26/03/2011
In migliaia nelle piazze di Yemen e Siria A Samnin la polizia spara: 20 le vittime
In migliaia nelle piazze di Yemen e Siria A Samnin la polizia spara: 20 le vittimePREOCCUPAZIONE DEL CONSIGLIO EUROPEO. Tensioni in Giordania, ucciso un passante. Anche a Sanaa, interviene l'esercito. Proteste a Damasco, a Daraa bruciata la statua dell'ex presidente Assad
12:16 Scritto in ESTERI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: esteri, amman, damasco, fotogallery, giordania, mondo, rivolte, scontri, siria, speciale mediterraneo | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
15/08/2009
Rania, diario italiano su Twitter
Rania, diario italiano su Twitter
La regina di Giordania racconta sul social network la sua vacanza: «Quanti gelati sto mangiando»
| Rania di Giordania turista all'isola d'Elba |
Che la regina Rania di Giordania, una delle donne più belle e affascinanti del mondo, avesse un debole per l’Italia era noto. Lo ha ripetuto in tante interviste, segnalando, tra l’altro, come i nostri connazionali siano maestri nel parlare con i gesti, e sostenendo che la gestualità è il linguaggio del cuore.
Ma i pensieri che la regina, affascinata dalla tecnologia mediatica, ha affidato a Twitter negli ultimi giorni, anzi nelle ultime ore, sono quasi un atto d’amore per il Bel Paese. L’occasione sono le brevi vacanze di metà agosto che re Abdallah, la moglie, i figli e altri familiari stanno trascorrendo in Italia, a bordo del loro yacht. Più delle foto, che ritraggono la famiglia reale in un ristorante, impegnata a gustare spaghetti ai frutti di mare e calamari, oppure sul ponte dell’imbarcazione, sono i pensieri della regina a colpire e a dimostrare il suo contagioso apprezzamento.
Un omaggio alla storia («Ho trascorso un po’ di tempo sull’isola d’Elba e ho visto i luoghi dell’esilio di Napoleone »); un riconoscimento a un prodotto italianissimo («Ho mangiato tanti gelati da provocare la protesta delle mucche»). Ma soprattutto l’elogio di quella che definisce la sintesi fra semplicità e sofisticatezza:
| Rania di Giordania mangia in un ristorante dell'Isola d'Elba |
«Forse sono stata italiana nella vita precedente, o forse è il fascino della gente italiana a farmi sentire così». E ancora: «L’Italia!… quanto ne ho sentito la mancanza».
Anche nei pensieri successivi, affidati a Twitter, la regina, che riflette sulla vita, sull’educazione dei figli, sulla spontaneità, sui valori, sembra permeata di ammirazione per i luoghi che sta visitando.
Non si può non pensare che nelle sue confidenze con re Abdallah, non manchi di suggerire come l’Italia potrebbe essere un approdo ideale per parlare serenamente dei tanti problemi che affliggono il Medio Oriente. La vacanza nel nostro Paese, che è ormai un appuntamento costante per la famiglia reale giordana, anticipa di qualche mese la visita ufficiale in Italia. E i pensieri su Twitter sembrano anticiparne l’indubbio successo. La regina descrive i luoghi che sta visitando come «un ambiente idilliaco». Non tutto in Italia è idilliaco, Maestà, ma grazie di cuore.
Antonio Ferrari
Fonte C.d.S.
16:33 Scritto in CURIOSITA' | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: italia, vacanze, regina, giordania, rania, bel paese, diario, twitter, social network, re abdallah, omaggio | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
12/08/2009
Delitto d'onore: uccisa dallo zio perché era stata stuprata
Delitto d'onore: uccisa dallo zio perché era stata stuprata
Ha sparato nove volte a una 16enne violentata da due uomini. Presente anche il padre della ragazza
NASSER (GIORDANIA) - Nuovo delitto d'onore in Giordania: un uomo ha ucciso una nipote di 16 anni, sparandole nove volte, per difendere l'onore della famiglia perchè la ragazza era stata violentata. Dopo aver saputo dai suoi familiari della violenza di cui era stata vittima la nipote, l'uomo - del quale non sono state diffuse le generalità - si è diretto a casa del fratello, nell'area al Nasser (Amman est), con il chiaro intento di ucciderla.
Ogni anno tra 15 e 20 donne uccise. «La ragazza era distesa sul suo letto quando lo zio, alla presenza del padre, le si è avvicinato e le ha sparato nove volte per poi consegnarsi a noi», ha raccontato una fonte di polizia che ha chiesto l'anonimato. L'uomo ha spiegato agli investigatori che voleva "ripulire" l'onore della famiglia poiché la nipote era stata coinvolta in attività sessuali. La ragazza, di recente, era stata stuprata vicino casa da due uomini che sono ora in attesa di giudizio in una prigione vicino ad Amman. Ogni anno dalle 15 alle 20 donne vengono uccise nei cosiddetti delitti d'onore, e i loro assassini ricevono pene detentive che vanno dai tre mesi ad un massimo di un anno. I familiari delle vittime spesso lasciano cadere le accuse, rendendo così più facile per i giudici emettere condanne miti.
15:32 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: giordania, nasser, delitto d'onore, ragazza, uccisa, stuprata, uomini, parente, difesa, famiglia | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
08/05/2009
Il volo con Benedetto XVI: «Sì alla pace: noi forza spirituale e non potere politico»
Il volo con Benedetto XVI: «Sì alla pace: noi forza spirituale e non potere politico»
IL VIAGGIO PASTORALE. Il Papa risponde ai giornalisti durante il viaggio verso la Giordania:«Con gli ebrei facciamo grandi progressi»
| Benedetto XVI (Afp) |
DAL VOLO PAPALE - «Buongiorno, vorrei anzitutto ringraziarvi per il lavoro che fate! Ci auguriamo tutti insieme un buon viaggio, un buon pellegrinaggio, un buon ritorno…». Volo AZ 4000 Roma-Amman, Benedetto XVI raggiunge i giornalisti in fondo all’aereo mentre l’Airbus A320 sorvola Crotone. Il viaggio verso la Giordania e Israele è iniziato da meno di un’ora, «vengo tra voi come pellegrino di pace», aveva detto alla vigilia. È la missione più impegnativa e delicata del suo pontificato ma Benedetto XVI, l’aria serena, non si sottrae alle domande preparate dai giornalisti.
Santità, questo viaggio avviene in un periodo molto delicato per il Medio Oriente. Vi sono forti tensioni. In occasione della crisi di Gaza si era anche pensato che lei forse vi rinunciasse. Allo stesso tempo, pochi giorni dopo il suo viaggio i principali responsabili politici di Israele e dell’Autorità palestinese incontreranno anche il presidente Obama. Lei pensa di poter dare un contributo al processo di pace che ora sembra arenato?
«Certamente cerco di contribuire alla pace, non come individuo ma in nome della Chiesa cattolica, della Santa Sede. Noi non siamo un potere politico ma una forza spirituale. E questa forza spirituale è una realtà che può contribuire a far progredire i processi di pace. Io vedo tre livelli. Primo, da credenti siamo convinti che la preghiera è una vera forza e apre il mondo a Dio, siamo convinti che Dio ci ascolta e può agire nella storia. Se milioni di persone credenti pregano è realmente una forza che influisce e può contribuire ad andare avanti con la pace. Secondo, noi cerchiamo di aiutare nella formazione delle coscienze. Coscienza è la capacità dell’uomo di percepire la verità, ma questa capacità è spesso ostacolata dagli interessi particolari. Liberare da questi interessi, aprire alla verità con i veri valori è un impegno grande. È un compito della Chiesa aiutare a conoscere i veri criteri, i valori veri, e liberarci da interessi particolari. E così, terzo punto, parliamo anche alla ragione. Proprio perché non siamo parte politica possiamo poi più facilmente, anche nella luce della fede, vedere i veri criteri, aiutare nel capire quanto contribuisce alla pace e parlare alla ragione, appoggiare le posizioni realmente ragionevoli. Questo abbiamo già fatto e vogliamo farlo anche adesso e in futuro».
Lei come teologo ha riflettuto in particolare sulla radice unica che accomuna cristiani ed ebrei. Come mai, nonostante gli sforzi di dialogo, si presentano spesso occasioni di malintesi? Come vede il futuro del dialogo fra le due comunità?
«È importante che in realtà abbiamo la stessa radice, gli stessi libri dell’Antico Testamento che sono sia per gli ebrei sia per noi Libro di rivelazione. Ma naturalmente ci sono duemila anni di storie distinte, anzi separate, e non c’è da meravigliarsi che ci siano malintesi, perché si sono formate tradizioni e interpretazioni di linguaggio e di pensiero molto diverse, per così dire un cosmo semantico molto diverso, così che le stesse parole nelle due parti significano cose diverse. Lo stesso uso di parole che nel corso della storia hanno formato significati diversi fa nascere ovviamente malintesi. Dobbiamo fare di tutto per imparare l’uno il linguaggio dell’altro. Facciamo grandi progressi: oggi i giovani, i futuri insegnanti di teologia, possono studiare a Gerusalemme, nell’università ebraica, e gli ebrei hanno contatti accademici con noi. Se c’è un incontro di questi cosmi semantici diversi, andiamo avanti nella strada del vero dialogo e impariamo l’uno dall’altro. Sono sicuro e convinto che faremo progressi e questo aiuterà anche la pace, anzi l’amore reciproco».
Santità, questo viaggio ha due dimensioni essenziali di dialogo interreligioso: con l’Islam e con l’ebraismo. Sono due direzioni completamente separate tra loro o vi sarà anche un messaggio comune che riguarda le tre religioni che si richiamano ad Abramo?
«Certo esiste anche un messaggio comune. Ci sarà l’occasione di farlo. Nonostante la diversità delle origini abbiamo radici comuni perché, come già detto, il cristianesimo nasce dall’Antico Testamento e la scrittura del Nuovo Testamento senza l’Antico non esisterebbe perché vi si riferisce in permanenza. Anche l’Islam è nato in un ambiente dove erano presenti dalle origini sia l’ebraismo sia i diversi rami del cristianesimo, e tutte queste circostanze si riflettono nella tradizione coranica, così che abbiamo insieme tanto nelle origini e nella fede nell’unico Dio. Perciò è importante da una parte avere dialoghi adeguati con gli ebrei e con l’Islam, ma anche il dialogo trilaterale. Io stesso ero cofondatore di un fondazione per il dialogo fra le tre religioni. Questa fondazione ha fatto anche una edizione dei libri delle tre religioni, Corano, Nuovo Testamento e Antico Testamento. Quindi il dialogo trilaterale deve procedere ed è importantissimo per a pace e per vivere bene ognuno la sua religione».
Lei ha richiamato spesso il problema della diminuzione dei cristiani nel Medio Oriente e in particolare nella Terra Santa. È un fenomeno con diverse ragioni di carattere politico, economico e sociale. Che cosa si può fare concretamente per aiutare presenza cristiana nella regione? Quale contributo spera di dare con il suo viaggio? Ci sono speranze per questi cristiani nel futuro? Avrà un messaggio particolare anche per i cristiani di Gaza che verranno a incontrarla a Betlemme?
«Certamente ci sono speranze, perché è un momento difficile ma anche un momento di speranza, di nuovo inizio, di un nuovo slancio nella via verso per la pace. E vogliamo soprattutto incoraggiare i cristiani di Terra Santa e in tutto il Medio Oriente a rimanere, a contribuire nel loro modo. Sono una componente importante della cultura e della vita di questa regione. In concreto come Chiesa, oltre alla parola di incoraggiamento, alla preghiera comune, abbiamo soprattutto scuole e ospedali. In questo senso siamo presenti con realtà molto concrete. Le nostre scuole formano una generazione che avrà la possibilità di essere presente nella vita pubblica; stiamo creando una università cattolica di Giordania, mi sembra una grande prospettiva nella quale giovani sia musulmani sia cristiani si incontrano e imparano assieme, dove si forma una élite cristiana che è preparata proprio a lavorare per la pace. Certamente le nostre scuole sono molto importanti per aprire il futuro ai cristiani. Anche gli ospedali mostrano la nostra presenza. Inoltre ci sono molte associazioni cristiane che sostengono in diversi modi i cristiani e con aiuti concreti li incoraggiano a rimanere. Così spero che realmente i cristiani possano trovare il coraggio, l’umiltà e la pazienza di stare in questi Paesi e di offrire il loro contributo per il futuro di questi Paesi».
Gian Guido Vecchi
16:06 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: papa, viaggio pastorale, giordania, intervista, giornalisti, risposte, ebrei, pace, progressi, santità | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook





