04/10/2011

Gelmini, rimossa la nota sul tunnel Cern-Gran Sasso

Gelmini, rimossa la nota sul tunnel Cern-Gran Sasso

Sul sito del Ministero dell'Istruzione scompare il comunicato-gaffe nel quale si parlava di una galleria tra i due istituti. Ed è polemica sui dati relativi ai promossi e bocciati nelle scuole: dal 2008 il Miur non pubblica i risultati degli scrutini

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24/09/2011

La Gelmini e quel tunnel tra Cern e Gran Sasso

La Gelmini e quel tunnel tra Cern e Gran Sasso

Errore clamoroso in un comunicato del Miur. Il ministro esulta per la scoperta secondo cui i neutrini avrebbero superato la velocità della luce e dice: "L'Italia ha contribuito con 45 mln" alla costruzione del collegamento sotterraneo. Che però non esiste

 

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02/03/2010

Primo sguardo al centro della Terra dalle viscere del Gran Sasso

Primo sguardo al centro della Terra dalle viscere del Gran Sasso

 

L'ESPERIMENTO «BOREXINO». Fisici italiani hanno visto per la prima volta i «geoneutrini», cioè gli antineutrini provenienti dall’interno del nostro pianeta

 

MILANO - L’esperimento Borexino al Laboratorio sotterraneo del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, ha visto in modo certo, per la prima volta al mondo, particelle provenienti dall’interno della Terra, là dove si forma il calore del nostro pianeta. Lo studio viene pubblicato dal sito scientifico online arXiv.org. I ricercatori di Borexino guidati dal professor Gianpaolo Bellini, dell’INFN di Milano, hanno visto per la prima volta con l’esperimento situato nel Laboratorio del Gran Sasso, i «geoneutrini», cioè gli antineutrini (la più piccola e elusiva particella di antimateria) provenienti dall’interno del nostro pianeta. Queste leggerissime particelle ci dicono che migliaia di chilometri sotto la crosta terrestre, degli elementi radioattivi come l’uranio si trasmutano (decadono) e producono enormi quantità di quel calore che muove i continenti, scioglie le rocce e le trasforma in magma e lava per i vulcani. Tramite i geoneutrini, gli scienziati dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare hanno la prova che questa radioattività sia una delle principali fonti di energia del pianeta, anche se probabilmente non l’unico combustibile della fucina che produce le decine di migliaia di miliardi di Watt che scaldano la Terra.

NON C'È IL REATTORE AL CENTRO DELLA TERRA - Viene tra l’altro smentita la teoria secondo la quale al centro della Terra vi sarebbe un enorme reattore nucleare che da solo scalda il pianeta. Con esperimenti come Borexino si potrà determinare la quantità di Uranio presente sulla Terra, e magari identificare preziosi giacimenti di combustibili nucleari.. In precedenza, ricercatori giapponesi avevano intravisto dei segnali che, forse, erano dovuti ai geoneutrini, ma i loro rivelatori, troppo vicini alle centrali nucleari, erano accecati dagli antineutrini provenienti da queste. Solo al Laboratorio del Gran Sasso, distante almeno 500 km dalla più vicina centrale nucleare, si è potuto avere un segnale genuino della radioattività naturale della Terra. Inoltre il livello di radiopurezza di Borexino, mai ottenuto da nessuno fino ad ora, ha fortemente contribuito a questo successo.

NUOVA ERA PER LA RICERCA SULLA TERRA - Per il professor Gianpaolo Bellini «Questa scoperta apre una nuova era nello studio dei meccanismi che governano l’interno della Terra. Uno studio esteso dei geoneutrini in vari punti della terra- continua Bellini - darà la possibilità di avere informazioni più precise sul calore prodotto nel mantello terrestre, e quindi sui moti convettivi che sono alla base dei fenomeni vulcanici e dei movimenti tettonici. Il successo di questo studio è stato reso possibile dalle nuove tecnologie da noi sviluppate al Laboratorio del Gran Sasso, che ci hanno permesso di raggiungere in Borexino livelli di purezza da elementi radioattivi mai raggiunti prima da nessuno, in aggiunta alla lontananza del sito del Gran Sasso da reattori nucleari». «Gli straordinari risultati dell'esperimento Borexino – afferma Lucia Votano, direttore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso - premiano anni di intenso lavoro e sono stati possibili grazie alle caratteristiche uniche al mondo del nostro Laboratorio sotterraneo e alla estrema radiopurezza dei materiali utilizzati per l'apparato sperimentale. L'esperimento stava già dando importanti informazioni sul funzionamento interno del sole e adesso ha prodotto la prima misura mondiale dei geoneutrini provenienti dalle profondità del nostro pianeta. Ancora una volta il Laboratorio del Gran Sasso dimostra di essere un centro di ricerca di eccellenza nel campo della fisica astro particellare». «Borexino apre una nuova finestra che ci permette di guardare direttamente all’interno della Terra fino a migliaia di chilometri di profondità. – dice Giovanni Fiorentini coordinatore di un gruppo ricerca dell’INFN e dell’Università di Ferrara che ha sviluppato i primi modelli teorici per i geoneutrini - Il confronto tra i dati sperimentali e i modelli teorici getterà luce sulla composizione chimica e le origini della Terra». Inoltre il livello di radiopurezza di Borexino, mai ottenuto da nessuno fino ad ore, ha fortemente contribuito a questo successo.


31/01/2010

Gran Sasso, morta una donna travolta da una valanga. Un uomo disperso

Gran Sasso, morta una donna travolta da una valanga. Un uomo disperso

 

Le ricerche iniziate poco dopo le 13 sul Canale del Duca

 

È stata ritrovata morta una delle due persone disperse sul Gran Sasso a causa della valanga a Campo Imperatore. Si tratta di Francesca Laera di 30 anni. Lo conferma la Guardia Forestale aquilana. Continuano le ricerche della seconda persona, M.S. di 48 anni. I due sono stati travolti dalla valanga sul lato dell'Osservatorio astronomico del Gran Sasso, in località Canale del Duca, nella zona più bassa, a ridosso del rifugio Duca degli Abruzzi, poco dopo le 13. Sul posto gli uomini del soccorso alpino, le squadre della guardia di finanza dell’Aquila e le unità cinofile della Gdf.

ALLARME - I due escursionisti, ben equipaggiati, come risulta dalle testimonianze, stavano salendo verso il Monte Aquila. Una terza persona che faceva parte del gruppo si è salvato e ha dato l'allarme. Sembra che i tre fossero stati sconsigliati dal personale della funivia che sale a Campo Imperatore, punto di partenza delle ascensioni alle vette del Gran Sasso, di proseguire.

TRE VALANGHE - Oltre a quella registrata sul Gran Sasso, ci sono state altre due slavine oggi in Abruzzo. A Pescasseroli, sulla pista Il cucchiaione, un giovane snobordista è stato investito dalla massa di neve staccatasi dal costone roccioso, senza riportare conseguenze. A Roccaraso, invece, sulla pista Toppe del Tesoro, in località Aremogna, un giovane di Napoli, di 20 anni, è rimasto ferito dal distacco di una slavina dalla montanga. Il ragazzo è ricoverato all'ospedale di Castel di Sangro per la frattura di una gamba.

Redazione online


01/04/2009

«Prevedo un terremoto». E un ricercatore scatena la psicosi tra l’Aquila e Sulmona

«Prevedo un terremoto». E un ricercatore scatena la psicosi tra l’Aquila e Sulmona

 

Aveva previsto un evento «disastroso». La profezia di Giampaolo Giuliani, tecnico che fa ricerca ai Laboratori del Gran Sasso provoca il panico

 

 

Il grafico di un sismografo (Ap)
Il grafico di un sismografo (Ap)

L’AQUILA — Non bastasse lo sciame sismico che da metà febbraio ha trasformato questo angolo d’Abruzzo in una pista di rock and roll, con oltre 30 scosse di magnitudo superiori ai 2 gradi, scuole chiuse, malori, tetti pericolanti e gente sull’orlo di una crisi di nervi, a fare danni ci si è messo anche «il terremoto che non c’è»: o meglio, che sarebbe dovuto arrivare e per fortuna non c’è stato.

Annunciata con toni quasi profetici da Gioacchino, Giampaolo Giuliani, tecnico che fa ricerca ai Laboratori nazionali del Gran Sasso e che da anni sostiene di aver elaborato un metodo in grado di prevedere l’arrivo degli eventi sismici, la notizia del terremoto, che nelle previsioni di Giuliani avrebbe dovuto essere «disastroso», ha scatenato tra domenica e lunedì una psicosi collettiva, che ha mandato in tilt Sulmona e dintorni. Tale il vespaio, da costringere ieri la commissione Grandi Rischi della Protezione civile a riunirsi in fretta e furia «per rassicurare la popolazione che non c’è alcun pericolo in corso», che «la situazione è monitorata ora per ora» e che «non è possibile prevedere in alcun modo il verificarsi di un sisma». Con un diavolo per capello, il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, si è scagliato contro «quegli imbecilli che si divertono a diffondere notizie false», chiedendo una punizione esemplare.

E così è stato: Giuliani, che basa le sue previsioni sull’analisi di un gas (il Radon) sprigionato dalla crosta terrestre e che ha costruito enormi cubi in piombo per monitorare il suolo, ora si ritrova addosso una denuncia per procurato allarme. «È stato terribile». Il sindaco di Sulmona, Fabio Federico, ancora non si è ripreso. Domenica era a Roma, al congresso del Pdl. In mattinata, una scossa di magnitudo 4 aveva squassato il suo paese. «I vigili urbani— ha raccontato—mi hanno messo telefonicamente in contatto con questo signore (Giuliani, ndr.), che mi ha annunciato l’arrivo, da lì a poche ore, di un sisma devastante. Non sapevo che fare: far scattare il piano d’evacuazione o fare finta di niente?». A Sulmona intanto tutti già sapevano. Ed è stato il panico: gente in strada con i materassi, parroci che hanno svuotato le chiese, famiglie radunate nelle palestre. Poi è passata la domenica. E pure il lunedì. La terra ha tremato ancora. Ma piccole scosse. Niente al confronto del «terremoto che non c’è».

Francesco Alberti