12/08/2010

Le mie rapine maldestre per pagare le bollette e fare la spesa

Le mie rapine maldestre per pagare le bollette e fare la spesa

Parla Warren, 49 anni, ai domiciliari. «I colpi? Volevo solo un prestito, non hanno capito». L'ex milionario: ci hanno truffati, difenderemo la villa

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23/04/2010

Balotelli: "Scusatemi. Esasperato, ho perso la testa"

Balotelli: "Scusatemi. Esasperato, ho perso la testa"

Mea culpa dell'attaccante dell'Inter nel giorno in cui, all'ingresso di Appiano Gentile, è apparsa una scritta in spray che invita SuperMario a lasciare i nerazzurri. Contestazione ma anche qualche applauso all'allenamento.

 

 

 

Le scuse del campione - "Chiedo scusa a tutti per il mio gesto di martedì sera. Quando sono entrato in campo e ho sentito i fischi della gente e le urla dell'allenatore ho perso la testa, non capivo più niente e poi alla fine mi son tolto la maglia solo per sfogare la mia rabbia. Mi dispiace di non essere riuscito a controllare la tensione e la frustrazione che da mesi mi stanno logorando". Lo scrive Mario Balotelli in un messaggio anticipato all'Ansa, che sarà pubblicato sul sito dell'attaccante interista.

La contestazione
- 'Balotelli vattene'. Questa scritta in vernice spray verde su un cancello della Pinetina e qualche foglio con la foto dell'attaccante e un simbolo di divieto d'accesso sono gli unici segni della contestazione da parte degli oltre 2 mila tifosi che hanno invaso il centro sportivo dell'Inter per assistere all'allenamento a porte aperte, iniziato alle 10.30 e durato circa un'ora. Mario Balotelli, al termine, è stato comunque convocato da Mourinho per la partita contro l'Atalanta di domani alle 18.30 al Meazza (non è stato invece convocato Pandev per infortunio).

Fischi e applausi
- Qualche fischio, qualche 'vergognati!', ma anche applausi e urla di incitamento, 'vai Mario!'. Questo il trattamento riservato a TurboMario dai tifosi dell'Inter che hanno assistito all'allenamento aperto al pubblico. Al di là della scritta 'Balotelli vattene' fuori dalla Pinetina, dunque, per metà seduta Balotelli è stato praticamente ignorato dal pubblico. Poi, un suo dribbling e un assist a Milito durante la partitella hanno scatenato i primi applausi a cui altri tifosi hanno risposto fischiando. Al termine dell'allenamento, in risposta agli applausi di un gruppo di sostenitori, l'attaccante ha calciato verso di loro un paio di palloni. Ma mentre il pubblico si contendeva questi souvenir da portare a casa, il vice di Mourinho, Beppe Baresi, ha redarguito Balotelli, rientrato a testa bassa negli spogliatoi.

Alla Pinetina c'erano impiegati, che hanno preso un giorno di ferie, famiglie, anziani e persino alcune scolaresche ad assistere sotto una leggera pioggia alla rifinitura della squadra di José Mourinho, che domani affronterà l'Atalanta. Nessuna contestazione plateale da parte dei sostenitori contro Balotelli, autore tre giorni fa della sceneggiata con insulti al pubblico del Meazza e maglietta gettata a terra. Solo parecchi applausi per Mourinho, Milito, Sneijder ed Eto'o da parte dei tifosi che sotto gli ombrelli hanno assistito alla seduta, scandendo qualche coro.


22/04/2010

Balotelli, via da Inter o causa per mobbing L'esperto: «Non ci sono le condizioni»

Balotelli, via da Inter o causa per mobbing L'esperto: «Non ci sono le condizioni»

Dopo l'allenamento È uscito da Appiano Gentile da un'uscita secondaria. Sembra insanabile la rottura tra l'attaccante e la società e Raiola butta sul tavolo l'ipotesi di andare in tribunale

 

Dopo l'allenamento Balotelli esce dall'uscita secondaria della Pinetina ma due tifosi riescono lo stesso a contestarlo (Omega)
Dopo l'allenamento Balotelli esce dall'uscita secondaria della Pinetina ma due tifosi riescono lo stesso a contestarlo (Omega)

MILANO - Via dall'Inter o causa per mobbing. Queste le ipotesi che Mario Balotelli avrebbe messo sul piatto della società. Prima l'agente Mino Raiola - spiega la Gazzetta dello Sport - ha chiesto che l'attaccante sia messo sul mercato a fine stagione, poi ha ricordato alcuni episodi: la catenina strappata da Mourinho, l'energico intervento di Materazzi dopo la partita con il Barcellona (secondo Raiola «lo ha preso a calci»). Poco prima il presidente Moratti aveva parlato senza mezzi termini di «suicidio pubblico». Una rottura che sarà difficile ricomporre.

MOBBING - Anche se una strada - quella della causa per mobbing - sembra tutta in salita, se non impossibile. Secondo l'avvocato Giulio Dini, esperto di diritto sportivo, non esistono i presupposti per una denuncia di questo genere, in particolare nel caso che la società abbia rispettato l'accordo collettivo che viene firmato dalle due parti e che prevede fedeltà reciproca. Inoltre, spiega Dini, «i comportamenti dei giocatori non devono recare pregiudizio all'immagine della società».

ALLENAMENTO - Quel che è certo è che la tensione si sente, eccome. Balotelli si è allenato regolarmente poi, un quarto d'ora dopo, ha lasciato Appiano Gentile. Lo stava facendo dall'ingresso principale ma, vedendo tifosi e telecamere attorno all'auto di Quaresma, ha fatto retromarcia con la sua fuoriserie nera ed è sfrecciato via da un'uscita secondaria del centro sportivo, dove comunque un paio di tifosi lo hanno contestato.

MANCINI - «Mi dispiace per Mario»: così Roberto Mancini ha commentato l'episodio che ha visto Balotelli protagonista in negativo al termine della semifinale di Champions League contro il Barcellona, quando il nerazzurro ha buttato a terra la maglia dell'Inter. «Non ho visto quello che è successo, ma ho letto i giornali - afferma il tecnico del Manchester City -. Mi dispiace perché Mario è un bravo ragazzo oltre a essere un grande talento. Certe cose però bisogna evitare di farle».

 

 

Redazione online


Il City chiama Balotelli. Mancini: "Bravo e talentuoso"

Il City chiama Balotelli. Mancini: "Bravo e talentuoso"

L'ex tecnico dell'Inter è intervenuto sull'ennesimo litigio tra il giovane attaccante e i tifosi nerazzurri: "Mi dispiace per lui, certe cose vanno evitate perché è un grande talento". Sull'Inter: "Ha meritato col Barça ma al ritorno sarà dura"

 

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"Mi dispiace per Mario". Così Roberto Mancini ha commentato l'episodio che ha visto Mario Balotelli protagonista in negativo al termine della semifinale di Champions League contro il Barcellona, quando il nerazzurro ha buttato la maglia dell'Inter. "Non ho visto quello che è successo, ma ho letto i giornali - le parole del tecnico del Manchester City -. Mi dispiace perché Mario è un bravo ragazzo oltre ad essere un grande talento. Certe cose però bisogna evitarle di fare".

A proposito della vittoria dell'Inter, l'ex tecnico nerazzurro usa solo parole di elogio. "E' stata una grande partita e l'Inter ha giocato benissimo. Ha meritato di vincere, ma per la qualificazione è ancora dura perché non sarà facile al Camp Nou. Comunque credo che adesso l'Inter abbia il 60% delle possibilità di raggiungere la finale di Madrid".


Tutti contro Balotelli : squadra, tifosi e società. Divorzio sicuro

Tutti contro Balotelli : squadra, tifosi e società. Divorzio sicuro

L'ultima ribellione segna la fine del rapporto. Moratti: «Il suo è un suicidio pubblico»

 

(Ansa)
(Ansa)

MILANO— «Mario, gira voce che ti vuoi scusare: è vero?». Gli occhi un po’ smarriti cercano il procuratore Raiola, «dov’è Mino?, dov’è?». Senza di lui non dice neanche mezza parola. La risposta è che le scuse non ci sono. «Aspettiamo quelle dei tifosi — scherza Raiola —. Se due che si vogliono bene litigano, o ci si scusa entrambi o si lascia correre e si va avanti». Ma il punto è: avanti fino a quando? La verità è che Balotelli è un giocatore nerazzurro a termine. Sia lui che la società hanno capito che dirsi addio è l’unica soluzione. Per ora, la società lo multerà con la sanzione massima (il 30% dello stipendio). Poi c’è l’accordo di ricucire, ma solo per finire l’anno senza altri colpi di testa. In fondo mancano, se va bene, due partite in Champions, quattro in campionato e la finale di Coppa Italia.

Lui, per essere uno che la sera prima ha sperimentato «il suicidio pubblico», usando le parole del suo presidente Massimo Moratti, sembra tutto sommato stare bene. «Sono sereno— assicura Mario —. Sono pronto a diventare il giocatore più forte del mondo, è il sogno che avevo fin da bambino, non voglio certo rovinarlo». Per ora è il più criticato del mondo, e anche il più scaricato, nel senso che è difficile, sui siti come nei bar, all’Inter come fuori, trovare qualcuno che lo difenda in queste ore. Mario — giubbotto di pelle verde e macchinone nero che sembra quello parlante di un vecchio telefilm — arriva quando l’incontro organizzato dalla Gazzetta dello Sport per la presentazione del libro di Stefano Borgonovo è già finito. D’altronde, solo l’idea di incontrare l’ex bomber della Fiorentina ammalato di Sla poteva fargli affrontare telecamere e taccuini in un giorno così, che è il day after gli insulti ai tifosi e la maglia scagliata in terra, mentre l’Inter stava vivendo una serata storica, una delle più belle della presidenza Moratti.

L’incontro lo ha emozionato per davvero. Borgonovo lo ha invitato a casa sua e Balotelli ha detto che andrà volentieri. «È una persona fantastica, mi ha detto che lui nella sua condizione sorride, e mi ha chiesto perché io non lo faccio. Gli ho spiegato che nella mia vita sono un ragazzo molto solare, magari lo faccio poco davanti alla tv». Ma non basterà un sorriso in più per convincere i tifosi che l’altra sera hanno tentato di assalirlo, con Moratti e Tronchetti Provera nell’inusitato ruolo di bodyguard. Non basterà per ricucire con il resto del gruppo, perché i compagni questa non gliela perdonano: se Materazzi ha pensato di risolvere la cosa fisicamente (a sentire Ibrahimovic «voleva matarlo», ucciderlo, a sentire Raiola «ha preso Mario a calci nel sedere»), gli altri, da Lucio a Eto’o, gli hanno urlato di tutto. Ecco perché la rottura sembra definitiva. «Ibra dice che dovevano lasciarmi stare? Io dico che ha ragione Ibra». Insomma, non pare esserci molta voglia di cospargersi il capo (scolpito) di cenere. Però un equilibrio va trovato.

La follia di SuperMario non è certo utile all’Inter, ma non lo è nemmeno a lui e a chi gli deve trovare un’altra squadra. Possibilmente in silenzio. Moratti sul futuro prima scherza con Lippi e Galliani in aula («Mi auguro che oggi il c.t. si sia convinto a chiamare Mario in nazionale... e poi c’è anche il Milan dietro, mi pare»), poi prova a lanciare segnali d’ottimismo, anche perché vorrebbe preservare Mario da un sabato infernale a San Siro contro l’Atalanta, quando potrebbe giocare. «Ricucire è difficile, ma non impossibile. La mia volontà è continuare con questo ragazzo, perché ha il talento e il carattere per superare certe cose. Ora cercheremo di rimarginare tutto con la squadra, l’allenatore e la società. Non sto sottovalutando il suo problema, se fa così un problema c’è». Già, alla fine resta una domanda semplice semplice. Ma perché si è ritagliato il ruolo di guastafeste? Balotelli ha considerato i fischi ingiusti, in generale si sente preso di mira. «Il suo è stato un suicidio pubblico. Lui ha le sue problematiche — continua Moratti —, ma non ci si può fermare al proprio dolore, pensare che ci sono altri con dolori più grandi aiuta». Chissà che dove non è arrivato Mou, dove non è arrivato Moratti, arrivi Borgonovo.

Arianna Ravelli


21/04/2010

Schiaffi e insulti, Balotelli non cambia

Schiaffi e insulti, Balotelli non cambia

L'ennesima lite. Litiga con pubblico e compagni nella notte della festa nerazzurra. Stankovic: «È un bambino»

 

Mario Balotelli litiga con gli 80 mila di San Siro (Ansa)
Mario Balotelli litiga con gli 80 mila di San Siro (Ansa)

MILANO - Super Mario non cambia di una virgola. E rovina la festa nerazzurra con una folle escalation di insulti con il pubblico e la lite negli spogliatoi con i compagni di squadra. L'ennesima serata tormentata per Balotelli, sempre più vicino alla rottura con l'Inter. Mandato in campo nel finale da Mourinho, l'attaccante si è attirato fischi e insulti dal pubblico, che ha mal digerito qualche suo errore e un atteggiamento ben sotto la soglia di intensità con cui stavano giocando i compagni. Quando poi Balotelli ha tentato il gol con un tiro quasi da metà campo, la rabbia del pubblico è esplosa.

INSULTI E GESTACCI - «Sporco milanista», l'insulto meno volgare che si è sentito in tribuna fra i fischi assordanti. L'attaccante ha risposto indicando tutte le tribune del Meazza indirizzando una serie di «vaffa...» e «figli di p...», come si è colto dal labiale nelle immagini televisive. Poi, al fischio finale, Balotelli si è tolto la maglia e l'ha gettata a terra (Stankovic per nasconderla se l'è infilata nei pantaloncini, poi ha commentato dicendo che «Mario è ancora un bambino») e si è avviato negli spogliatoi dribblando Gabriele Oriali che tentava di calmarlo. «Mi dispiace, ma capisco il pubblico perché tutti gli altri giocatori avevano dato tutto in campo mentre Balotelli ha avuto quell'atteggiamento: è successa una cosa brutta», ha detto Mourinho, assicurando che non si farà problemi a mandarlo in campo al Meazza sabato contro l'Atalanta.

SPOGLIATOI ROVENTI - Nello spogliatoio è stato duro il confronto fra Mario e alcuni compagni. «Materazzi voleva matarlo (ammazzarlo, ndr), mai vista una cosa del genere», ha raccontato Zlatan Ibrahimovic. Duro il commento anche di capitan Zanetti: «il suo gesto è stato una nota stonata. Dispiace che si possa rovinare una festa come questa con un gesto del genere. Mario deve capire tante cose, come stare tranquillo e fare ciò che sa, ovvero giocare a pallone». Oltre le parole sono andati alcuni tifosi, che hanno atteso Balotelli nei pressi della sua auto nel garage dello stadio. Uno gli ha tirato un ceffone ed è iniziato un parapiglia. Per placare gli animi sono intervenuti il presidente Massimo Moratti e il dirigente Marco Tronchetti Provera. «Mario è un ragazzo, questa sera voglio pensare soprattutto alla vittoria ma credo dia qualcosa che si rimarginerà ed è una lezione di vita che potrà essergli utile», ha osservato Moratti, che probabilmente prenderà provvedimenti contro il giocatore nei prossimi giorni.

Redazione online