a Roma.
Le vittime sono: un operaio romeno di 24 anni, un domestico peruviano di 25, una salvadoregna di 25 anni e una guatemalteca di 21 anni.
Le fiamme sono divampate all'interno di un garage adibito a circolo culturale, denominato ''Sabor latino'', dove era in corso una festa privata. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri a prendere fuoco sarebbe stato l'impianto di amplificazione della musica. Alla festa erano presenti circa trenta persone. Secondo quanto accertato dai militari dell'Arma l'uscita di sicurezza del locale era chiusa a chiave.
Il sostituto procuratore Bice Barborini sta valutando l'apertura di un fascicolo con l'ipotesi di omicidio colposo plurimo. I carabinieri stanno verificando le regolarità della licenza dell'associazione culturale. Quanto alla porta antincendio, il cittadino macedone intestatario della licenza, gestore anche del garage attiguo al luogo dell'incendio, avrebbe riferito agli investigatori dell'Arma che la porta era difettosa ma non chiusa a chiave. Dagli elementi finora acquisiti, i vigili del fuoco ritengono l'incendio causato da una fatalità e non da un atto doloso.
"Era inevitabile che accadesse una cosa del genere: io in quel locale ci sono stato, nulla era a norma". E' il racconto di un abitante della zona di via Cappadocia, a Roma, dove ieri sera, in un seminterrato adibito a locale, è scoppiato un incendio che ha causato la morte di quattro persone.
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01/09/2009
Maxisequestro da 300 kg di hascish
Maxisequestro da 300 kg di hascish
Napoli, nuovo colpo al traffico di droga. Scoperti in un garage 300 kg di hashish

NAPOLI - Oltre 300 chilogrammi di hashish sono stati sequestrati dalla polizia giudiziaria a Giugliano, comune a Nord di Napoli. La droga era nascosta all'interno di un garage.
Il proprietario, un uomo di 34 anni, incensurato è stato arrestato per traffico di droga. Secondo quanto si è appreso successivamente da fonti investigative pare che il garage si trovasse nella disponibilità del clan degli Scissionisti, attivo a Secondigliano, quartiere periferico di Napoli mentre la droga era destinata al «supermarket» di Scampia dove ieri è stata sequestrata droga per un valore di 15 milioni di euro.
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12/07/2009
«Non sono io lo stupratore Avete manipolato il mio Dna»
«Non sono io lo stupratore Avete manipolato il mio Dna»
Roma La fidanzata: sono sotto choc. Gli investigatori: ecco il filmato che lo incastra. Bianchini in lacrime dal pm. Sospettato di casi attribuiti a Joe Codino
Il difensore: «Non gli hanno trovato il passamontagna, solo un taglierino. E l’aggressore non zoppicava?»
ROMA — «Avete manipolato il Dna». Luca Bianchini giura di essere innocente, vittima di un clamoroso scambio di persona. «Fai di tutto per tirarmi fuori di qui. E, mi raccomando, fai il possibile anche per tutelare il mio onore», ha gridato ieri a Regina Coeli al difensore Giorgio Olmi durante il primo incontro dopo l’arresto. «Se è lui il violentatore - ha sostenuto l’avvocato - lo ha fatto senza rendersene conto, e deve essere curato. Altrimenti siamo di fronte a un errore giudiziario come quello della Caffarella».
Bianchini, 33 anni, ragioniere e coordinatore del circolo Pd del Torrino, è accusato di tre stupri, di sequestro di persona e porto abusivo d’arma. Venerdì sera, in questura, davanti al pm Antonella Nespola che cercava di convincerlo a collaborare, il laureando in Giurisprudenza è scoppiato più volte a piangere. Ma non ha confessato, anzi. Seduto su una poltroncina, stringendo un braccio davanti al petto, ha detto solo poche parole. «Avete manipolato il Dna, mi volete incastrare: ho sbagliato solo una volta nella vita, quando ero giovane, ecco perché mi trovo qui. Ma è tutto un errore». E in quello stesso momento, in un’altra stanza sul corridoio, anche la sua ex fidanzata, una ragazza di Cassino, sotto choc non riusciva a trattenere le lacrime: «Conoscevo un altro Luca... Stavamo insieme da tempo, ma non mi sono mai accorta di nulla».
A Regina Coeli, Bianchini è tenuto sotto stretta sorveglianza. E’ in isolamento e la polizia penitenziaria ha ricevuto l’ordine dalla Nespola di non perderlo di vista nemmeno per un attimo per prevenire il rischio di un gesto estremo. Ha trascorso tranquillamente la giornata, ha mangiato solo frutta e ha rifiutato l’ora d’aria. «Prima di essere un cliente è un amico al quale voglio bene - ha spiegato Olmi -. Vederlo lì, è stato uno strazio: non è un mostro, è una persona gentile, affabile, che gode di una stima sociale assoluta. A casa non gli hanno trovato il passamontagna dello stupratore, ma solo un taglierino di 3 centimetri e mezzo. E poi, i testimoni non avevano notato uno che zoppicava?». Per gli investigatori, che ieri hanno divulgato un filmato della notte del 25 maggio nel quale si vede il violentatore in un garage che aggredisce una donna e fugge dopo la reazione, gli indizi contro Bianchini sono invece schiaccianti. Al ragioniere sono state sequestrate mappe degli stupri, ritagli di giornali (uno relativo alla rapina ai danni di Lamberto Sposini, commessa all’ingresso del garage di casa sua, l’anno scorso, da un gruppo di romeni) e un lungo elenco manoscritto di presunte violenze: dal ’97 al maggio scorso, da Tor Carbone a Vigne Nuove, fino all’Aurelio. Una lista ancora tutta da decifrare: «Grotta Perfetta 1-1. Via Millevoi X-1. Val Cannuta X-2». Il diario di altri stupri? Secondo gli inquirenti si potrebbe trattare di sopralluoghi (X) e di successive aggressioni (1-2) su cui adesso sono in corso accertamenti. Sospetti tutti da verificare: di due episodi analoghi, il 3 luglio di 12 anni fa, venne accusato un altro stupratore seriale (soprannominato Joe Codino per i capelli legati dietro alla nuca), che però fu poi scagionato.
Rinaldo Frignani - Flavio Haver
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11/07/2009
Preso lo «stupratore del garage» Una delle aggressioni in un video
Preso lo «stupratore del garage» Una delle aggressioni in un video
La squadra mobile: «Un uomo dalla doppia vita, che si trasforma di notte». Convalidato l'arresto di Luca Bianchini. Fu ripreso da una telecamera mentre tentava una violenza
Soprannominato «lo stupratore del garage», a Roma era diventato un incubo per migliaia di donne. Luca Bianchini, 33 anni, è stato incastrato dal Dna: tre le conferme, ma tra i casi aperti si contano in tutto almeno quindici aggressioni. Ora, dopo la convalida dell'arresto con custodia cautelare in carcere, l'uomo è stato trasferito a Regina Coeli. Un video diffuso dalla Questura di Roma documenta una delle aggressioni, un tentato stupro avvenuto appunto in un garage. Nelle immagini, riprese da una telecamera di sorveglianza, si vede l'interno del parcheggio sotterraneo e l'arrivo dell'auto guidata da una donna; quindi l'aggressore che arriva di corsa, s'infila il passamontagna, raggiunge la vittima predestinata ma poi scappa, forse per la reazione di lei o perché spaventato da altre persone in arrivo.
FIN DAL 2005 - Un uomo dalla «doppia vita», che si trasforma di notte calzando il suo mephisto nero: così Vittorio Rizzi, capo della squadra mobile romana che ha seguito le indagini, ha descritto Luca Bianchini. Fidanzato e con una vita assolutamente normale, Bianchini, secondo quanto affermato dagli inquirenti nel corso di una conferenza stampa, sarebbe autore di almeno 15 stupri o tentati stupri. Gli investigatori, dopo una lunga e intensa attività di indagine, hanno individuato che alcune violenze sessuali messe in atto dal fermato risalgono al 2005. C'è poi un precedente addirittura del '96: appena ventenne, aveva tentato di stuprare la vicina, una donna di 49 anni, e aveva desistito solo per l'intervento del figlio di lei, un bambino di dieci anni. Durante l'udienza preliminare, sulla base di una perizia medico legale, il gip Antonio Trivellini lo ritenne incapace di intendere e di volere al momento del fatto. Quasi una premonizione quella dell'avvocato della donna, Francesco Caroleo Grimaldi, che disse: «In sostanza, si è stabilito che un ragazzo assolutamente normale può aggredire una donna oggetto delle sue fantasie erotiche e rimanere impunito in quanto la scienza ufficiale giustifica tutto con la teoria del raptus».
LA FINE DI UN INCUBO - «È finito un incubo», ha affermato il questore di Roma Giuseppe Caruso nel corso della conferenza stampa in cui sono stati resi noti i dettagli del fermo. Il massimo dirigente degli uffici di via San Vitale ha ringraziato gli uomini della squadra mobile diretti da Vittorio Rizzi, affermando che in questi giorni «è stata messa in atto un'inchiesta di tipo tradizionale, di quelle porta a porta». Caruso ha spiegato che la mobile ha lavorato 24 ore su 24 a questo caso passando al setaccio tutte le zone in cui il seriale ha colpito. Sono stati ascoltati amministratori di condominio, portieri, e, come affermano dalla questura «la gente che vive di notte, compresi i semplici proprietari di cane che portano il loro amico a 4 zampe la notte a fare la pipì». Testimonianze, piccoli indizi che hanno reso possibile l'individuazione di «un insospettabile, dalla vita assolutamente normale».
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03/07/2009
Stuprata mentre parcheggia in garage
Stuprata mentre parcheggia in garage
VITTIMA UNA 25ENNE. La violenza nella notte tra giovedì e venerdì in zona Tor Carbone. Il 4 giugno un'aggressione molto simile
Stava rientrando a casa intorno alle 3 di venerdì notte quando è stata sorpresa alle spalle da un uomo con il volto coperto all'interno del garage condominiale che l'ha violentata. Vittima della violenza, avvenuta in via Sommer, in zona Tor Carbone, alla periferia sud di Roma zona Ardeatina, una studentessa romana di 21 anni. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Squadra Mobile della Polizia di Stato che indagano sulla vicenda.
LA DINAMICA - La ragazza violentata è una studentessa universitaria. La giovane, si è appreso, rientrava a casa, attorno alle 3, dopo una serata con gli amici. Dopo avere parcheggiato l'auto è stata aggredita alle spalle da un uomo che le ha puntato un coltello alla gola. L'uomo aveva il volto coperto da un passamontagna e secondo una prima ricostruzione parlava italiano. La giovane dopo essere stata soccorsa è stata trasportata all'ospedale Sant'Eugenio. Anche lo stupratore della giornalista aggredita alla Bufalotta il 4 giugno scorso durante l'aggressione aveva il volto coperto da un passamontagna, era armato di coltello e parlava italiano.
LA ZONA - L'abitazione della ragazza è una villetta a due piani nella zona residenziale di Tor Carbone. Intorno, giardini pubblici e il parco dell'Ardeatina. Molto verde, ma pochi lampioni e nessun negozio. Una zona molto isolata dunque.
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25/06/2009
Fisco, a Padova falsi poveri in case popolari ma con Porsche e Jaguar
Fisco, a Padova falsi poveri in case popolari ma con Porsche e Jaguar
Tenore di vita da vip e redditi effettivi non dichiarati. Operazione delle Fiamme Gialle che ha indagato gli assegnatari delle vecchie «case popolari»
PADOVA - Una serie di falsi poveri sono finiti nel mirino delle Fiamme Gialle padovane, che hanno scandagliato le situazioni reddituali e patrimoniali di assegnatari delle vecchie «case popolari», che presentano indici di capacità contributiva non in linea con i redditi dichiarati. Scoperti tre padovani assegnatari di case popolari che nei parcheggi degli alloggi tenevano una Porsche Cayenne, una Porsche Carrera 911, una Volkswagen Tuareg ed una Jaguar, veicoli dal valore complessivo di circa 300.000 euro. A Cittadella scoperti invece tre «poveri» imprenditori , proprietari rispettivamente di una BMW M3, una Porsche Carrera S911 ed una Porsche Carrera 911. Dalla successiva attività investigativa è emerso un tenore di vita da vip e redditi effettivi non dichiarati pari a oltre 1 milione di euro.
GLI ESEMPI - Un quarantanovenne, titolare di una ditta di abbigliamento, oltre alla Porsche «Carrera 911» del valore di 76.000 euro, risulta essere proprietario di una villa in città e di una casa in Sardegna, per un reddito complessivo ricostruito dalle fiamme gialle di quasi 250.000 euro. A fronte di tale ricchezza, negli ultimi quattro anni aveva dichiarato in media un reddito annuale pari a 2.500 euro. Un trentaduenne, titolare di una ditta immobiliare, oltre alla BMW «M3» del valore di 66.000 euro, risulta proprietario di una moto Ducati «Supersport», di un autocaravan Mercedes «Viano», di una barca a vela di 13 metri «Bavaria 42» del valore di 120.000 euro, di 5 immobili tra ville ed appartamenti in città e in una nota località montana, per un reddito complessivo ricostruito dalla Guardia di Finanza pari a circa 500.000 euro. Negli ultimi quattro anni aveva dichiarato mediamente un reddito annuale di 12.750 euro. Caso analogo per un trentottenne, socio di una azienda dedita al commercio di legname, oltre alla Porsche Carrera S911 del valore di 68.000 euro, risulta essere proprietario di una moto BMW, per un reddito complessivo ricostruito di quasi 200.000,00 euro, mentre negli ultimi quattro anni aveva dichiarato in media un reddito annuale di 7.000 euro. Complessivamente l'attività di controllo nei confronti dei soli sei «falsi poveri» ha permesso ai finanzieri del Comando Provinciale di Padova di accertare l'occultamento all'Erario di redditi effettivi pari a oltre 2 milioni di euro.
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29/05/2009
In fiamme traghetto Napoli-Palermo, evacuati i 490 passeggeri a bordo
In fiamme traghetto Napoli-Palermo, evacuati i 490 passeggeri a bordo
Nessun ferito. la nave era a 25 miglia dal capoluogo siciliano. Il garage del «Florio» della Tirrenia è andato a fuoco la gente messa in salvo sulle scialuppe
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| Il traghetto «Florio» della Tirrenia (dal sito navimania.net) |
PALERMO - Un incendio è scoppiato a bordo della motonave della Tirrenia «Florio», in navigazione tra Napoli e Palermo. Secondo i vigili del fuoco, le fiamme si sono sviluppate nel garage, quando la nave si trovava a 25 miglia da Palermo. Per spegnere l'incendio sono infatti al lavoro, oltre all'equipaggio, anche i vigili del fuoco provenienti da diversi comandi della Sicilia.
EVACUATI - I passeggeri, a bordo c'erano 490 persone, sono stati evacuati con le scialuppe di salvataggio mentre, come detto, il personale della nave è rimasto a bordo. Nessuno è rimasto ferito o intossicato. Lo riferiscono al Comando generale delle Capitanerie di Porto. «I passeggeri e parte dell'equipaggio stanno per raggiungere Palermo a bordo delle unità che li hanno soccorsi e, allo stato, non viene segnalato tra loro alcun ferito», dicono alla Guardia costiera. In tempi rapidi infatti tutti i passeggeri della Florio sono stati trasbordati sulle motovedette della Guardia costiera intervenuta sul posto.
Sul posto erano giunte sei motovedette delle Capitanerie di Porto e due navi (il mezzo della Snav in servizio fra Napoli e Palermo e il traghetto che copre la tratta Termini Imerese-Genova) che hanno preso a bordo i passeggeri e sono arrivate a Palermo. Anche l'incendio è sotto controllo. A bordo del traghetto sono rimasti 25 uomini di equipaggio, che stanno cercando di salvare la nave, anche con l'aiuto di due rimorchiatori.
LE CAUSE - «Secondo una prima ricostruzione le fiamme si sono sprigionate, intorno alle 4 di mattina, dal garage della nave, sotto il Ponte 6. A quel punto i passeggeri sono stati fatti salire sulla plancia ed è ripresa la navigazione. Dopo mezz'ora si sono bloccati i motori del traghetto, sono divampate nuovamente le fiamme ed è ripreso a salire il fumo». Lo ha detto, ricostruendo le fasi dell'incendio scoppiato sulla nave Florio, che faceva rotta da Napoli a Palermo, l'ammiraglio Ferdinando Lavaggi. «Sul posto - ha aggiunto Lavaggi - sono arrivate immediatamente le motovedette e, comunque, a poca distanza c'era una nave della Snav. Dopo il secondo allarme è stato deciso di fare evacuare la Florio».
CINQUE IN OSPEDALE - Cinque passeggeri del traghetto sono stati trasferiti in ospedale subito dopo il loro arrivo nel porto di Palermo. Secondo quanto si apprende, sono in preda a uno stato di choc e intossicati dal fumo sprigionatosi dall'incendio a bordo del traghetto. Si tratta di 2 donne e 3 uomini le cui condizioni non sembrano destare preoccupazione.
10:22 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (1) | Segnala
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13/04/2009
Non vede la figlia di 14 mesi e la investe
Non vede la figlia di 14 mesi e la investe
Tragedia ad Eboli, in provincia di Salerno. Il padre, 28 anni, stava uscendo in retromarcia dal garage. La piccola era dietro l'auto
EBOLI - Ha investito la figlia di 14 mesi con la sua auto. Si stavano preparando a partire per festeggiare la Pasquetta quando si è verificata la tragedia. Erano passate da poco le 10 ed il papà della piccola Valentina stava portando fuori dal garage dell'abitazione, in via Serracapilli, ad Eboli (Salerno) la sua Mercedes per far salire a bordo la famiglia. Avviata la retromarcia l'uomo di 28 anni non si era accorto che nel frattempo la figlioletta di 14 mesi si era messa proprio dietro alla vettura. La piccola, sfuggendo alla vigilanza della madre, si era recata dalla vicina cucina nel garage per raggiungere il padre che, non avendola vista, l'ha investita in pieno con la parte posteriore dell'autovettura.
INUTILE LA CORSA IN OSPEDALE - A nulla sono servite le grida della madre, troppo tardi si è arrestata la marcia del veicolo. I genitori della piccola l'hanno subito soccorsa trasportandola all'ospedale di Eboli dove poco dopo è morta per politrauma. Il padre è stato deferito in stato di libertà per omicidio colposo e la vettura sottoposta a sequestro. La salma è stata posta a disposizione della magistratura. Le indagini e i rilievi sono state affidate alla Carabinieri della Compagnia di Eboli.






