13/04/2012
Taranto, 15 tonnellate di carburante si riversano in mare, inquinati 800 mq
Taranto, 15 tonnellate di carburante si riversano in mare, inquinati 800 mqINQUINATO IL MAR GRANDE. Mercantile panamense perde liquidi ma non risultano falle. «Errore durante lo svuotamento delle casse di zavorra»
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06/05/2011
Il petrolio va a picco: scende sotto i 95 dollari Ma la benzina non cala. Resta stabile a 1,6 euro
Il petrolio va a picco: scende sotto i 95 dollari Ma la benzina non cala. Resta stabile a 1,6 euroIl greggio in discesa: perde oltre il 3%, il 10% in una settimana. Ma le compagnie continuano a tenere stabili i prezzi di verde e gasolio al distributore (-,05%). Protestano i consumatori: "C'è un margine di altri 12 centesimi da tagliare. Per gli automobilisti un salasso da 410 euro"
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19/07/2010
Marea nera senza fine: individuata una nuova perdita
Marea nera senza fine: individuata una nuova perditaAncora brutte notizie per la Bp: gli ingegneri del colosso petrolifero hanno individuato un'altra fuoriuscita di greggio sul letto oceanico vicino al pozzo Macondo. Ed è emergenza petrolio anche in Cina dopo l’esplosione di una raffineria a Dalian
Ancora brutte notizie per la Bp: gli ingegneri del colosso petrolifero hanno individuato un'altra fuoriuscita di greggio sul letto oceanico vicino al pozzo Macondo: e adesso il timore è che la fuga sia dovuta alla cupola di contenimento collocata la scorsa settimana sul pozzo danneggiato della Bp. L'annuncio è stato dato domenica notte dalle autorità statunitensi le quali, molto preoccupate, hanno chiesto all'azienda britannica di accertare la situazione e tenersi pronta alla riapertura del pozzo appena sigillato.
Poche ore prima l'azienda britannica si era detta ottimista sul funzionamento del dispositivo che ha contribuito a sigillare il pozzo dal quale, da settimane, fuoriesce petrolio nel Golfo del Messico. In serata tuttavia il governo ha diffuso una lettera dell'ex ammiraglio della Guardia Costiera Ted Allen, responsabile statunitense della pulizia, indirizzata a Bob Dudley, capo delle operazioni in loco della Bp, nel quale si fa riferimento a una nuova perdita e ad altre "anomalie" di natura sconosciuta. "Vi invito pertanto a fornirmi al più presto una procedura scritta per riaprire la valvola (del pozzo Macondo), qualora la fuoriuscita di idrocarburi presso il pozzo fosse confermata".
La Bp ha installato la scorsa settimana un'enorme campana sull'orifizio da cui fuoriesce greggio nel mare e che, da giovedì, funziona come una specie di tappo. Sempre da giovedì l'azienda sta realizzando anche i test di pressione per verificare se il pozzo sia in buono stato. Allen ha fatto notare che i livelli di pressione sono inferiori al previsto e ha esortato a capire i motivi. Le cause, ha spiegato, potrebbero essere due: o è diminuita la quantità di petrolio nel pozzo o ci sono potenziali fughe dovute a danni nella struttura. Il timore del governo Usa è che il tappo possa spingere il petrolio a defluire da altri punti se la struttura del pozzo è fragile.
Intanto anche in Cina scoppia l'emergenza marea nera. E' lotta contro il tempo a Dalian per arginare la chiazza di petrolio di 50 chilometri quadrati riversatosi in mare dopo l'esplosione di due condutture nel porto nordorientale del Paese. Il colosso petrolifero PetroChina, che controlla le due più grandi raffinerie a Dalian, ha messo a punto un piano d'emergenza. "Il porto è stato chiuso subito dopo l'esplosione", ha spiegato l'amministratore delegato della societa' petrolifera, "abbiamo attivato un piano d'emergenza di una settimana, ma speriamo che la marea nera possa essere ripulita al più presto possibile". L'incidente - ha sottolineato la società - non ha causato alcun danno diretto ai principali impianti petroliferi ed è limitato alle strutture collaterali. "Sono ancora da valutare l'entità dei danni e le perdite di petrolio provocate dall'incidente", ha aggiunto la società. Centinaia di vigili del fuoco hanno lottato per oltre 15 ore per spegnere l'incendio scoppiato nella notte di venerdì, dopo l'esplosione di una conduttura per il trasporto del greggio da una nave a un serbatoio di stoccaggio. Nell'incidente, che non ha causato vittime, è esploso anche un secondo oleodotto. La televisione di Stato ha fatto sapere che il petrolio ha contaminato le acque al largo della provincia di Liaoning e i soccorritori stanno utilizzando apparecchiature di filtraggio e disperdenti per ripulire il porto e le zone circostanti. Non sono ancora chiare le cause dell'incidente, avvenuto mentre una nave petrolifera battente bandiera liberiana stava scaricando il greggio nell'impianto di stoccaggio.
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16/07/2010
Marea Nera, Bp: “La perdita è stata fermata”
Marea Nera, Bp: “La perdita è stata fermata”Per la prima volta dal disastro della piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico non si registra più alcuna perdita di greggio. A darne notizia il vicepresidente della multinazionale: “Il test è appena iniziato, ma al momento non ci sono più perdite"
Per la prima volta dalla fine di aprile non si registra fuoriuscita di petrolio dalla falla della Deepwater Horizon. Lo ha reso noto il vice presidente per la produzione e la distribuzione di petrolio Kent Wells spiegando ai giornalisti che il nuovo tappo ha funzionato e ha completamente bloccato il flusso.
"E' un bene vedere che al momento non c'è petrolio che fuoriesce nel Golfo del Messico . Ha detto Wells aggiungendo comunque con cautela che comunque il test è appena iniziato". E' comunque, ha aggiunto "un segnale molto incoraggiante". Secondo gli esperti per 13 settimane si sarebbero riversati in mare dai 35 ai 60mila barili di petrolio. Il risultato del test comunque sarà definitivo entro le prossime 48 ore che determineranno se il “tappo” gigante piazzato sulla falla ha ora funzionato.
La notizia del blocco della falla sulla piattaforma Bp ha fatto impennare i titoli della compagnia petrolifera britannica negli ultimi minuti delle contrattazioni a New York. Il titolo è salito del 7% a 38,92 verso la chiusura della borsa
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24/06/2010
Marea Nera, marinaio si suicida. “Disperato per il disastro”
Marea Nera, marinaio si suicida. “Disperato per il disastro”Il capitano di un’imbarcazione assoldato dalla Bp per la pulizia delle acque del golfo si è tolto la vita sparandosi con la sua pistola. Da quanto riferito dal suo equipaggio “era sconvolto dalla portata dell’inquinamento”
Un dramma personale scuote le operazioni per arginare il disastro provocato dalla marea nera, nel sud degli Stati Uniti. Il capitano di un'imbarcazione assoldato dalla Bp per partecipare alle operazioni di pulizia si è tolto la vita sparandosi un colpo alla testa. Come ogni giorno William Kruse, 55 anni, aveva raccolto l'equipaggio e si apprestava a partire dalla costa dell'Alabama. Poi ha detto ai marinai di andare a prendere del ghiaccio e quando sono tornati a bordo lo hanno trovato morto. Kruse, a quanto riferito, era rimasto sconvolto e adirato per i danni causati dalla fuoriuscita di greggio che sta devastando l'ecosistema delle coste meridionali degli Stati Uniti.
Intanto la Bp ha riposizionato il "tappo" che argina la fuoriuscita di greggio nel Golfo del Messico, dopo che era stato temporaneamente rimosso per un incidente causato da un robot sottomarino. Lo ha reso noto la stessa compagnia petrolifera che in una nota ha riferito che il sistema "ha ripreso a pompare petrolio e gas".
La rimozione del tappo aveva provocato un notevole aumento del flusso di greggio che ha già provocato il più grave disastro ambientale nella storia degli Usa, minacciando l'ecosistema della Louisiana e di altri Stati meridionali.
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16/06/2010
Marea nera, pompaggio interrotto La Bp perde fino a 60mila barili al giorno
Marea nera, pompaggio interrotto La Bp perde fino a 60mila barili al giornoDICIASSETTE PAESI HANNO OFFERTO IL PROPRIO AIUTO, NON C'È L'ITALIA. Fulmine su una nave: operazioni sospese per 5 ore. Il presidente nomina un nuovo responsabile
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| Due navi al lavoro nel golfo del Messico (Ap) |
WASHINGTON - Mentre la marea nera nel golfo del Messico non si ferma, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama annuncia nella notte tra martedì e mercoledì, nel suo primo messaggio tv alla nazione diffuso durante il prime time, la nomina di un nuovo responsabile delle operazioni anti-greggio. Sarà Michael Bromwich, un ex vice ministro della Giustizia ed ex ispettore generale del ministero della Giustizia.
BATTAGLIA SENZA FINE - Quella contro la marea nera, del resto, sembra una battaglia senza fine: un incendio provocato da un fulmine su uno dei battelli che partecipano alle operazioni di pompaggio (il "Discover Enterprise") ha nuovamente obbligato la Bp a interrompere le operazioni, riprese poi dopo cinque ore di stop. L'incendio potrebbe provocare ritardi nell'avvio di un secondo sistema di contenimento con cui Bp dovrebbe poter aumentare le sue capacità di risucchio del greggio. Intanto esperti del governo federale comunicano altri numeri del disastro senza fine: la perdita di Bp è di un massimo di 35-60 mila barili di greggio al giorno (Bp ne cattura circa 15 mila).
OBAMA: «LO RESPINGEREMO» - Il disastro nel golfo del Messico è un pensiero ormai quotidiano per il presidente Obama, che sta perdendo rapidamente quota nei sondaggi di popolarità perché accusato di aver reagito troppo debolmente alla crisi ambientale. «È un assalto alle nostre coste e lo respingeremo con ogni risorsa che abbiamo a disposizione - ha detto ai militari della base aeronavale di Pensacola, in Florida, poco prima di ripartire per Washington da dove parlerà al Paese -. Faremo tutto il necessario, per tutto il tempo che serve». Obama ha visitato le spiagge turistiche della penisola. «Con il tempo di arrivare alla prossima stagione - ha affermato - non c'è alcun motivo di pensare che questa spiaggia dietro di noi non sarà bella come sempre, e Pensacola e le comunità costiere di tutta la Florida non ritornino fiorenti come sono sempre state».
OFFERTE DI AIUTO - Sono diciassette i Paesi che hanno offerto il proprio contributo agli Stati Uniti. Lo ha annunciato il dipartimento di Stato Usa, che ha reso noto l’elenco dei Paesi contributori: Corea del Sud, Croazia, Francia, Germania, Irlanda, Giappone, Paesi Bassi, Norvegia, Romania, Russia, Svezia, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Vietnam Spagna, Canada e Messico. Assente, almeno per il momento, l’Italia. Oltre all’impegno dei singoli Stati, hanno offerto un contributo anche l’Agenzia europea per la sicurezza marittima, il Centro di informazione e monitoraggio della Commissione europea, l’Organizzazione marittima internazionale, l’Unità per l’ambiente dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il coordinamento degli aiuti umanitari e il Programma per l’ambiente dell’Onu.
KEVIN COSTNER - Dopo aver rifiutato l'aiuto del regista James Cameron, la Bp fa appello a Kevin Costner. Gli esperti della compagnia petrolifera hanno riconosciuto che i macchinari dell'attore sono i più efficaci a ripulire l'acqua nera di petrolio e hanno piazzato un primo ordinativo per l'acquisto di 32 «centrifughe del mare». Si chiamano Ocean Therapy Solutions e l'attore ha impiegato circa 15 anni e 20 milioni di dollari per farle mettere a punto. Hanno la capacità di aspirare l'acqua, centrifugarla, e separare al 99% le sostanze inquinanti, senza produrre ulteriore inquinamento. Il protagonista di Waterworld, che ha un fratello scienziato specializzato in questo genere di tecnologie, finanziò a suo tempo il progetto che, 15 anni fa, sembrava avveniristico, ma che oggi pare essere il sistema più all'avanguardia per affrontare la marea nera. Le macchine hanno la capacità di separare il petrolio dall'acqua e possono filtrare fino a 750 litri di acqua al minuto. Intanto sulla società è arrivata la scure dell'agenzia Fitch, che ha abbassato il rating a lungo termine da AA a BBB, mentre quello a breve termine scende a F3 da F1. Pesano, in particolare, le richieste danni avanzate dal governo Usa e dalle autorità federali statunitensi.
Redazione online
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30/05/2010
Marea nera, fallisce operazione «Top kill»
Marea nera, fallisce operazione «Top kill»Ora si tenterà di aspirare il greggio. La Bp ha fatto sapere che l'ultima manovra per fermare la fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico è fallita
NEW ORLEANS - Top Kill è ufficialmente morta: tre giorni e 35 mila barili di fluidi dopo l'inizio del pompaggio, l'ultima manovra di Bp per fermare la marea nera nel Golfo del Messico è stata abbandonata. "Siamo ovviamente delusi", ha detto il controammiraglio della Guardia Costiera Mary Landry dopo che in una conferenza stampa a Robert in Louisiana Doug Suttles, il Chief Operating Officer della multinazionale del petrolio, aveva annunciato il nuovo fiasco.
Bp passa adesso a una nuova manovra per cui si è data quattro giorni, forse più, di tempo: si chiama Lower Marine Riser Package (LMRP), nella sostanza un 'cappuccio' o una 'mini-valvola' posizionato sopra la supervalvola che non ha funzionato in aprile e collegato alla nave di appoggio in superficie con cui Bp si augura di catturare il grosso del greggio e del gas che escono dal pozzo danneggiato 40 giorni fa.
La nuova battuta d'arresto - la terza dopo il fallimento della cupola e del 'siringone' - e l'annuncio del 'piano D' hanno chiuso una giornata contrassegnata da indignazione crescente. Proteste in Louisiana, proteste a New York: ipnotizzati dalla 'spill-cam', la telecamera che trasmette immagini del fiotto di greggio 24 ore su 24, gli americani fanno il conto alla rovescia mentre l'indignazione dilaga a vista d'occhio e a Washington il Dipartimento della Giustizia sta valutando azioni legali a carattere penale.
A Manhattan, ieri, 200 manifestanti si sono imbrattati di finto petrolio fatto di cioccolata e vernice davanti a una pompa di benzina. In Louisiana guida la polemica contro Bp, ma anche contro il governo federale, l'ex stratega di Bill Clinton James Carville: "La gente qui crede in quel che vede. Mi sembra che il presidente Obama sia più arrabbiato con i suoi critici che con Bp", ha detto Carville, che è di New Orleans, guadagnandosi un rimbrotto del portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs: "James non conosce i fatti".
Era da venerdi che negli stati del Golfo cresceva il pessimismo sull'esito di Top Kill, e anche adesso non ci sono certezze. E mentre in Lousiana crescono le polemiche perchè, secondo le autorità locali (smentite da Bp), la multinazionale del petrolio ha organizzato soccorsi da palcoscenico in occasione della visita di Obama su una spiaggia di Grand Isle, il Dipartimento della Giustizia ha mosso i primi passi verso un'azione penale contro Bp per i comportamenti prima e dopo il disastro.
Una squadra di procuratori e di investigatori guidata dagli Assistant Attorney General Ignacia Moreno e Tony West hanno cominciato a raccogliere prove in Louisiana per verificare se Bp abbia violato regole di sicurezza federali e fuorviato le autorità assicurando che era in grado di contenere rapidamente la perdita di greggio.
L'indagine del Dipartimento della Giustizia è un passo preliminare prima di decidere l'apertura formale di una inchiesta, ma ad ogni buon conto l'amministrazione ha chiesto al Congresso dieci milioni di dollari per finanziarla.
Redazione online
12:47 Scritto in ESTERI | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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29/05/2010
Marea Nera: 48 ore per uscire dall'emergenza
Marea Nera: 48 ore per uscire dall'emergenzaTop Kill, l'operazione per fermare la fuoriuscita di petrolio, va avanti, ma bisognerà aspettare almeno due giorni per sapere se sarà efficace. Intanto il New York Times rivela alcuni malfunzionamenti
Top Kill, l'operazione per chiudere la falla nella piattaforma petrolifera Deepwater Horizon va avanti ma bisogna avere pazienza. Lo ha detto il Chief Operating Officer di Bp Doug Suttles secondo cui i risultati dell'operazione non si potranno conoscere prima delle prossime 48 ore. Suttles ha confermato che l'operazione prosegue a singhiozzo tra fasi di pompaggio e fasi di osservazione.
Il New York Times intanto ha rivelato che l'operazione sarebbe stata sospesa per una seconda volta in due giorni. L'ultima sospensione sarebbe avvenuta alle 2.30 di notte, seguita a quella di mercoledì dopo undici ore di attivazione. Gli stop denunciati dal tecnico, che ha chiesto di rimanere anonimo, non sono invece stati resi noti dalla società che continua a dare segnali positivi. Un portavoce di Bp, Andy Gowers, aveva fatto sapere che BP non aveva comunque intenzione di commentare 'passo passo' l'operazione.
Ieri è stato il giorno della visita di Barack Obama nella zona colpita dal disastro ambientale. Il presidente americano, citando Truman, si è assunto la responsabilità della gestione della crisi. "Sono il presidente è il compito spetta a me" ha detto, prima di aggiungere che "Dobbiamo agire immediatamente, senza ulteriori ritardi. Siamo concentrati su questo, dobbiamo rispondere in maniera adeguata".
Obama ha poi concluso sottolineando che "non sappiamo bene quali saranno i risultati della procedura "top kill": se funzionerà sarà una buona notizia, se no una squadra composta dai massimi scienziati del mondo guidati dal ministro dell'Energia sta esplorando ogni possibile piano di contingenza. Continueremo a dispiegare tutti i nostri sforzi" per arginare "la perdita più grande della storia americana".
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27/05/2010
Marea nera, il petrolio non esce più
Marea nera, il petrolio non esce piùTop Kill funziona. Grazie all'operazione nel Golfo del Messico per sigillare il pozzo petrolifero della Bp, la fuoriuscita di greggio si è fermata.
Grazie all'operazione 'Top Kill', in corso nel Golfo del Messico per sigillare il pozzo petrolifero della Bp, la fuoriuscita di greggio si è per il momento fermata. L'incubo che avvelena le acque potrebbe dunque essere finito.
L''Ammiraglio Thad Allen, responsabile per le operazioni di contenimento, ha infatti annunicato alla tv della Lousiana WWL che "hanno fermato il flusso di idrocarburi, sono stati in grado di stabilizzare la testa del pozzo e stanno immettendo fanghi" nel pozzo con forte pressione. Lo precisando però che è troppo presto ancora per cantare vittoria.
La procedura del mega-sifone posto in profondità dei mari del Golfo del Messico per iniettare tonnellate di cemento e fango per tappare i buco della piattaforma Deepwater Horizon è iniziata giovedì 26 maggio alle 20 italiane ed è ancora in corso.
Si tratta dell'ultima 'chance' del la compagnia petrolifera britannica sotto i fucili puntati di tutto il mondo, di farsi 'perdonare' del devastante incidente. "
Segui in streaming sul sito della Bp l'operazione top kill.
Mentre la Bp lavora senza sosta continua il pressing di Obama preoccupato che la marea nera si trasformi in un boomerang come il caso 'Katrina' per Bush. Venerdì il presidente, che aveva perso la pazienza e detto senza mezzi termini alla Bp di "tappare il buco", sarà sul luogo del disastro mentre oggi ha annunciato ufficialmente di prolungare di altri sei mesi la moratoria sulle trivellazioni in alto mare.
16:30 Scritto in ESTERI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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20/09/2008
Striscia Sigla sulla scuola. «Noi supplenti dell'informazione»
Striscia Sigla sulla scuola. «Noi supplenti dell'informazione»Ricci, lezioni di satira. «Grillo? Rischia di fare l'imbonitore». E preannuncia uno scoop sul Parlamento

MILANO — Settembre, hanno appena riaperto le scuole. E lunedì, dopo il Tg5 delle 20 la campanella suonerà anche per «Striscia la notizia». Pronto a tornare in cattedra, con l'implacabile bacchetta già sfoderata, Antonio Ricci che quest'anno, ha scelto come sottotitolo del programma: «La voce della supplenza». Il perché lo ha raccontato ieri, trasformando in una specie di one-man-show la tradizionale conferenza stampa di inizio stagione in cui ha impartito lezioni e lezioncine a politici, amministratori e concorrenti, senza risparmiare il suo amico Beppe Grillo. «Nel sottotitolo — spiega — c'è un riferimento alla scuola, ripreso anche nella nuova sigla dal titolo "Grembiulino e vai" (chiaro l'aggancio alle recenti disposizioni del ministro Gelmini), ma c'è poi la seconda lettura che allude alla comicità e alla satira che fanno da supplenti all'informazione».
E qui Ricci parte con una compiaciuta carrellata degli scoop e delle inchieste lanciate nel corso di queste 21 edizioni da «Striscia»: ricorda l'«intervista» a Cuccia e quella a Fazio, ma anche i molti servizi che hanno smascherato truffe ai danni di persone anziane. Nel suo elenco sembra particolarmente soddisfatto di poter menzionare la bufera innescata da Diva e donna ma fatta poi definitivamente esplodere da «Striscia» in novembre quando venne annunciata la relazione tra Gianfranco Fini ed Elisabetta Tulliani. «Nel programma — racconta divertito — venne mandato in onda il video della Tulliani con Gaucci e scatenammo il putiferio. Infondo è colpa nostra se è nato il Pdl: per quel servizio Fini litigò con Berlusconi, da cui prese di colpo le distanze anche Casini... e la sera dopo il premier annunciò in piazza San Babila la nascita del nuovo partito». Poi Ricci parla di un nuovo «scooppone» sempre «dalle parti del Parlamento»... ma non spiega niente di più. E un'altra novità sarà l'imitazione di Ballantini del ministro Maroni.
Al suo fianco siedono Ezio Greggio e Enzo Iacchetti, che condurranno il programma fino a gennaio, quando Iacchetti sarà sostituito da Michelle Hunziker ; a Pasqua invece torneranno Ficarra e Picone. I due si limitano a spalleggiarlo con qualche battuta perché Ricci è un fiume in piena: «Ci occuperemo dell'Alitalia; andremo a controllare se la spazzatura a Napoli è davvero sparita o se l'hanno cacciata nel Vesuvio o , oppure a casa di Iervolino e Bassolino. Continueremo a controllare, come è nella nostra storia. La gente, che per il 95% ci indica gli argomenti di cui occuparci, spera in noi». Più che da supplenza il tono sembra da missione: «Sono convinto che anche le tv private dovrebbero dare spazio al servizio pubblico. La tv si fa occupando frequenze che sono di tutti e, dato che sono comunista — dice proprio così — per me è fondamentale garantire una parte importante di servizio pubblico».
Ma se la satira si fa troppo seria si rischia di degenerare... ed è così che il discorso cade sull'amico Grillo: «Beppe non va preso come uno scienziato, e non tutto quello che dice è oro colato. È importante la provocazione che lancia anche se l'esposizione continua può toglierne il valore. Ma i comici hanno più vite dei gatti: il pericolo di diventare imbonitore può essere spazzato via in un attimo da un guizzo, da un lazzo». E cosa pensa dell'arrivo di Chiambretti a Italia 1? «Penso che Piero fosse sprecato su una rete che non ha la visibilità che può avere Italia 1. Quando era all'inizio della sua carriera, mi sarebbe piaciuto averlo come inviato di punta di Striscia». Mentre parla, le due nuove veline, Federica Nargi e Costanza Caracciolo, si stringono la mano e ascoltano attente ma una piccola bacchettata (preventiva?) arriva anche a loro: «Mi sembrano due brave ragazze ma ho vietato a entrambe di fidanzarsi, se non con i calciatori, almeno con i conduttori».
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