01/09/2010
Amore finito? Arriva dagli Usa la perfetta copia gonfiabile dell'ex
Amore finito? Arriva dagli Usa la perfetta copia gonfiabile dell'exNel paese di Del Piero boom per gli hot toys con cui vengono clonati gli ex partner. Costano fino a 18 mila dollari, arrivano dopo un anno e mezzo
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29/08/2009
«Correte, stanno violentando una donna», ma la «vittima» è una bambola gonfiabile
«Correte, stanno violentando una donna», ma la «vittima» è una bambola gonfiabile
Quattro giovani in un furgone con una ragazza. Automobilista dà l'allarme. Arrivano i carabinieri: è un addio al celibato
TREVISO - Mobilitazione generale per una goliardata. È successo l’altra sera verso le 21 sullo Stradon del Bosco, sinuosa via di collegamento che da Biadene porta fin quasi a Nervesa attraversando il territorio di quattro comuni. Noto in tutta l’area montelliana per la sua bellezza discreta, ma anche per essere il ritrovo di sportivi, salutisti e coppiette, lo Stradon mercoledì è stato teatro di un equivoco grottesco.
Un automobilista in transito nel tratto volpaghese, giunto all’altezza di una curva, ha visto parcheggiato a bordo strada un furgone bianco con il vano di carico spalancato. All’incerta luce dei fari il quadro si è fatto talmente sinistro da sembrare perfino draconiano: tre ragazzi erano scesi dal mezzo e tra urla e schiamazzi stavano incitando un quarto giovanotto che si trovava nella penombra del vano posteriore. Dal pianale spuntavano inequivocabilmente anche due gambe di donna con angolatura irreale.
Uno dei ragazzi reggeva la cinepresa e videoregistrava ogni singolo istante di quello che appariva un assalto sessuale in piena regola. L’uomo a quel punto non ci ha pensato due volte e ha subito digitato il 113 invocando l’intervento delle volanti che hanno girato la segnalazione ai carabinieri. Nel giro di pochi minuti un esercito di pattuglie era già diretto verso lo Stradon del Bosco, con il ragionevole sospetto che fra i vari scenari possibili ci fosse spazio anche per il sequestro di persona, se non per lo stupro di gruppo. Insomma, poteva trattarsi di una vicenda che puzzava tanto di branco.
Ma quando i militari dell’Arma sono giunti sul posto accerchiando i quattro malcapitati con stridìo di gomme e pistole spianate, hanno scoperto che la verità era molto più semplice: le gambe di donna appartenevano a una bambola gonfiabile e i goliardi stavano semplicemente facendo le riprese nell’ambito di un addio al celibato. Erano su di giri, certo, ma non c’era nulla di orrendo o fuori posto in ciò che facevano.
Hanno soltanto sbagliato il luogo: troppo appartato per non insospettire, soprattutto con i giochi di luce creati dall’alternanza di tenebre e fanali. Un osservatore causale poteva essere indotto all’errore, come poi è successo. Così le volanti che stavano sopraggiungendo di rinforzo sono state bloccate dalla sala operativa e sono rientrate alla base.
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18/07/2009
Bambino di tre anni annega in una piscina gonfiabile
Bambino di tre anni annega in una piscina gonfiabile
È IL SECONDO CASO NEL 2009. È accaduto a Genzano, un paese dei Castelli Romani. Per i carabinieri si tratta di un «incidente domestico»
ROMA - Un bambino di tre anni è annegato nella piscina gonfiabile nel giardino della sua abitazione, in via Gulla a Genzano, un paese dei Castelli Romani, poco dopo le 10, dopo essere sfuggito all' attenzione della madre che si trovava in casa. La donna non vedendo più il bambino è andata a cercarlo fuori dal giardino e poi, non trovandolo, ha guardato all'interno della piscina vedendo il corpicino immobile. Chiamato il 118 i sanitari nonostante la rapidità dell'intervento non sono riusciti a rianimare il piccolo.
NESSUNA RESPONSABILITÀ - Secondo quanto riferiscono i carabinieri della Compagnia di Velletri, intervenuti con i militari della stazione di Genzano, non vi sarebbero al momento responsabilità penali nei confronti della madre, di 31 anni. «Un incidente domestico», ha spiegato Marco Piras, il comandante dei carabinieri di Velletri. I militari hanno ricostruito la dinamica: il bambino era in casa con la madre, intenta nei lavori domestici, ma per un attimo è sfuggito al suo controllo. La madre è subito andata a cercarlo ma è stata tratta in inganno dal cancelletto aperto sulla strada: temendo che il bambino fosse uscito fuori lo ha cercato, perdendo così del tempo, ritornata indietro ha pensato al giardino e alla piscina gonfiabile. Si è precipitata ma era troppo tardi: il bimbo era immobile nell’acqua della piscina, una piscina grande, non da bambini, che avevano nel giardino. Lo ha tirato fuori dall’acqua e ha cercato di rianimarlo. Il 118 e i carabinieri sono arrivati subito e lo hanno portato in ospedale, ma per il bimbo era troppo tardi. Il magistrato ha sequestrato l’area, ma non ha ravvisato elementi di responsabilità e ha restituito la salma del bambino ai familiari per i funerali.
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