14/05/2012
Condannato il disturbatore Paolini
Condannato il disturbatore PaoliniIL PERSONAGGIO. La sentenza del Tribunale di Roma: sei mesi di carcere più trentamila euro di risarcimenti a tre giornalisti
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| Tag: cronaca, roma, processo, paolini, disturbatore, risarcimento, giornalisti | OKNOtizie |
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12/01/2012
La mafia lo minaccia, giornalista sotto scorta a Modena
La mafia lo minaccia, giornalista sotto scorta a ModenaHa 29 anni e da tempo si occupa di infiltrazioni della criminalità organizzata al Nord. Adesso, la sua vita è cambiata. Ecco perché è stata lanciata anche sul web la campagna di solidarietà "Io mi chiamo Giovanni Tizian"
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| Tag: giovanni tizian, mafia, giornalisti, associazione da sud, roberto saviano, lirio abbate, rosaria capacchione, cronaca | OKNOtizie |
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30/05/2011
Biagio Agnes, la scomparsa del «boiardo di Stato»
Biagio Agnes, la scomparsa del «boiardo di Stato»Al timone della Rai per sei anni e mezzo. Aveva fatto del rapporto organico con la politica l’essenza stessa del potere. Ma senza tessera in tasca
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18/12/2010
Spiato mezzo governo alla ricerca della P4
Spiato mezzo governo alla ricerca della P4La procura di Napoli assedia il Pdl. L’ultima inchiesta vede intercettati, pedinati e fotografati ministri e parlamentari. L’indagine vuol dimostrare l’esistenza di una fantomatica loggia segreta. L'obiettivo? Gianni Letta. Interrogati il ministro Carfagna, il capo degli ispettori Miller e lo 007 Santini
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07/11/2010
Giornalista aggredito in Russia. E' in coma
Giornalista aggredito in Russia. E' in comaOleg Kashin, che lavora per il quotidiano Kommersant, è stato vittima di un brutale pestaggio. Si era occupato delle manifestazioni dell'opposizione. sono almeno 35 i giornalisti assassinati tra il 2000 e il 2009
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22/10/2010
Il circus della F1 finisce nei motel del sesso
Il circus della F1 finisce nei motel del sessoTeam e giornalisti sistemati attorno a Love Square
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18/10/2010
Forniva notizie riservate sui vip. Arrestato finanziere a Pavia
Forniva notizie riservate sui vip. Arrestato finanziere a PaviaPer ordine della magistratura di Milano. Avrebbe passato a un giornalista dati sensibili sulla famiglia Agnelli, Di Pietro, Travaglio, Grillo e altri
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29/09/2010
Sventati attacchi di Al Qaeda in Europa
Sventati attacchi di Al Qaeda in EuropaSky News e Bbc rivelano che era pronto un piano di azioni terroristiche per colpire Gran Bretagna, Germania e Francia. Il complotto sventato dall'intelligence sarebbe stato come quello di Mumbai del 2008 che causò 166 morti
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09/07/2010
Una libertà che è di tutti
Una libertà che è di tuttiIL DIRITTO A ESSERE INFORMATI. Una giornata di silenzio che in realtà serve a parlare. Una giornata senza radio, televisioni, giornali e siti Internet per far sì che siano i cittadini a rivendicare il proprio diritto a essere informati.
Una giornata di silenzio che in realtà serve a parlare. Una giornata senza radio, televisioni, giornali e siti Internet per far sì che siano i cittadini a rivendicare il proprio diritto a essere informati. Perché la protesta indetta dalla Federazione nazionale della stampa non è la difesa corporativa dei giornalisti, ma il grido di allarme di chi si preoccupa per gli effetti che avrà la nuova legge sulle intercettazioni: limiti forti alla possibilità di diffondere notizie; di fare informazione.
Decine di parlamentari, non soltanto dell’opposizione, si sono espressi sui rischi delle nuove norme. Ma è stato soprattutto il presidente della Repubblica, fatto non usuale, ad evidenziare più volte le «criticità» del provvedimento che riscrive le regole per imagistrati ancor prima di quelle per la stampa. Sullo sfondo rimane lo scontro politico che di fatto sta trasformando questa legge in un trofeo per uno degli schieramenti - ormai trasversali - che riuscirà a farla approvare oppure a farla finire su un binario morto.
Si parla di intercettazioni, ma quello che riguarda le conversazioni telefoniche e ambientali è soltanto uno dei tanti divieti di pubblicazione. Nessun colloquio registrato potrà mai più essere reso noto fino alla celebrazione del processo, così come gli atti di indagine anche non più segreti, perché ormai conosciuti dalle parti. «Bisogna salvaguardare la privacy dei cittadini », ripetono i sostenitori della legge. Principio sacrosanto, è vero, ma che va salvaguardato senza intaccare il diritto-dovere dell’informazione.
La scelta di imporre ai giornalisti di poter soltanto riassumere le carte processuali in realtà aumenta il pericolo che il contenuto di ogni documento possa essere riportato in termini lacunosi o strumentali. E priva persino gli indagati o gli arrestati della possibilità di utilizzare, per far valere le proprie ragioni, quanto affermato dal giudice o dalla pubblica accusa. Almeno fino al dibattimento. In quella sede la privacy evidentemente non si deve più tutelare, visto che anche le intercettazioni potranno comunque diventare pubbliche.
La corsa all’approvazione della legge, con la possibilità che si proroghino addirittura le sedute della Camera fino a metà agosto come se ci si trovasse di fronte ad un’emergenza, non sembra giustificata. A questo punto dovrebbe essere la stessa maggioranza, di fronte a una mobilitazione forte e a un dibattito politico tanto acceso, a comprendere che il momento di fermarsi è ormai arrivato. Nessuno deve avere paura delle regole, tantomeno i giornalisti. Ma questo non può trasformarsi in una limitazione o addirittura in una censura preventiva. Esistono già leggi che puniscono gli abusi, anche per quanto attiene agli aspetti deontologici. Nulla vieta che si possano cambiare in alcune parti per renderle ancora più efficaci. Tenendo però sempre presente che conoscere quanto sta accadendo è un diritto primario dei cittadini. Il diritto alla riservatezza e il diritto di cronaca possono convivere, come avviene in tante altre democrazie. Perché da noi no?
Fiorenza Sarzanini
12:14 Scritto in INFORMAZIONE | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: informazione, sciopero, giornalisti, silenzio, rivendicare, diritto, libertà di informazione, polemiche, governo, stampa, cittadini, rischi, norme | OKNOtizie |
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25/05/2010
Pedofilia, le cifre della Cei: «In Italia 100 processi canonici in 10 anni»
Pedofilia, le cifre della Cei: «In Italia 100 processi canonici in 10 anni»Lo ha riferito il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata. «Ma anche un solo caso è sempre di troppo»
| Il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata (Ansa) |
CITTÀ DEL VATICANO - Sono «un centinaio» i casi di abusi sessuali commessi da sacerdoti «rilevati in Italia con procedimenti canonici nell'ultimo decennio». Lo ha riferito il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, incontrando i giornalisti durante i lavori dell'assemblea generale dei vescovi italiani, riuniti da lunedì in Vaticano.
«TROPPO» - Secondo Crociata, questo è «un dato che indica il quadro complessivo della situazione», ricordando comunque - ha aggiunto - che «anche un solo caso, come ha detto il cardinale Bagnasco, è sempre di troppo». Monsignor Crociata non ha voluto precisare se tali processi si siano conclusi con una condanna.
SCUOLE CATTOLICHE - Nel corso della prima conferenza stampa che accompagna i lavori della 61ma assemblea generale dei vescovi, monsignor Crociata ha precisato: «Non abbiamo notizie di un calo del numero degli iscritti alle scuole cattoliche da parte dei fedeli a causa dello scandalo degli abusi sessuali». «La reazione dei credenti - ha aggiunto - è quella di chi vuole affrontare il problema e risolverlo per continuare a far crescere la vita della Chiesa». «Il popolo dei credenti - ha detto ancora Crociata - ci chiede chiarezza, di prendere le misure necessarie, la penitenza, vuole insomma che la Chiesa cresca in qualità. I credenti vogliono che questo dramma diventi l'occasione per un salto di qualità nella vita della Chiesa».
NON OBBLIGO DI DENUNCIA - Poi Crociata precisa che l’obbligo di denuncia di un prete pedofilo alle forze dell’ordine non è previsto dalla legge italiana, però assicura la «cooperazione e collaborazione» dei vescovi con l’autorità giudiziaria per «l’accertamento dei fatti». «La normativa italiana non prevede l’obbligo di denuncia in questi casi come in molti altri casi», ha spiegato monsignor Crociata. «Questo evidentemente non esclude che, per nostra iniziativa, assicuriamo una cooperazione e collaborazione che consiste nell’accertamento dei fati e nell’incoraggiamento alla denuncia dei fatti da parte di chi ha subito o è a conoscenza dei fatti». Interpellato dai cronisti sulla recente testimonianza di monsignor Gino Reali, vescovo di Porto - Santa Rufina, al processo per pedofilia a don Ruggero Conti, al tribunale di Roma, monsignor Crociata ha commentato: «Che un vescovo possa essere ascoltato come testimone mi sembra un fatto ordinario».
Redazione online
15:44 Scritto in BAMBINI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: bambini, cei, città del vaticano, segretario generale, pedofilia, abusi sessuali, procedimenti, incontro, giornalisti, monsignor mariano crociata | OKNOtizie |
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