09/03/2009

Il gigolò svizzero confessa: «È vero, ricattavo lady Bmw»

Il gigolò svizzero confessa: «È vero, ricattavo lady Bmw»

 

Si è aperto a Monaco il processo al 44enne Helg Sgarbi. L’uomo sarebbe riuscito a far versare circa sette milioni di euro a Susanne Klatten

Susanne Klatten (Ap)
Susanne Klatten (Ap)

MONACO - Il gigolò ha ammesso le proprie responsabilità. Lo svizzero Helg Sgarbi ha confessato, davanti al tribunale di Monaco di Baviera, di avere ricattato - a scopo di estorsione - facoltose donne tedesche, tra le quali anche Susanne Klatten, erede della famiglia Quandt, proprietaria della casa automobilistica Bmw. All'inizio del processo, l'avvocato di Sgarbi - Egon Geis - ha letto la piena confessione del suo assistito, riconoscendo la sua colpevolezza per tutti i capi d'accusa, tra cui quelli di estorsione e tentata estorsione.

SETTE MILIONI DI EURO - L’uomo sarebbe riuscito a scucire a Klatten, una fra le donne più ricche di Germania e d’Europa, 7 milioni di euro. Successivamente, per ottenere altri soldi (40 milioni), avrebbe ricattato la donna, sposata con l’imprenditore Jan Klatten, con video compromettenti.

Helg Sgarbi (Ap)
Helg Sgarbi (Ap)

LE SCUSE ALLE VITTIME - Da parte sua, Sgarbi ha espresso rammarico per le sue azioni, scusandosi con le vittime. La Klatten non era presente in aula e, secondo alcuni esperti, potrebbe non essere chiamata a testimoniare alla luce della confessione. Secondo l'accusa, Sgarbi operava all'interno di un'organizzazione gestita dall'italiano Ernano Barretta e specializzata nei ricatti e nelle estorsioni ai danni di ricche signore tedesche. Sempre secondo l'accusa, Sgarbi agganciava le signore, intrattenendo con loro relazioni sentimentali, mentre Barretta filmava i rapporti intimi. I video venivano poi utilizzati per ricattare le donne.