23/06/2010
In manette il “Padrino” giamaicano
In manette il “Padrino” giamaicanoChristopher "Dudus" Coke, è stato arrestato alla periferia di Kingston. Gli Usa lo considerano il mandante di almeno 1400 omicidi. Lo scorso maggio, per proteggerlo dall’arresto, le gang si sono scontrate con la polizia provocando 74 morti
Il narcotrafficante giamaicano Christopher "Dudus" Coke è stato arrestato. La caccia all'uomo per catturarlo scatenò nel maggio scorso la rivolta nel quartiere di Kingston in cui Coke era visto come una sorta di semidio e di "Robin Hood" disposto a morire per il suo popolo.
In realta' "Dudus" era inseguito da una richiesta di estradizione partita dagli Stati Uniti, che intendono processarlo per traffico di armi e droga come capo della banda "Shower Posse". La rivolta di Kingtston lasciò sul terreno 74 morti.
Coke e' stato arrestato alla periferia di Kingston, ed era in compagnia di un religioso che, secondo la stampa locale, lo stava accompagnando in un consolato americano. Adesso il boss si trova in un carcere di massima sicurezza, dal quale ha lanciato un appello ai suoi concittadini perché non perdano la calma.
A Kingston, Coke controllava un quartiere chiamato “Tivoli gardens”, una delle aree più marginali della città, tutta violenza e miseria, dove è nato e cresciuto: i suoi uomini si sono “distinti” per la fedeltà al proprio capo, tant'è che pur di bloccarne l'estradizione negli Stati Uniti, hanno per qualche giorno messo a ferro e fuoco la capitale dell'isola di Bob Marley.
Lui e i suoi legali hanno sempre sostenuto che in realtà lavora per aiutare i più poveri del quartiere: Coke è infatti un narcotrafficante con un ampio sostegno popolare, così come lo era anni fa, in Colombia, Pablo Escobar. Di fatto per molti ragazzi di “Tivoli” era una sorta di padrino, un eroe che da' cibo ai più indigenti e fa da mediatore nei conflitti locali.
Di sicuro era un uomo molto potente visto tra l'altro che l'area che controllava, dove c'è anche il porto, coincide con il distretto elettorale del primo ministro Bruce Goldling.
A non avere dubbi sui suoi contatti con le alte sfere del potere di Kingston è ormai da molto tempo Washington, che lo considera responsabile di un numero incredibile di omicidi - 1.400 negli Usa, altrettanti in Giamaica - e che lo accusa tra l'altro sulla base di una serie di intercettazioni telefoniche.
Coke era d'altra parte quello che in Giamaica viene chiamato un “don”, e cioè il capo di una “garrison”, comunità armata. Anzi, sottolineano gli esperti, in realtà era il capo di tutti i “don”, circa una quindicina, di Kingston. La sua organizzazione criminale è la “Shower Posse”, specializzata nel traffico di droga ma anche responsabile dell'ingresso nel Paese di gran parte delle armi che circolano nell'isola.
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23/12/2009
Giamaica, aereo fallisce atterraggio: 40 feriti
Giamaica, aereo fallisce atterraggio: 40 feriti
Il velivolo partito da Miami con 152 persone a bordo ha oltrepassato la pista in fase di atterragio e si è spezzato in due
Novantuno feriti: è il bilancio del fallito atterraggio di un Boeing 737 della American Airlines a Kingston, in Giamaica. Il velivolo, partito da Miami con a bordo 148 passeggeri e 6 membri dell’equipaggio, ha oltrepassato la pista dell'aeroporto internazionale Norman Manley e si è spezzato in due all'impatto con il terreno. È successo intorno alle 22: nella zona stava cadendo una pioggia torrenziale. «I feriti sono stati trasportati all'ospedale di Kingston» ha detto il ministro giamaicano dell'Informazione Daryl Vaz, confermando che «non ci sono notizie di morti». Tre dei feriti sono però in condizioni serie.
FINITO SU UNA SPIAGGIA - L'aereo si è fermato su una spiaggia. Nessuno dei feriti ha riportato conseguenze gravi e la maggior parte è già uscita dall’ospedale pubblico di Kingston dove ha ricevuto le cure del caso, ha assicurato il ministro dell’Informazione giamicano Daryl Vaz. Quattro feriti dovranno tuttavia trascorrere la prossima notte in ospedale, ha precisato. «Il grosso delle ferite sono fratture e contusioni», ha spiegato, aggiungendo che i passeggeri sono rimasti "profondamente scossi" da questo spettacolare incidente. Un bilancio precedente teneva conto di 40 passeggeri feriti. «L’aereo è completamente uscito dal tracciato e si è trovato, al di là della strada, sulla sabbia», ha detto Paul Hall un responsabile dell’aeroporto.
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Cade aereo in fase di attgerraggio a kington in giamaica
Cade aereo in fase di attgerraggio a kington in giamaica
Incidenti aerei: 40 feriti in Giamaica
KINGTON - Un Boeing 737 dell'American Airlines ha oltrepassato la pista mentre atterrava all'aeroporto internazionale della capitale giamaicana Kingston: lo comunica la Federal Aviation Administration statunitense. Secondo i media locali non ci sarebbero vittime, mentre sarebbero rimasti feriti una quarantina dei 331 passeggeri a bordo. (RCD)
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21/08/2009
Bolt da leggenda, record anche nei 200
Bolt da leggenda, record anche nei 200
Mondiali di atletica. Lo sprinter giamaicano vince con 19"19, tempo che ritocca di 11 centesimi il suo limite come aveva fatto nei 100. Straordinaria doppietta-primato come a Pechino
| Usain Bolt durante la finale dei 200 m (Ap) |
BERLINO - L'uomo più veloce della storia corre da solo, nella leggenda. Stabilisce limiti per poi infrangerli. Batte l'unico avversario in grado di tenergli testa: se stesso. Usain Bolt scrive un altro capitolo della sua carriera già mitica. Lo scenario è la pista di Berlino, la gara è la finale dei 200 metri. L'oro è appeso al collo del giamaicano già prima della partenza: gli avversari non esistono. Ma ci si aspetta un'altra impresa, dopo lo strepitoso record nei 100 metri (9"58). Prima dello sparo Bolt offre il suo show, come da copione. Ma dai primi passi dopo lo scatto dai blocchi si capisce che potrebbe essere un'altra serata indimenticabile. Gli altri scivolano indietro già ai sessanta metri, Bolt spinge sulle lunghe leve, fende l'aria sfavorevole (vento contrario di 0,3 metri al secondo) e taglia il traguardo in perfetta solitudine. Il tempo del cronometro è accompagnato da un boato: 19"20. No, ancora meglio: la successiva correzione indica 19"19. È il suo nuovo record del mondo. È un altro muro che viene giù.
DOPPIETTA - Per il giamaicano una doppietta sensazionale, come a Pechino: oro e record mondiale nei 100, oro e record mondiale nei 200 (alle Olimpiadi corse in 19''30). Ma per Usain «il marziano» appare quasi una formalità: «Ho solo fatto quello per cui ero venuto qui a Berlino. Mi riesce tutto? Sì, mi sento davvero bene». Assieme a lui salgono sul podio il panamense Alonso Edward (secondo posto in 19"81 e medaglia d'argento) e lo statunitense Wallace Spearmon (terzo posto in 19"85 e bronzo): per loro, il privilegio di essere immortalati in un'istantanea che finirà di diritto nel Grande Album dell'Atletica.
17/08/2009
Bolt, oro e nuovo record a Berlino
Bolt, oro e nuovo record a Berlino
Mondiali di atletica. Il giamaicano ha corso in 9"58. Ha preceduto lo statunitense Gay e il connazionale Asafa Powell
BERLINO - Usain Bolt si conferma l'uomo più veloce del pianeta: il giamaicano ha dominato la finale dei 100 metri ai Mondiali di atletica di Berlino, infilando un nuovo, pazzesco, record del mondo. L'olimpionico ha abbassato il suo stesso primato di ben 11 centesimi, portandolo dal 9"69 di Pechino al 9"58 di Berlino. Nettamente distanziati tutti gli altri rivali, primi fra tutti lo statunitense Tyson Gay, che pure ha fatto segnare uno straordinario 9"71 (nuovo record Usa), e l'altro giamaicano Asafa Powell, bronzo in 9"84.
«QUI SOLO PER UNA MEDAGLIA» - La nuova impresa messa a segno a Berlino sembra avere un’importanza relativa per Bolt. «Non sono venuto qui per fare il record del mondo, sono venuto per vincere una medaglia. È stata una gara fatta bene e sono felice per questo. Volevo gareggiare e mi volevo divertire ed è andata proprio così. Pronto per le altre due medaglie (200 e 4x100)? Sicuramente», ha detto il giamaicano alla Rai.
| Olga Kaniskina (Reuters) |
MARCIA DONNE - Nella 20 km di marcia la regina resta Olga Kaniskina. Oro ai Mondiali di Osaka e ai Giochi di Pechino, la russa ha ottenuto il titolo iridato anche a Berlino dove ha conquistato il gradino più alto del podio chiudendo in 1h28'10". Alle sue spalle l'irlandese Olive Loughnane, argento, e la cinese Hong Liu, bronzo. L'azzurra Elisa Rigaudo, terza lo scorso anno a Pechino, si è dovuta accontentare del nono posto.
AZZURRE - Per quanto riguarda gli altri azzurri in gara, Elisa Cusma Piccione ha passato il primo turno delle batterie nella gara dei 800 metri femminili. L'azzurra è arrivata prima nella propria batteria, con un tempo di 2'02"32 e si è qualificata per le semifinali. Fuori invece Daniela Reina che si è classificata quinta. Per quel che riguarda il lancio del peso Chiara Rosa non ha superato le qualificazioni chiudendo ottava nel gruppo A (17.89).






