27/01/2012

«Non mi rompa i c...». E Castelli se ne va

«Non mi rompa i c...». E Castelli se ne va

«SERVIZIO PUBBLICO». Puntata dedicata alla «rivolte» italiane. Acceso intervento di un operaio sardo, l'ex ministro lascia lo studio

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18/06/2011

Le tre donne ministro nelle carte di Bisignani

Le tre donne ministro nelle carte di Bisignani

Il consulente spunta in un'inchiesta sui Casalesi, nelle carte sulla P4 anche i nomi di tre ministre

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18/12/2010

Spiato mezzo governo alla ricerca della P4

Spiato mezzo governo alla ricerca della P4

La procura di Napoli assedia il Pdl. L’ultima inchiesta vede intercettati, pedinati e fotografati ministri e parlamentari. L’indagine vuol dimostrare l’esistenza di una fantomatica loggia segreta. L'obiettivo? Gianni Letta. Interrogati il ministro Carfagna, il capo degli ispettori Miller e lo 007 Santini

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11/11/2010

Governo in bilico. Niente di fatto tra Bossi e Fini

Governo in bilico. Niente di fatto tra Bossi e Fini

L'incontro tra il leader della Lega e il presidente della Camera per trovare una soluzione alla crisi della maggioranza è durato circa un'ora. Il Senatùr: "Mi ha ripetuto le stesse cose dette a Perugia". Il Pd raccoglie le firme per la sfiducia

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19/08/2010

Fini a Letta: "Chi spara su istituzioni danneggia il Paese"

Fini a Letta: "Chi spara su istituzioni danneggia il Paese"

Faccia a faccia di 20 minuti tra il presidente della Camera e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio ieri a margine della camera ardente di Cossiga al Gemelli. Intanto Berlusconi guarda ai finiani moderati

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07/11/2009

Bersani: «Noi siamo l'alternativa»

Bersani: «Noi siamo l'alternativa»

 

Assemblea nazionale Pd. Rosy Bindi eletta presidente, Letta vice segretario. Riforme: «Nessun "dialogo", ma un confronto trasparente nelle sedi proprie, cioè in Parlamento»

 

Pier Luigi Bersani (Ansa)
Pier Luigi Bersani (Ansa)

ROMA - «Siamo orgogliosi di sentirci costruttori di un partito, perché costruendo un partito realizziamo la Costituzione. Noi siamo il partito dell'alternativa». Sono state le parole di Pier Luigi Bersani nel suo primo discorso all'assemblea nazione del Partito democratico dopo essere stato nominato ufficialmente segretario del Pd, che ha anche eletto Rosy Bindi presidente del partito. «Saremo un partito che si rivolgerà a tutta l'area del centrosinistra, senza trattini o distinzione di ruoli e senza pretese di esclusività. Avremo un partito plurale, ma non nel senso di attribuire a ognuno una stanza della casa comune. Penso a un partito in cui c'è bisogno di tutti. In vista delle elezioni regionali opereremo per allestire coalizioni democratiche e di progresso. Questo vale per le forze in Parlamento sia per quelle che non sono in Parlamento. Sui temi della democrazia abbiamo aperto un confronto anche con formazioni con cui non abbiamo prospettive di alleanza, come Rifondazione comunista».

ASSEMBLEA - «Esiste una modernità alternativa alla deformazione populista e plebiscitaria del nostro quadro politico e costituzionale. Rifiutiamo l'idea che il consenso venga prima delle regole, che la partecipazione democratica significhi eleggere un capo, che la società civile sia ridotta a tifoseria». Bersani ha proposto poi un'assemblea degli amministratori locali del Pd per parlare «di federalismo vero e non permettere alla Lega di raccontare favole e noi stiamo zitti».

RIFORME - Sulle riforme (rafforzamento delle funzioni di governo e Parlamento, nuova legislazione sui partiti, nuova legge elettorale, nuove norme sui costi della politica) Bersani indica: «Nessun "dialogo", è una parola malata, ma un confronto trasparente nelle sedi proprie, cioè in Parlamento». Sulla nuova legge elettorale, il Pd è disposto anche a una legge di iniziativa popolare. «Siamo pronti a discutere» di riforme a partire dalle proposte che riguardano il superamento del bicameralismo perfetto e il Senato federale, ha riferito Bersani.

GIUSTIZIA - Bersani ha riferito di accettare la riforma della giustizia, ma «a partire dai problemi dei cittadini e non sulle situazioni personali del presidente del Consiglio, con l'aggressività e la volontà di rivincita contro il sistema giudiziario e la magistratura».

ECONOMIA E LAVORO - Secondo Bersani la crisi economica non è affatto superata, «ed è bene che il governo ne prenda atto e adotti le misure necessarie: parli con il linguaggio della verità. Nessuno vuol fare il pessimista o il catastrofista, pretendiamo solo che si riconosca che abbiamo un problema serio che non si risolve da sé. Davanti a un'assunzione di responsabilità da parte del governo, noi non ci sottrarremo ai problemi, ma se continuano a dirci che il problema non c'è o che si può aggiustare con palliativi, diventa difficile discutere. Il governo non presenti una Finanziaria fatta di segnali irrilevanti: servono misure vere». «Il lavoro è il problema numero uno del Paese e il primo impegno del nostro partito», ha aggiunto il segretario. Il Pd sul tema del lavoro si concentrerà su quattro punti: politica dei redditi contro l'impoverimento; garantire soglie minime di reddito; l'ingresso al lavoro dei giovani; uno sguardo sul sistema pensionistico alla luce dei suoi effetti sulle nuove generazioni; rivedere la legge sull'immigrazione e la cittadinanza perché «il Pd è un partito che sta con chi bussa alla porta e non con chi la tiene chiusa».

QUESTIONE MORALE - Infine Bersani ha parlato di questione morale all'interno del Pd: «Occorre prendere posizione contro comportamenti non coerenti con i principi etici del partito. Il Pd non è un'autorità morale, ma deve sentirsi garante di quella dignità nell'esercizio delle funzioni pubbliche che la Costituzione richiede. Una dignità che deve comprendere comportamenti privati coerenti con la credibilità e il rispetto di un impegno pubblico. Nonostante le migliori intenzioni, in questi due anni nel Pd non è stato possibile sanzionare comportamenti non coerenti con i principi che abbiamo enunciato. Chiedo quindi che la commissione etica avanzi proposte non solo di principio, ma di strumenti operativi efficaci per dissociare il partito e il suo nome dalle deviazioni dei singoli».

VOTI - Bersani è stato proclamato ufficialmente segretario del Pd dall'assemblea nazionale del partito per aver ottenuto alle primarie un totale di 1.623.060 voti, pari al 53,3%. All'inizio del suo discorso Bersani ha ringraziato Dario Franceschini e Ignazio Marino, i suoi rivali alle primarie. Poi ha salutato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano («Un rigraziamento per il ruolo di garanzia che sta svolgendo»), e Romano Prodi di cui ha detto «lo sentiamo qui con noi e conosciamo l'affetto con cui segue le vicende del partito». Su proposta di Bersani, l'assemblea ha prima acclamato poi eletto con voto formale Rosy Bindi presidente del partito. Dopo di che Bindi ha proposto Marina Sereni e Ivan Scalfarotto vice presidenti del Pd e sono stati nominati. Enrico Letta è stato eletto vice segretario.

RUTELLI - Bersani poi ha parlanto anche di coloro che in questi giorni hanno lasciato o intendono lasciare il Pd, come Rutelli. «Le defezioni non fanno mai piacere, soprattutto quando avvengono in forme un po' singolari. Sento qualcuno che dice che il Pd lascia un fronte scoperto. Non abbiamo fronti scoperti, abbiamo una ricchezza di culture per tutta l'area del centrosinistra», ha detto il segretario. Rutelli è stato criticato anche nell'intervento di Franceschini, che ha giudicato il suo passaggio all'Udc «un errore grave di ingenerosità. La scelta la si era fatta tempo prima, e allora bisognava dirlo prima».


18/07/2009

Roma: cerimonia d'apertura dei mondiali di nuoto

Roma: cerimonia d'apertura dei mondiali di nuoto

 

Roma capitale del nuoto, la Pellegrini entra con la bandiera italiana e la consegna ai militari

 

La primatista mondiale di 200 e 400 stile libero Francesca Pellegrini porta la bandiera italiana (Ansa)

 

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ufficialmente aperto i 13th FINA World Championships - Mondiali di Nuoto Roma09.

Con una cornice suggestiva fatta di colori e immagini riflesse si è aperta ufficialmente al foro italico la 13esima edizione dei mondiali di nuoto, alla cerimonia di apertura sono anche intervenuti alcuni ospiti tra i quali Claudio Baglioni che ha cantato l'inno dei mondiali da lui scritto e composto per l'occasione, il pianista Giovanni Allevi, il Presidente della Camera Gianfranco Fini ed il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta

 

Claudio Baglioni canta l'inno dei Mondiali, da lui composto (Ansa)

Claudio Baglioni canta l'inno dei Mondiali, da lui composto (Ansa)

 

Il pianista Giovanni Allevi entra in scena (Ansa)

Un momento dello spettacolo della cerimonia d'apertura (Eidon)

Un momento dello spettacolo della cerimonia d'apertura (Ipp)

 

Da destra a sinistra il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il presidente della Camera Gianfranco Fini (Benvegnù-Guaitoli))

Da destra a sinistra il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il presidente della Camera Gianfranco Fini


08/12/2008

Uova e pomodori su Gianni Letta Contestato all'Università di Siena

Uova e pomodori su Gianni Letta Contestato all'Università di Siena

Studenti e precari all’uscita dall’ateneo. Tensione tra polizia e i giovani che stavano manifestando: in tre al pronto soccorso

 

 

 

Gianni Letta (Ap)
Gianni Letta
 
 
 
SIENA - Un lancio di pomodori e uova ha accolto Gianni Letta (senza colpirlo) all’uscita dal complesso di Santa Maria della Scala: il sottosegretario alla presidenza del Consiglio era già stato contestato, al suo ingresso per la cerimonia del premio Fraiese, da un gruppo di studenti e ricercatori precari dell’ateneo senese. Una volta entrato, Letta è stato apostrofato come «ciambellano» da un altro contestatore, il quale è stato allontanato dalle forze dell’ordine: «Stavo solo citando Indro Montanelli», ha ribattuto. Dopo la cerimonia, non appena Letta è uscito per salire sull’automobile, è partito un lancio di pomodori e uova contro di lui: un uovo ha colpito anche il vice questore, altri agenti della polizia sono stati colpiti, ed un oggetto, forse un pomodoro, ha rotto il vetro di un lampione. Insieme al lancio di oggetti, i manifestanti hanno scandito di il coro «buffone, buffone», indirizzato a Letta, e «vergogna, vergogna». Analoga contestazione nei confronti del rettore dell'Università, Silvano Focardi.

L'ACCUSA - «Evidentemente - ha replicato Letta parlando con i giornalisti - non conoscono la legge 133 e ne danno una interpretazione che è quella che corre su tutti o certi giornali. Basterebbe approfondire un po' meglio per capire che le cose non stanno così perché noi per primi abbiamo a cuore l'università di Siena e quella italiana in genere». Poco prima della premiazione, una ricercatrice dell'università di Siena ha fatto il suo ingresso in sala e davanti a Letta e alle autorità ha letto un documento contro i tagli delle leggi 133 e 180 specificando di non voler contestare il premio Frajese ma Gianni Letta «in quanto rappresentante di spicco di un Governo che sta portando avanti una politica dissennata di privatizzazioni e tagli. Tagli alle spese sociali e attacco ai diritti del lavoro. Si salvano le squadre di calcio, si salvano le banche, ma non le università, evidentemente perché non si vuole salvare l'università pubblica».

LA REPLICA - Il sottosegretario Letta ha preso subito dopo il microfono e ha affermato di comprendere le protesta ma ha suggerito ai precari di farlo «in un modo un po' più avvertito senza ripetere - ha aggiunto - quello che qualcuno vi ha suggerito». La precaria che ha fatto da portavoce all'assemblea ha quindi lasciato l'aula dopo aver ripiegato lo striscione sul quale era scritto «Voi la distruggete, noi la costruiamo» con riferimento all' università.

TENSIONE - Invece mentre la cerimonia era in corso ci sono stati momenti di tensione tra polizia e gli studenti e i precari che stavano manifestando all'esterno. Secondo quanto denunciano i giovani, la polizia li ha caricati con i manganelli. In tre si sono recati anche al pronto soccorso del policlinico universitario delle Scotte per essere visitati.