29/04/2009
Sparò al rapinatore, indagato per eccesso di legittima difesa
Sparò al rapinatore, indagato per eccesso di legittima difesa
Il rapinatore, ferito da tre colpi di pistola, è ancora ricoverato. Il 16 aprile scorso il gioielliere di Cinisello aveva reagito a un tentativo di rapina nel suo negozio
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| Remigio Radolli (Photomasi) |
MILANO - «Sono sempre quello di prima, che si tratti di un atto dovuto o meno». A parlare è Remigio Radolli, il gioielliere aggredito brutalmente, nei giorni scorsi, nel suo negozio di Cinisello Balsamo da un rapinatore albanese contro il quale reagì colpendolo con un colpo sparato dalla sua calibro 22. La notizia che la magistratura di Monza gli ha inviato un avviso di garanzia, nel quale si ipotizza il reato di «eccesso colposo di legittima difesa» non lo ha scosso più di tanto.
«Sui fatti di quella giornata abbiamo deciso d’accordo con gli inquirenti di non dire nulla, ma mi sento tranquillo, ho fiducia nel lavoro che sta conducendo la dottoressa» dice il 59enne Radolli, riferendosi al sostituto procuratore di Monza Stefania Di Tullio, titolare dell’inchiesta. Anche il difensore del commerciante, l’avvocato Fabio Gerolimetto, tende a spegnere sul nascere le polemiche che potrebbero nascere dalla notizia dell’iscrizione del suo cliente nel registro degli indagati. «Si tratta di un atto dovuto, se proprio doveva essere formulata una contestazione nei confronti del mio assistito questa è la più equilibrata possibile. Abbiamo sempre sostenuto che c’è stata legittima difesa, e siamo convinti che anche gli inquirenti concluderanno in questo senso». Radolli aveva riportato una ferita lacero contusa alla testa e un paio di costole incrinate. Il rapinatore, ferito da tre colpi di pistola, è ancora ricoverato.
F.Be.
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16/04/2009
Gioielliere spara e ferisce rapinatore
Gioielliere spara e ferisce rapinatore
A Cinisello Balsamo. due dei malviventi, travestiti da spazzini, sono riusciti a fuggire. Il bandito, straniero, ha picchiato il negoziante col calcio di una scacciacani: raggiunto da più colpi, è grave
Il signor Remigio Radolli, ferito alla testa, racconta ai carabinieri quanto è accaduto poco prima dentro la sua gioielleria a Cinisello Balsamo durante un tentativo di rapina (Photomasi)
MILANO - Un gioielliere, durante un tentativo di rapina nel suo negozio, ha reagito sparando e ferendo gravemente un rapinatore, che parlava con accento straniero. L'uomo colpito, raggiunto da 4 colpi, è in gravi condizioni. È accaduto nel centro di Cinisello Balsamo, Comune dell'hinterland milanese. Sul posto si sono recate numerose pattuglie di Carabinieri e Polizia e il pronto intervento del 118. Del caso si occupano i carabinieri del Gruppo di Monza che hanno sentito l'uomo, in stato di choc, per ricostruire la dinamica dei fatti.
LA DINAMICA - Il negozio è la nota gioielleria «Radolli» all'angolo tra via Piave e via Garibaldi. A tentare la rapina sarebbero state tre persone, ma due dei banditi sono rimasti all'esterno. Il terzo è entrato nella gioielleria, poco dopo le 9.30, con una pistola scacciacani, ha minacciato il negoziante e lo ha colpito con il calcio della pistola alla testa, ferendolo a un occhio. A quel punto il gioielliere, Remigio Radolli, ha estratto una pistola, da lui regolarmente detenuta, e ha fatto fuoco almeno quattro volte. La colluttazione si è poi protratta, finché entrambi sono usciti dalla porta sul retro; il malvivente si è accasciato al suolo pochi metri dopo essersi allontanato. Al momento il bandito ferito non è stato ancora identificato, dato che non aveva documenti addosso. Secondo quanto riferito ai Carabinieri dal gioielliere, l'accento dell'uomo era straniero. Ricoverato all'ospedale di Niguarda l’uomo, apparentemente trentenne, ha ferite gravi all’addome e al collo. L’operazione è in corso e la prognosi per lui è riservata. Il gioielliere, che ha ferite alla testa e all'occhio destro, è stato portato all'ospedale Bassini di Cinisello.
TRAVESTITI DA SPAZZINI - Gli altri due rapinatori si sarebbero immediatamente dileguati e sono ora ricercati. Secondo alcune testimonianze acquisite dalle forze dell'ordine, erano travestiti con pettorine della nettezza urbana. Il particolare, ancora da confermare ufficialmente, è però credibile tanto che i due banditi fuggiti vengono descritti nelle notizie segnaletiche proprio in questo modo.
I COMMERCIANTI: «LO COMPRENDIAMO» - La gioielleria, aperta dal 1965, è molto conosciuta e il titolare è descritto dai vicini come persona affabile e disponibile. Al negozio sono subito accorsi la moglie e i due figli, oltre a numerosi vicini e amici. I negozianti di Cinisello si stringono attorno a Radolli: «Siamo solidali con lui e capiamo la sua reazione», dice Rosanna Radolli, presidente dell'associazione dei negozianti del centro. «Abbiamo scritto già tempo fa al Comune per chiedere più sicurezza. Le forze dell'ordine fanno quello che possono, ma noi abbiamo paura».
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20/01/2009
Uccide la moglie malata con la roncola. Poi si impicca
Uccide la moglie malata con la roncola. Poi si impicca
Tragedia nel Viterbese: omicidio e suicidio. Giuseppe Bondi, un gioielliere di 55 anni, soffriva di depressione e credeva la consorte malata di tumore
ROMA - Giuseppe Bondi a Canino in provincia di Viterbo, ha ucciso sua moglie nel sonno a colpi di roncola e poi si è suicidato, impiccandosi. L’allarme è stato dato ai carabinieri dal figlio di 23 anni che intorno alle 9,30 ha scoperto i due cadaveri. Secondo quanto accertato dai carabinieri, la dinamica del fatto appare chiara: si tratta di un caso di omicidio-suicidio.
DINAMICA - Il gioielliere 55enne ha anche lasciato un biglietto prima di impiccarsi con scritto «mio figlio non c'entra nulla». Aveva problemi di depressione alle spalle e in passato aveva già minacciato di uccidere sua moglie, Lorena Zampetti, 50 anni, che riteneva malata di tumore. Negli anni Settanta il padre di Bondi era morto anch’egli suicida. Il delitto è avvenuto probabilmente alle 4. Bondi ha dapprima tentato di soffocare con un cuscino la moglie, ma non riuscendoci ha afferrato un roncola e l'ha colpita al capo e alla gola. In mattinata la donna avrebbe dovuto sottoporsi a una visita di controllo dopo che anni fa era stata operata per un tumore al seno.
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