15/03/2010

Le nuove auto della polizia Usa

Le nuove auto della polizia Usa

 

In gara anche vetture di Chrysler e GM. Presentato il modello della Ford "Interceptor", con videocamera posteriore e anteriore

 


E’ partita la gara per le nuove vetture della polizia americana. A lanciare la sfida la Ford che ha presentato venerdì a Las Vegas l’Interceptor, auto destinata a sostituire le famose Crown Victoria. La “pantera” è stata sviluppata sul modello della Ford Taurus tenendo conto delle richieste di vari dipartimenti di polizia. L’abitacolo è stato concepito per dare maggiore spazio agli agenti e facilitare l’accesso ai sedili posteriori con un raggio di apertura maggiore per le porte. Le due sezioni saranno separate da uno schermo anti-aggressione.
Migliorata anche la dotazione elettronica: videocamera posteriore e anteriore, apparati vari per monitorare il traffico, computer. I primi modelli dell’Interceptor saranno disponibili a partire dal settembre 2011.

IN GARA ANCHE CHRYSLER E CHEVROLET - Ma la Ford dovrà guardarsi dalla concorrenza di altri marchi. La Chrysler rilancerà una nuova versione del “Dodge Charger”, molto apprezzato per la sua linea aggressiva. Poi la GM con la sua Chevrolet Caprice e infine la Carbon Motors E7 studiata proprio per la polizia.

Guido Olimpio

Fonte: corriere.it


13/04/2009

Il piano Obama per General Motors: una bancarotta «rapida e chirurgica»

Il piano Obama per General Motors: una bancarotta «rapida e chirurgica»

 

Titolo a picco in Borsa. indici in rosso A wall Street. Spesa per i contribuenti tra 5 e 7 miliardi di dollari. Fiat-Chrysler: Marchionne verso il ruolo di ad

 

(Afp)
(Afp)

NEW YORK- General Motors rischia la bancarotta, mentre proseguono a ritmo serrato le trattative fra Fiat e Chrysler per chiudere l'alleanza entro la scadenza imposta dall'amministrazione Obama: al centro di colloqui ci sarebbero - secondo indiscrezioni - la struttura proprietaria di Chrysler, un nuovo cda e un nuovo management. Fra le opzioni in esame - secondo quanto riportato da Automotive News - ci sarebbe un coinvolgimento diretto dell'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, nella gestione delle attività di Chrysler, addirittura con il ruolo di ad. La strada verso un accordo fra il Lingotto e la più piccola delle case automobilistiche americane non appare comunque in discesa, con l'assetto proprietario di Chrysler oggetto di complesse negoziazioni fra gli azionisti Cerberus e Daimler e il sindacato United Auto Worker e i creditori.

GM, IPOTESI BANCAROTTA - General Motors ha ancora un mese e mezzo di tempo per presentare un piano di ristrutturazione credibile, ma il governo degli Stati Uniti si sta già preparando a una bancarotta «rapida e chirurgica», nel caso la casa di Detroit non riesca a dimostrare di poter tornare solvibile. In questo caso, la spesa a carico dei contribuenti sarebbe compresa tra i 5 e i 7 miliardi di dollari. Sarebbe questa, secondo numerosi organi di stampa americani, tra cui il New York Times, la soluzione preferita dall'amministrazione Obama per pilotare i destini del colosso automobilistico di Detroit, alla prese con enormi difficoltà finanziarie e nel pieno di tumultuose trattative con gli obbligazionisti e i sindacati dei lavoratori.

LA TASK FORCE - I membri della task force nominata dal presidente americano per il settore automobilistico sono in contatto con il management della casa di Detroit e con i consulenti del gruppo in una fase definita dal quotidiano di Manhattan «preparatoria» al processo di amministrazione controllata (il cosiddetto «Capitolo 11») nel caso in cui, entro il primo giugno, l’azienda non sia ancora riuscita a far quadrare il cerchio con obbligazionisti e sindacati. Lo stesso, Fritz Henderson, nuovo ad della società al posto di Rick Wagoner, silurato proprio da Obama, si è detto pronto alla prospettiva dell'amministrazione controllata.

IN BORSA - La prospettiva della bancarotta del più grande costruttore di auto in America (e fino a un anno fa, prima del sorpasso di Toyota, anche nel mondo) non è stata ben accolta dagli investitori: il titolo di Gm è precipitato sulle Borse americane, con un calo del 16%. A Wall Street, peraltro, gli indici sono partiti male, con il Dow Jones che ha aperto in flessione di quasi l'1%, per poi limare le perdite in prossimità della chiusura con un calo dello 0,52% risalendo sopra quota 8.000 punti (8.041,24). Lo S&P 500 segna -0,06% a 856,02 punti e il Nasdaq composite -0,46% a 1.644,87 punti.

LE TRATTATIVE - Al momento Gm è in trattative con i detentori di bond societari per la conversione di debito in azioni, un’operazione dal valore complessivo pari a 28 miliardi di dollari che allarma i creditori, che temono di perdere parte dei loro investimenti. Alla fine del mese scorso la task force dell'auto di Obama aveva dato 60 giorni a General Motors per elaborare un programma di taglio dei costi e ridurre i propri debiti, così da poter accedere a nuovi prestiti statali. Lo scenario più probabile, in caso di bancarotta pilotata, prevede infatti la divisione degli asset di General Motors tra una «good company» e una «bad company» che si accollerebbe i marchi privi di mercato e i debiti legati al piano sanitario per i dipendenti. Secondo il Wall Street Journal, gli obbligazionisti di General Motors stanno già preparando un'azione legale nel caso il governo presenti un piano che possa danneggiare i loro investimenti.


30/03/2009

Crisi auto, Obama licenzia l'ad di Gm Chrysler-Fiat: 30 giorni per l'accordo

Crisi auto, Obama licenzia l'ad di Gm Chrysler-Fiat: 30 giorni per l'accordo

 

E in Francia salta il capo della Peugeot. General motors cede in borsa il 30%. Il presidente Usa: «I manager di Detroit non hanno fatto abbastanza. Sacrifici da parte di tutti»

 

Rick Wagoner (Ap)
Rick Wagoner (Ap)

DETROIT - Terremoti a catena nel mondo dell'auto: Rick Wagoner, presidente e amministratore delegato della General Motors, si è dimesso dopo le critiche del presidente Obama; in Francia è stato estromesso Christian Streiff, presidente del comitato di sorveglianza di Peugeot-Citroen; e il governo Usa ha fatto sapere che, se entro trenta giorni non sarà raggiunto un accordo con la Fiat, la Chrysler sarà lasciata fallire. Immediati i contraccolpi dei titoli automobilistici nelle Borse mondiali: Renault -6%, Peugeot -5,6%, Daimler -5,1%, Fiat -9,1%%.

BORSA USA - Ancora peggiore, se possibile, la reazione di Wall Street: in apertura di contrattazioni il titolo Gm apriva in calo del 29,83%.

CHRYSLER - Accordo con Fiat entro un mese o liquidazione. Responsabili dell’amministrazione statunitense, secondo la stampa americana, ritengono che la Chrysler non può funzionare come una compagnia indipendente nella situazione attuale. La Casa Bianca avrebbe quindi dato alla Chrysler trenta giorni di tempo per completare l'accordo con la Fiat mettendo sul piatto 6 miliardi di dollari se le due compagnie troveranno l'intesa prima della scadenza. La proposta di alleanza fra le due società prevede che la Fiat rilevi il 35% di Chrysler in cambio dell'accesso alla propria tecnologia. Entro un mese, inoltre, Chrysler dovrà raggiungere accordi per tagliare ulteriormente il proprio debito.

GENERAL MOTORS - Fritz Henderson, attuale direttore dello sviluppo, diventa amministratore delegato, dice un comunicato del colosso di Detroit, prendendo il posto di Wagoner, che era alla guida della società da otto anni. Un membro del consiglio d’amministrazione, Kent Kresa, sarà il nuovo presidente provvisorio. In un'intervista alla Cbs, Barack Obama aveva criticato duramente il comportamento dei colossi Usa dell'auto e alle 17 (ora italiana) annuncerà il piano auto, con ulteriori aiuti per General Motors e Chrysler: «Non hanno ancora fatto abbastanza per diventare essenziali, efficienti e competitivi. Vogliamo far loro capire che intendiamo avere un settore dell'auto che vada bene - ha aggiunto il presidente - Riteniamo di poter avere un mercato americano dell'auto di successo, ma dovrà essere davvero ripensato per uscire dalla crisi. Questo significa una serie di sacrifici da parte di tutti: manager, dipendenti, azionisti, creditori, fornitori. Tutti devono venire e sedersi attorno al tavolo dicendo quanto è importante prendere provvedimenti seri sulla via della ristrutturazione per mantenere un futuro roseo», ha aggiunto. Gm e Chrysler hanno chiesto complessivamente altri 21,6 miliardi in aiuti al Tesoro Usa per far fronte alla crisi dopo averne già avuti 17,4 miliardi. A Gm il governo concede due mesi per presentare un nuovo piano di taglio costi più incisivo di quello sottoposto in febbraio: nel frattempo l'amministrazione fornirà alla società il capitale necessario per continuare a operare.

PEUGEOT-CITROEN - Poche ore prima era arrivata dalla Francia la prima scossa: il consiglio di sorveglianza sotto la presidenza di Thierry Peugeot, ha licenziato in tronco il presidente del comitato, Christian Streiff, motivando la scelta con le «difficoltà eccezionali» che attraversa la società. Al suo posto è stato scelto Philippe Varin, già alla guida del gruppo siderurgico Corus, che assumerà la carica a giugno. Roland Vardanega assumerà l'incarico di amministratore delegato fino all'arrivo di Varin. Peugeot ha annunciato il mese scorso una perdita di 343 milioni di euro e ha fatto sapere che resterà in rosso fino al 2010.


16:23 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: crisi, usa, recessione, auto, stanziamenti, stato, obama, governo, detroit, gm | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook