03/07/2010

Estasi Uruguay all'ultimo rigore. Ghana in lacrime

Estasi Uruguay all'ultimo rigore. Ghana in lacrime

Sfida al cardiopalma ai quarti: 1-1 al 90', poi all'ultimo minuto dei supplementari Gyan fallisce il penalty che avrebbe regalato agli africani un risultato storico. Ai rigori la Celeste centra la semifinale dopo 40 anni: affronterà l'Olanda.

 

 

URUGUAY-GHANA 5-3 d.c.r (1-1)
47' pt Muntari (G), 55' Forlan (U)



Sono serviti supplementari e rigori per scrivere un altro pezzo della leggenda del Mondiale. Alla fine ha vinto l'Uruguay e la sua favola va ad aggiungersi a quella dell'Olanda, che nel pomeriggio ha eliminato il favoritissimo Brasile. Dopo una sfida molto intensa, la storia ha dato appuntamento all'ultimo minuto dei supplementari, quando Suarez si sostituisce a Muslera e "para" sulla linea di porta una conclusione, a portiere battuto, di Adiyiah. Espulsione per l'attaccante dell'Ajax, che si è immolato per la causa, e rigore che Gyan, tradito dalla tensione, spara sulla traversa, costringendo le squadre ai rigori. Lotteria che premia i sudamericani, grazie alle parate di Muslera su Mensah e Adiyiah, e al "cucchiaio" decisivo di Abreu, freddissimo nella trasformazione del penalty decisivo.

L'Uruguay torna in semifinale dopo 40 anni: l'ultima volta fu nel 1970, sconfitta per 3-1 con il Brasile che poi trionfò. Sfuma invece il sogno del Ghana, vicino ad essere la prima squadra africana a raggiungere le semifinali di un Mondiale. Soltanto eguagliato il record di Camerun nel 1990 e Senegal nel 2002: anche loro si erano fermate ai quarti di finale.


La partita -
L'Uruguay parte forte: nei primi 20 minuti preme e trova la conclusione soprattutto con Forlan. Al 14' l'attaccante dell'Atletico Madrid calcia una punizione forte e tesa dalla distanza, mettendo Kingson in difficoltà. Poi scappa solitario e guadagna un angolo su cui Cavani si avvita bene e gira di testa, trovando la respinta d'istinto di Kingson. Il portiere ghanese si ripete poco dopo, mandando la palla sopra la traversa con la punta delle dita sulla potente conclusione di Suarez.
Per il Ghana è l'ora della sveglia: il centrocampo degli africani si riorganizza, inizia a pressare alto e a far ripartire le punte. I pericoli maggiori vengono da Gyan (girata di prima su bell'invito dalla destra di Boateng), da Muntari di testa e da Boateng, che strappa applausi con una rovesciata che non inquadra lo specchio. E' il preludio al gol, che giunge quando le squadre sono già mentalmente negli spogliatoi per l'intervallo. Secondo minuto di recupero, Muntari prova il tiro impossibile da 35 metri. Muslera è coperto e poco reattivo e, complice un mezzo passo sulla sua destra, si fa infilare nell'angolino sinistro.
La gioia dei ghanesi dura giusto il tempo dell'intervallo, o poco più, dato che al 55' l'Uruguay conquista una punizione dalla sinistra. Ci prova ancora Forlan, e stavolta ci riesce. Sulla sua battuta Kingson non riesca a valutare bene la traiettoria di Jabulani, ed è 1 a 1.
La gara è vivace e i sudamericani ci riprovano al 70' con una bella combinazione Fucile-Lodeiro-Suarez che porta l'attaccante alla conclusione potente e centrale, ribattuta in angolo da Kingson. Suarez ci riprova anche deviando una punizione dalla trequarti di Forlan, ma Kingson è reattivo nella deviazione.
E' l'ultima emozione dei 90' regolamentari, ma non della gara.


17/10/2009

Ghana campione del mondo: Brasile ko 4-3 ai rigori

Ghana campione del mondo: Brasile ko 4-3 ai rigori

 

Ai mondiali Under20 grande sorpresa. I tempi regolamentari e supplementari si erano chiusi sull 0-0

 

L'esultanza dei giocatori del Ghana dopo il successo contro il Brasile


IL CAIRO (EGITTO), 16 ottobre - ll Ghana entra nella storia del calcio giovanile e vince ai rigori il titolo di Campione del mondo Under 20. I giocatori africani hanno battuto i brasiliani ai rigori dopo due tempi regolamentari e due supplementari finiti 0-0. Nessuna squadra africana aveva vinto il titolo in precedenza e il Ghana si è aggiudicato il trofeo nonostante abbia giocato 82 minuti in 10 per l'espulsione di Addo.

LA DELUSIONE - I brasiliani hanno avuto un maggior controllo del campo ma non sono riusciti a concretizzare e così le due formazioni si sono ritrovate a giocare un titolo così importante ai rigori. Il risultato finale è stato di 4-3 per il Ghana ma anche dal dischetto c'è stata la parità dopo la prima serie e le due formazioni hanno continato a oltranza fino al risultato definitivo. Per il Brasile hanno segnato Alan Kardec, Giuliano e Douglas Costa mentre hanno fallito dal dischetto Souza, Maicon e Alex Teixeira. Per il Ghana sono andati a segno Ayew, Inkoom, Adiyiah e Badu mentre hanno sbagliato Mensah e Addae.

FINALE TERZO E QUARTO POSTO - Nella finalina per il terzo-quarto posto l'Ungheria ha sconfitto il Costa Rica per 3-1 sempre ai calci di rigore. I primi 120' si erano chiusi sull'1-1.


30/07/2009

In Ghana codici a barre sugli alberi per fermare la deforestazione

In Ghana codici a barre sugli alberi per fermare la deforestazione

 

Il sistema consentirà di monitorare gli eventuali esemplari mancanti. Firmato un accordo per tentare di salvare il Paese dal disboscamento selvaggio


 

(Reuters)
(Reuters)

 

 

 

 

ACORA - Il governo del Ghana ha firmato un accordo con una società britannica, la Helveta, per fermare l'esportazione di legname tagliato illegalmente, nella speranza di salvare le foreste del Paese dal disboscamento selvaggio. Presto, su tutti gli alberi del Ghana sarà applicato un codice a barre che consentirà di monitorare, attraverso un software specifico, eventuali esemplari mancanti.

NUOVO CONTROLLO - «Questo sistema permetterà non solo ai governi e alle aziende, ma anche alle Ong e alle Comunità locali, di controllare eventuali irregolarità», ha spiegato Fredua Agyeman, direttore tecnico per il settore delle foreste al ministero dell'Ambiente. Negli ultimi anni, il Ghana è stato uno tra i pochi Paesi africani a siglare un accordo con l'Unione europea, tra i principali importatori di legname, che prevede l'istituzione di un sistema di licenze per garantire che siano rispettate le leggi in vigore nei Paesi produttori.


11/07/2009

Obama in Ghana: «L'Africa non è sola»

Obama in Ghana: «L'Africa non è sola»

 

FOLLA IN FESTA NELLE STRADE DI ACCRA. Ovunque la scritta «Akwaaba», benvenuto. Discorso al Parlamento: «Il futuro del continente appartiene agli africani, basta corruzione e tirannie»

 

ACCRA - Il futuro dell'Africa appartiene dagli africani, bisogna dire basta a tirannie e corruzione e adottare le regole del buon governo: così il ventunesimo secolo vedrà protagoniste non solo le capitali occidentali, ma anche il continente nero. Barack Obama ha parlato al Parlamento di Accra, capitale del Ghana, nella sua prima visita ufficiale in un Paese dell'Africa subsahariana. «Conosco bene il tragico passato che a volte ha ossessionato questa parte del mondo. Nelle mie vene scorre il sangue dell'Africa e la storia della mia famiglia comprende sia le tragedie sia i più grandi successi della storia africana» ha ricordato il presidente americano. Il Ghana è stato indicato come «esempio di democrazia» e Obama ha detto che in tutto il continente «occorre mettere fine alle pratiche antidemocratiche e alla corruzione, adottando le regole del buon governo, da cui dipende lo sviluppo, un ingrediente che è mancato per troppo tempo». Il supporto degli Usa, ha aggiunto, sarà legato al rispetto delle regole democratiche: «Aumenteremo il nostro sostegno agli individui e le istituzioni responsabili».

ISTITUZIONI FORTI - Obama ha sottolineato che l'Africa ha bisogno di istituzioni forti, capaci di garantire stabilità, prosperità e successo, non di uomini forti. «La storia è dalla parte degli africani coraggiosi, non di quelli che usano i colpi di Stato o cambiano la Costituzione per restare al potere. Per troppo tempo, per troppi africani, i conflitti sono stati un elemento della vita, costanti come il sole». Il presidente americano ha sfidato i giovani africani ad aspirare a una vita migliore, invitandoli ad assumersi la responsabilità di «gettare le fondamenta della libertà». «Voi avete il potere di chiedere conto ai vostri leader di quanto fatto e di esigere che siano create istituzioni al servizio della gente». Obama ha poi citato due casi drammatici del continente africano, invocando un intervento della comunità internazionale: la Somalia e il Darfur. «Quando c’è un genocidio in Darfur o ci sono terroristi in Somalia, questi non sono solo problemi africani, sono sfide per la sicurezza mondiale che richiedono una risposta mondiale».

MALATTIE - In un altro passaggio dell'intervento, Obama ha affrontato la piaga delle malattie promettendo che gli Stati Uniti continueranno a sostenere i partner africani nella lotta all'Aids, alla malaria e alla tubercolosi. L'amministrazione americana ha stanziato 63 miliardi di dollari per far fronte a tali sfide - ha detto Obama -. Quando un bambino muore ad Accra per una malattia che può essere evitata questo ci umilia ovunque noi siamo. Rafforzando il forte impegno del presidente Bush porteremo avanti la lotta contro l'Hiv/Aids. Ci impegneremo per porre fine ai decessi per malaria e tubercolosi e a sradicare la poliomielite. Lotteremo contro le malattie tropicali che vengono trascurate. E investiremo in sistemi sanitari che promuovono il benessere, concentrando la propria attenzione su madri e bambini». Ma oltre agli aiuti esteri e sanitari, ha spiegato, occorre che «i singoli africani facciano scelte responsabili, che impediscano la diffusione delle malattie, promuovendo al tempo stesso la salute pubblica nelle loro comunità e Paesi». Altro tema, che sta molto a cuore al presidente americano, l'energia pulita: «In tutta l'Africa, c'è un vento generoso vento e l'energia solare, energia geotermica e bio-combustibili. Dalla Valle del Rift ai deserti del Nord Africa, dalla costa occidentale al Sudafrica, l'Africa può produrre per sé ed esportare energia pulita all'estero».

MARTIN LUTHER KING - Infine Obama ha ricordato che «cinquantadue fa, un giovane predicatore di nome Martin Luther King venne qui ad Accra per vedere la bandiera inglese che veniva rimpiazzata da quella ghanese. "Rinnova la mia convinzione nel trionfo della giustizia", commentò King. Oggi quel trionfo deve essere riconquistato da voi». Martin Luther King, accompagnato dalla moglie Coretta, andò in Ghana nel marzo del 1957 per partecipare alla cerimonia dell'indipendenza. «La nascita di questa nuova nazione darà impeto agli oppressi in tutto il mondo - disse il leader nero -. Avrà ripercussioni ovunque, non solo in Asia e Africa, ma anche in America».

«AFRICA NON È AI MARGINI» - Dopo la Russia, il G8 all’Aquila e il colloquio con il Papa in Vaticano, Barack Obama è dunque volato in Ghana, accompagnato dalla first lady Michelle e dalle due figlie: ad accoglierlo venerdì sera all’aeroporto di Accra un gruppo di suonatori di tamburo e danzatori tradizionali, oltre al presidente ghanese John Atta Mills. «Venendo in un Paese africano dopo il G8 e il mio tour a Mosca, abbiamo voluto chiarire che l'Africa non è ai margini delle grandi questioni mondiali. Gli Stati Uniti hanno un interesse costante nei confronti dell'economia e dello sviluppo del continente, quello che succede qui ha ripercussioni ovunque - ha detto Obama ad Atta Mills, sottolineando come le visite dei suoi predecessori non abbiamo mai fatto parte di missioni internazionali -. Noi pensiamo che il Ghana possa essere uno straordinario modello di successo per tutto il continente, un esempio di democrazia funzionante». Atta Mills ha riposto apprezzando «i segnali positivi» che la visita sta dando e continuerà a dare: «Ci incoraggia a sostenere i progressi che abbiamo fatto nel nostro processo democratico».

FOLLA IN FESTA NELLE STRADE - L'arrivo di Obama in Africa è seguito con grande attenzione in tutto il continente e in particolare ad Accra, dove gli abitanti sono scesi in strada per festeggiare e per tentare di vedere il primo presidente afroamericano degli Usa. Sui muri della città sono stati appesi ovunque cartelloni con scritto «Akwaaba», benvenuto. Si tratta della sua seconda visita in Africa dopo la storica visita al Cairo a inizio giugno. Il discorso al Parlamento è il quarto intervento dedicato alla politica estera: a Praga ha proposto un mondo senza armi nucleari, al Cairo ha teso la mano al mondo musulmano, a Mosca, martedì scorso, ha parlato delle relazioni tra Usa e Russia.

MIGLIAIA DI MESSAGGI - Nei giorni scorsi la Casa Bianca aveva invitato gli africani a inviare messaggi al presidente attraverso le ambasciate americane in Kenya, Sudafrica e Senegal: l'inziativa è stata molto apprezzata. Oltre 5mila persone hanno scritto su Facebook e Twitter e le domande sono state selezionate da tre giornalisti dei Paesi interessati. Obama risponderà con un video il cui audio sarà diffuso su tutte le radio africane e sul sito della Casa Bianca. I messaggi, ha detto il consigliere Usa Macon Phillips, sono arrivati da 64 paesi e uno dei più «entusiasti» è stato proprio il Sudafrica; tutti «mostrano che l'insieme del continente africano è appassionato dalla visita di Obama» e «molti hanno parlato della storia personale del presidente e delle sfide che sono costretti a sostenere all'interno delle loro comunità». Phillips ha presentato l’iniziativa come un tentativo di «conversazione continentale».