18/11/2010

Mussolini e Carfagna ai ferri corti «Mara flirta politicamente con Bocchino»

Mussolini e Carfagna ai ferri corti «Mara flirta politicamente con Bocchino»

La ministra replica ironica: brava brava. e si becca un «rovini il partito». La nipote del duce scatta una foto (col cellulare) ai due in aula alla Camera. E accusa: «Vergogna». Il ministro:«Alessandra è in evidente crisi di visibilità e urla»

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02/04/2009

Statali, Brunetta alle impiegate: basta spesa durante gli orari di lavoro

Statali, Brunetta alle impiegate: basta spesa durante gli orari di lavoro

 

LA CARFAGNA IN PLATEA REAGISCE: «NO A FACILI PROVOCAZIONI». Richiamo del ministro: «Cerco di rompere un equilibrio perverso». Proteste delle donne

 

Renato Brunetta (Omega)
Renato Brunetta (Omega)

ROMA - Basta con le donne che durante l'orario di lavoro fuggono dal ministero per andare a fare la spesa: parola del ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, secondo il quale «il lavoro pubblico deve essere al servizio dei cittadini e non può essere un ammortizzatore sociale di genere». Questo è, secondo Brunetta, ciò che le lavoratrici del servizio pubblico hanno spesso fatto in passato. Il ministro parlava dinanzi a una platea composta quasi esclusivamente da donne, nel corso di un convegno sulle pari opportunità. E le sue parole hanno scatenato vivacissime reazioni. «Protestate pure - ha risposto il ministro - ma è così. Io non voglio più che le donne scappino dall'ufficio per fare la spesa, per poi tornare a casa all'una e mezza e avere difficoltà a gestire la famiglia e tutto il resto». «Vi siete chiesti il perchè della femminilizzazione della scuola e del lavoro ministeriale? E come mai ci siano poche donne ai vertici? I controlli sull'assenteismo per malattia è una lotta di liberazione per le donne. Far finta di essere malate per accudire i figli o i mariti vuol dire buttare via la propria professionalità: bisogna rompere queste compensazioni perverse».

CARFAGNA- Ma le dichiarazioni di Brunetta hanno provocato la reazione del ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna presente in sala, che ha polemizzato con il collega sul richiamo di quest'ultimo alle dipendenti pubbliche che vanno a fare la spesa durante l'orario di lavoro. Alle donne in platea, che avevano duramente contestato il ministro Brunetta, Mara Carfagna ha detto: «non fatevi scoraggiare. Non cadiamo nelle facili provocazioni». Ha poi aggiunto, sempre polemizzando con il collega che aveva parlato di «chiacchiere sulla parità», che «i gap esistono, non sono chiacchiere, soprattutto nel mondo del lavoro».

PENSIONI - Anche il tema delle pensioni al femminile torna di nuovo d'attualità. Entro l'estate la sentenza dell'Unione europea sull'aumento dell'età di pensionamento per le donne del pubblico impiego «dovrà essere rispettata» ha aggiunto Brunetta sottolineando che «dopo si aprirà il dibattito sul resto del sistema». Successivamente quindi potrebbe cominciare la discussione su una possibile armonizzazione del settore pubblico con quello privato, elevando anche in quest'ultimo l'età delle donne lavoratrici. Brunetta ha affermato comunque di non essere sicuro «di avere la maggioranza nel resto del governo e nel resto del paese. Il ministro della Funzione Pubblica ha sottolineato che tutti i risparmi che dovessero venir fuori dalla equiparazione dell'età di pensionamento di vecchiaia per uomini e donne dovranno essere investiti nel settore, ad esempio nell'aumento degli asili nido. «Se si rompe l'equilibrio - ha detto Brunetta - tutto ciò che si risparmia deve essere usato nel ciclo di vita della donna. Se si rompe questo modello bisogna ristrutturare l'intero modello».


16/03/2009

Stalking, due arresti al giorno Parte a razzo la nuova legge

Stalking, due arresti al giorno Parte a razzo la nuova legge

 

Il ministro Carfagna: al via un team di carabinieri specializzato. In tutta Italia da fine febbraio 40 in manette. Impennata dei casi negli ultimi due giorni: sono stati una dozzina

 

Manuel Suquinagua Mora accusato di Stalking, violenza sessuale ed estorsione (Lapresse)
Manuel Suquinagua Mora accusato di Stalking, violenza sessuale ed estorsione (Lapresse)

ROMA - Siamo un popolo di stalker. Ce ne siamo accorti da quando esiste il nuovo reato che ha, appunto, un nome inglese: lo stalking. I molestatori che minacciavano, ingiuriavano e perseguitavano non se li filava nessuno. Da quando invece, una ventina di giorni fa, è entrato in vigore il decreto legge che ha messo tutti insieme questi reati (creando lo stalking) gli inquirenti si sono attivati. E gli arresti si susseguono a ritmo frenetico. Circa quaranta in una ventina di giorni. Praticamente due al giorno. In una caccia senza confini: da Trento a Caltanissetta, passando per L'Aquila, Sanremo, Sassari, Catanzaro, Ascoli Piceno, Milano, Bologna, Savona, Bari, Ravenna, Genova, Arezzo, San Benedetto del Tronto, Treviso, Arezzo, Sorrento.

Il decreto legge del governo è diventato operativo il 25 febbraio. E il 2 marzo Stefano Savasta, cinquantenne di Milano, ha varcato le soglie del carcere inaugurando la serie di arresti: alla sua «ex» recalcitrante aveva fatto bere del tè condito con interiora di topo morto. Il 4 marzo è toccato ad un sessantacinquenne di Sorrento: il suo desiderio maniacale per una donna lo ha portato a perseguitarla ovunque e sfregiarla anche con una lametta. Il 5 marzo un altro arresto a Milano, il 7 a Sanremo, l'8 a Genova. Poi la serie è diventata esponenziale. Ed è schizzata su con un picco altissimo, come fosse un sismografo impazzito. Ed ecco che soltanto negli ultimi due giorni sono finiti nelle carceri italiane una dozzina di stalker. E se soltanto si volesse proseguire, non ci sarebbe che l'imbarazzo della scelta su chi sbattere nelle patrie galere.

Almeno a giudicare dagli ultimi dati Istat che ci segnalano che dal 2002 al 2007 sono stati ben due italiani su dieci a rimanere vittima dello stalking. La maggior parte sono donne. La stragrande maggioranza degli stalker sono partner o, preferibilmente, ex. Ma non soltanto. La nuova legge sullo stalking non si limita a punire i delitti a sfondo sentimentale, passionale o sessuale. Persecuzioni, molestie, ingiurie e minacce vengono perseguite a trecentosessanta gradi. Si tratti di aggressioni o di persecuzioni telefoniche, sms compresi. Ce n'è di lavoro, volendo. E Mara Carfagna, ministro per le Pari opportunità, su questo tasto ha intenzione di continuare a lavorare. È stata lei che ha fortemente voluto l'introduzione di questo reato. È sempre lei che adesso annuncia la creazione di un nuovo gruppo di carabinieri dedicati soltanto allo stalking.

Spiega, infatti: «Abbiamo firmato un protocollo d'intesa con il ministero della Difesa, seguito dalla convenzione con il mio ministero e il comando generale dell'Arma così da creare questo gruppo. Ovvero una dozzina di carabinieri scelti tra ufficiali e sottufficiali che lavorerà preso il ministero per dedicarsi allo stalking». Non è soltanto una storia di semplici persecuzioni e molestie verbali. Troppo spesso la follia che acchiappa la mente per motivi di gelosia o di cieca vendetta, degenera nelle tragedie più buie. Ce lo spiegano ancora i dati del nostro Istituto di statistica. Sono numeri che fanno venire i brividi. Dicono che ben il 39% dei delitti commessi tra partner o ex partner erano crimini ampiamente annunciati. Per capire: la vittima era stata esplicitamente minacciata di morte. Com'è successo ad Ozieri, Sassari, dove un uomo di 34 anni è stato arrestato per aver più volte minacciato di morte la sua ex convivente di 31 anni e anche suo fratello.

Ma pur senza arrivare all'omicidio la violenza è pane quotidiano per il nostro popolo di stalker. Pensiamo ad Ivano Biffi, 38 anni, ex portiere della Sanremese, oggi pizzaiolo. Il 7 marzo, finalmente, è stato portato dietro le sbarre. Ma nel frattempo aveva avuto il tempo di provocare un trauma facciale all'ex moglie. Come mai? Non voleva che la donna si ricostruisse un'altra vita, al di là di lui. Oltre la violenza fisica, c'è anche una grande componente di violenza psicologica. Ad Asiago, Vicenza, le minacce violente e ripetute di Enzo Mussarra, 47 anni di Messina, stavano impedendo alla sua ex fidanzata di poter condurre una vita normale. La sua esistenza era diventata un alternarsi di stati di ansia e di paura. Come quasi sempre succede alle vittime degli stalker.

Alessandra Arachi

 



14/01/2009

«Amo le donne che spezzano gli schemi Sul set? Mai la Carfagna, sì a Luxuria»

«Amo le donne che spezzano gli schemi Sul set? Mai la Carfagna, sì a Luxuria»

Intervista a Tinto Brass: Il regista più scandaloso d'Italia. Giovedì legge De Sade al Teatro di Ringhiera di Milano per il festival sull'erotismo «Appunti in Rosso»

 

 

Tinto Brass
Tinto Brass
                                               
 
 
 
MILANO - Sfogliando «Le 120 giornate di Sodoma» del marchese De Sade, proverà a spiegare la differenza. «La pornografia è onesta. L'erotismo invece è l'illusione di quegli intellettuali che con le parole hanno ucciso il sesso». Tinto Brass domani sale in cattedra, ospite di «Appunti in rosso», il festival sull'erotismo al Teatro di Ringhiera.
 
 
 
Brass, che cosa uccide la sensualità?
«L'ipocrisia. In Italia i poteri culturali e religiosi hanno appesantito tutto. Davanti all'eros annacquato difendo la pornografia conturbante».
E il valore artistico?
«Picasso diceva che l'arte non è mai casta e quando è casta vuol dire che non è arte. «L'origine del mondo» di Courbet è un quadro pornografico di grande valore artistico».
A che punto siamo nella rivoluzione sessuale?
«Di notte facciamo sesso di gruppo, di giorno siamo benpensanti. Ho appena finito di girare "Impotenti esistenziali" di Cirillo: stavolta faccio l'attore e interpreto un editore puritano che sogna la segretaria sotto la scrivania».
I giovani?
«Le ragazze di oggi mi piacciono, sanno quello che vogliono e come ottenerlo. Amo le donne che spezzano gli schemi, come era mia moglie (Carla "Tinta" Cipriani, scomparsa due anni fa, ndr): ci teneva a dire che era stata lei a prendere l'iniziativa con me».
Come è andata?
«Mi invitò al cinema a vedere Chaplin. Il film era così bello che mi scordai di baciarla. Ci tornammo una seconda volta, pomiciando tutto il tempo ».
Cosa le manca di lei?
«Era il fiammifero della mia lussuria. Bellissima, con un graffio nero sotto le palpebre».
Le occhiaie?
«Una donna con le occhiaie permette di fantasticare».
L'attrice più sexy?
«Stefania Sandrelli. Mentre sul set de "La chiave" le spiegavo come farsi baciare da Branciaroli, lei si sciolse tra le mie braccia: aveva una sensualità epidermica e incontrollabile».
Serena Grandi?
«Un piatto di polenta e osei: gratificante e carnale. I giornali l'hanno inchiodata, senza capire che per una bella donna invecchiare è feroce».
Francesca Dellera?
«Frivola e scottante, ma pigrissima. Ho fatto da Cupido tra lei e Silvio Berlusconi: lui si invaghì vedendo una sua foto sul set di "Capriccio"».
La conversione della Koll?
«Aveva sempre il sorriso a fior di labbra. Ma nel suo culo avevo intuito qualcosa di mistico. Il sedere è lo specchio dell'anima: sono un ass-man, ce l'ho scritto nel cognome. Nomen omen».
Il ministro Carfagna ha detto che non reciterebbe mai in suo film.
«Ma io alla Carfagna non proporrei nulla: a Venezia quelle come lei le chiamiamo "cassafatti": so tutto io, faccio tutto io... l'antisesso, come gli uomini onniscienti. Meglio la Gelmini, ha lo sguardo sempre attraversato dal turbamento».
Chi vorrebbe sul set?
«Federica Pellegrini, ci spero tanto. In passato ero pazzo della Lewinsky. Le "maitresse à penser" l'hanno massacrata, ma tutte avrebbero voluto essere al suo posto».
Vladimir Luxuria?
«Mi piacerebbe: ha un'intelligenza sensuale».
Moana Pozzi diceva che ciò che accadeva nella sua vagina non la riguardava.
«Infatti era la migliore. La presenza-assenza rende grande un attore. Bisogna essere un po' schizofrenici, scindersi da se stessi. Per questo non condanno la prostituzione».
Si spieghi meglio...
«Una professione come un'altra, come il calciatore che vende la sua gamba. Peggio chi vende il suo cervello».
Sesso e potere?
«Si intrecciano, ma sono agli antipodi: uno è la gioia del vivere, l'altro la tristezza. C'è un'espressione siciliana che spiega bene la divisione: "Cummanari è megghiu ca futtiri"».
Le donne milanesi?
«Mi piacciono. Hanno in bocca il sorriso della Gioconda, il ghigno di chi è sessualmente soddisfatto».
A Milano non si lavora troppo per pensare al sesso?
«Ma no, eppoi c'è sempre il sesso in ufficio, che ha i suoi perché».

 

IL FESTIVAL

Lo show delle Nina's Drag Queens
Lo show delle Nina's Drag Queens
«Appunti in Rosso», il festival sull'erotismo di Atir al Teatro di Ringhiera (via Boifava 17, Milano, euro 10, tel. 02.58.32.55.78), si apre giovedì 15 gennaio con Tinto Brass (ore 20.45) che parla di pornografia leggendo De Sade. Alle 23, show delle Nina's Drag Queens. Venerdì 16 Francesca Mazzuccato spiega l'erotismo del «Don Giovanni» di Molière. Sabato 17, durante la serata dedicata all'«amore» Greta Giavedoni interpreta Seerauber Jenny di Brecht e legge un brano del «Cantico dei cantici». In chiusura, festa con il duo Nut&Rusty. Ultimo incontro domenica 18 dedicato ai «Sensi» (ore 18): Meri Gorni legge «I manga giapponesi», alle 19 Elena Guerrini parla di cucina erotica. Nel foyer è allestita la mostra «1967-1972: dal Bikini all’Hard», di Sandro Avanzo, con libri, riviste e fotoromanzi osé d’epoca.

 


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03/11/2008

Il ministro Carfagna querela Guzzanti

Il ministro Carfagna querela Guzzanti

Dopo la richiesta di danni alla figlia Sabina ora tocca al padre. Nel mirino le frasi sul blog: «Calendarista alle pari opportunità, inadatta. Una nomina di scambio»

 

 

Il ministro Mara Carfagna (Emblema)
Il ministro Mara Carfagna
 
 
 
 
ROMA - L'ufficio stampa del ministro per le Pari Opportunità ha annunciato la decisione di Mara Carfagna di presentare querela penale per diffamazione nei confronti di Paolo Guzzanti per «quanto di falso da lui sostenuto nel suo blog». Il ministro aveva già chiesto un milione di euro di danni a Sabina Guzzanti, difesa dal padre, per alcune sue dichiarazioni durante una manifestazione dell'Idv nei mesi scorsi.

IL BLOG - Il ministro viene definito «calendarista alle pari opportunità», «inadatta» a ricoprire quel ruolo. Non solo: quella di Berlusconi, nei suoi confronti, afferma il sen. Guzzanti sul suo blog, sarebbe stata una «nomina di scambio». Nel suo sito, deputato del Pdl, definisce Mara Carfagna «calendarista dalle pari opportunità» e sostiene di non voler parlare della persona ma di un principio. «Il punto, lasciamo perdere la Carfagna, facciamo finta che non esista - scrive tra l'altro Paolo Guzzanti - è: è ammissibile o non ammissibile, in una democrazia ipotetica, che il capo di un governo nomini ministro persone che hanno il solo e unico merito di averlo servito, emozionato, soddisfatto personalmente?». In serata, l'accesso al blog dell'ex presidente della commissione Mitrokhin era molto difficile.

 


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01/10/2008

Carfagna in campo per i gay «Aggravanti a chi discrimina»

Carfagna in campo per i gay «Aggravanti a chi discrimina»

A Parigi esordio europeo per la responsabile delle Pari opportunità. Il ministro: «Io non ce l'ho con gli omosessuali, voglio che sia chiaro. Servono norme più severe e dico sì ai DiDoRe»

 

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PARIGI — È emozionata e rincorre le parole, lì nella conferenza sul palco dell'istituto del mondo arabo di Parigi. A ogni intervento, appena cominciato, già ripete: «... mi avvio a concludere ». E chissà se la paura di Mara Carfagna è di non riuscire a dire tutto, proprio lì. Nel suo esordio da ministro in Europa. Tutto quello che in Italia sta cercando di fare per un ministero che si chiama Pari opportunità e per il quale in questi due giorni a Parigi si è trovata a confronto con tutti i ministeri dell'Unione Europea.

Due giorni intensi. Densi. Spagna e Francia, Svezia, Lussemburgo, Grecia, Repubblica Ceca: ce ne è da sentire, capire, appuntare. Nell'esordio della conferenza a prendere la parola è stata Patricia Prendiville, il direttore esecutivo del-l'Ilga, l'associazione europea degli omosessuali. Ha sciorinato dati sulle discriminazione dei gay, in Europa. Numeri che superano il 70 per cento, un po' ovunque. «Questo è un problema che voglio tenere in considerazione », commenta il ministro Carfagna. E dice: «Per questo sto preparando una norma che prevede un'aggravante per gli atti di discriminazione di tipo sessuale. Qualsiasi atto di discriminazione ». Non sta scherzando, garantisce.
Anzi, dice ancora: «L'articolo 3 della Costituzione parla chiaro. E non vuole discriminazioni di tipo sessuale, così come non le ammette per la religione, la cultura l'età. Ecco perché l'aggravante verrà prevista anche per quegli atti di violenza che vengono perpetuati soltanto per contestare un orientamento sessuale ».

È seria, Mara Carfagna: «Io non ce l'ho con gli omosessuali. Vorrei che sia chiaro ». È decisa: «Sono anche favorevole a una legge che riconosca loro i diritti che oggi non hanno». Per capire: è d'accordo con i Didore che stanno preparando i ministri Gianfranco Rotondi e Renato Brunetta. Spiega, infatti: «Non è nel programma di governo una legge sui diritti degli omosessuali, ma va bene farla».
Quando è salita sul palco per confrontarsi con le ministre dell'Unione Europea, Mara Carfagna ha raccontato del suo disegno di legge sulla prostituzione, del garante dell'infanzia, della legge sullo stalking. Ma ha aspettato di scendere da lì per annunciare qualcosa che nel resto dell'Europa è già un progetto diffuso e da noi sembrava un sogno lontano: «Stiamo preparando un progetto di integrazione per i rom».


Usa il plurale il ministro Carfagna perché garantisce: «Questo progetto lo stiamo portando avanti in tre ministeri: l'Interno e l'Istruzione insieme al mio. È un progetto di integrazione e di alfabetizzazione, quest'ultimo destinato soprattutto a più piccoli. Ai bambini».
Progetto di integrazione per i rom d'Italia? Cosa prevede? Quanti soldi verranno stanziati? Dzamila Stehlikovà, ministro dei Diritti umani della Repubblica Ceca, ha spiegato che in Europa ci sono ben undici Paesi già impegnati in un progetto internazionale di un decennio, cominciato nel 2005. E da noi che succede? «Ci stiamo lavorando in tre a questo progetto», ripete il ministro Carfagna. E spiega: «Non me la sento di dire da sola queste cifre, queste informazioni. Ma garantisco che il progetto è in piedi ed è serio e non sono soltanto chiacchiere».