23/05/2011
Grasso ad Alfano: volete dialogare con la magistratura? Allora basta schiaffi
Grasso ad Alfano: volete dialogare con la magistratura? Allora basta schiaffiAL CONVEGNO PER FALCONE E BORSELLINO. Per il procuratore antimafia «ci trattate come un cancro da debellare». Alfano: «Autonomia giudici garantita»
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01/12/2009
Troppo grasso: straborda dal sedile
Troppo grasso: straborda dal sedile
Un uomo corpulento invade lo spazio del suo vicino. Si riaccende il dibattito sulla tassa per gli extralarge, lo scatto realizzato con un cellulare a bordo di un Boeing 757
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| La foto scattata con un cellulare a bordo di un Boeing 757 |
Non è nuova l'idea presa in esame da molte compagnie aeree di applicare una fat tax ai passeggeri obesi: ha lanciare il sasso era stata per prima la Ryanair, favorevole a una "tassa sul sovrappeso" da imporre a coloro che, causa dimensioni, finiscono per invadere anche parte del sedile accanto. Se la proposta è stata momentaneamente accantonata a causa delle tante critiche, il dibattito si è tuttavia nuovamente riacceso in questi giorni dopo che una curiosa foto ha cominciato a circolare sul web.
SICUREZZA - Nello scatto, realizzato con un cellulare a bordo di un Boeing 757, si vede un passeggero molto corpulento che invade lo spazio del viaggiatore accanto e quello della corsia. L'immagine è apparsa qualche giorno fa su flightglobal.com, un blog di viaggi aerei, ripresa ora da diversi media. A quanto riporta l'inglese Daily Telegraph, lo scatto sarebbe opera di un assistente di linea in viaggio su un volo dell'American Airlines: con questa prova fotografica avrebbe voluto render ancora più chiaro a suoi superiori quanto possa essere difficile far viaggiare simili passeggeri nella classe economica. Anche se in alcuni commenti si avanza l'ipotesi che la foto possa essere un semplice fotoritocco, l'autore del blog Kieran Daly si dice sicuro: «Mi è stata spedita con l'assoluta assicurazione di essere genuina, scattata da un assistente di volo dell'American Airlines». La foto avrebbe lo scopo di dimostrare che una possibile "tassa sul grasso" non sarebbe affatto pregiudizievole verso le persone in sovrappeso, ma anzi di aiuto. Inoltre, è anche chiaro che l'uomo ripreso può rappresentare un potenziale pericolo per gli altri passeggeri a bordo in quanto contravviene alle regole sulla sicurezza in volo: in caso di fuga risulta difficoltoso mettersi in salvo se ostacolati.
TASSA - Insomma, in tempi di vacche magre sono gli obesi quelli che rischiano di pagare di più: lo scorso aprile la Ryanair aveva annunciato la possibilità di introdurre un sovrapprezzo per gli extralarge a bordo. Alcune compagnie, tra cui l'americana United, fanno già pagare di più gli obesi se non entrano nei normali sedili di classe economica. Come verificarlo? Devono riuscire ad abbassare i braccioli, mettere la cintura di sicurezza (anche con un'estensione): se non ce la fanno, o devono comprare un posto in più, o passano su un altro volo meno affollato. Anche l'American Airlines pretende normalmente che una taglia forte acquisti due posti a sedere, a meno che il volo non abbia posti liberi. In questo caso però il volo era al completo.
Elmar Burchia
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| Tag: foto, scatto, aereo, boing 757, uomo, corpulento, grasso, invasione, sedile, passeggiero, polemiche, obesità, sicurezza | OKNOtizie |
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19/10/2009
Grasso: «Con la mafia ci fu trattativa. Salvata la vita di molti ministri»
Grasso: «Con la mafia ci fu trattativa. Salvata la vita di molti ministri»
«il momento era terribile, bisognava cercare di fermare questa deriva stragista». Di Pietro: «Parole gravissime. Adesso faccia i nomi di chi ha gestito questa indecente mercificazione dello Stato»
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| Pietro Grasso (Ansa) |
MILANO - La trattativa con la mafia nei primi anni ’90 c’è stata ed anzi Cosa Nostra aveva capito di poter ricattare lo Stato. A sostenerlo è il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, intervistato dal Tg 3. «Quando Riina dice a Brusca, come lui ci riferisce, che "si sono fatti sotto" vuol dire che è scattato il meccanismo di ricatto nei confronti dello Stato: la strage di Falcone ha funzionato in questo modo. L’accelerazione probabile della strage di Borsellino può allora essere servita a riattivare, ad accelerare la trattativa con i rappresentanti delle istituzioni», dice Grasso. Per il procuratore «il momento era terribile, bisognava cercare di fermare questa deriva stragista che era iniziata con la strage di Falcone: questi contatti dovevano servire a questo e ad avere degli interlocutori credibili. Il problema - continua - è di non riconoscere a Cosa nostra un ruolo tale da essere al livello di trattare con lo Stato, ma non c’è dubbio che questo primo contatto ha creato delle aspettative che poi ha creato ulteriori conseguenze». In ogni caso dopo l’arresto di don Vito Ciancimino e Riina «le stragi prendono un’altra strada, ma continuano. Io ritengo - conclude Grasso - che ci sia sempre un unico filo che collega le stragi iniziali, come l’omicidio Lima, a tutte le altre, tra cui quelle mancate dell’attentato all’Olimpico».
«LA TRATTATIVA HA SALVATO LA VITA A MOLTI MINISTRI» - L'intervista in serata al Tg3 ha fatto seguito a un'altra, uscita sulla Stampa, nella quale il procuratore nazionale antimafia sosteneva che la trattativa tra Stato e mafia «ha salvato la vita a molti ministri. Anche via D'Amelio -afferma Grasso- potrebbe essere stata fatta per "riscaldare" la trattativa. In principio pensavano di attaccare il potere politico e avevano in cantiere gli assassinii di Calogero Mannino, di Martelli, Andreotti, Vizzini e forse mi sfugge qualche altro nome. Cambiano obiettivo - dice il magistrato - probabilmente perché capiscono che non possono colpire chi dovrebbe esaudire le loro richieste. In questo senso si può dire che la trattativa abbia salvato la vita a molti politici». Grasso, cita le carte processuali e anche di un "papellino" comparso poco tempo prima del "papello": «Potrebbe essere stato consegnato ai carabinieri del Ros, al col. Mori che nega l'episodio, da uno strano collaboratore dei servizi che chiedeva l'abolizione dell'ergastolo per i capimafia Luciano Liggio, Giovanbattista Pullará, Pippo Calò, Giuseppe Giacomo Gambino e Bernardo Brusca. Anche quelle richieste ovviamente finirono nel nulla perchè irrealizzabili».
DI PIETRO: «ADESSO FACCIA I NOMI» - «Quelle di Grasso sono parole che non avremmo mai voluto ascoltare». E' di Pietro a reagire nel modo più critico alle due interviste del procuratore: «Deve fare i nomi di chi ha gestito questa indecente mercificazione dello Stato e della sua dignità». «Piero Grasso - continua Di Pietro - deve dire quali politici sono stati salvati e perché la mafia voleva ucciderli. Cosa avevano promesso i politici? Cosa hanno ottenuto? Chi sono i porta nome e porta interessi della mafia in Parlamento? Alcuni nomi li conosciamo: il primo sarebbe stato Giulio Andreotti, uomo di "esperienza" nei rapporti con la mafia, salvato dal reato di favoreggiamento per prescrizione; un altro è Marcello Dell'Utri, fondatore di Forza Italia, oggi in appello con 9 anni di condanna in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa». «Vogliamo tutti i nomi -prosegue Di Pietro- l'intera lista, per poterli allontanare dalle istituzioni e processare, oltre che per i reati più ovvi, anche per alto tradimento della Patria. Si, di questo stiamo parlando e nessuno in uno Stato ha l'autorità per poter "vendere" i suoi cittadini alla criminalita. I politici coinvolti nella trattativa con la mafia -conclude Di Pietro- vadano a dare le loro indecenti spiegazioni ai familiari di Giovanni Falcone, della moglie, Francesca Morvillo, dei tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montanaro, a quelli di Borsellino, di Agostino Catalano, di Emanuela Loi, di Vincenzo Li Muli, di Walter Eddie Cosina, di Claudio Traina».
AGNESE BORSELLINO: «MIO MARITO TEMEVA DI ESSERE SPIATO» - «Stranamente negli ultimi giorni che precedettero via d'Amelio, mio marito mi faceva abbassare la serranda della stanza da letto, perché diceva che ci potevano osservare dal Castello Utveggio». È questo un passaggio dell'intervista rilasciata a La Storia Siamo Noi di Rai Educational, da Agnese Borsellino, la moglie del magistrato ucciso assieme agli agenti della scorta nella strage di via D'Amelio. L'intervista andrà in onda lunedì alle 23.30 su RaiDue. Il castello Utveggio si trova sul monte Pellegrino e domina dall'alto la città di Palermo; secondo alcuni esperti di mafia, tra cui l'ex consulente di diverse Procure Gioacchino Genchi, sarebbe stato un punto di osservazione da parte di apparati dei servizi segreti.
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| Tag: intervista, piero, grasso, tg3, trattative, mafia, contratto, stato, malavita, stragi, polemiche, di pietro, parole | OKNOtizie |
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20/04/2009
Grasso: «Costituito un pool per monitorare gli appalti post-terremoto»
Grasso: «Costituito un pool per monitorare gli appalti post-terremoto»
L'annuncio del Procuratore Antimafia. Quattro magistrati lavoreranno con il Viminale con l'obiettivo di evitare infiltrazioni mafiose
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| Piero Grasso (LaPresse) |
ROMA - Un pool di quattro magistrati che lavorerà in stretto contatto con il Viminale e avrà l'obiettivo di effettuare analisi preventive e accertamenti per evitare infiltrazioni mafiose negli appalti per la ricostruzione del terremoto che ha colpito l'Abruzzo. L'organismo, ha annunciato il Procuratore Antimafia Piero Grasso è stato costituito questa mattina e diverrà immediatamente operativo. «Non c'è ancora un allarme ma una legittima attenzione - ha detto Grasso - perchè vogliamo evitare che gli sciacalli delle case si trasformino in sciacalli delle casse dello Stato. Vogliamo che i soldi della ricostruzione vadano a chi ha diritto». Il pool di magistrati della Procura nazionale anti mafia è composto dai pm Gianfranco Donadio, Vincenzo Macrì, Alberto Cisterna e Olga Capasso.
«AGIRE PRIMA PER EVITARE I PROCESSI» - I magistrati del pool saranno a disposizione del procuratore e del prefetto dell'Aquila e, ha aggiunto il procuratore Grasso, prenderanno contatti con il ministro dell'Interno «per mettere a disposizione banche dati, esperienza e informazioni». L'obiettivo è quello di agire a monte per evitare di arrivare a dei processi che si trascinino per anni e anni come è avvenuto per il terremoto dell'Irpinia. «Dobbiamo agire prima - conferma Grasso - ed evitare di fare i processi». Il compito primario dei magistrati sarà innanzitutto quello di individuare possibili prestanome per le organizzazioni criminali. «Il certificato antimafia è aggirabile, basta creare una società con dei prestanome - spiega infatti il procuratore antimafia - e dunque dobbiamo vedere se nel campo delle relazioni dei criminali ci siano probabili prestanome. Un'indagine che, conclude Grasso, «può essere fatta solo con le intercettazioni e i collaboratori di giustizia». Il procuratore, infine, ha ribadito la disponibilità della Procura nazionale antimafia di sollevare dalle indagini già in corso i colleghi impegnati all'Aquila in modo che si possano concentrare sulle indagini per accertare le eventuali responsabilità nei crolli». Siamo disposti a fare da pronto soccorso giudiziario - dice Grasso - e mandare all'Aquila i magistrati di questo ufficio».
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22/03/2009
Un gene trasforma pasta in grasso
Un gene trasforma pasta in grasso
Individuato da studiosi di Berkeley

Se la passione per la pastasciutta si paga con qualche chilo di troppo la colpa e' di un gene. Si chiama Dna-Pk, e' specializzato nel trasformare i carboidrati in grassi ed e' stato identificato e 'spento''nei topi da un gruppo di ricerca dell'universita' californiana di Berkeley.Secondo i ricercatori, controllare l'attivita' di questo gene potrebbe essere molto utile nel prevenire l'obesita' causata da un super-consumo di cibi ricchi di carboidrati.
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