25/01/2012

Processo Mills, Berlusconi attacca: «Stato preoccupante della giustizia»

Processo Mills, Berlusconi attacca: «Stato preoccupante della giustizia»

L'ex premier contro i giudici che cercano di evitare la prescrizione. La rabbia di Ghedini: «Prendiamo atto che ci volete condannare... Allora ci togliamo la toga e ce ne andiamo»

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16/07/2011

Caso Mills, Berlusconi in aula lunedì. Ghedini su Unipol: «Archiviazione»ost

Caso Mills, Berlusconi in aula lunedì. Ghedini su Unipol: «Archiviazione»ost

Ghedini: «Archiviazione doverosa, a fronte anche delle argomentazioni del pm».  Udienza rinviata a martedì

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13/04/2011

Feste di Arcore, spuntano due nuove testimoni. I legali del premier: «Le nuove testimoni?Evidente inconsistenza»

Feste di Arcore, spuntano due nuove testimoni. I legali del premier: «Le nuove testimoni?Evidente inconsistenza»

«Ci portò Fede, fu scioccante». Segue la descrizione più esplicita del bunga bunga. Chiara e Ambra, 19enni piemontesi: «Avances dal premier, rifiutammo il gioco della statuetta». In una nota dopo il depositate delle testimonianze di altre due ragazze. Piero Longo e Niccolò Ghedini: «La genesi delle dichiarazioni e i tempi appaiono davvero indicativi»

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18/06/2009

Caso Bari, il Pdl all'attacco di D'Alema E lui: «Speculazioni, non ne so nulla»

Caso Bari, il Pdl all'attacco di D'Alema E lui: «Speculazioni, non ne so nulla»

 

L'ex premier: «Denuncio chi dice che manovro le inchieste». In una nota sull'inchiesta pugliese, l'ufficio di presidenza attacca l'eponente Pd: «Come faceva a sapere?»

 

Massimo D'Alema ospite di Lucia Annunziata (Sestini)
Massimo D'Alema ospite di Lucia Annunziata (Sestini)

ROMA - È scontro a distanza tra il Pdl e Massimo D'Alema sull'inchiesta di Bari e oggetto di un articolo pubblicato dal Corriere della Sera. «Come faceva D'Alema - si legge in una nota dell'ufficio di presidente del Popolo della Libertà - a "immaginare" in anteprima assoluta i contenuti (tutti da verificare) di una nuova inchiesta della procura di Bari dopo la sua visita nella città?». Rincara la dose Niccolò Ghedini, legale del presidente del premier e deputato del Pdl, sostenendo che sarebbe una «straordinaria coincidenza» se Massimo D’Alema avesse parlato di «scosse» senza essere a conoscenza delle notizie sull’inchiesta dei pm di Bari. «Quel giorno - spiega il legale parlando dell'intervista rilasciata dall'esponente del Pd a Lucia Annunziata - D’Alema era a Bari e il fatto che abbia dato questa indicazione e che poi siano usciti questa intervista e questo articolo effettivamente fa pensare». Parole che il presidente della Fondazione Italianieuropei non ha lasciato cadere nel vuoto. «Si sta facendo una vergognosa speculazione - si difende D'Alema -. Quello da me espresso domenica scorsa nel programma In mezz’ora era un giudizio politico, come è stato del tutto evidente a chi ha visto la trasmissione, riferito al governo e al nervosismo del presidente del Consiglio, il quale aveva appena denunciato oscuri e imprecisati complotti contro di lui». «Nessun riferimento, dunque, da parte mia a vicende giudiziarie di cui non so nulla - prosegue in una nota l'esponente dei democratici -. Per quanto riguarda, poi, le insinuazioni prive di qualsiasi fondamento di verità e di riscontri, mi riservo di agire su ogni piano nei confronti dei calunniatori».

«DENUNCIO CHI DICE CHE MANOVRO LE INCHIESTE» - Un avvertimento preciso, quello di D'Alema: «Se qualcuno ha il coraggio di dire che manovro inchieste giudiziarie - chiarisce il democratico - lo denuncio perché è un mascalzone e un bugiardo». «Non si è risposto nel merito e su una vicenda di cui non sapevo nulla. Che sia finito sotto accusa io - ha aggiunto - è incredibile». D'Alema è arrivato a parlare di una «gravissima intimidazione». «Ho letto anch’io, come molti altri cittadini italiani - ha spiegato D’Alema in una nota - le notizie pubblicate questa mattina dal Corriere della sera, cui auspicherei giungessero risposte e smentite di merito, anziché insulti e accuse rivolte a chi, come me, non ha nulla a che vedere in queste vicende».

FRANCESCHINI - Difende l'operato di Da'Alema il leader del Pd Dario Franceschini. «Ha risposto con determinazione e indignazione alle accuse assurde del Pdl. E ha ragione: tutti quelli che lo hanno ascoltato hanno capito perfettamente che quando parlava di scosse si riferiva a fatti politici», afferma il segretario dei democratici in una nota. «Tutto il resto - aggiunge - fa parte del solito copione di Berlusconi e della destra, fatto di attacchi a tutto e tutti, la stampa, l'opposizione, la magistratura, gridando al complotto per cercare di trasformarsi in vittima e raccogliere qualche voto in più ai ballottaggi. Già visto cento volte, non funziona più».

«VICINANZA E SOLIDARIETÀ AL PREMIER» - Nella nota, l'Ufficio di presidenza del Pdl «ha espresso all'unanimità vicinanza e totale solidarietà al presidente Silvio Berlusconi, anche oggi oggetto di un attacco scandalistico». «Sorprende - si legge nel comunicato - che, forse per una inaccettabile competizione tra testate ci si presti a dare corpo a notizie che non trovano riscontro nella realtà, a partire da quella di una candidatura europea del tutto fantasiosa mai ipotizzata da alcuno». «È evidente - continua - che dopo la ricerca spasmodica è ben remunerata, da parte di un gruppo di giornalisti, di ogni notizia, anche la più falsa, in grado di danneggiare l'immagine del premier, si sia aperta la strada a qualsiasi mitomane o persone a caccia di facile notorietà. Basta leggere con attenzione l'intervista apparsa oggi per averne conferma».

«L'OPERATO DEL PRESIDENTE È SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI» - «Si ripete un vecchio clichè - si legge sempre nella nota dell'ufficio di presidenza del Pdl - a cui la sinistra ci ha tristemente abituati». «Il ripetuto tentativo di infangare la vita privata del presidente Berlusconi con rivelazioni scandalistiche - conclude la nota - è peraltro la prova evidente che i suoi detrattori non hanno alcun argomento politico in grado di contrastare efficacemente quanto in 12 mesi il governo Berlusconi ha realizzato di concreto per il paese. Ma l'operato del Presidente nell'affrontare le questioni di politica interna ed internazionale è sotto gli occhi di tutti ed è, per fortuna, soltanto il giudizio degli italiani quello che conta».


08/05/2009

Il premier e la festa di Napoli Scambio di accuse in tv

Il premier e la festa di Napoli Scambio di accuse in tv

 

Lite Bonino-Ghedini. Santoro: Berlusconi non telefoni in diretta. La puntata di Annozero (Complotto) dedicata al caso Silvio-Veronica. Con vignetta finale di Vauro

 

ROMA - «Tutto quello che vedrete non è spiato dal buco della serratura. Dico subito che non accetterò telefonate duran­te la trasmissione. Ovviamente il premier potrà venire in studio quando vuole». Michele Santo­ro sceglie di disinnescare subito la mina più esplosiva, una chia­mata in diretta di Silvio Berlu­sconi. Ma la puntata di Annoze­ro «Complotto», dedicata al ca­so Veronica-Silvio, non scorre serenamente e andrà avanti per oltre due ore con litigi e battibec­chi tra gli ospiti, tra i quali Em­ma Bonino e l’avvocato-deputa­to del premier Niccolò Ghedini.

Comincia Marco Travaglio, che smentisce il presunto com­plotto della sinistra, «troppo sfi­gata per pensare di mettere Ve­ronica contro Berlusconi». Non c’entrano neanche «le gazzette di sinistra», continua Travaglio, che cita gli articoli di Giornale e Libero. Inizio d’effetto, al quale seguono altri colpi di scena, co­me le parole di Veronica Lario lette e sceneggiate da una Moni­ca Guerritore livida, struccata, con le occhiaie, ripresa in chia­ro scuro. L’immagine della don­na sofferente idealmente con­trapposta ai corpi freschi e gio­vani delle veline. Ad animare il dibattito ci pensa Ghedini. Prima contesta Travaglio poi ribalta sul Pd l’ac­cusa di candidare fanciulle ine­sperte, tra le quali cita Marian­na Madia e Pina Picierno (che però è in politica da anni). Poi aggiunge: «Berlusconi vincerà sempre contro questa sinistra snob. Le veline sono ragazze che lavorano: mica c’è bisogno di essere laureati per dare un contributo al Paese».

Segue bat­tibecco con la Bonino. Che — con tanto di stella gialla contro «il sessantennio partitocratico» — attacca: «Berlusconi ha un problema. Si rivolge al mondo femminile in modo ossessivo, unidirezionale, con riferimenti sessuali, doppi e tripli sensi». Ghedini: «Ma va, il mondo fem­minile apprezza». Bonino: «Non vogliamo un premier che fa cucù alla Merkel. Che dice che la Thatcher da giovane era una gran gnocca. Non è neces­sario essere stoccafissi ma nean­che giullari». Ghedini: «Lei è una parruccona, voi siete i giul­lari della politica. Berlusconi ha un successo straordinario».

Ma Annozero è anche inchie­sta. Sandro Ruotolo parla con Conchita Sannino, la cronista di Repubblica che ha riferito della festa incriminata; legge l’intervi­sta a Noemi fatta da Angelo Agrippa del Corriere del Mezzo­giorno. Parla al telefono con Elio, padre di Noemi: «È vero che domenica ha chiamato Ber­lusconi per sponsorizzare Mar­tusciello?». Risposta: «Questa è una bella domanda». Noemi di­ce che è andato a trovarlo più volte: «Sono cose private, che sia vero o non sia vero». Ed ec­co Noemi, orecchini viola e oc­chialoni, braccata per strada. Non vuole più parlare di «pa­pi»: «Non ho fatto niente di ma­­le, non ho niente da nasconde­re, cammino a testa alta». Ghedini si arrabbia, contesta il «brutto giornalismo» e parla di Veronica: «Una bellissima persona, intelligente, colta. Con lei c’è stato uno straordina­rio equivoco: le sue parole ama­re sono dovute a informazioni false».

Barbara Palombelli di­fende la privacy del premier e polemizza con Concita De Gre­gorio. Candida Morvillo, diret­tore di Novella 2000, considera Berlusconi «un bellissimo uo­mo con un approccio un po’ an­tico». La Bonino cita Veronica: «Quando muore la politica, tempi bui si apprestano». Chiu­de Vauro che attacca la «missio­ne di pace» in Afghanistan e la Lega. Ma non si esime dal caso Veronica. E disegna un decreto d’urgenza del governo: «Depe­nalizzato l’uxoricidio».

Alessandro Trocino