06/10/2011

Si celebrano le nozze, esplode fabbrica di fuochi: il prete non sente e va avanti

Si celebrano le nozze, esplode fabbrica di fuochi: il prete non sente e va avanti

Castellammare di stabia, in provincia di Napoli: il capannone sarebbe abusivo. Padre Francesco stava unendo i due sposi in matrimonio: «Non m'ero accorto della tragedia». C'è un ferito grave.

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13/11/2010

Milano, ragazza aggredita durante una rapina: è grave

Milano, ragazza aggredita durante una rapina: è grave

Le sue condizioni sono peggiorate nel corso della giornata. Una giovane di 22 anni dell'Est Europa sottoposta a intervento chirurgico dopo aver battuto la testa

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07/09/2010

Brutale pestaggio alla Magliana 5 giovani riducono uomo in fin di vita

Brutale pestaggio alla Magliana 5 giovani riducono uomo in fin di vita

L'aggressione nella notte all'altezza del civico 214, la vittima operata per un'emorragia cerebrale

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04/09/2010

Lago d'Iseo, morto uno dei due fratellini caduti in acqua. Grave la sorellina

Lago d'Iseo, morto uno dei due fratellini caduti in acqua. Grave la sorellina

A Marone (Brescia) - i due piccoli erano scivolati dalla rampa-scivolo per le barche. In arresto cardiaco erano stati tirati fuori dall'acqua da una turista tedesca e da un pensionato

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02/09/2010

New York: si butta dal 39° piano per suicidarsi. Gli va male

New York: si butta dal 39° piano per suicidarsi. Gli va male

Finisce su un'auto. Il proprietario: «Salvo grazie al rosario che c'era all'interno»New York: si butta dal 39° piano per suicidarsi. Gli va male. Il 22enne Thomas Magill ha entrambe le gambe fratturate, è grave ma vivo

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03/07/2010

Morto il cantante Gepy & Gepy

Morto il cantante Gepy & Gepy

Aveva 67 anni. Famoso il suo brano 'Piu', interpretato insieme a Ornella Vanoni.

 

Gepy & Gepy
Gepy & Gepy

ROMA - È morto, per l'aggravarsi di una grave forma di polmonite, al Policlinico di Roma Umberto I dove era ricoverato da alcuni giorni nel reparto di terapia intensiva, Gepy & Gepy, nome d'arte di Giampiero Scalamogna. Lo rende noto il suo ufficio stampa Michele Mondella.

Cantante, compositore, produttore e arrangiatore,
Gepy & Gepy era nato a Roma 67 anni fa. La sua attività artistica era cominciata molto presto, a 16 anni. Famoso il suo brano 'Piu', interpretato insieme a Ornella Vanoni.

Nel 1965 Gepy & Gepy era approdato al Piper di Roma dove aveva formato il duo 'Dany & Gepy' con Daniela Casa. Subito dopo il cantate si era messo in proprio: canzoni e dischi di successo fino all'incontro con Ornella Vanoni di cui era diventato produttore e con la quale aveva duettato nel brano di grande successo 'Piu«. Alla fine degli anni 70 aveva scritto numerose canzoni soprattutto dance come 'Body to Body' (sigla di Disco Ring), 'Blu' e tante altre che, grazie alla sua voce soul', raggiunsero la vetta delle classifiche di tutta Europa. Il cantante - appassionato tifoso romanista - aveva anche composto con Venditti e Bardotti la canzone 'Roma non si discute, si amà che divenne, ed è tuttora, insieme a 'Grazie Roma', uno degli inni ufficiali della squadra giallorossa. (
Fonte Ansa)


02/07/2010

Catania, arrestato l'uomo che ha ferito la studentessa

Catania, arrestato l'uomo che ha ferito la studentessa

Roberto Rizzotti, 54 anni, incensurato, ha confessato di aver sparato ieri tra la folla davanti a una delle sedi dell'università siciliana. Una pallottola vagante ha raggiunto Laura Salafia. La ragazza ha ripreso conoscenza ma resta grave

 

 

Ha ripreso conoscenza ma restano gravi le condizioni di Laura Salafia, la studentessa di 34 anni, originaria di Solarino (Siracusa), ferita gravemente in un agguato di mafia avvenuto nella tarda mattinata di ieri davanti l'ex monastero dei Benedettini di Catania, che ospita le facoltà di Lettere e Lingue straniere.

Preso il sicario -
E nella mattinata di oggi la polizia di Stato ha arrestato il presunto sicario che ha sparato tra la folla per un agguato di mafia. Secondo quanto si apprende, l'indagato sarebbe stato individuato anche grazie all'esame dei filmati ripresi da vari impianti di videosorveglianza presenti nella zona.
L'uomo, in base a a quanto riportato dall'agenzia Ansa, è Andrea Rizzotti, l'uomo di 56 anni, incensurato. Avrebbe confessato e ammesso le sue responsabilità ma avrebbe detto di avere agito per legittima difesa e perché stanco degli insulti subiti quotidianamente. Secondo la ricostruzione di Rizzotti, Gravino che aveva avuto una relazione con una sua parente passava tutti i giorni davanti al distributore di carburanti insultandolo sempre allo stesso modo: mostrandogli il mignolo e l'indice a mo' di 'corna'. Ieri l'episodio si sarebbe ripetuto. Rizzotti al culmine dell'ennesima lite avrebbe visto Gravino estrarre una pistola e avrebbe sparato diversi colpi perché provocato e infuriato.
L'uomo si era nascosto in una sua villetta al mare, ma saputo che la polizia era stata a casa sua per delle perquisizioni ha deciso di costituirsi, consegnandosi alla squadra mobile. 

La dinamica dei fatti -
Un proiettile vagante ha colpito Laura alla colonna procurandole delle lesioni importanti alla seconda e alla terza vertebra cervicale. La donna è ricoverata nel reparto di rianimazione dell'ospedale Garibaldi con la prognosi riservata. Laura, prossima alla laurea, aveva finito di sostenere l'esame di Spagnolo, ottenendo il voto massimo: 30 e lode.
Era uscita dalla facoltà con un'amica quando è stata centrata accidentalmente da un proiettile al collo. Uno dei cinque proiettili sparati, tra la gente, contro il vero obiettivo dei sicari: un presunto mafioso di 40 anni, Maurizio Gravino, ritenuto elemento non di spessore del clan Zuccaro. Movente dell'agguato, secondo la polizia, sarebbe una faida interna a Cosa nostra legata alla 'famiglia' Santapaola.
L'uomo è rimasto ferito gravemente ed è ricoverato nell'ospedale Vittorio Emanuele con la prognosi riservata. Le sue condizioni sono definite stazionarie.

Il testimone -
"Ho sentito due colpi di arma da fuoco, mi sono girato rapidamente e ho visto un uomo di mezza età che sparava con una pistola". Non ha avuto esitazioni lo studente dell'università di Catania che ha collaborato alle indagini sulla sparatoria in piazza Dante e che per il questore Domenico Pinzello ha dato "una collaborazione determinante grazie a una descrizione fotografica" di quello che ha visto. Lo studente, fuori sede, che non abita a Catania, stava entrando in facoltà. Quando ha sentito gli spari e si è girato. "Ho visto l'uomo esplodere altri colpi - ha detto agli investigatori della squadra mobile della Questura - aveva ancora l'arma in mano. Era di media altezza, corporatura robusta, con una pancia prominente, capelli bianchi e baffi". Poi la descrizione dell'abbigliamento dell'uomo che sparava: "Pantaloncini corti, dal colore indefinito, e una maglietta gialla".
"E' un giovane che ha dimostrato di avere un grande senso civico", ha commentato il questore Domenico Pinzello. Per investigatori della squadra mobile "è un eroe perché - spiegano - nonostante fosse conosciuto e con tanti testimoni presenti nessuno della zona ha fornito alcun elemento utile alle indagini".


Catania, spari davanti all'università. Grave una studentessa

Catania, spari davanti all'università. Grave una studentessa

La giovane, ferita in maniera accidentale, sarebbe stata raggiunta da una delle pallottole sparate da sicari mafiosi in piazza Dante, nel centro di Catania, contro un pregiudicato del clan Zuccaro. Le condizioni di entrambi sono ritenute gravi

laura_salafia.jpg

CATANIA - Una studentessa universitaria, la 34enne Laura Salafia, originaria di Sortino (Siracusa), è rimasta gravemente ferita in una sparatoria avvenuta in piazza Dante a Catania, nei pressi dell'ex monastero dei Benedettini che ospita le facoltà di Lettere italiane e di Lingua e letteratura straniera. La giovane, in base ai primi accertamenti, è stata raggiunta accidentalmente da un proiettile vagante. L'obiettivo della sparatoria era infatti un esponente del clan mafioso Zuccaro: Maurizio Gravino, di 40 anni. L'uomo è rimasto gravemente ferito, centrato da almeno tre colpi di pistola. Ha tentato la fuga su un ciclomotore verso la caserma dei carabinieri ma si è accasciato prima di poterla raggiungere. Soccorso è stato condotto nell'ospedale Vittorio Emanuele dove è stato ricoverato e sottoposto a un delicato intervento chirurgico.

PROGNOSI RISERVATA - Almeno un proiettile ha invece centrato la studentessa universitaria le cui condizioni di salute, contrariamente a quanto si era appreso in un primo momento, sono gravi. È ricoverata all'ospedale Garibaldi in prognosi riservata. Il quadro clinico parla «una lesione midollare importante dovuta a un proiettile ritenuto nel collo» che sarebbe «incastrato» tra la seconda e la terza vertebra cervicale. I medici la stanno sottoponendo a diversi esami clinici e diagnostici prima di un probabile intervento di neurochirurgia che potrebbe essere fatto in serata. La studentessa è attualmente sveglia e parla con il personale che l'assiste.

IL FIDANZATO - Il fidanzato della studentessa ha appreso la notizia per caso, sentendo parlare dell'accaduto mentre era al lavoro. «Aveva dato l'esame di spagnolo alla facoltà di Lettere, mi aveva chiamato al cellulare ed era contenta perché era andato tutto bene, ma è rimasta in facoltà per assistere a quello di una amica».

IL SINDACO, MARONI MERCOLEDÌ A CATANIA - Il sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, che si è recato nell'ospedale Garibaldi per verificare le condizioni di salute di Laura, ha anche incontrato i familiari della donna, dicendosi «turbato per l'accaduto» e ha annunciato «che Roberto Maroni, mercoledì prossimo sarà a Catania per partecipare a una riunione del comitato provinciale per l'ordine pubblico e la sicurezza. «Maroni a Catania è la risposta chiara e netta delle istituzioni a questo drammatico episodio».

GELMINI, EPISODIO INCREDIBILE - Sgomenta, il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha commentato il ferimento della studentessa: «È un episodio incredibile. Non è possibile che si rischi la vita andando a studiare». Il ministro, appena saputo dell'accaduto, ha chiamato al telefono il direttore sanitario dell'ospedale in cui è stata ricoverata la ragazza per avere informazioni sulle sue condizioni.

Redazione online


03/06/2010

La telefonata della moglie di Gary Coleman al 911. Ora l'avvocato dell'attore punta il dito contro di lei

La telefonata della moglie di Gary Coleman al 911. Ora l'avvocato dell'attore punta il dito contro di lei

«C'è sangue dappertutto, non so che fare». Il legale: «Non aveva l'autorità di far sospendere le cure, erano divorziati dal 2008».


Gary Colemann con Shannon Price ad una trasmissione tv (Ap)
Gary Colemann con Shannon Price ad una trasmissione tv (Ap)

«C'è sangue dappertutto, c'è sangue anche addosso a me. Mi viene da vomitare. Non so proprio cosa fare». Shannon Price, la moglie di Gary Coleman, l'Arnold di «Harlem contro Manhattan», deceduto venerdì scorso, è completamente nel panico quando mercoledì 26 maggio telefona al 911, il numero delle emergenze americano. Ha trovato il marito agonizzante e chiede aiuto, ma non riesce a mettere in pratica le istruzioni di primo soccorso che i medici, dall'altra parte del cavo, le stanno dando.

«NON VOGLIO CHE MUOIA» - La donna spiega all'operatore di stare male, di avere una crisi e di non essere in grado di trasportare Coleman in ospedale. Chiede di mandare qualcuno «in fretta», perché il compagno è a terra e «perde sangue dalla testa e fa bolle dalla bocca» e «non so se sopravviverà perché qui è pieno di sangue». Nel corso della chiamata, l'operatore del 911 chiede alla donna di fare pressione all'altezza del taglio sulla testa che l'attore si è provocato cadendo, ma lei non in grado di reagire. «Non voglio che muoia» dice poi la donna che al suo interlocutore dice di non sapere cosa sia successo esattamente e di essere accorsa dopo avere sentito un rumore sordo provenire dal piano di sopra della casa. L'audio della telefonata, partita dalla casa di Coleman di Santaquin, nello Utah, a una novantina di chilometri da Salt Lake City, è stato pubblicato sul sito Tmz.com

LE ACCUSE DELL'AVVOCATO - I soccorsi sono poi arrivati e l'attore è stato portato in ospedale. Ma l'emorragia cerebrale è apparsa irreversibile e venerdì è stata dichiarata la sua morte cerebrale, a seguito della quale è stato interrotto il mantenimento forzato in vita.Ma proprio su questo si apre un caso: secondo l'avvocato dell'attore, Randy Kester, non è chiaro chi abbia dato l'autorizzazione a spegnere le macchine che tenevano artificialmente in vita Coleman. Probabilmente la moglie, anche se ora sorge il dubbio che la donna non ne avesse facoltà: «Stiamo verificando se Shannon potesse oppure no disporre dell'autorità di decidere sulla vita di Gary». Lei e Coleman, infatti, erano divorziati dall'agosto del 2008 e l'attore non aveva mai detto al suo avvocato di averla risposata. «Gary condivideva molte cose con me - ha spiegato il legale all'Associated Press - e questa è probabilmente una di quelle di cui mi avrebbe messo al corrente». I responsabili dello Utah Valley Regional Medical Center, l'ospedale dove l'attore è stato ricoverato, hanno rifiutato di diffondere ulteriori dettagli sulla vicenda.

L'INCONTRO SUL SET - La Price nella chiamata al 911 si qualifica tuttavia come la moglie di Coleman. I due si erano conosciuti nel 2006 sul set di una commedia e si erano sposati nell'agosto del 2007 in gran segreto (la notizia era stata diramata solo otto mesi dopo durante uno show tv) per poi separarsi, secondo quanto sostiene l'avvocato, un anno più tardi. Coleman aveva avuto già problemi di salute. Nel febbraio scorso aveva avuto una crisi nel corso dello show tv «The Insider» e da tempo era costretto a subire dialisi a causa di disfunzioni causate dalla sua bassa statura.

Redazione online


29/05/2010

Arnold è morto

Arnold è morto

L'attore Gary Coleman, 42 anni, protagonista della serie Tv “Il mio amico Arnold” è morto dopo essere stato ricoverato in terapia intensiva all'ospedale di Provom, nello Utah, per essere caduto ed aver battuto violentemente la testa

 

 

 

L’attore 42enne Gary Coleman, protagonista della serie Tv “il mio amico Arnold”, è morto. Coleman era stato ricoverato mercoledì pomeriggio in seguito ad una caduta. Operato d’urgenza per un emorragia celebrale era entrato in coma e tenuto in vita tramite macchine da ieri pomeriggio.

Coleman si era sentito male mercoledì pomeriggio nella sua casa a Salt Lake City. E' stato subito ricoverato nell'ospedale della città ed è rimasto lucido fino a ieri mattina ma poi nel pomeriggio ha iniziato a peggiorare e ha perso coscienza.


A febbraio scorso Coleman era stato colto da un malore durante le riprese della trasmissione televisiva "The Insider". Era anche assurto alle cronache per episodi di violenza nei confronti della moglie, Shannon Price, sposata nel 2007. L'attore ha sempre avuto problemi di salute.  Soffriva di una forma di insufficienza renale fin dall'infanzia, a causa di una malattia che ne bloccò la crescita: nel corso della sua vita ha subito due trapianti di reni in giovanissima età ed era obbligato a sottoporsi quotidianamente a dialisi.