12/02/2011

Benzina gratis dal self-service folla al distributore. E 19 denunce

Benzina gratis dal self-service folla al distributore. E 19 denunce

ROVIANO. Per un guasto una pompa ha erogato carburante per ore: più di mille litri. Ma sotto gli occhi della telecamera

Continua...


25/06/2010

Bloccata per alcune ore la vendita dei biglietti, polemica tra Acea e Trenitalia

Bloccata per alcune ore la vendita dei biglietti, polemica tra Acea e Trenitalia

LE FS SOTTOLINEANO CHE E' STATO CONCESSO AI PASSEGGERI DI VIAGGIARE SENZA BIGLIETTO. Un guasto alla rete elettrica ha impedito gli acquisti: rimpallo di responsabilità

 

ROMA - Le Ferrovie di Stato hanno comunicato che un improvviso guasto alla rete elettrica della società Acea di Roma ha provocato dalle 8.30 di questa mattina, per alcune ore il temporaneo blocco ai sistemi informativi centrali gestiti dalla società Tele sistemi ferroviari (Tsf) esterna al gruppo Fs. Il blocco ha determinato fino alle 12-12.30 l'impossibilità di acquistare e prenotare i biglietti su tutta la rete di vendita di Trenitalia e di aggiornare in automatico i tabelloni informativi delle stazioni. Le informazioni ai viaggiatori sono state assicurate da Rete ferroviaria italiana con annunci effettuati dal personale. La situazione a fine mattinata è poi tornata alla normalità, con solo qualche coda nelle principali stazioni. Trenitalia sottolinea però che è stato fatto il massimo per diminuire i disagi dei viaggiatori, permettendo in alcuni casi anche di viaggiare senza biglietto.

LA VERSIONE DELL'ACEA - Una versione quella del blocco alla rete elettrica di Acea smentito però dalla società elettrica romana, secondo la quale «Il blocco tecnico che ha provocato l'impossibilità di acquistare e prenotare i biglietti su tutta la rete di vendita di Trenitalia non è dipeso in alcun modo dalla fornitura e dal servizio Acea». «Nessun guasto, nè anomalia, si è verificato sulla parte di rete Acea che alimenta l'utenza delle Ferrovie dello Stato (cabina 8252 di via Scalo Prenestino) - spiega l'azienda in una nota -. Alle prime ore del mattino Ferrovie dello Stato ha scambiato l'alimentazione dalla linea Esquilino con quella Tiburtino, mediante manovre effettuate solo ed esclusivamente sulla sua rete proprietaria. Così, come evidenziato dall'esame dei carichi assorbiti, non si è verificata alcuna interruzione nella fornitura Acea». L'Acea sottolinea poi che «alle 11,40 - sempre in base a quanto risulta dall'esame dei carichi assorbiti - la rete delle Ferrovie si è rialimentata sempre con manovre interne a schema normale, senza alcun intervento tecnico da parte delle squadre di Acea».

Redazione online


15/01/2010

Rimane chiusa otto giorni in ascensore Disidratata e sotto choc, ma sta bene

Rimane chiusa otto giorni in ascensore Disidratata e sotto choc, ma sta bene

 

A Sitges, località balneare vicino a Barcellona. Tragedia sfiorata per una spagnola, bloccata nella villetta dove vive da sola. Nessuno ha sentito le sue grida

 

MADRID - Per otto giorni una donna di 35 anni è rimasta chiusa, senz'acqua né cibo, nell’ascensore della sua casa, a causa di un black out elettrico. È accaduto a Sitges, graziosa località balneare vicino a Barcellona, in Catalogna. Durante le feste d’inizio d’anno, prima dell’Epifania, che in Spagna è importante quanto il Natale in Italia, la donna è rimasta bloccata nell’ascensore all’interno della villetta nel quartiere di Les Boutigues, in cui abita da sola. Nessuno ha sentito le sue grida d’aiuto, nessuno ha notato la sua scomparsa, complice anche il periodo festivo. Soltanto dopo otto giorni, i suoi famigliari, che vivono a Madrid, si sono preoccupati del fatto che non rispondesse al telefono e non si facesse più viva.

SOTTO CHOC - Hanno avvertito la Guardia Civil della cittadina e gli agenti si sono presentati all’indirizzo della donna con i vigili del fuoco. Forzata la porta, hanno udito subito i lamenti della prigioniera, intrappolata nell’ascensore, fermo tra i due piani. È bastato riattivare l’interruttore dell’energia elettrica perché l’ascensore si rimettesse in moto: cosciente, sebbene disidratata, debolissima e disorientata, la prigioniera non era ancora in pericolo di vita, ma è stata comunque trasportata subito all’ospedale di Viladecans per essere curata e per riprendersi dallo stato di choc. La donna non è ancora in grado di raccontare come abbia vissuto quegli otto giorni, e altrettante notti, da incubo, ma gli agenti hanno verificato che anche il campanello d’allarme era fuori uso.

 

Elisabetta Rosaspina


31/07/2009

A novembre riparte il superacceleratore

A novembre riparte il superacceleratore

 

Petronzio, presidente infn: «Il guasto provocato da una saldatura fatta male». Il Large Hadron Collider di Ginevra sarà riparato e si potranno scontrare i protoni

 

L'interno dell'Lhc (Epa)
L'interno dell'Lhc (Epa)

MILANO - «A novembre inizierà l’iniezione dei fasci di protoni nel Large Hadron Collider di Ginevra (LHC). I lavori stanno procedendo secondo il programma e oggi si può parlare di una data precisa dell’avvio delle attività». Roberto Petronzio, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) traccia un bilancio dei lavori in corso nell’acceleratore del Cern, il più potente mai costruito, destinati a riparare il guaio che si era manifestato nel primo tentativo di accensione nel settembre scorso.

IL PROBLEMA - I fisici italiani riuniti nell’Infn partecipano massicciamente (sono circa 600 quelli direttamente coinvolti) all’impresa europea destinata a riprodurre le condizioni dell’universo esistenti appena dopo il Big Bang. Inoltre si punta alla scoperta della cosiddetta “particelle di Dio”, cioè il bosone di Higgs che spiega il perché una materia ha una massa. «Si è intervenuto su tre piani – spiega Petronzio – il primo riguardava la comprensione dell’evento, il secondo la riparazione e la terza mirava invece alla prevenzione di futuri problemi». L’accaduto è ormai chiaro: una saldatura non perfetta ha creato un arco elettrico che ha forato la guaina di contenimento del liquido di raffreddamento, l’elio superfluido che diventando gassoso ha generato un ciclone nella galleria danneggiando i magneti superconduttori. «Sono stati rimpiazzati 56 magneti – precisa Petronzio – e ricostruiti alcuni ancoraggi danneggiati ma soprattutto si lavorato nella prevenzione per evitare futuri problemi». A tal fine si sono messi a punto dei metodi e dei sistemi per identificare eventuali contatti difettosi o anomalie nel funzionamento che potrebbero generare difficoltà o incidenti. Tra i sistemi di sicurezza sono state introdotte delle valvole di sfogo del gas nel caso si verificassero delle perdite. «Il Consiglio del Cern ha stigmatizzato l’insufficiente controllo della qualità esercitato in passato – aggiunge Petronzio – ma si impara dagli errori e molto è stato migliorato. Per recuperare il tempo perduto, durante l’inverno l’acceleratore rimarrà in funzione e quindi nel 2010 saremo in linea con i programmi stabiliti». Intanto è in atto una corsa per conquistare prima di tutti la scoperta della “particella di Dio” tra il laboratorio Fermilab di Chicago e il Cern. «Noi abbiamo borsisti che hanno lavorato a Chicago e poi sono andati al Cern e questo aiuterà», conclude il presidente dell’Infn.

Giovanni Caprara


22/07/2009

Black out elettrico, centro in ginocchio Centinaia di uffici e negozi al buio

Black out elettrico, centro in ginocchio Centinaia di uffici e negozi al buio

 

Iniziato alle 6,30. Per ore interi quartieri di Napoli paralizzati dallo stop di energia dovuto a un guasto sulle linee ad alta tensione


 

Negozi e uffici chiusi nel centro e la gente aspetta

Negozi e uffici chiusi nel centro e la gente aspetta

 

NAPOLI - Black out elettrico e il centro finisce in ginocchio. Paralizzati centinaia di uffici e negozi che restano senza corrente. Un lungo stop nell'erogazione dell'energia elettrica sta, infatti, bloccando il «cuore» degli affari e del commercio - da Mergellina a via Duomo - mettendo in crisi l'inizio di tutte le attività, pubbliche e private. Scene insolite nell'area della city, con centinaia di persone assiepate davanti ai portoni in attesa della ripresa dell'erogazione dell'energia elettrica che permetta il ripristino di ascensori, computer, illuminazione degli uffici e condizionatori. Stop anche alle attività commerciali con bar e ristoranti con le saracinesche abbassate e all'università, dove esami e attività didattiche sono fermi.N

Il guasto è avvenuto intorno alle 6,30 a causa di un problema sulle linee a 220 mila volt di Terna, l'azienda che gestisce il «trasporto» dell'energia elettrica. Due cabine di trasformazione ad alta tensione - una alla Doganella, un'altra al centro - sarebbero andate in fumo per cause ancora da accertare. Un'anomalia che si è riversata «a valle» in tutta l'area della distribuzione cittadina, con semafori al buio, negozi con le luci spente e, in pratica, il centro degli affari e del commercio - da Piazza dei Martiri a via Marina - in tilt. Una scena d'altri tempi.

Sono 70 mila i «clienti» nell'area (almeno il doppio le persone interessate al guasto) che ha coinvolto i quartieri di Chiaia, Vomero, Piazza Plebiscito , zona Porto, e zona orientale. «Il guasto non sta impedendo - dice Enel in una nota - ai nostri tecnici di ripristinare gradualmente il servizio. Le squadre, prontamente intervenute per circoscrivere il guasto, sono riuscite a rialimentare più del 75% della clientela già alle 9. Grazie a manovre in telecomando delle linee di media tensione è stato rialimentato in circa 20 minuti l'ospedale Loreto Mare e la sede centrale della Prefettura». Ma da Posillipo alle strade dello shopping di via Toledo è ancora tutto spento. Previsioni? Si riprenderà nella tarda mattinata. «Prima di mezzogiorno», promettono all'Enel.

 

 

 

 

 


20/03/2009

Sacerdote muore carbonizzato in auto in area di servizio dell'autostrada A4

Sacerdote muore carbonizzato in auto in area di servizio dell'autostrada A4

 

Don Silvano Caccia, parroco di Giussano, era stato collaboratore della diocesi di milano. Stava tornando dal Trentino: forse un guasto al motore. Al momento gli investigatori non escludono alcuna pista

L'auto carbonizzata di don Silvano Caccia (Fabrizio Radaelli/Ansa)

L'auto carbonizzata di don Silvano Caccia (Fabrizio Radaelli/Ansa)


L'incidente è avvenuto nell'area di servizio Brianza Nord sull'autostrada A4 Venezia-Milano (Fabrizio Radaelli/Ansa)

L'incidente è avvenuto nell'area di servizio Brianza Nord sull'autostrada A4 Venezia-Milano (Fabrizio Radaelli/Ansa)

 

Don Silvano Caccia
Don Silvano Caccia

MILANO - Don Silvano Caccia, 54 anni, parroco di Giussano (Milano), è stato trovato morto carbonizzato nella sua auto, poco prima delle 22 di giovedì sera, nell'area di servizio Brianza Nord dell'autostrada A4 Milano-Venezia, in direzione del capoluogo lombardo. L'incendio dell'auto era stato segnalato da alcuni clienti di un autogrill. Il sacerdote, che stava rientrando dal Trentino, potrebbe essersi fermato per riposare dal viaggio (il sedile era reclinato) e aver accidentalmente lasciato cadere una sigaretta accesa. Oppure, l'incendio potrebbe essere stato causato da un malfunzionamento del vecchio motore a gas della Punto. Al momento, comunque, gli inquirenti non escludono alcuna pista investigativa. Don Silvano Caccia aveva lavorato per anni nella Diocesi di Milano: fino all’ottobre del 2008 era stato il responsabile del Servizio per la Pastorale della famiglia.

INCARICO IN DIOCESI - Don Silvano Caccia era nato a Trezzo sull'Adda (Milano) e in ottobre avrebbe compiuto 55 anni. Era stato ordinato sacerdote nel 1982. Laureato in pedagogia, aveva insegnato al seminario arcivescovile di Venegono e nel 2001 il cardinale Carlo Maria Martini l'aveva chiamato come responsabile del Servizio per la Pastorale della famiglia della diocesi di Milano. Nell'ottobre scorso don Caccia aveva assunto la responsabilità della comunità pastorale di Giussano, che comprende cinque parrocchie. Don Caccia era andato in Trentino mercoledì per gli esercizi spirituali, ma la sera dopo aveva deciso di fare rientro in anticipo a Giussano a bordo della sua Punto alimentata a gas. Nella notte, alla camera mortuaria dell'ospedale di Gorgonzola (Milano), è accorso a pregare l'arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, di cui don Caccia è stato per anni stretto collaboratore. Tettamanzi lo scorso gennaio l'aveva inviato a Città del Messico per l'incontro mondiale delle famiglie in vista del prossimo appuntamento che si terrà a Milano nel 2012.

 


07/03/2009

Bancomat pazzo regala più soldi ai clienti

Bancomat pazzo regala più soldi ai clienti

 

Ma la banca potrebbe ora risalire a coloro che hanno avuto più di quanto richiesto. In tanti hanno approfittato della «generosità» di uno sportello di Bari. Poi il guasto è stato individuato

 

 

(Ap)
(Ap)

BARI - Sportello Bancomat impazzito a Bari: per oltre 12 ore ha erogato denaro in quantità superiore - spesso il doppio - di quanto gli veniva chiesto dai clienti. La macchina generosa è quella installata presso l'Ubi Carime di via Tridente, al quartiere San Pasquale. Da venerdì sera chi chiedeva 50 euro se ne ritrovava in mano 100 e così via.

GUASTO SCOPERTO - Il «prodigio» è però finito sabato mattina, quando qualcuno ha invece ricevuto una somma inferiore a quella richiesta e ha segnalato l'anomalia al 113. La polizia ha rintracciato la direttrice della filiale dell'istituto di credito che ha accertato il malfunzionamento del Bancomat, non riuscendo però a stimare quanto danaro in più sia stato erogato da ieri sera. Calcoli che potranno essere fatti lunedì quando i cassieri verificheranno compiutamente gli importi richiesti e quanto danaro è rimasto in macchina.

SULLE TRACCE DEI CLIENTI - Pare tuttavia che siano stati diversi i clienti che hanno beneficiato dell'errore, soprattutto dopo che si era sparsa la voce del guasto. Clienti ai quali, se la macchina sarà stata in grado di riconoscere le loro generalità, la banca dovrebbe riuscire a risalire per ottenere la restituzione degli importi erogati in eccesso.
(Ansa)