25/10/2010

Il Garante obbliga Google a segnalare gli itinerari delle auto di Street View

Il Garante obbliga Google a segnalare gli itinerari delle auto di Street View

Privacy. Non più riprese "a sorpresa". Macchine riconoscibili con cartelli o adesivi. Percorsi pubblicati sul web, su giornali e radio locali. Sanzioni fino a 180mila euro. La regola italiana è il prima in Europa

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30/06/2010

Intercettazioni, Pizzetti: "Libertà di stampa in pericolo"

Intercettazioni, Pizzetti: "Libertà di stampa in pericolo"

Per il Garante della Privacy nel ddl "si sposta il punto di equilibrio tra libertà di stampa e tutela della riservatezza, tutto a favore della riservatezza". Fini: "Le esigenze di sicurezza non possono annullare libertà".

 

 

 

No agli "eccessi che causano la prevalenza del diritto all'informazione su quello della privacy", ma serve "bilanciare la tutela della privacy con il rispetto della legalità".
Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, intervenendo a Montecitorio in occasione della Relazione del Garante per la protezione dei dati personali sull'attività svolta nel 2009 (sopra, il video).
"Gli eccessi che causano la prevalenza del diritto all'informazione su quello della privacy - ha detto Fini - devono spingerci a trovare una soluzione diversa da quella di coloro che pensano che il contemperamento tra il diritto alla riservatezza e le esigenze della sicurezza, della legalità e dell'informazione possa scaturire spontaneamente".
"Una cosa, infatti - ha aggiunto - è sostenere che una legge possa essere formulata diversamente e meglio, tutt'altra cosa è, invece, accettare che il costo morale e materiale della sicurezza possa essere pagato da quanti alla fine potrebbero essere riconosciuti come innocenti".
Per Fini comunque "ricercare un equilibrio per coniugare le esigenze di protezione della collettività con quelle del rispetto della libertà e della identità del singolo cittadino rappresenta un compito a cui non possono sottrarsi le istituzioni democratiche nel gestire quotidianamente ele terogenee problematiche della sicurezza".
Per il presidente della Camera, "la tutela di diritti fondamentali quali la riservatezza, la libertà, la sicurezza delle transazioni commerciali" ha comunque un "carattere di urgenza e di indifferibilità".

INTERCETTAZIONI -
Nel disegno di legge sulle intercettazioni "si sposta oggettivamente il punto di equilibrio tra libertà di stampa e tutela della riservatezza, tutto a favore della riservatezza" e questo "può giustificare che da molte parti si affermi che, così facendo, si pone in pericolo la libertà di stampa". E' l'analisi del presidente dell'Autorità garante per la privacy, Francesco Pizzetti, nella Relazione annuale al Parlamento.
Alla vigilia della giornata di mobilitazione indetta per domani dalla Federazione nazionale della stampa, Pizzetti punta il dito contro il discusso provvedimento, pur sottolineando che la preoccupazione per la libertà di stampa presenta "un qualche eccesso", dal momento che la norma condiziona solo "la pubblicazione dei testi delle intercettazioni".
Nella Relazione annuale al Parlamento il presidente del Garante per la privacy, Francesco Pizzetti, raccoglie "la preoccupazione per le sanzioni previste per gli editori" nel disegno di legge sulle intercettazioni. Sanzioni che "comportano necessariamente un loro maggiore intervento rispetto alla pubblicazione delle notizie".
Tale scelta, sottolinea Pizzetti, "costituisce una discontinuità significativa" rispetto ad altri Paesi di grande tradizione democratica, che pure concepiscono la libertà di stampa "come un diritto e un dovere degli editori non meno che dei direttori e dei giornalisti".
"L'Italia, infatti - afferma il Garante - con la legge sulla stampa approvata in diretta attuazione della Costituzione, ha consapevolmente distinto la responsabilità e il ruolo dell'editore da quello del direttore, mettendo i direttori al riparo da ogni condizionamento diretto da parte dell'editore, anche in ragione del fatto che questi, nel nostro Paese, ben raramente sono editori puri".


RAI -
Rispetto alla Rai, spiega Pizzetti nella Relazione annuale al Parlamento, "l'Autorità ha sempre detto che la protezione dei dati non è di ostacolo alla conoscibilità dei dati aziendali relativi all'uso delle risorse pubbliche, a partire dagli emolumenti corrisposti". Quanto però alle modalità di diffusione, "come abbiamo di recente precisato, sono previste dalla legge - sottolinea il Garante - solo attraverso la pubblicazione sul sito dell'azienda".
"Recentemente - ricorda Pizzetti - insieme ad altre Autorità, siamo stati nuovamente investiti del problema dal direttore generale della Rai. Esamineremo nuovamente con attenzione il tema, anche se non sembrano esservi state innovazioni normative che impongano di cambiare orientamento".

IL WEB -
Il futuro della privacy si gioca sul web, che mette a dura prova gli istituti giuridici tradizionali e gli stessi principi della protezione dati, e sulla capacità di individuare soluzioni, "anche a livello internazionale” ha poi detto Pizzetti.
Il presidente dell’Autorità Garante cita, tra l'altro, il contrasto "tra la protezione del diritto d'autore e la necessità di non consentire tracciamenti indiscriminati per perseguire eventuali violazioni", gli "interrogativi che pongono i motori di ricerca, che per loro natura non hanno limiti alla cattura e utilizzo di dati personali"; i "rischi, spesso ignoti agli utenti, posti dai social network" e, in particolare, "quelli connessi ai nuovi servizi offerti da Google".
E' il caso, spiega il Garante, di "Google Latitude, che consente a un utente la localizzazione geografica di un altro utente semplicemente acquisendo il consenso con un sms, o Google Maps, che nella modalità my location localizza la posizione del soggetto che ne fa uso". Senza dimenticare "Google Street View che, oltre ad aver mappato le nostre città, ha raccolto illecitamente informazioni su reti wireless prive di protezione".


19/05/2010

Privacy, il Garante apre istruttoria su Google Street View

Privacy, il Garante apre istruttoria su Google Street View

L'Autorità vuole verificare "la liceità e la correttezza del trattamento dei dati personali". Sotto accusa le auto che, oltre alle immagini, hanno raccolto anche comunicazioni elettroniche e informazioni relative alla presenza di reti WiFi

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Il Garante per la Privacy contro Google. L’Autorità ha avviato un’istruttoria per verificare “la liceità e la correttezza del trattamento dei dati personali effettuato nell’ambito del servizio Street View”. Il procedimento riguarda il territorio italiano ma anche altri Paesi, tra cui la Germania, si starebbero muovendo contro il motore di ricerca. Sotto accusa la raccolta effettuata dalle auto di Street View che, come ha ammesso Google Italia, non ha riguardato solo immagini ma anche dati relativi alla presenza di reti wireless e di apparati di rete radiomobile. Sarebbero stati captati anche frammenti di comunicazioni elettroniche, prevalentemente trasmesse dagli utenti su reti WiFi non protette.

Google dovrà comunicare al Garante la data di inizio della raccolta delle informazioni, con quale modalità e per quale finalità è stata effettuata, per quanto tempo e dove sono conservati i dati. La società dovrà chiarire, inoltre, se ha usato apparecchiature o software particolari e se le informazioni siano accessibili ad altri o se siano state cedute. L’Autorità ha invitato Google a sospendere qualsiasi trattamento dei dati raccolti fino ad una nuova direttiva.


27/04/2010

Il Garante della privacy: «Telecamere solo garantendo la libertà delle persone»

Il Garante della privacy: «Telecamere solo garantendo la libertà delle persone»

Nuove regole per la videosorveglianza. Da sei mesi ad un anno per adeguarsi. Appositi cartelli per segnalare la loro presenza e verifica dell'authority prima della loro attivazione

 

Due telecamere per la videosorveglianza nel centro Milano (Ansa)
Due telecamere per la videosorveglianza nel centro Milano (Ansa)

Sistemi integrati di videosorveglianza solo nel rispetto di specifiche garanzie per la libertà delle persone. Appositi cartelli per segnalare la presenza di telecamere collegate con le sale operative delle forze di polizia. Obbligo di sottoporre alla verifica del Garante della privacy, prima della loro attivazione, i sistemi che presentino rischi per i diritti e le libertà fondamentali delle persone, come i sistemi tecnologicamente avanzati o «intelligenti».

I TEMPI - Queste, in sostanza, le nuove regole varate dall'Autorità Garante per la protezione dei dati personali per installare telecamere e sistemi di videosorveglianza da parte di soggetti pubblici o privati. Il periodo per adeguarsi è stato fissato, a seconda degli adempimenti, da un minimo di sei mesi ad un massimo di un anno. Il provvedimento generale, che sostituisce quello del 2004 e introduce importanti novità, si è reso necessario - spiega il Garante - non solo alla luce dell'aumento massiccio di sistemi di videosorveglianza per diverse finalità ma anche in considerazione dei numerosi interventi legislativi adottati in materia: tra questi, quelli più recenti che hanno attribuito ai sindaci e ai comuni specifiche competenze, in particolare in materia di sicurezza urbana, così come le norme, anche regionali, che hanno incentivato l'uso di telecamere. Il provvedimento, di cui è stato relatore Francesco Pizzetti, in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, tiene conto delle osservazioni formulate dal Ministero dell'interno e dall'Anci.

LE REGOLE - Ecco in sintesi le regole fissate dal Garante. Principi generali Informativa: i cittadini che transitano nelle aree sorvegliate devono essere informati con cartelli della presenza delle telecamere. Nel caso in cui i sistemi di videosorveglianza installati da soggetti pubblici e privati siano collegati alle forze di polizia è necessario uno specifico cartello, sulla base del modello del Garante. Le telecamere istallate a fini di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica non devono essere segnalate, ma il Garante auspica comunque l'utilizzo di cartelli che informino i cittadini. Conservazione: le immagini registrate possono essere conservate per periodo limitato e fino ad un massimo di 24 ore, fatte salve speciali esigenze di ulteriore conservazione in relazione a indagini. Per attività particolarmente rischiose (es. banche) è ammesso un tempo più ampio, che non può superare comunque la settimana. Eventuali esigenze di allungamento dovranno essere sottoposte a verifica preliminare del Garante. Settori di particolare interesse Sicurezza urbana: i Comuni che installano telecamere per fini di sicurezza urbana hanno l'obbligo di mettere cartelli che ne segnalino la presenza. La conservazione dei dati non può superare i 7 giorni. Sistemi integrati: per i sistemi che collegano telecamere tra soggetti diversi, sia pubblici che privati, o che consentono la fornitura di servizi di videosorveglianza «in remoto» da parte di società specializzate (es. società di vigilanza, Internet providers) mediante collegamento telematico ad un unico centro, sono obbligatorie specifiche misure di sicurezza. Per alcuni sistemi è necessaria la verifica preliminare del Garante. Sistemi intelligenti: per i sistemi di videosorveglianza dotati di software che permettono l'associazione di immagini a dati biometrici (es. «riconoscimento facciale») o in grado, ad esempio, di riprendere e registrare automaticamente comportamenti o eventi anomali e segnalarli è obbligatoria la verifica preliminare del Garante. Violazioni al codice della strada: obbligatori i cartelli che segnalino i sistemi elettronici di rilevamento delle infrazioni. Le telecamere devono riprendere solo la targa del veicolo. Deposito rifiuti: lecito l'utilizzo di telecamere per controllare discariche di sostanze pericolose ed «eco piazzole». Settori specifici Luoghi di lavoro: le telecamere possono essere installate solo nel rispetto dello norme in materia di lavoro. Vietato comunque il controllo a distanza dei lavoratori, sia all'interno degli edifici, sia in altri luoghi di prestazione del lavoro (es. cantieri, veicoli). Ospedali e luoghi di cura: no alla diffusione di immagini di persone malate mediante monitor quando questi sono collocati in locali accessibili al pubblico. È ammesso, nei casi indispensabili, il monitoraggio da parte del personale sanitario dei pazienti ricoverati in particolari reparti (es.rianimazione), ma l'accesso alle immagini deve essere consentito solo al personale autorizzato e ai familiari dei ricoverati. Istituti scolastici: ammessa l'installazione di sistemi di videosorveglianza per la tutela contro gli atti vandalici, con riprese delimitate alle sole aree interessate e solo negli orari di chiusura. Taxi: le telecamere non devono riprendere in modo stabile la postazione di guida. Trasporto pubblico: lecita l'installazione ma rispettando limiti precisi come l'angolo visuale circoscritto. Web cam a scopo turistico: la ripresa deve avvenire con modalità che non rendano identificabili le persone. Soggetti privati Tutela delle persone e della proprietà: si possono installare telecamere senza il consenso dei soggetti ripresi, ma sempre sulla base delle prescrizioni indicate dal Garante. (Fonte: Ansa)