21/04/2011

Violazione della privacy, accuse alle Apple: iPhone e iPad raccolgono i dati riservati

Violazione della privacy, accuse alle Apple: iPhone e iPad raccolgono i dati riservati

Gli iPhone e gli iPad raccolgono i nostri dati: precisamente luogo e ora di utilizzo degli apparecchi. Lo riporta il Daily Mail. L'Adoc chiede l'intervento del Garante per la privacy

Continua...


02/07/2009

Il Garante: «La Rete aiuta la democrazia ma i dati personali vanno tutelati»

Il Garante: «La Rete aiuta la democrazia ma i dati personali vanno tutelati»

 

Relazione annuale del presidente Francesco Pizzetti al Parlamento. Blog e social network aiutano la comunicazione mondiale. In Italia: «No a sanzioni per i giornalisti»

 

Francesco Pizzetti (Ansa)
Francesco Pizzetti (Ansa)

ROMA - Un occhio all'informazione globale e un altro a quella del nostro paese. Il Garante per la protezione dei dati personali Francesco Pizzetti ha svolto la sua relazione annuale al Parlamento. «Dai blog ai social network fino al recentissimo, e già quasi invecchiato, sistema twitter ha detto Pizzetti - sempre di più oggi l'informazione è il prodotto di una comunicazione continua e collettiva a livello mondiale». Il presidente del Garante ha poi aggiunto che «quanto sta avvenendo in Iran dimostra che su questi strumenti, e specialmente sui più innovativi, poggia una forma di resistenza democratica mai immaginata prima».

NO ALLE SANZIONI PENALI CONTRO I GIORNALISTI ITALIANI - Venendo all' Italia «per quanto riguarda le nuove regole relative ai limiti della pubblicabilità delle informazioni acquisite e trattate dai giudici» il Garante per la protezione dei dati personali ritiene opportuna una nuova disciplina, ma «ribadisce perplessità sul ricorso a sanzioni penali a carico dei giornalisti» ha detto il presidente Francesco Pizzetti in Parlamento. «Peraltro - ha aggiunto - non tocca all'Autorità fissare le regole che presiedono al rispetto della libertà di informazione garantita dalla Costituzione, se non quando siano concretamente in discussione eventuali e puntuali violazioni della riservatezza dei cittadini». A suo avviso infatti «non c'è ragione di ritenere che la regolazione in via generale della libertà di stampa abbia una diretta e immediata connessione con la tutela della privacy, che deve essere sempre valutata caso per caso».

DIFFUSIONE DEI DATI PERSONALI - Il Garante per la protezione dei dati personali ha poi anche apprezzato «ogni azione intesa ad aumentare l'efficienza della pubblica amministrazione e a incrementare l'uso di tecnologie per accelerare e rendere più agevole il rapporto con i cittadini». Ma c'è anche un allarme: «Non possiamo non sottolineare la pericolosità della diffusione in rete senza adeguate misure di protezione e di controllo, dei milioni di dati personali che l'amministrazione quotidianamente tratta». Al fine di combattere «inefficienze e assenteismo - inoltre - può essere sufficiente la pubblicazione aggregata dei dati e una efficace tempestività nel colpire i singoli in difetto».

I NUOVI PROBLEMI CHE NASCONO CON GLI ARCHIVI ONLINE - «Qualunque fatto del passato» contenuto negli archivi on line dei giornali e delle testate televisive «viene riproposto nel presente. Il che, collegato con i motori di ricerca e con la loro caratteristica di decontestualizzare le notizie catturate in rete, provoca problemi inediti, potenzialmente lesivi della vita delle persone». È questa un'altra perplessità espressa dal presidente dell'autorità garante della privacy, Francesco Pizzetti nel rapporto 2008. «Il passato diventa un eterno presente e non vi è più possibilità di sperare che vicende anche dolorose, appartenenti ad anni lontani della esistenza di una persona cadano nell'oblio, confinate negli archivi tradizionali». Molto resta quindi da fare per risolvere il problema «dalle implicazioni imprevedibili».

ALLARME SPAM - Altro allarme: «il fenomeno dello spam continua a crescere». Un problema che «non comporta solo aggravi per gli utenti. Attraverso questi messaggi e-mail possono» infatti «essere trasmessi anche programmi spia e software "maligni", che determinano furti e manipolazione dei dati contenuti nei computer e spesso danni irreparabili ai programmi installati».


24/02/2009

Telefonia: Agcom multa 5 operatori

Telefonia: Agcom multa 5 operatori

 

Sanzioni per 2,8 milioni di euro a Vodafone, Telecom Italia, Opitel, Bt Italia ed Eutelia, infrazioni relative a portabilità, indici di qualità e servizi non richiesti

 

Multe dall'Agcom per diversi operatori di telefonia (Ansa)
Multe dall'Agcom per diversi operatori di telefonia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MILANO - L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), nell'ambito della sua attività a tutela dei consumatori, ha concluso negli ultimi mesi una serie di procedimenti diretti a verificare la corretta osservanza - da parte di alcuni operatori telefonici - delle norme in tema di portabilità del numero, servizi non richiesti, indici di qualità, applicando sanzioni per complessivi 2.804.000 euro. Lo annuncia la stessa Agcom. Gli operatori multati sono Vodafone (1.680.000 euro), Telecom Italia (536mila euro), Opitel (348mila euro), Bt Italia ed Eutelia (120mila euro ciascuna).


18/10/2008

Facebook nel mirino dei Garanti della privacy

Facebook nel mirino dei Garanti della privacy

  

380344962.jpg
Un identico richiamo a chi i social network li frequenta e a chi li gestisce: maggiore attenzione alla privacy. Le piazze virtuali, più che quelle reali, si prestano, infatti, all'uso indiscriminato e senza regole dei dati personali. Per questo i Garanti della riservatezza di tutto il mondo, riuniti per la conferenza annuale che questa volta si è tenuta a Strasburgo, ieri – giornata conclusiva dei lavori – hanno approvato un documento che è un monito a tutti i social network. Ad iniziare da Facebook, il più frequentato.

I Garanti partono da una premessa: le nuove tecnologie sono un'opportunità, ma nascondono anche parecchie insidie per la privacy. Al momento ci sono, per esempio, solo deboli contromisure per evitare che i dati personali, una volta immessi in un social network (ma lo stesso dicasi per qualunque sito), finiscano, per effetto dei motori di ricerca, alla mercé di tutti e rimangano online per un tempo indefinito. Come ha ricordato Francesco Pizzetti, il presidente dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali che ha partecipato alla conferenza, su internet non esiste un diritto all'oblio. Per questo il documento – riprendendo quanto stabilito con il Memorandum messo a punto a Roma nel marzo scorso, durante l'incontro del working group sulla riservatezza nel settore delle telecomunicazioni – invita gli utenti dei social network a tenere cari i propri dati personali (i minori non dovrebbero, per esempio, mai rendere noti indirizzo di casa e numero di telefono), ricorrendo magari all'uso di uno pseudonimo. Precauzioni che, seppure dalla portata limitata, sono comunque utili a contenere l'uso illecito dei dati.

Le raccomandazioni più forti sono, però, dirette ai provider, che, si legge nel documento, «hanno una speciale responsabilità» verso gli utenti di Facebook e delle altre agorà virtuali. I provider, dunque, oltre a ricordarsi che esistono norme a tutela della riservatezza personale, devono far proprie le dieci prescrizioni impartite dai Garanti. A iniziare dal fatto che gli utenti dei social network devono essere informati in modo chiaro ed esaustivo circa le possibili conseguenze a cui potrebbero andare incontro pubblicando informazioni sulla loro persona. Inoltre, i provider devono circoscrivere l'accesso ai profili degli utenti e prestare particolare attenzione a usi diversi da quelli principali (per esempio, per finalità di marketing), attraverso il ricorso a particolari garanzie, soprattutto nel caso di dati sensibili.

Altra raccomandazione è di tenere alto il livello delle misure di sicurezza, per scongiurare intrusioni negli archivi, e di ricordare sempre agli utenti che possono esercitare il diritto di accesso, chiedendo, in caso di irregolarità, la correzione o la cancellazione delle informazioni registrate. Infine, i dati degli utenti devono essere resi accessibili ai motori di ricerca solo quando esiste un consenso esplicito e informato dell'interessato

 


16:39 Scritto in INTERNET | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: facebook, social network, garante, privacy, gestione | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook