21/06/2011
Sterminata intera famiglia nelle campagne siciliane
Sterminata intera famiglia nelle campagne sicilianeOMICIDIO. Padre, madre e figlio uccisi a colpi d'arma da fuoco vicino a Gela: forse un raid punitivo
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18/05/2011
Operazione Tetragona: smantellate cosche mafiose di Gela estese al Nord
Operazione Tetragona: smantellate cosche mafiose di Gela estese al NordAccuse di estorsione, associazione mafiosa, traffico di droghe e incendi. In particolare nelle province di Varese e Genova: 63 mandati di arresto
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24/04/2010
Gela, trovato sulla spiaggia corpo del secono bimbo annegato
Gela, trovato sulla spiaggia corpo del secono bimbo annegatoUna donna si era gettata in mare insieme ai due bambini. Lei si è salvata, i piccoli sono morti
E' stato trovato sulla battigia del castello di Falconara a Gela il corpo di Andrea Pia D'Augusta, il bambino di due anni che la madre, Vanessa Lo Porto di 31 anni, ieri, in un raptus di follia, ha ucciso facendolo annegare in mare, assieme a un altro figlio autistico di nove anni. A fare il ritrovamento sono stati carabinieri della compagnia di Gela e del comando provinciale di Caltanissetta. Nella zona erano impegnati nella ricerca anche un motovedetta e un elicottero dell'Arma.
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23/04/2010
Annega i figli in mare, tragedia a Gela
Annega i figli in mare, tragedia a GelaIn provincia di caltanissetta. Ha tentato di suicidarsi insieme ai bambini di 2 e 9 anni ma si è salvata. Poi ha chiamato i carabinieri
GELA - Una donna ha tentato di uccidersi insieme ai figli gettandosi in mare, lei si è salvata mentre i due bambini di 2 e 9 anni sono morti. È una tragedia senza fine quella avvenuta sulla spiaggia di Gela, in provincia di Caltanissetta.
SEPARATA - Vanessa Lo Porto, 30 anni, si è recentemente separata dal marito. Dopo l'omicidio e tentato suicidio, nella zona balneare di Manfria, ha chiamato i carabinieri dicendo di aver ucciso i propri figli. Quindi è stata portata in ospedale e lì le sono stati somministrati dei sedativi. Difficili le operazioni di recupero dei due corpi a causa del mare mosso: quello del bambino di 9 anni è stato trovato dai carabinieri e sono in corso le ricerche dell'altro.
Redazione online
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16/10/2009
Diplomi facili: chiuse 12 scuole in Sicilia e Calabria, 7 arrestati, 200 denunciati
Diplomi facili: chiuse 12 scuole in Sicilia e Calabria, 7 arrestati, 200 denunciati
Gli istituti si facevano pagare da 3000 a 5000 euro per un diploma, ma creavano anche false carriere scolastiche, coinvolte scuole di gela, Licata e Catania
GELA (CALTANISSETTA) - Dodici scuole chiuse fra la Sicilia e la Calabria, sette arresti, duecento denunce. È il bilancio dell'operazione Atena che ha messo a segno la Guardia di finanza. Gli indagati devono rispondere tra l'altro di associazione per delinquere finalizzata al rilascio di «diplomi facili».
COME FUNZIONAVA - L'organizzazione aveva base prevalentemente a Gela, Licata e Catania , ma con ramificazioni nel resto dell'Isola e in Calabria. Grazie ad un complesso sistema si facevano apparire come effettivamente realizzate attività scolastiche (frequenza, didattica, esami e così via) in realtà mai realizzate. Ne avrebbero usufruito studenti di tutta Italia che pagavano da 3000 a 5000 euro per un diploma di scuola secondaria. A seconda del prezzo pagato veniva concesso anche di «costruire false carriere scolastiche ad hoc sostenendo esami, anch'essi pilotati, per saltare qualche anno». Una truffa messa in atto, sottolineano le Fiamme gialle, «anche attraverso il coinvolgimento dei docenti i quali si prestavano alle falsificazioni dei registri e dei vari atti d'esame, coscienti della scarsissima preparazione degli studenti. Alla redazione di atti falsi partecipava anche personale amministrativo in servizio presso gli istituti scolastici, consentendo l'iscrizione di alunni anche se privi dei requisiti necessari, ed addirittura, in alcuni casi, effettuando iscrizioni al quinto anno pochi giorni prima di sostenere l'esame di Stato».
ATTIVITA' ILLEGALE - L'attività illegale si realizzava anche attraverso il coinvolgimento dei docenti i quali si prestavano alle falsificazioni dei registri e dei vari atti d'esame, coscienti della scarsissima preparazione degli studenti. Alla redazione di atti falsi partecipava anche personale amministrativo in servizio presso gli istituti scolastici, consentendo l'iscrizione degli alunni anche se privi dei necessari requisiti previsti e addirittura, in alcuni casi, effettuando iscrizioni al quinto anno pochi giorni prima di sostenere l'esame di Stato. Le indagini, condotte attraverso la meticolosa analisi degli atti e dei registri, nonchè attraverso attività tecniche, hanno permesso di individuare oltre quattrocento diplomi rilasciati illegittimamente ovvero sulla scorta di false attestazioni. Si è appurato che gli studenti, oltre a non frequentare, sostenevano esami farsa in quanto dall'esito del tutto scontato. La predisposizione di un vero e proprio sistema collaudato ha permesso il progressivo espandersi dell'area d'azione dell'organizzazione, che si è ramificata in territorio siciliano e calabrese, anche grazie a centri studi affiliati, istituiti al fine di procacciare gli studenti cui rilasciare diplomi facili.
LE ACCUSE - Le persone denunciate sono oltre duecento e i reati contestati, oltre all'associazione per delinquere finalizzata a ottenere ingenti profitti attraverso la produzione di carriere scolastiche falsate con la corruzione di dirigenti e ispettori, vanno dal falso in atto pubblico alla rivelazione di segreti d'ufficio, dall'omissione di atti d'ufficio all'attestazione di false identità, dal favoreggiamento personale alla truffa perpetrata con false attestazioni mediche. Non manca la frode fiscale a cui si sarebbero dedicati alcuni gestori di società cui facevano capo gli istituti sequestrati.
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24/04/2009
Estorsioni contro ditte siciliane a Milano Due arresti, volevano uccidere Crocetta
Estorsioni contro ditte siciliane a Milano Due arresti, volevano uccidere Crocetta
Tentavano di ricostituire il pericoloso clan degli Emmanuello. I boss preparavano attentati contro il sindaco di Gela, impegnato contro la mafia, e alcuni imprenditori "ribelli"
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| Il sindaco di Gela Rosario Crocetta (Ansa) |
MILANO - Imponevano il pagamento del pizzo anche alle imprese «in trasferta», ovvero ditte siciliane che si erano aggiudicate degli appalti a Milano, e stavano preparando un attentato al sindaco di Gela Rosario Crocetta, candidato dal Pd alle Europee. Per questo sono stati arrestati Maurizio Saverio La Rosa, 40 anni, e Maurizio Trubia, di 41, entrambi di Gela. L'accusa per entrambi è di associazione mafiosa.
CLAN EMMANUELLO - Gli imprenditori erano costretti a pagare «la protezione» anche se svolgevano lavori in città del Nord Italia e non solo in Sicilia. In particolare, il clan mafioso di Gela aveva imposto il pagamento del «pizzo» ad una impresa siciliana che era impegnata nei lavori di manutenzione dell'acquedotto milanese, per conto della società MM. L'indagine si è concentrata sul gruppo mafioso degli Emmanuello, che fa capo a Cosa nostra, strutturato in organismi territoriali che operano unitariamente o in stretta collaborazione in diverse zone del territorio nazionale e all'estero. I due arrestati dovranno pure rispondere dell'aggravante di aver fatto parte di un'associazione armata, che aveva disponibilità di esplosivo e armi. L'indagine, coordinata dalla procura distrettuale antimafia di Caltanissetta, ha consentito di individuare gli attuali reggenti di Cosa nostra di Gela e di stroncare sul nascere un serio tentativo di ricostituzione del clan degli Emmanuello. L'inchiesta si basa su intercettazioni e sul contributo offerto da un imprenditore di Gela, che ha denunciato le estorsioni, e sulle nuove dichiarazioni del boss Carmelo Barbieri, che sta collaborando con i pm della Direzione distrettuale antimafia.
ATTENTATO AL SINDACO - Dall'inchiesta è emerso che il clan Emmanuello stava preparando un attentato per uccidere il sindaco di Gela Rosario Crocetta e alcuni imprenditori che negli ultimi anni hanno collaborato con le forze dell'ordine e la magistratura nella lotta al racket delle estorsioni. Per gli inquirenti il pericolo di attentati era «attuale e imminente». Per questo la Procura distrettuale antimafia ha chiesto con estrema urgenza il provvedimento cautelare al gip. Il progetto di uccidere Crocetta sarebbe conseguenza delle campagne di stampa e delle iniziative prese dal sindaco per riaffermare la legalità a Gela. Il piano era stato preparato e concordato da La Rosa insieme ad altri mafiosi residenti nel Nord. Negli ultimi mesi il boss aveva fatto diversi viaggi tra la Sicilia e la Lombardia, dove ha incontrato esponenti delle cosche mafiose di Gela che da tempo si sono trasferiti fra Milano e Varese. Lì i boss proseguirebbero gli affari illeciti, con la disponibilità di armi. Dell'attentato a Crocetta ha parlato anche i pentito Barbieri, il cui primo verbale di interrogatorio da collaboratore di giustizia è del 6 marzo 2009. Alle sue dichiarazioni si aggiungono le intercettazioni degli uomini del clan Emmanuello.
SOLIDARIETÀ DEL PD - A Crocetta è arrivata la solidarietà di tutto il Pd. «La scoperta di un piano per uccidere il sindaco e gli imprenditori coraggiosi di quella città per il loro impegno contro la mafia è un segnale grave - ha detto il segretario Franceschini -: non bisogna abbassare la guardia e anzi bisogna dare all'impegno contro la criminalità organizzata un valore e una visibilità ancora maggiori. Esprimo la mia solidarietà a Crocetta, un sindaco coraggioso, da sempre impegnato sul fronte della lotta alla mafia, che il Partito Democratico ha candidato alle europee. Vogliamo ribadire con forza che le sue battaglie contro la criminalità organizzata sono anche le nostre e che continueremo a stargli accanto nella sua lotta che certamente continuerà a condurre senza farsi intimidire».
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29/12/2008
Gela, pesta un piede in discoteca e viene picchiato dal "branco"
Gela, pesta un piede in discoteca e viene picchiato dal "branco"Un giovane di 25 anni lasciato a terra esanime dopo l'aggressione. Indagano i carabinieri, il ragazzo è ricoverato in ospedale in coma farmacologico
GELA - Pesta involontariamente il piede a uno sconosciuto mentre balla in discoteca e, per tutta risposta, viene aggredito, picchiato e ridotto in fin di vita. Vittima del pestaggio, avvenuto a Gela, è un giovane di 25 anni, Saverio D., che ora si trova ricoverato nella divisione di Neurochirurgia dell'ospedale Garibaldi di Catania in coma farmacologico.
A TERRA ESANIME - Il primo diverbio era avvenuto all'interno del locale, il 'Tanguera', ma la lite era stata sedata dal personale di vigilanza. Fuori, però, si sono radunati presto gli amici del ventenne che stava litigando con la vittima: quando il 'branco' è stato al completo, è iniziato il pestaggio. La vittima è stata lasciata a terra esanime. Al pronto soccorso dell'ospedale di Gela gli hanno riscontrato trauma cranico, contusioni, escoriazioni e diverse fratture. Il paziente è poi stato trasferito al Garibaldi di Catania. Sull'episodio stanno indagando i carabinieri
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09/10/2008
Gela, 80 mila abitanti e nessuna libreria
Gela, 80 mila abitanti e nessuna libreriaIl primato negativo della città. Il sindaco: pronti ad aiutare economicamente chi ne vorrà aprire una. Si fa avanti lo scrittore Domenico Seminerio: «Ci penseremo io e mia figlia»
GELA (Caltanissetta) – Oltre 80 mila abitanti e neanche una libreria. E’ uno dei tanti primati di Gela. In una città che ha più o meno lo stesso numero di abitanti di Como o Pisa «il libro è uno sconosciuto» denuncia la scrittrice Silvana Grasso che qui vive ed insegna.
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| Uno scorcio di gela |
Eppure ci sono due licei e diversi istituti superiori. Come fanno quei pochi o tanti giovani amanti della lettura? A tamponare provvede qualche cartolibreria che, oltre ai testi scolastici, è fornita di alcuni titoli più gettonati e qualche classico da cercare in mezzo a zainetti, grembiuli e materiale di cancelleria. Come capita entrando nell’affiliato Buffetti di Ugo Randazzo. «Abbiamo i titoli del momento – afferma la figlia Felicia – e a richiesta provvediamo a portare anche dell’altro». Nonostante la buona volontà Gela resta comunque l’unica città d’Italia di queste dimensioni a non avere una vera libreria. Un primato a cui il sindaco Rosario Crocetta non tiene affatto, tanto da essere disposto ad aiutare economicamente chi deciderà di aprire una libreria nella sua città. «Questo è un fatto drammatico – afferma - ecco perché abbiamo deciso di agire. Siamo pronti a sostenere chi investirà nella cultura».
Per la verità c’è già chi ci ha pensato. E’ lo scrittore di Caltagirone (dove invece di librerie ce ne sono due nonostante i suoi 38 mila abitanti) Domenico Seminerio che ha scoperto per caso il primato di Gela. «Leggendo i dati della mia casa editrice, la Sellerio – racconta - mi accorgevo che a Gela non vendevo mai una copia. Ho cercato di capire ed ho scoperto che non c’è una libreria». A quel punto Seminerio ha pensato che era il caso di provarci: «Mia figlia aveva già intenzione di aprire una libreria nella nostra città, Caltagirone, ma visto che ce ne sono già due abbiamo pensato che forse era il caso di aprirla proprio qui».
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05/10/2008
Schianto al ritorno dalla discoteca, morte sul colpo due ventenni siciliane
Schianto al ritorno dalla discoteca, morte sul colpo due ventenni sicilianeFerita una terza amica e il conducente del camioncino Schianto al ritorno dalla discoteca, morte sul colpo due ventenni siciliane
CATANIA - Incidente sulla Catania-Gela: l'auto ha invaso la carreggiata opposta ed è andata a scontrarsi con un furgone. Stavano tornando da una discoteca quando, per cause da accertare, ma probabilmente per un colpo di sonno, sono uscite dalla carreggiata invadendo la corsia opposta: lo scontro contro un furgone non ha lasciato scampo a due ragazze originarie di Palagonia, in provincia di Catania, di 19 e 20 anni, morte sul colpo. La terza passeggera dell’auto è rimasta ferita, come anche il conducente del furgone. L’incidente è avvenuto in Sicilia, sulla strada statale 417 Catania-Gela, all’alba. Sul posto a effettuare i rilievi e indagare sulla dinamica dell’incidente, la polizia stradale di Caltagirone.
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