24/01/2011

«No a un governo Pld senza Berlusconi»

«No a un governo Pld senza Berlusconi»

Su LA STAMPA L'offerta del leader Udc: pronti a entrare in maggioranza ma senza premier. Gasparri e Rotondi replicano alla proposta di Casini: «Non si prescinde dalla guida del Cavaliere»

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20/05/2009

Caso Mills, a Ballarò il "vaffa" di Vendola

Caso Mills, a Ballarò il "vaffa" di Vendola

 

Diverbio tra il governatore pugliese e il capogruppo del Pdl al Senato. La replica a Gasparri sull'assessore pugliese indagato: «Io l'ho sostituito. Tu perché difendi il premier?»

 

MILANO - Il processo Mills e le motivazioni della sentenza di condanna per corruzione dell'avvocato inglese che coinvolgono anche il premier («Mills mentì per Berlusconi, sostengono i giudici di Milano) irrompono nel dibattito politico e anche in tv. Dando luogo, in diretta a Ballarò, a una lite dai toni piuttosto accesi tra il capogruppo del Pdl, Maurizio Gasparri, e il leader di Sinistra e libertà e governatore pugliese, Nichi Vendola. Il primo fa andare su tutte le furie il secondo, che a un certo punto sbotta in un «vaffa.....» di cui l'interlocutore sembra non accorgersi.

Dopo l'intervento del premio Nobel per l'economia Amartya Sen sulla crisi, Gasparri prende la parola e punge Vendola, ricordando l'inchiesta che costrinse alla dimissioni l'ormai ex assessore alla Salute della Regione Puglia, Alberto Tedesco, indagato per presunti abusi relativi alla fornitura di servizi e prodotti da parte di società private ad alcune Ausl della Regione e subito sostituito dal governatore Vendola. Il caso Tedesco citato da Gasparri fa andare su tutte le furie il leader di Sinistra e libertà: «Ci vuole coraggio a parlare di questo nel giorno della sentenza Mills» è in sostanza la posizione di Vendola. «Io ho subito sostituito l'assessore indagato e tu difendi il premier» è l'accusa rivolta dal governatore pugliese all'esponente del Pdl. «Berlusconi ha l'appoggio della maggior parte degli italiani» è la replica di Gasparri. A questo punto il diverbio. Le voci di Vendola e Gasparri si accavallano e i tentativi di Floris di placare gli animi dei due ospiti servono a poco. Il governatore pugliese si lascia sfuggire un «vaffa.....» quasi bisbigliato, detto tra i denti, ma accompagnato da un gesto di stizza che lascia pochi dubbi di interpretazione. Gasparri non coglie. Forse. Nessuno degli altri ospiti in studio sembra notare l'accaduto. E la trasmissione prosegue.

C. Arg


13/02/2009

Gasparri: «Santoro e Vauro? Due volgari sciacalli»

Gasparri: «Santoro e Vauro? Due volgari sciacalli»

 

«Colpa di gestori della Rai che per fortuna stanno per essere cacciati come meritano». La risposta dell'Idv. «Vomitano insulti con le tasche piene di soldi dei cittadini»

 

 

(Imagoeconomica)
 

                                                                                   

 

ROMA - «Santoro e il presunto comico Vauro sono due volgari sciacalli che vomitano insulti con le tasche piene di soldi dei cittadini. Gente così offende la verità, alimenta odio e merita solo disprezzo totale della gente perbene. L'insulto è la loro regola. Colpa di gestori della Rai che per fortuna stanno per essere cacciati come meritano». Lo dichiara in una nota il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, in riferimento alla puntata di «Annozero» andata in onda giovedì sera.

MURA(IDV) - A nota risponde con una nota Silvana Mura, deputata di Idv: «Le parole di Gasparri hanno un grande pregio, quello di illuminare la strada a chi fatica ad orientarsi nel mondo della politica. Dall’abituale scomunica del venerdì che il presidente dei senatori del Pdl lancia su Santoro e Annozero - prosegue - tutti possiamo trarre due importanti lezioni. La prima è che la colpa gravissima di Santoro e Vauro, accusati di alimentare odio, è quella di aver riproposto le serene parole pronunciate da Gasparri sul caso Englaro. La seconda lezione è che la maggioranza si appresta ad epurare la Rai, dal momento che è lo stesso Gasparri che annuncia la "cacciata meritata" dei vertici. Viene da dire che sulla Rai tutto procede come da copione».

VENIER (PDCI) - «Da Gasparri parole violente: la libertà di informazione è in pericolo»: lo sostiene Jacopo Venier, responsabile Comunicazione del Pdci. «La violenza delle parole con cui il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, si scaglia contro Santoro e Vauro, a cui va la nostra solidarietà, dal momento che Annozero rappresenta oramai una delle poche isole di controinformazione davvero libere nel panorama televisivo italiano, rappresenta il punto di non ritorno a cui è giunta la destra italiana - dice Venier -. La libertà di informazione è sempre più in pericolo. Il Pd, che con questa destra scende a patti spartitori anche sulla Rai, se ne renda conto, altrimenti rischia di diventare sempre più complice del disegno autoritario di questo governo».

BUTTI (PDL) - «Come sempre accade, la sinistra che si occupa di informazione scende in campo per difendere l'indifendibile trasmissione di Santoro», dice Alessio Butti, capogruppo del Pdl in commissione di Vigilanza, in difesa di Maurizio Gasparri. «La malafede - prosegue - aleggia nei commenti a sostegno dell'ex europarlamentare, perché tra tutti i format di approfondimento di cui la sinistra può chiaramente disporre in Rai, Annozero è in assoluto il più contestato, il più volgarmente fazioso, il più a senso unico. È fisiologico che in questa Rai i conduttori delle trasmissioni più importanti di approfondimento, eccezion fatta per Vespa, abbiano chiare simpatie per la sinistra politica ...». «Eppure Santoro - secondo Butto - vuole sempre distinguersi, è costantemente sopra le righe, è preda di una supponenza per nulla giustificata, anche quando invita suoi colleghi giornalisti, pure di sinistra. Ha un ego spropositato, per dirla con Luciano Ligabue, «da far vedere ad uno bravo davvero un bel po'...». Anche giovedì sera - conclude - il «nostro» si è distinto, spalleggiato dai noti sodali, nell'aggressione verbale e «mimica» ad esponenti del centrodestra, naturalmente assenti in studio. Il problema è serio, non si può più commentare con superficialità e malafede».

LA REPLICA A GASPARRI - Michele Santoro e Vauro Senesi non replicano direttamente alle parole pesanti di Maurizio Gasparri. Ma sul sito del programma, nella rubrica «Vaf» (valutazioni a freddo), compare la vignetta che ha fatto infuriare Gasparri, proposta in chiusura della puntata dedicata a Eluana Englaro. Michele Santoro, durante la trasmissione, aveva più volte citato Gasparri, il quale sulla vicenda di Eluana aveva attaccato, pur senza citarlo, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per non aver firmato il decreto. In particolare, il giornalista aveva ricordato la frase dello stesso Gasparri (richiamato anche da Gianfranco Fini): «Il capo dello Stato lo rispetto, figuriamoci se non voglio rispettarlo. Se ho offeso qualcuno chiedo scusa, ma non ritengo di averlo fatto e non rinuncio alle mie idee». Sul finire della puntata, dunque, nella consueta carrellata di vignette, la matita acuminata di Vauro ha colpito Gasparri: nel disegno c'è il presidente dei senatori del Pdl un pò stralunato, sotto la scritta: «Anche Gasparri chiede un minuto di silenzio» con il senatore che commenta così: «Così si sentono meglio le stronzate che dico» (Guarda la vignetta).


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26/12/2008

Gasparri-Di Pietro, affondi e querele

Gasparri-Di Pietro, affondi e querele

L'esponente del Pdl attacca: «Lui e il figlio non se la caveranno». Replica: «Lo porto in tribunale»

 

 

Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl (Ansa)
Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl 
 
 
 
 
 
ROMA - A sferrare il primo schiaffone verbale di Natale è Maurizio Gasparri e il bersaglio è di quelli che non stanno a prenderle senza reagire. «Di Pietro è un moralista alle vongole. L'ingombrante figlio non è nuovo ad abusi - attacca il presidente dei senatori del Pdl prendendo spunto dalle recenti inchieste napoletane -. Aspetto ancora risposta ad una mia antica interrogazione con la quale anni fa chiesi al ministero dell'Interno come mai Cristiano Di Pietro, da poco arruolato in polizia, era stato avvicinato a casa, al commissariato di Vasto, scavalcando graduatorie e con palesi abusi». Gasparri poi rincara chiedendosi polemicamente «come ha fatto il babbo a sapere che erano intercettate le telefonate tra il pargolo e Mautone?» e concludendo da par suo: «Di Pietro non se la caverà. Lo tratteremo in pubblico come merita. È adatto al circo, non alla politica».

 

gasparridipietro.jpg

 

 

 

 

 

IL DUELLO - Quanto basta per suscitare la replica dell'ex pm e attuale leader dell'Italia dei Valori, intenzionato a quanto sembra a passare alle vie legali per difendere l'onore vilipeso del figlio. «Gasparri insiste con le diffamazioni, pensando di farla franca solo perché è un deputato. Lo citerò in giudizio sperando che non voglia avvalersi dell’immunità parlamentare. Così vedremo finalmente chi dei due ha ragione».

 

 

 

 


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