02/01/2009

Fuga di gas, crolla una palazzina a Gorle Due persone estratte vive dalle macerie

Fuga di gas, crolla una palazzina a Gorle Due persone estratte vive dalle macerie

L'esplosione sarebbe stata causata da una fuga di gas accidentale. Una donna di 50 anni in gravi condizioni, soccorsi difficili a causa delle piccole deflagrazioni che si sono susseguite

 

 

La palazzina crollata a Gorle (Emblema)
La palazzina crollata a Gorle
BERGAMO - Una palazzina è crollata venerdì pomeriggio a Gorle, un piccolo centro alle porte di Bergamo. Due i feriti. La causa potrebbe essere stata una fuga di gas accidentale in uno dei due appartamenti dell'edificio a due piani di via Quasimodo, nella periferia del paese. Due persone sono state estratte vive dalle macerie: tra queste una donna di 50 anni, Elsa Zappella, che è in gravi condizioni ma non in pericolo di vita e un uomo di 53 anni, Sergio Pulcini, che è sempre stato cosciente e che inizialmente pareva non essere ferito gravemente, ha invece riportato ustioni sul 70% del corpo ed è stato trasferito, fanno sapere dagli Ospedali Riuniti di Bergamo, al Centro grandi ustionati di Verona. Pulcini era stato estratto dalle macerie con difficoltà a causa di esplosioni che continuavano a verificarsi tra le macerie. Probabilmente queste gli hanno causato le ustioni.

L'ALLARME - Nell'edificio c'era anche una terza persona, Luciano Pulcini, di 60 anni, compagno della donna e cugino di Sergio, che è riuscito a uscire e chiamare i soccorsi. Era in soggiorno e stava lavorando al computer, quando ha sentito la deflagrazione e ha visto la compagna, che in quel momento era in camera da letto, coperta dalle macerie. Nell'appartamento di fianco c'era solo il cugino, anche lui rimasto sotto i detriti. I vigili del fuoco hanno messo in salvo prima la donna e poi, dopo circa un'ora, l'uomo. Nello stabile abitano anche altre due persone, che al momento del crollo erano fuori casa e sono stati rintracciati. A questo punto i vigili del fuoco escludono che qualcuno sia rimasto le macerie. I soccorsi, in cui sono state utilizzate anche unità cinofile dei carabinieri, sono stati particolarmente difficili a causa delle piccole esplosioni che si sono susseguite. Gli inquirenti escludono ipotesi dolose o un tentato suicidio.