11/07/2009
Di Pietro scrive anche al Guardian
Di Pietro scrive anche al Guardian
“Mi scuso con voi per la reazione di Berlusconi. Spero che continuerete ad informare il pubblico, in Italia i mezzi di comunicazione non lo fanno più”
Di Pietro ha scritto al Guardian una lettera dal titolo «Apology to the Guardian for Berlusconi» in cui si scusa col giornale inglese per le reazioni espresse dal presidente del Consiglio italiano e dal ministro degli Esteri Franco Frattini sulle accuse a proposito della preparazione del summit del G8: «Il Guardian fa del suo meglio per tenere il pubblico informato. In Italia questo governo non è abituato alla libera discussione».
Il leader dell’Italia dei Valori spiega qual’è lo stato della libertà di stampa in Italia: «La Freedom House, mette l’Italia al 73esimo posto per la libertà di stampa. Il vero problema è che l’informazione è saldamente nelle mani di una persona, il Primo ministro Silvio Berlusconi. Questo è uno dei peggiori casi di conflitto di interessi mai registrati in un qualsiasi paese del mondo occidentale».
Antonio Di Pietro spiega meglio in che modo Berlusconi controlla i media: «Il controllo sui media, è esercitato attraverso la proprietà della più grande casa editrice italiana, la Mondadori, così come attraverso il controllo di sei reti televisive. Il quasi totale controllo dei mezzi di informazione, gli fornisce anche una fonte inesauribile di entrate che contribuiscono a consolidare la sua posizione dominante. I governi precedenti, hanno tacitamente approvato tutto questo, rifiutandosi rifiutato di affrontare la questione del conflitto di interessi».
L’ex magistrato attacca le leggi “incostituzionali” che Berlusconi si sarebbe fatto per sé. «La prima legge, è nota come lodo Alfano ed è stata ordinata da Silvio Berlusconi come primo atto dopo l’avvento al potere. La legge vieta il perseguimento del primo ministro e delle altre tre cariche più alte dello Stato. Questo significa il non dover comparire in un processo nel quale egli è stato accusato di corruzione. David Mills, è stato condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione per aver accettato una tangente. Il 6 ottobre prossimo, la Corte costituzionale emetterà una sentenza per giudicare la costituzionalità della lodo Alfano e, qualora il giudice decida per l’incostituzionalità, Berlusconi sarà obbligato ad essere processato con l’accusa di aver corrotto Mills».
«Vorrei concludere con un appello affinché i media stranieri non abbassino i riflettori sull’Italia, continuando a svolgere lo stesso compito di vitale importanza che hanno sempre svolto in passato, ossia il compito di informare il pubblico, un ruolo che la maggior parte dei mezzi di comunicazione in Italia hanno abdicato perché non più autorizzati a fare il proprio lavoro» conclude la lettera. E sul sito del giornale inglese sono già arrivati più di 200 commenti alla notizia.
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29/05/2009
Il Guardian: a Roma finale perfetta, perché non farla sempre lì?
Il Guardian: a Roma finale perfetta, perché non farla sempre lì?
«LA CAPITALE D'ITALIA HA UN GLAMOUR E UNA VIVACITA' UNICI». Il quotidiano inglese propone la capitale come sede permanente per l'ultima partita della Champions
| Tifosi davanti all'hotel degli inglesi del Manchester in piazza della Repubblica (Reuters) |
«Qualsiasi squadra si sia tifata tra Manchester e Barcellona la scelta di Roma è stata ottima.... Allora perché non fare dello stadio Olimpico di Roma la sede permanente della finale della Champions League?». A chiederselo, in un editoriale, il quotidiano inglese Guardian, il giorno dopo la finale che ha visto la squadra inglese del Manchester soccombere al Barcellona.
«FASCINO IRRESISTIBILE» - «In Inghilterra - scrive il Guardian - la FA Cup si gioca sempre a Wembley. In Scozia, un ruolo simile è giocato da Hampden Park. Una finale di Champions League giocata ogni maggio a Roma avrebbe presto lo stesso irresistibile fascino». «Duemila anni dopo l'imperatore Augusto - scrive il Guardian - l'idea che tutte le strade portano a Roma ancora conserva un potente significato simbolico.... La capitale d'Italia ha un glamour e una vivacità con la quale poche città europee, e non certamente Bruxelles, possono competere.... Il confronto con la finale 2008 giocata Mosca, finita alla una ora locale, è tutto a favore di Roma». La domanda, per il Guardian, «è dunque ovvia: Perché non fare di Roma la sede fissa della finale di Champions?».
IL SINDACO - «Ringraziamo il quotidiano The Guardian che, con un fair play tutto britannico, ha sostituito le polemiche della vigilia con un grande riconoscimento per la nostra città. Con questi giudizi positivi Roma si candida veramente ad essere una grande capitale internazionale dello sport». Lo afferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.
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