08/04/2010

Asia Argento contro Morgan: in tribunale per levare la patria potestà

Asia Argento contro Morgan: in tribunale per levare la patria potestà

DOPO L'INTERVSITA CHOC a «max» di nuovo nella bufera. Prima udienza oggi alle 10 ma il cantante non sarà presente: «ha avuto un intervento alle corde vocali»

 

 

Morgan durante la trasmissione di Santoro «Rai per una notte»
Morgan durante la trasmissione di Santoro «Rai per una notte»

ROMA - Asia Argento contro Morgan per ottenere la decadenza della patria podestà parentale sulla figlia di 8 anni. Oggi alle 10 il ricorso verrà discusso al Tribunale dei minori di Roma.

UN PROBLEMA ALLE CORDE VOCALI - Finito nella bufera dopo l'intervista a choc a «Max» sul suo rapporto con la cocaina, motivo dell'esclusione dal Festival di Sanremo, altra batosta per Morgan. Asia Argento ha tutta l'intenzione di togliere la potestà genitoriale all'ex compagno. «Morgan è molto dispiaciuto - spiega all'Adnkronos l'avvocato Giampaolo Cicconi del foro di Camerino, legale di Morgan insieme a Enrico Fioretti del foro di Roma - Ci tiene molto a sua figlia e sta lottando strenuamente. Oggi non potrà essere in aula perchè è stato sottoposto a un intervento alle corde vocali e non ce la faceva a sottoporsi a interrogatorio. Infatti, anche quando è stato ospite da Santoro, non ha cantato e i medici gli hanno consigliato di stare a riposo». Oggi, spiega il legale, «presenteremo un certificato e chiederemo che venga ascoltato nella prossima udienza».

«NON TRASCURAVA LA FIGLIA» - Non solo. «Chiederemo anche - anticipa l'avvocato - che vengano ascoltate Simona Ventura, Claudia Mori, Maddalena Corvaglia, Mara Maionchi, la madre e la sorella di Morgan, perchè possono testimoniare che non trascurava la figlia, anzi, la portava alla trasmissione «X Factor» ed era lucidissimo». «Asia Argento - ricorda l'avvocato - a febbraio scorso aveva ottenuto l'affidamento esclusivo. Francamente non capisco la richiesta di togliere a Morgan la potestà genitoriale: non ci sono i presupposti, ha sempre seguito la figlia. E poi togliere una bambina così piccola al padre può essere un trauma». Gli avvocati del cantante chiederanno, inoltre, di rivedere l'ammontare dell'assegno di mantenimento.

Redazione online


12/02/2010

Rignano, tutti a giudizio i 5 imputati Genitori in lacrime: «E' un primo passo»

Rignano, tutti a giudizio i 5 imputati Genitori in lacrime: «E' un primo passo»

 

La decisione è stata presa oggi dal Gup del tribunale di Tivoli. Sono accusati di violenze e abusi su 21 bambini che frequentavano l'asilo nido del paese

 

 Nella foto di archivio del 2007 un carabiniere con una bimba nella scuola materna dell'istituto comprensivo 'Olga Rovere' di Rignano Flaminio (Ansa)
Nella foto di archivio del 2007 un carabiniere con una bimba nella scuola materna dell'istituto comprensivo 'Olga Rovere' di Rignano Flaminio (Ansa)

ROMA - Sono stati tutti rinviati a giudizio i cinque imputati nella vicenda delle violenze e degli abusi sui 21 bambini di un asilo nido a Rignano Flaminio, in provincia di Roma. Lo ha stabilito oggi il giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Tivoli. E' stata accolta, dunque, la richiesta del pm Marco Mansi.

GENITORI IN LACRIME - Alcuni genitori, presenti in aula, sono scoppiati a piangere quando il giudice Balestrieri ha letto il provvedimento. In primis Antonio Cardamone e Franco Merlino secondo cui «con buona pace di chi si è stracciato le vesti per ridicolizzare questa indagine, oggi un ulteriore vaglio giudiziario ha dimostrato che le accuse hanno un valido fondamento. Affronteremo questo processo - hanno spiegato - certi della sussistenza degli abusi visto che ancora oggi i bambini stanno male e che il dibattimento è un passaggio fondamentale per impedire che queste cose si ripetano». E un'altra mamma: «Oggi è solo il primo passo per l’accertamento della verità». Dello stesso tenore l'analisi dell'avvocato Pietro Nicotera: «I familiari aspettavano con ansia questo giudizio. Per il momento sono soddisfatti di questa soluzione e confidano che il tribunale possa approfondire le responsabilità degli imputati».

GLI IMPUTATI - Il processo si celebrerà il 27 maggio a Tivoli. Le ipotesi di reato a carico degli indagati sono atti osceni, maltrattamenti, sottrazione di persone incapaci, sequestro di persona, violenza sessuale aggravata, corruzione di minorenni, violenza di gruppo e atti contrari alla pubblica decenza. Alla sbarra finiranno dunque le maestre Silvana Magalotti, Patrizia del Meglio e Marisa Pucci, Gianfranco Scancarello - marito della Del Meglio - e la bidella Cristina Lunerti. Erano già state archiviate, invece, le posizioni di un'altra maestra, Assunta Pisani, e del benzinaio Kelum Weramuni Da Silva. Gli indagati respingono le accuse e lamentano che mancano riscontri a cominciare dalla mancanza di tracce del loro Dna e delle loro impronte digitali su peluche e altri oggetti sequestrati.

LE TAPPE DELLA VICENDA - La vicende fece scalpore: secondo il mandato d’arresto, i bimbi tra il 2005 e il 2006, tutti alunni della scuola materna ’Olga Rovere’ di Rignano Flaminio, sarebbero stati prima narcotizzati e in seguito abusati sessualmente in una villa alla presenza di un uomo che filmava questi abusi.Dopo il carcere, che era stato disposto il 24 aprile del 2007, passati appena pochi giorni dai fatti, il 10 maggio 2007 il tribunale del riesame annullò gli ordini di custodia cautelare con un provvedimento che demolì le ipotesi dell’accusa. «Indizi insufficienti e anche contraddittori», scrissero i magistrati. Un giudizio duro, poi confermato in Cassazione. E la Suprema corte aggiunse che i bimbi potrebbero essere stati manipolati dai propri genitori. «Interrogati con domande inducenti» osservarono gli ermellini, i piccoli «tendono a conformarsi alle aspettative dell’interlocutore». Dopo le scarcerazioni la Procura inizia a cercare nuovi indizi attraverso l’incidente probatorio disposto dal gip Elvira Tamburelli.

I RACCONTI DEI BAMBINI - Nelle udienze, che si protraggono per mesi, oltre venti bimbi, tra i 4 e i 6 anni, raccontano del «gioco della patatina»; della «bua ai bambini», delle «cose brutte» che avvenivano in un «castello cattivissimo». Insomma «c’era una strega che si chiamava Patrizia, stava in un castello. Il castello era nero e ci andavamo con la macchina. La macchina era di Marisa, un’altra strega». Un maschietto: «Le bidelle Cristina e Patrizia facevano i giochi brutti, bruttissimi; mi picchiavano, mi facevano le punture sul pisellino e sul sedere, facevano il gioco della sedia». Le accuse sono di fatto basate sugli elementi emersi da questi racconti. Gli unici su cui gli inquirenti possono contare, perché le analisi del dna effettuate sugli oggetti sequestrati nelle case delle maestre hanno dato esito negativo. La individuazione di un casale e la descrizione di una stanza dove si sarebbero svolti alcuni incontri, sono un ulteriore tassello del quadro.

LE ACCUSE - Le accuse, per gli indagati, vanno dagli atti osceni, ai maltrattamenti, alla violenza sessuale, al sequestro, alla corruzione, allo stupro di gruppo, agli atti contrari alla pubblica decenza. Il 30 ottobre del 2009 il Gup di Tivoli nell’udienza preliminare ha accolto la costituzione di parte civile di 19 famiglie di Rignano Flaminio.

Redazione online


29/01/2010

Nuovo processo per Alberto Stasi: non pagò una parcella da 81 mila euro

Nuovo processo per Alberto Stasi: non pagò una parcella da 81 mila euro

 

Il suo attuale difensore: «non sono state applicate le tariffe dell'Ordine degli avvocati». La causa dei legali che hanno assistito il ragazzo durante il primo mese d'inchiesta.

 

Alberto Stasi (Ansa)
Alberto Stasi (Ansa)

VIGEVANO (Pavia) - Un nuovo processo per Alberto Stasi. A poco più di un mese dall'assoluzione per il delitto della fidanzata Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella sua villetta di Garlasco (Pavia), l'ex studente bocconiano è tornato in un'aula del Tribunale di Vigevano. Stavolta il processo non c'entra con l'omicidio, ma è di natura civile. A intentare causa contro Stasi è l'avvocato Giovanni Lucido con la figlia Eleonora, i due legali che hanno assistito il ragazzo durante il primo mese d'inchiesta, fino alla revoca del mandato che venne poi affidato al professor Angelo Giarda e agli avvocati Giuseppe e Giulio Colli. Per quei 30 giorni di lavoro i Lucido hanno ricevuto dalla famiglia di Alberto solo acconti per poco più di 11 mila euro complessivi e, dopo il mancato saldo di una parcella di 81 mila euro, hanno deciso di citare il giovane in giudizio. Due giorni fa è stata celebrata l'udienza davanti al giudice Chiara Russo del Tribunale di Vigevano. Il processo è stato aggiornato al 2 marzo.

I LEGALI - «Per quella parcella non sono state applicate le tariffe dell'Ordine degli avvocati - commenta l'avvocato Giulio Colli, che assiste Alberto nel nuovo processo civile -. Il giudice ha già respinto l'istanza dei legali con cui chiedevano l'esecuzione di un'ingiunzione di pagamento». Giovanni Lucido, invece, spiega di «non aver applicato nemmeno il massimo stabilito dall'Ordine»: «Non chiediamo niente di più di quello che ci spetta - aggiunge l'avvocato - Per un mese intero mia figlia e io abbiamo vissuto tra Garlasco e Vigevano, con numerose trasferte a Parma per assistere agli accertamenti al Ris». Il risultato è un fatto di cifre: 50 mila euro per la parcella di Lucido padre, 31 mila euro e rotti per il compenso della figlia. Somma a cui vanno aggiunte anche le spese per la causa.
(Fonte Ansa)


17/10/2009

Abusa della figlia per 24 anni, poi molesta anche la nipotina: arrestato

Abusa della figlia per 24 anni, poi molesta anche la nipotina: arrestato

 

A VARESE. In carcere un pensionato di 60 anni. La donna aveva mantenuto il silenzio in cambio della promessa fatta dal padre di non toccare mai la bambina

 

 

MILANO - Ha abusato della figlia per 24 anni, e lei non ha mai parlato: «Basta che lasci stare la mia bambina», gli aveva detto. Ma quando l'uomo, ormai sessantenne, ha messo le mani addosso anche alla nipotina di 7 anni, la figlia ha finalmente deciso di denunciarlo alla polizia. L’uomo, ex operaio transfrontaliero, è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto dalla procura di Varese per abusi sessuali ai danni della nipote. I fatti risalgono al 2007, quando la bambina aveva circa 7 anni. Il gip ha poi convalidato la custodia cautelare, ma le indagini della squadra mobile di Varese hanno rivelato una lunga storia di abusi e silenzi.

LA SCOPERTA - Le rivelazioni sono arrivate ad agosto di quest'anno, quando la bambina, di ormai 9 anni, ha fatto una strana domanda alla madre: «Dalle analisi del sangue posso scoprire se sono incinta?». La madre, sconvolta, ha fatto altre domande alla bambina e ha scoperto che suo padre, il nonno della piccola, ha abusato sessualmente della nipotina in almeno due occasioni, in casa e nel garage. Non ha consumato rapporti completi, ma i suoi sono stati veri e propri abusi sessuali. La donna ha detto tutto al marito e insieme i coniugi hanno convocato una riunione di famiglia. La donna, ora 30enne, ha messo alle strette suo padre. L’uomo prima ha negato, poi ha confessato gli abusi sulla nipotina.

LE CONFIDENZE AL FRATELLO - Il giorno dopo la donna si è presentata con il marito in questura e ha denunciato tutto; poco dopo è arrivato anche il 60enne, che si è autodenunciato. Gli agenti, ascoltando tutti i familiari, hanno scoperto l'allucinante retroscena: lo zio della bambina abusata ha rivelato che il padre abusava della sorella quando era piccola. Si ricordava ancora bene di quando lei aveva solo sei anni e il papà la portava con sè nel lettone. Aveva capito che qualcosa non andava e all’epoca aveva fatto domande alla sorellina, che però aveva sempre negato. Durante la riunione familiare, dopo aver scoperto che anche sua figlia era stata vittima degli abusi, la donna aveva finalmente confidato al fratello che il padre abusava di lei da quando aveva 6 anni e tuttora, dunque per 24 anni, anche dopo il matrimonio.

PROMESSA INFRANTA - In cambio del silenzio, la donna aveva fatto promettere al padre che non avrebbe mai toccato la nipotina, che mai avrebbe fatto subire a sua figlia le stesse cose che aveva subito lei. Ora che quella promessa era stata infranta gli investigatori, sulla base del rapporto di fiducia ormai creato con la donna, sono riusciti a farsi raccontare tutta la sua storia. Il 60enne è stato rinchiuso nel carcere di Varese e il gip ha convalidato la custodia cautelare.


12/10/2009

Trascina Trenitalia in tribunale: «Impossibile fare lo studente-pendolare»

Trascina Trenitalia in tribunale: «Impossibile fare lo studente-pendolare»

 

Un giovane denuncia l'azienda delle Fs: sulla linea Bassano-Padova treni sporchi, senza climatizzazione e sempre in ritardo

 

Azione legale contro Trenitalia (archivio)

Azione legale contro Trenitalia (archivio)

 

VENEZIA - Dopo aver ricevuto le proteste di molti pendolari veneti, il Movimento consumatori del Veneto ha deciso di avviare alcune azioni pilota nei confronti di Trenitalia per chiedere il risarcimento dei danni subiti a causa dei disagi arrecati ai propri passeggeri. La prima azione legale riguarda il caso di uno studente pendolare che si è rivolto al Movimento consumatori per chiedere la tutela dei propri diritti di viaggiatore. N. M., queste le iniziali del giovane, per anni ha utilizzato il treno per recarsi all’università «subendo innumerevoli disservizi - rileva l’associazione in una nota - tra i quali ritardi cronici nelle ore di punta, interminabili attese nelle gelide sale delle stazioni d’inverno, treni sporchi e maleodoranti, climatizzazione senza controllo, treni eccessivamente sovraffollati, e assenza di personale a cui chiedere assistenza». La linea in questione è la Venezia-Bassano. «I pendolari di questa tratta, così come quelli di molte altre linee ferroviarie regionali - commenta Monica Multari, presidente regionale del Movimento Consumatori - sono costretti a viaggiare in condizioni insostenibili. Molti utenti ci inviano ogni settimana segnalazioni lamentandosi dei disagi, spesso anche gravi, che sono costretti a subire sui treni». Peraltro, secondo Multari, «le azioni della Regione Veneto a tutela dei pendolari si sono rilevate finora poco efficaci».


24/09/2009

Potenza, Vittorio Emanuele rinviato a giudizio per associazione a delinquere

Potenza, Vittorio Emanuele rinviato a giudizio per associazione a delinquere

 

Era stato arrestato il 16 giugno 2006 su richiesta dell'ex pm Henry John Woodcock. Lui replica: «Non c'era da aspettarsi altro. Resto fiducioso nell'accertamento dei fatti»

 

Vittorio Emanuele (Ansa)
Vittorio Emanuele (Ansa)

POTENZA - Il gup di Potenza Luigi Barrella ha rinviato a giudizio, per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di pubblici funzionari, Vittorio Emanuele di Savoia, che era stato arrestato il 16 giugno 2006 su richiesta dell'ex pm di Potenza, Henry John Woodcock. Il dispositivo è stato letto in un'aula del Tribunale di Potenza, dove erano presenti i pm Laura Triassi e Salvatore Colella poiché Woodcock si è trasferito a Napoli.

REAZIONE- «Non c'era da aspettarsi altro per una vicenda inspiegabile. Resto fiducioso nell'accertamento dei fatti però provo dolore nel subire queste accuse». Così Vittorio Emanuele di Savoia ha commentato, al telefono con l'avvocato Francesco Murgia, il rinvio a giudizio. Parlando con i giornalisti nel Palazzo di giustizia di Potenza, Murgia ha espresso «una profonda delusione sul piano tecnico» per la sentenza. L'avvocato ha aggiunto che «gli elementi eclatanti che deponevano per l'insussistenza di qualsiasi ipotesi di reato, sono stati riversati in maniera ampiamente esaustiva. Sono deluso come avvocato e impaurito come cittadino perché - ha concluso Murgia - si è usata come prova l'aria».

WOODCOCK - Il rinvio a giudizio di Vittorio Emanuele era stato chiesto da Woodcock nell'ambito dell'inchiesta cosidetta «Savoiagate»: il 16 giugno 2006 il gip Alberto Iannuzzi ordinò altri 12 arresti. Le accuse, a vario titolo, erano associazione a delinquere finalizzata alla prostituzione, alla corruzione, alla concussione, falsità ideologica, minacce e favoreggiamento. La notizia dell'arresto di Vittorio Emanuele, che rimase nel carcere di Potenza per una settimana, fece il giro del mondo: tutto partì da una «banale» indagine che riguardava i prefabbricati di Bucaletto, il quartiere costruito a Potenza per accogliere i senzatetto del terremoto del 1980. Dall'inchiesta che portò in carcere Vittorio Emanuele scaturì quella conosciuta come «Vallettopoli» e che nel marzo del 2007 fece finire in galera, ancora a Potenza, ma per 33 giorni, il fotografo dei vip Fabrizio Corona. La prima udienza del processo è stata fissata per il 21 dicembre.


22/07/2009

Eternit, i due imputati rinviati a giudizio

Eternit, i due imputati rinviati a giudizio

 

Applauso nella maxi aula del tribunale. A dicembre processati per disastro doloso il magnate Schmidheiny e il barone De Cartier De Marchienne

TORINO - Sono stati rinviati a giudizio i due imputati dell'inchiesta sui malati e morti d'amianto (quasi 3.000 casi) alla Eternit Italia. A dicembre saranno processati a Torino, per disastro doloso e rimozione volontaria di cautele, il magnate svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Jean Loui De Cartier De Marchienne. La decisione, letta dal gup Cristina Palmesino, è stata accolta nella maxi aula 1 del tribunale di Torino da un applauso. La prima udienza del processo è stata fissata per il 10 dicembre 2009.


25/04/2009

Prototipi in passerella: il vostro giudizio

Prototipi in passerella: il vostro giudizio

 

Una finestra sulla «rassegna di bellezza» a quattro ruote. A Villa d'Este non solo auto storiche.

 

MILANO - Storiche e prototipi. Come dire passato e futuro insieme ancora una volta alla più celebre rassegna della bellezza italiana a quattro ruote: il Concorso d’Eleganza Villa d’Este. Anche quest’anno, infatti, oltre alle stupende, prestigiose, costosissime auto d’epoca, il Concorso fa sfilare invita alla competizione prototipi e moderne concept car. Per essere ammessi, i veicoli devono essere funzionanti e gli studi non anteriori a tre anni. Nella serata di domenica 26 aprile si saprà chi ha vinto, per originalità, innovazione, bellezza.

IL VOTO - Corriere.it offre ai suoi lettori la possibilità di votare e stabilire qual è secondo loro il modello più affascinate tra gli otto prototipi che sfileranno a Villa d’Este. Un modo per confrontare poi i pareri con il verdetto ufficiale dei visitatori-giudici. Il vincitore a Villa d'este, infatti, non viene proclamato dalla giuria ma dal pubblico, in linea con la tradizione del Concorso: già nel 1929 fu il pubblico a decidere le sorti dei modelli presentati. Dopo che sabato 25 sarà stato dato il via alla manifestazione per gli ospiti invitati, domenica 26, nel parco contiguo di Villa Erba, il Concorso offrirà a tutti gli amanti dell’automobile l’opportunità di vedere dal vivo queste automobili da sogno. Oltre alle automobili già presentate il giorno precedente, show speciali daranno la possibilità di ammirare molti altri classici di alto rango. L’ingresso per Villa Erba, a Cernobbio sul Lago di Como, è di 12,50 euro e di 8,00 euro (ridotto).

CARROZZERIA IN TESSUTO - L’ospite d’onore fra i prototipi, fuori concorso, è Gina, la concept car con carrozzeria in tessuto, disegnata da Chris Bangle per Bmw, che sfilerà per festeggiare l’80° anniversario della manifestazione. I confini dei materiali e dei processi di produzione attuali vengono proiettati nel futuro. Fuori e dentro la Bmw Gina Light presenta numerosi componenti che si differenziano nettamente dalle soluzioni tradizionali. La pelle esterna è quasi esente da linee di unione, realizzata in un materiale tessile flessibile teso su una sottostruttura mobile. Le singole funzioni vengono abilitate solo nel momento in cui sono effettivamente necessarie. Questa interpretazione decisamente innovativa consente al guidatore una diversa esperienza nel rapporto con la vettura. Ecco gli otto prototipi che si contenderanno la palma del più elegante, prestigioso e innovativo Concorso di bellezza, tre dei quali sono presentati in prima mondiale.

Paolo Artemi

Rinspeed iChangeRinspeed iChangeRinspeed iChange

Rinspeed iChange

 

Infiniti Essence conceptInfiniti Essence conceptInfiniti Essence concept

Infiniti Essence concept

 


Mindset-E-Motion ConceptMindset E-Motion ConceptMindset-E-Motion Concept

Mindset E-Motion Concept

 

Concept Morgan su piattaforma AeromaxConcept Morgan su piattaforma AeromaxConcept Morgan su piattaforma Aeromax

Concept Morgan su piattaforma Aeromax

 

Fisker Karma SFisker Karma SFisker Karma S

Fisker Karma S


Mantide Stile BertoneMantide Stile BertoneMantide Stile Bertone

Mantide Stile Bertone

 

Aston Martin ONE 77

Aston Martin ONE 77

Aston Martin ONE 77

Aston Martin ONE 77

Zagato PeranaZagato PeranaZagato Perana

Zagato Perana




13/03/2009

Sanremo, a 95 anni rinviato a giudizio per abusi sessuali sulla nipotina di 11 anni

Sanremo, a 95 anni rinviato a giudizio per abusi sessuali sulla nipotina di 11 anni

 

L'uomo dovrà comparire davanti al gup il 15 maggio. L'anziano avrebbe abusato della piccola costringendola a guardare film hard chiedendole di ripetere le stesse scene

 

SANREMO (IMPERIA) - Un sanremese di 95 anni è stato accusato di violenza sessuale su minori per aver abusato della nipotina acquisita, all'epoca dei fatti di 11 anni, con la quale viveva in casa. L'uomo dovrà comparire davanti al gup di Sanremo Eduardo Bracco il 15 maggio per l'udienza preliminare. La vicenda risale al periodo tra il 2002 e il 2003, quando l'anziano abitava col nipote e la compagna di quest'ultimo, madre della bambina avuta da una precedente relazione.

I FILM HARD - L'anziano, avvantaggiato dal fatto di vivere con la bambina, avrebbe prima tentato di conquistarsi la sua fiducia con dolcetti e caramelle poi avrebbe abusato di lei, costringendola a guardare film hard e chiedendole di ripetere le stesse scene. La vicenda è andata avanti fino a quando la piccola è scoppiata in lacrime con la madre ed ha denunciato l'accaduto. L'anziano imputato avrebbe già dovuto presentarsi dal giudice alcuni giorni fa, ma a causa di un infortunio il suo legale, l'avvocato Salvatore Sciortino, ha chiesto di rinviare l'udienza.


11/11/2008

Filmò l'amante durante gli incontri Chiesto il rinvio a giudizio

Filmò l'amante durante gli incontri Chiesto il rinvio a giudizio

Rischia il processo per violenza sessuale continuata e diffamazione. Lei era una hostess di una società del gruppo Alitalia. Fu licenziata dopo che le foto apparirono su internet

 

 

 

 

ROMA - Per l'accusa filmò e fotografò la sua amante, hostess di una società del gruppo Alitalia, durante incontri amorosi con lui e con altri uomini. Adesso l'uomo, 47 anni, rischia di finire sotto processo per violenza sessuale continuata e diffamazione. A denunciare l'uomo è stata la stessa hostess (licenziata dopo che finirono su internet foto e filmati degli incontri, e soggetta ad uno stress tale che l'ha costretta anche a farsi curare da uno psicologo), la quale si è affidata agli avvocati Mariano e Benedetto Buratti.

FILMATI ANCHE ALTRI 4 UOMINI - Il pm di Roma, Giuseppe Saieva, ha chiesto il rinvio a giudizio per l'uomo, denunciato per diffamazione anche da quattro uomini che compaiono nei filmati. Qualche giorno orsono, poi, il gup capitolino Marcello Liotta, al fine di impedirne l'ulteriore diffusione su internet, ha disposto anche il sequestro preventivo di tutte le immagini riguardanti la vicenda. I fatti al centro delle contestazioni risalgono al periodo agosto-novembre 2006. Secondo l'accusa, le persone che si "intrattennero" con la ragazza accettarono di farsi filmare durante i loro incontri, purché non fosse riconoscibile il loro volto. Immagini che, però, furono diffuse sulla rete in maniera completa.


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