11/08/2010

Gemellini di 10 mesi travolti da auto Morta la bimba, il fratellino è grave

Gemellini di 10 mesi travolti da auto Morta la bimba, il fratellino è grave

In un incidente a un incrocio un veicolo fuori controllo li ha colpiti. Palermo: i due bambini erano su un passeggino, spinto dal nonno e dalla zia sulle strisce pedonali

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10/08/2010

Si aggravano le condizioni di Cossiga: in rianimazione per problemi respiratori

Si aggravano le condizioni di Cossiga: in rianimazione per problemi respiratori

Il senatore a vita, 82 anni a luglio, ricoverato lunedì al Policlinico Gemelli di Roma è sottoposto a cure intensive. Nella notte avrebbe ricevuto l'estrema unzione

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09/08/2010

Londra, una madre in affitto per i gemelli Bin Laden

Londra, una madre in affitto per i gemelli Bin Laden

coniugi bin laden - omar e zaina.jpgOsama Bin Laden, diventerà nonno di due gemelli britannici. Il figlio del capo di Al Qaeda si è rivolto ad una donna di 24 anni per la fecondazione artificiale. Nella foto Omar Bin Laden e la moglie Zaina

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03/06/2010

Bimba gettata dal balcone dalla mamma, donato il fegato a una coetanea

Bimba gettata dal balcone dalla mamma, donato il fegato a una coetanea

DOPO LA TRAGEDIA. Trapiantato il fegato a una piccola cinese di 6 mesi. La madre della vittima si trova nel carcere di Rebibbia

 

 

Il luogo della tragedia (foto Proto)
Il luogo della tragedia (foto Proto)

ROMA - Donerà una nuova speranza di vita la bimba di 6 mesi morta ieri al Gemelli per le gravi ferite riportate cadendo da un balcone dal quale era stata gettata dalla mamma, che si trova nel carcere di Rebibbia. La famiglia, originaria di Passo Corese, aveva dato l'assenso per la donazione degli organi e già oggi un'altra bimba potrà avere la speranza di tornare a sorridere. L'equipe della chirurgia epato-biliare dell'ospedale pediatrico del Bambino Gesù ha infatti eseguito, tra la nottata di ieri e questa mattina, il trapianto del fegato ad una bimba cinese affetta da malformazione. La piccola a cui è stato trapiantato l'organo ha 6 mesi, proprio come la bimba che viveva nel reatino, e vive a Matera. Il prelievo è avvenuto nella notte dal policlinico Gemelli e l'equipe medica ha lavorato fino a metà giornata per eseguire l'intervento. (Fonte: Omniroma)


31/05/2010

Madre getta la figlia di sei mesi dalla finestra: piccola in fin di vita

Madre getta la figlia di sei mesi dalla finestra: piccola in fin di vita

DRAMMA A PASSO CORESE, NEL REATINO. La donna sarebbe affetta da depressione post partum

 

ROMA - Dramma a Passo Corese, piccolo centro della campagna sabina in provincia di Rieti. Una madre ha gettato dal secondo piano della sua abitazione la figlia di 6 mesi. La donna, originaria di Roma ma da tempo residente nel Reatino, sarebbe affetta da depressione post-partum. La bambina, trasportata d'urgenza nella Capitale, si trova in gravissime condizioni nell'ospedale romano Agostino Gemelli.

LESIONI NEUROLOGICHE - La bimba, che ha fatto un volo di otto metri, ha riportato lesioni molto gravi alla testa, con probabili implicazione neurologiche, e alcune fratture agli arti. È stata portata al Gemelli in eliambulanza e lì è ricoverata in codice rosso.
La madre D. A., 32 anni, casalinga, è sotto choc. La donna è stata interrogata dal sostituto procuratore di Rieti, Lucia De Santis. La famiglia abita in un appartamento al secondo piano di via Anco Marzio, a Passo Corese.

Redazione online


25/12/2009

Tensione e paura alla messa di Natale Donna spinge a terra Benedetto XVI

Tensione e paura alla messa di Natale Donna spinge a terra Benedetto XVI

 

A terra anche il cardinale Etchegaray, ricoverato al gemelli. Nel trambusto il Papa è caduto ma si è subito rialzato. Fermata l'autrice del gesto, è una svizzera psicolabile

 

 

ROMA - Confusione e paura prima dell'inizio della messa di Natale: una donna svizzera, nella Basilica di San Pietro, durante la processione, ha scavalcato le transenne e ha tentato di avvicinare Benedetto XVI . Poco dopo, le immagini in diretta televisiva hanno mostrato le guardie del corpo correre all'interno della Basilica, allarmate. La musica si è fermata e il pubblico dei fedeli è rimasto attonito. Poi il corteo è ripreso, con il Papa che è riuscito a raggiungere l'altare. La messa è iniziata e proseguita senza altri incidenti.

CARDINALE ETCHEGARAY RICOVERATO - Alla fine della messa, la Rai ripropone le immagini della diretta, che fanno subito il giro del mondo, e chiariscono l'accaduto: si vede il Papa unirsi alla processione dei cardinali e dei concelebranti, poi una donna vestita di rosso che salta le transenne e gli si getta addosso. Il Pontefice cade a terra. Per qualche secondo si vede solo un gran trambusto, e il cardinale Etchegaray che si accascia. Poco dopo, questione di pochi secondi, il Papa è di nuovo in piedi, la processione prosegue, raggiunge l'altare e la messa comincia. Benedetto XVI appare appena un po' scosso, e conduce la celebrazione senza tentennamenti. La donna è stata fermata. A quanto riferito, si tratterebbe di una persona con disturbi psichici. Lo ha confermato un portavoce della sala stampa vaticana, precisando che la donna si trova ora «trattenuta in stato di fermo presso la Gendarmeria vaticana». Secondo i primi accertamenti, avrebbe voluto avvicinare il Pontefice ma senza cattive intenzioni. Non si esclude che si possa trattare della stessa persona che aveva tentato anche lo scorso anno un simile gesto, allora, però senza conseguenze. La donna è apparsa confusa e agitata, ha riferito di aver voluto abbracciare il Pontefice. Il cardinale Etchegaray è stato prima portato al pronto soccorso vaticano per accertamenti, poi è stato trasferito in nottata al Policlinico Gemelli.

«RINUNCIAMO ALLA VIOLENZA» - «Rinunciamo alla violenza, e usiamo solo le armi della verità e dell'amore» ha poi detto Papa Benedetto XVI durante la messa della notte di Natale a San Pietro, invitando a «guardare Dio», e ad imparare da lui «la bontà» e «l'umiltà», «vera grandezza». Un ennesimo appello alla pace, che si esprime, a Natale, nell'immagine di Dio che si fa presente agli uomini in forma di bambino. «Tale è la novità di questa notte - ha detto il Papa - la Parola può essere guardata, poiché si è fatta carne». Ma «il segno di Dio», «che viene dato ai pastori e a noi, non è un miracolo emozionante. Il segno di Dio - ha sottolineato il pontefice - è la sua umiltà». Un Dio che si fa «piccolo», diventa «bambino», «si lascia toccare e chiede il nostro amore».
La messa si è poi conclusa intorno alla mezzanotte. Il Pontefice, ha condotto la celebrazione eucaristica senza problemi e senza alcuna variazione al programma. Conclusa la Messa, Ratzinger ha lasciato l'altare sorretto dai cerimonieri ed è subito stato affiancato da una decina di uomini della sicurezza che lo hanno scortato fino in sacrestia, lungo lo stesso percorso attraverso il quale si era recato all'altare.

Il presepe in piazza San Pietro (Ansa)
Il presepe in piazza San Pietro (Ansa)

INAUGURAZIONE DEL PRESEPE - Nel pomeriggio si era svolta l'inaugurazione del maestoso presepe in piazza San Pietro. La cerimonia - presieduta dai cardinali Giovanni Lajolo, presidente del Governatorato, e Angelo Comastri arciprete della Basilica Vaticana - è stata accompagnata da una veglia di preghiera e dalla benedizione finale del Papa. Intorno alle 18, infatti, Benedetto XVI aveva acceso il lume della pace sul davanzale della finestra del suo studio, impartendo la benedizione a tutti i fedeli riuniti in piazza San Pietro. Il grande presepe, voluto da Giovanni Paolo II nel 1982, si rinnova ogni anno nell’allestimento e nei personaggi, secondo l’impianto tradizionale, che risale alla sacra rappresentazione messa in scena da San Francesco, a Greccio nel 1223, con veri pastori, contadini, frati e nobili dell’epoca. Al centro del colonnato berniniano, il presepe si estende su una superficie di 300 metri quadri con un fronte di 25 metri; al centro la grotta con la Natività, posta ai margini della città; ai lati i simboli cristiani dell’acqua e del fuoco; e poi intorno scene ambientate in luoghi di pescatori e di pastori.


15/07/2009

Muore mamma da primato: partorì due gemelli a 67 anni

Muore mamma da primato: partorì due gemelli a 67 anni

 

SPAGNA. Deceduta a causa di un cancro la donna che tre anni fa fece nascere Pau e Christian

 

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MADRID - È morta in Spagna Maria del Carmen Bousada de Lara, la donna di Cadice (Andalusia), diventata famosa in tutto il mondo nel dicembre 2006 per aver dato alla luce due gemelli a quasi 67 anni di età (più precisamente 66 anni e 358 giorni), entrando nei Guinness dei primati.

LA NASCITA DI PAU E CHRISTIAN - Dopo la straordinaria nascita di Pau e Christian, rimasti ora orfani a tre anni, alla donna è stato diagnosticato un tumore. In un’intervista concessa al tabloid britannico News of the World un mese dopo il parto, Carmen ammise di essersi sottoposta a un trattamento per la fertilità all’età di 66 anni in una clinica di Los Angeles (la legge spagnola vieta questo genere di terapie per le donne maggiori di 55 anni) pur di coronare il suo sogno di diventare madre. Nell'intervista poi la donna si augurava di vivere in buona salute ancora a lungo, citando l’esempio della madre morta a 101 anni di età. Proprio la necessità di prendersi cura della madre aveva convinto Carmen a rinunciare alla maternità e solo dopo la morte dell’anziana madre, decise di coronare il suo sogno. Carmen, nubile e senza compagno, è morta sabato scorso, scrive El Mundo, ma la notizia è stata resa pubblica solo mercoledì.


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22/05/2009

Quattro liceali con l'influenza A il vice ministro chiude due scuole romane

Quattro liceali con l'influenza A il vice ministro chiude due scuole romane

 

Ricoverati al gemelli e allo Spallanzani, uno di loro già tornato a casa. Gli istituti chiusi solo dopo ore. Il ministro Gelmini: stop precauzionale per una settimana

 

 

L'ingresso del Convitto nazionale (Botteghi)
L'ingresso del Convitto nazionale (Botteghi)

Quattro nuovi casi di influenza A/H1N1 in Italia e tutti tra studenti liceali romani. Il vice ministro alla salute Ferruccio Fazio ha disposto in via precauzionale la chiusura immediata per 7 giorni di due scuole della Capitale: il Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II e il liceo Dante Alighieri, dopo i quattro casi confermati giovedì che hanno riguardato ragazzi dei due istituti. I quattro giovani erano rientrati da New York (insieme alle loro classi), dopo un soggiorno di studio, lo scorso 19 maggio. Successivamente hanno avvertito sintomi sospetti e sono stati visitati in ospedali della Capitale. È la prima volta che si decide la chiusura di istituti scolastici in applicazione delle misure preventive di sicurezza decise dal ministero del Welfare in relazione all'emergenza della nuova influenza.

LA CHIUSURA - Dopo ore di voci e attesa del provvedimento ufficiale, finalmente i due istituti sono stati chiusi. «Stiamo adottando tutte le precauzioni necessarie per evitare possibili rischi per i ragazzi. È necessario agire con la massima tempestività. È necessario che tutte le strutture scolastiche siano attentamente monitorate». È quanto ha affermato in una nota il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Mariastella Gelmini che insieme al viceministro della Salute, Fazio ha disposto l'immediata chiusura precauzionale delle due scuole per un periodo di sette giorni, per «attuare tutte le misure relative ai quattro casi di influenza A/H1N1 confermati tra studenti rientrati lo scorso 19 maggio da un viaggio d'istruzione a New York».

Studenti davanti al liceo Dante (Botteghi)
Studenti davanti al liceo Dante (Botteghi)

RICOVERATI - È ancora ricoverata al policlinico Gemelli una ragazza risultata positiva al test dell'influenza A/H1N1 ma, a quanto si apprende, le sue condizioni non sarebbero gravi e dunque potrebbe essere dimessa già in giornata. L'altro studente, che ha effettuato il test nello stesso policlinico, sarebbe stato trattato e mandato a casa. Gli altri due contagiati sono invece allo Spallanzani. I quattro studenti romani che hanno contratto il virus, precisa il ministero, accusavano sintomatologia influenzale e in alcuni casi febbre. All'ospedale Spallanzani e al Policlinico Gemelli sono stati visitati e sottoposti a trattamento. Le misure di contenimento dell'infezione, rileva ancora il dicastero, «sono immediatamente scattate già dal momento della segnalazione dei casi sospetti: le Asl competenti per territorio hanno attivato la sorveglianza per i contatti stretti dei giovani e hanno contattato gli insegnanti delle due classi che avevano viaggiato con loro disponendo che gli studenti non tornassero a scuola per i sette giorni successivi al ritorno in Italia».

VERIFICHE - I quattro liceali romani risultati positivi alla nuova influenza «facevano parte di un gruppo di 400 studenti italiani che ha raggiunto un gruppo di altri 10 mila studenti a New York: stiamo ora rintracciando tutti i 400 studenti per verifiche». Lo ha reso noto il vice ministro alla salute, Ferruccio Fazio, precisando che si dovrà ora verificare se gli studenti del gruppo del quale facevano parte i liceali colpiti dal virus a/h1n1 siano successivamente andati a scuola dopo il rientro da New York il 19 maggio.

IL CONVITTO - Nel Convitto Nazionale studiano 1.000-1.100 alunni iscritti alle scuole elementari, medie, al liceo classico, scientifico e classico europeo. Settanta di loro sono convittori, ovvero dormono nell'istituto. «Stiamo attendendo un fax dal ministero della salute perché abbiamo appurato che dobbiamo chiudere la scuola per 7 giorni e ci stiamo già attrezzando per mandare i ragazzi a casa». A parlare è il vicepresidente del Convitto Nazionale, Mauro Colombi. «La legge infatti prevede che si debba chiudere per 7 giorni - aggiunge spiegando di aver appreso la notizia della chiusura del Convitto dal Tg - il viaggio di studio in America dei 20-25 ragazzi più i docenti è durato 7 giorni e tutti sono rientrati il 19». Intanto gli studenti sono stati fatti uscire

UNA MADRE DENUNCIA: QUARANTENA IGNORATA - Già una ventina di giorni fa il ministero aveva ventilato l'allontanamento precauzionale degli studenti rientrati da viaggi in Paesi a rischio contagio, suggerendo una quarantena di almeno una settimana. Con i 4 nuovi casi confermati, il totale di casi di nuova influenza in Italia sale quindi a quattordici. Tuttavia le scuole non sono effettivamente chiuse e a metà mattinata di venerdì gli studenti del Dante Alighieri giravano ancora per i corridoi dell'istituto ignari della decisione del ministero, così come al Convitto nazionale, dove gli addetti hanno ricevuto la comunicazione ufficiale della chiusura solo intorno a mezzogiorno. E una madre scrive a roma.corriere.it: «Ho due bambini iscritti al Convitto Nazionale di Roma. Abbiamo appreso degli studenti malati solo questa mattina (ndr. venerdì 22) e qualcuno lo ha saputo solo all'ingresso a scuola». E poi aggiunge preoccupata: «Segnalo anche che i fratelli dei ragazzi tornati da New York e contattati dalle Asl perché restassero a casa, hanno continuato a frequentare regolarmente le scuole elementari e medie».

SCHERZO O RIBELLIONE PER PAURA - Alla Dante Alighieri di via Quirino Visconti, invece, i portoni erano effettivamente chiusi all'alba, ma non per disposizione del ministro. Era accaduto che nella notte un gruppo di ragazzi non identificati avesse rotto chiavi false nelle serrature di tutti i portoni della scuola: atto di teppismo o una forma di ribellione contro la paura del contagio? Prima dell'orario delle lezioni, tuttavia, sono intervenuti i fabbri chiamati dai dirigenti scolastici e l'istituto è stato regolarmente aperto nonostante il provvedimento del vice ministro Fazio.

GENITORI INFORMATI SUBITO - Inizialmente, al Convitto nazionale Vittorio Emanuele II «nessuna zona dell'istituto era stata chiusa - spiega il dirigente Mauro Colombi - Avevamo parlato mercoledì sera con i genitori informandoli della situazione e ognuno di loro avrebbe potuto valutare liberamente la decisione di mandare o meno i propri figli a scuola». Poi però il ministero ha deciso per la chiusura dell'istituto in via precauzionale. Al convitto figurava un solo caso: quello di una ragazza che aveva partecipato al viaggio a New York, insieme ad altri 20 studenti della sua scuola, e avrebbe accusato malori e stati febbrili. Come previsto dal protocollo ministeriale, al ritorno dal viaggio, tutti gli studenti sono rimasti a casa e sarebbero dovuti tornare nell'istituto lunedì prossimo, ma la scuola non riaprirà prima di giovedì 28.


19/05/2009

Usa: donna dà alla luce due gemelli figli di due padri diversi

Usa: donna dà alla luce due gemelli figli di due padri diversi

 

Un caso di «superfecondazione eteropaternale». Ha avuto rapporti ravvicinati con due partner differenti. I medici: «Rarissimo, ma può succedere»

 

Arnold Schwarzenegger e Danny De Vito nel film «Twins»
Arnold Schwarzenegger
e Danny De Vito nel film «Twins» (Gemelli)

 

 

 

 

WASHINGTON - Mia Washington, una neo-mamma texana ha partorito due gemelli concepiti con due padri diversi. La donna ha ammesso di esser stata infedele e di aver avuto un rapporto sessuale con un altro partner. Per questo i medici pensano che i due ovuli sono stati fecondati dallo sperma di entrambi gli uomini. «Ho due gemelli, ma hanno padri diversi», ha detto Washington a Fox News. La donna e il suo compagno Jame Harrison hanno fatto il test del Dna e hanno scoperto che i due gemelli, Justin e Jordan di 11 mesi, hanno diverse caratteristiche. «Di tutte le persone in America e di tutte le persone nel mondo, doveva accadere proprio a me. Sono molto scioccata», ha detto la mamma.

IL TEST - Secondo il test di paternità, c'è un 99,999 per cento di possibilità che Justin e Jordan non abbiano lo stesso padre. I medici del laboratorio hanno dichiarato di non aver mai visto un risultato di questo tipo e non si aspettano di vederne un altro simile. «È veramente incredibile. La maggior parte delle persone - ha detto Genny Thibodeaux, presidente della Clear Diagnostics - non crede che possa succedere, ma è possibile». In tutto il mondo sono stati registrati pochissimi casi simili che i medici chiamano superfecondazione eteropaternale, che succede quando la madre rilascia ovuli multipli e quando ha rapporti con due uomini nello stesso periodo. Lo sperma può infatti fecondare due diversi ovuli. Il fidanzato di Mia le ha perdonato l'infedeltà e continuerà a crescere entrambi i bambini come suoi. I due hanno pianificato di spiegare ai due gemelli la situazione quando avranno l'età per capire, ma non hanno intenzione di convolgere l'altro padre.


19/04/2009

Bimbo cade da secondo piano a Roma

Bimbo cade da secondo piano a Roma

 

Ricoverato al Gemelli, e' grave

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un bambino di 2 anni ecuadoregno e' rimasto gravemente ferito dopo essere caduto dal secondo piano di un palazzo a nord di Roma.Il fatto e' avvenuto in via Poggio del Fosso, nella zona della Cassia. Il bambino, a quanto si apprende, sarebbe sfuggito al controllo della madre che in quel momento stava facendo le faccende domestiche ed e' caduto. Il piccolo, figlio di immigrati ecuadoregni, e' stato ricoverato con un codice rosso nell'ospedale Gemelli.