05/04/2011

Dodicenne inconsapevole partorisce alla gita scolastica. Il papà è il padre

Dodicenne inconsapevole partorisce alla gita scolastica. Il papà è il padre

OLANDA. L'analisi del dna svela l'incesto: il 52enne finisce in manette. La ragazzina non s'era accorta di essere incinta

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02/04/2009

Ragazzo si sente male in gita, è in coma

Ragazzo si sente male in gita, è in coma

 

Il diciottenne è ricoverato alla clinica Santa Rita a MILANO

 

Sarebbe ormai senza speranza la situazione clinica di F. S., lo studente diciottenne che, ieri durante una gita scolastica a Milano, si era accasciato sotto i portici di corso Vittorio Emanuele. Il ragazzo è passato dal coma allo stato di morte cerebrale. Era stato subito ricoverato nel reparto di rianimazione della clinica Santa Rita. Un malore probabilmente dovuto ad una «grave malformazione arterio-vascolare alla testa» accertata attraverso gli esami clinici, di cui nessuno era a conoscenza. Impossibile dire, al momento, se l'alcool, gli spinelli e la stanchezza abbiano contribuito ad aggravare le sue condizioni. Nelle sue tasche gli agenti, intervenuti sul posto, hanno trovato una piccola quantitá di hashish e dal racconto dei compagni di classe emerge che il ragazzo avrebbe bevuto alcune birre e fumato la sostanza illecita.

MALFORMAZIONE - La classe una quinta superiore di un istituto tecnico di Montefiascone era arrivata a Milano proprio ieri. La classe, una quinta superio­re di un istituto tecnico di Mon­tefiascone (Viterbo), era arriva­ta a Milano proprio ieri. Nel po­meriggio, dopo una sosta in parco Sempione, la passeggiata verso il centro città. Quando F. S. si è sentito male, le insegnan­ti hanno subito pensato che avesse bevuto troppo, nello zai­no gli hanno però trovato solo due lattine di coca cola. Il ragaz­zo faticava a respirare e aveva un forte mal di testa. Il primo bollettino parlava anche di «al­terazione di coscienza». In un primo momento l’inter­vento non sembrava preoccu­pante. R. S. ha però una «grave malformazione arterio-vascola­re alla testa», che è stata accerta­ta attraverso gli esami clinici fatti in tarda serata. Una malat­tia di cui nessuno era a cono­scenza. Per il momento è im­possibile dire se — e in che mi­sura — l’alcol, gli spinelli e la stanchezza per una notte con poche ore di sonno abbiano contribuito ad aggravare le sue condizioni. La situazione è pre­cipitata un paio d’ore dopo l’ar­rivo al pronto soccorso della cli­nica Santa Rita, a causa di un’emorragia cerebrale. A quel punto dall’ospedale hanno chia­mato il 113.

I RACCONTI DEI COMPAGNI - Gli agenti delle Volanti della polizia hanno ascoltato i raccon­ti delle insegnanti e di alcuni compagni di classe. Sarebbero stati gli studenti a spiegare che durante una lunga sosta in auto­strada, e poi nel corso del pome­riggio, avrebbero bevuto varie birre e fumato hashish.


01/04/2009

Il viaggio di un 16enne afghano dalla Grecia all'Italia sotto un pullman

Il viaggio di un 16enne afghano dalla Grecia all'Italia sotto un pullman

 

Il mezzo riportava a casa una scolaresca in gita scolastica. E' rimasto per 24 ore nascosto all'interno del vano della ruota di scorta

 

TORINO - Un 16enne afghano è arrivato dalla Grecia all'Italia, per la precisione fino in provincia di Torino, nascosto nel vano della ruota di scorta di un pullman. È il viaggio della disperazione di un giovane profugo, giunto a Chieri sull'autobus che riportava a casa una scolaresca in gita scolastica. «È saltato fuori mentre scaricavamo le valigie - racconta Luigi Menini, il titolare della ditta di trasporti a cui appartiene il pullman - e ho subito chiamato carabinieri e Croce Rossa». Indolenzito e privo di forze, il giovane è stato portato al pronto soccorso, dove gli sono state somministrate due flebo.

24 ORE SOTTO IL PULLMAN - «Quando l'ho visto - riprende Menini - non riuscivo a credere ai miei occhi. Quel giovane è rimasto nascosto in quel vano angusto per più di 24 ore». E non era solo: un altro ragazzo, probabilmente connazionale, è saltato fuori da un altro pullman (in totale erano tre) che riportava a casa la scolaresca dalla Grecia. «Il mio autista ha subito avvisato la polizia stradale - dice Menini - mai avremmo immaginato che ci fosse un altro clandestino».