09/01/2011

Guerriglia a Prati: 400 ultrà trasformano la festa della Lazio in una battaglia

Guerriglia a Prati: 400 ultrà trasformano la festa della Lazio in una battaglia

SCONTRI ALLE CELEBRAZIONI DEI 111 ANNI. Lancio di sassi contro agenti e carabinieri, esplose numerose bombe carta: un arrestato, 10 identificati

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19/10/2010

Cagliari, la protesta dei pastori si trasforma in guerriglia

Cagliari, la protesta dei pastori si trasforma in guerriglia

Cariche e lacrimogeni da parte delle forze dell'ordine, lancio di pietre e bottiglie per mano dei manifestanti del Movimento guidato da Felice Floris. Caos in centro città; un manifestante perde l'occhio, un agente riporta una frattura alla mandibola

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28/01/2010

A Ischia è guerriglia, scontri per difendere le case abusive: sassaiola e feriti

A Ischia è guerriglia, scontri per difendere le case abusive: sassaiola e feriti

 

Barricate dei proprietari che cospargono la strada di accesso di nafta. Cariche della polizia, sei agenti feriti


 

 

Video amatoriale da "IO REPORTER"

NAPOLI - Alle fine è esplosa la «rivolta». Da una parte centinaia di residenti in difesa dei seicento manufatti abusivi (si partiva stamane con l'abbattimento di una casa in via Monte Cito a Casamicciola), dall'altra la polizia in tenuta antisommossa. Un confronto che, per tutta la notte, si è tenuto sul filo della tensione, non mancando qualche ruvidezza e qualche provocazione.
Poi alle 9, quando le ruspe si sono presentate per il «lavoro», il caos è diventato totale. La polizia ha caricato i manifestanti in località «Fango», nel comune di Casamicciola, riuscendo ad allontanarli dalla sede stradale. I manifestanti avevano bloccato con una barricata la piccola strada attraverso la quale si accedeva all’abitazione da demolire, lanciando sassi e bottiglie nei confronti delle forze dell'ordine (sei agenti feriti, prognosi da due a sei giorni). Attimi di vero terrore quando alcuni «rivoltosi» hanno cosparso di nafta la sede stradale per impedire l’ accesso delle ruspe e costruito uno sbarramento con dei camion ed una barricata.
La zona è ora presidiata da circa 200 agenti e carabinieri, mentre il giudice monocratico, Giovanni Carbone, ha respinto la sospensione degli abbattimenti. come chiesto in un ricorso

 

Una fase degli scontri (Ansa)
Una fase degli scontri (Ansa)

RICORSO RESPINTO - Secondo quanto apprende l'agenzia il «Velino», non ci sarebbero stati i presupposti giuridici per accogliere la richiesta di sospensiva. La notizia rischia di far salire ulteriormente la tensione a Ischia dove manifestanti e forze dell'ordine attendono l'ufficialità della sentenza. E il procuratore aggiunto di Napoli, Aldo Chiara, commenta. «Non ci sono ostacoli di natura giuridica per procedere alla demolizione».

NOTTE DI TENSIONE - Già ore prima, in una notte freddissima, Ischia aveva conosciuto momenti di paura. Trecento manifestanti avevano affrontato con barricate e lanci di sassi 150 poliziotti e alcune decine di carabinieri sbarcati da Napoli con un ordine di demolizione per una casa abusiva. La Procura di Napoli l’aveva disposta in seguito a una sentenza passata in giudicato. Sospesa per qualche giorno in seguito a pacifiche manifestazioni di protesta, è ora diventata esecutiva e il clima si è fatto pesante. La demolizione doveva , infatti, essere eseguita il 19 gennaio scorso, ma un gruppo di cittadini aveva inscenato un «muro umano» davanti all’accesso della casa da abbattere, e il procuratore aggiunto Aldo De Chiara aveva prospettato una sospensione temporanea. Decisione accolta con favore dal comitato che si oppone alla demolizione, che, a detta degli organizzatori, sostiene una «battaglia sociale» «per il diritto alla casa».

CORTEO CON 3000 PERSONE - Pochi giorni dopo, centinaia di studenti delle scuole medie superiori si erano recati a Casamicciola per esprimere la solidarietà alla famiglia destinataria del provvedimento giudiziario, un picchetto che non ha praticamente mai abbandonato l’ingresso alla casa, davanti al quale si è tenuta perfino una veglia di preghiera.
Due giorni fa, un corteo di 3000 persone aveva sfilato tra Lacco Ameno e Ischia, esponendo striscioni e gridando slogan. Molte le case abusive sull’isola, soggetta a vincolo paesaggistico e ambientale, che rischiano l’abbattimento. Tra queste, non solo giganti di cemento ma anche comuni abitazioni.

LE CARICHE - Alla fine di un lungo braccio di ferro, le forze dell’ordine hanno deciso di intervenire, con l’obiettivo di smantellare le barricate e rendere eseguibile la sentenza. Durante una prima carica contro i manifestanti, alcuni dei quali a volto coperto e muniti di bastoni e pietre, alcuni poliziotti sono rimasti leggermente feriti (tra questi il primo dirigente della Questura di Napoli Luigi Peluso, colpito da un oggetto alla fronte), e alcune donne che partecipavano alla protesta hanno dato in escandescenze. Una decina di persone è stata sottoposta a fermo.

ANCHE A PIANURA - Tensione tra polizia ed inquilini di un edificio abusivo destinato alla demolizione anche a Pianura, quartiere della periferia occidentale di Napoli. Questa mattina le forze dell’ordine hanno scortato i tecnici del Comune incaricati di procedere alla demolizione ed hanno avviato l’evacuazione di uno stabile in via Torciolano. Uno degli occupanti dello stabile è salito sul tetto dell’edificio ed ha cominciato un lancio di pietre contro gli agenti. L’uomo è stato fermato e trasferito nel commissariato di zona. Sul posto gli occupanti dello stabile e polizia si fronteggiano in attesa della decisione di procedere o meno oggi stesso alla demolizione.


09/12/2008

Atene, ricominciano i disordini nel quartiere degli studenti

Atene, ricominciano i disordini nel quartiere degli studenti

Il premier: «Non consentiremo di usare violenza contro la società e la democrazia». Una molotov lanciata contro un negozio di informatica ha causato un principio d’incendio. 87 arresti

 

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ATENE - Un centinaio di giovani continua martedì mattina a sfidare le forze dell’ordine intorno alla Scuola Politecnica nel quartiere degli studenti di Exarchia, nel centro di Atene, teatro lunedì di violenze, vandalismi e saccheggi, secondo quanto riferisce una fonte della polizia. La grande arteria della capitale che passa davanti alla scuola resta chiusa al traffico, mentre sporadicamente i giovani asserragliati all’interno del recinto lanciano oggetti sulle strade intorno. Una molotov lanciata contro un negozio di informatica ha causato un principio d’incendio, ha riferito la stessa fonte della polizia.

CALMA - Una relativa calma regna nel resto del centro di Atene, dove le violenze contro le forze dell’ordine, i negozi, le banche e le strutture pubbliche sono proseguite fino alle 2.30 locali (1.30 in Italia). Gli incidenti erano cominciati in serata, a margine di una manifestazione di diverse migliaia di persone della sinistra parlamentare per protestare contro la morte di un ragazzo di quindici anni ucciso da un poliziotto a Atene. La tensione è anche calata a Salonicco, Larissa, Tricala e nelle isole di Creta e Corfù, che erano state teatro dell'ondata di violenze.

87 ARRESTI - Sono state 87 le persone arrestate dalle forze dell'ordine greche in seguito alle violenze nel centro di Atene. All'indomani di una giornata in cui migliaia di persone, in maggioranza anarchici, hanno messo a sacco la città, distruggendo ogni cosa incontravano sul loro passaggio, la polizia ha diffuso dati da bollettino di guerra: dodici agenti feriti, decine di persone ricoverate, almeno 10 in ospedale per problemi respiratori dovuti ai gas lacrimogeni. I vigili del fuoco hanno ricevuto 190 chiamate di allerta in tutta la città, e hanno dovuto spegnere incendi in 49 edifici, 47 negozi, 14 banche e tre ministeri. A fuoco anche una ventina di automobili. Secondo la polizia alcuni dimostranti brandivano persino spade e fionde, trafugate da un negozio di armi saccheggiato.

FUNERALI - Nel giorno dei funerali del ragazzo, l'allerta è al massimo nel timore di nuove violenze. Il governo ha annunciato la mano dura e che non si lascerà piegare dai disordini. Il premier greco, Costas Karamanlis ha detto che il governo «non tollererà che (la morte di un giovane) sconfini in atti inaccettabili e pericolosi. Non consentiremo ad alcuni individui di usare una situazione tragica come scusa per far uso di violenza contro la società e la democrazia». Il capo del governo ha poi esortato i propri concittadini a «denunciare i responsabili delle violenze ». Poi ha incontrato il presidente. «Giorni difficili, signor primo ministro» ha detto il capo dello stato greco Karolos Papoulias accogliendo Costas Karamanlis al palazzo presidenziale per discutere la situazione dopo tre giorni di disordini «Si, difficili e di responsabilità per tutti» ha risposto il premier citato dalla Tv prima di chiudersi a colloquio col capo dello stato. Karamanlis ha anche in programma incontri con esponenti dell'opposizione. «In queste ore critiche tutti i politici devono isolare e condannare quanti alimentano i disordini. È nostro dovere».

MINISTRO INTERNO DIFENDE POLIZIA - Intanto il ministro dell'interno greco Prokopis Pavlopoulos ha difeso l'operato delle forze dell'ordine nell'ondata di gravi disordini seguiti alla morte di Alexis Grigoropoulos. «La polizia è presente e ha fatto tutto il necessario per proteggere le persone e le proprietà», ha detto il ministro ai giornalisti al termine di una riunione ristretta del governo. «L'apparato dello stato è presente e ha protetto più cose di quanto non ne siano state minacciate - ha aggiunto - siamo qua per proteggere vite umane e proprietà senza con questo attentare alla democrazia». «Sono insoddisfatto e mi scuso», ha poi risposto il ministro ai giornalisti che gli hanno fatto osservare che le forze dell'ordine non sono state in grado di prevenire i tumulti e i saccheggi che da due giorni stanno interessando Atene, Salonicco e altre città del paese.

A TORINO - Scritte di protesta sono state tracciate a Torino sulla facciata del palazzo che ospita il consolato greco, in corso Galileo Ferraris, in riferimento disordini scoppiati in Grecia. «Assassini» e «Andreas vive nelle lotte» sono i messaggi che si leggono. Dell'iniziativa parla un comunicato della Fai (la federazione anarchica italiana), dove si ricorda, tra l' altro che «Alexandros Andreas Grigoropoulos era un anarchico di 15 anni». «Il 6 dicembre - prosegue la nota - Andreas stava di fronte ad un bar con altri compagni. La questura locale ha sostenuto che all'arrivo di una pattuglia di polizia lui e gli altri compagni l'avrebbero assalita con bastoni e pietre. Questa versione è stata subito smentita dai numerosi testimoni presenti».

 

 


08/12/2008

Grecia, terzo giorno di violenze

Grecia, terzo giorno di violenze

Violenti scontri a Salonicco: scene di guerriglia urbana. Gli incidenti innescati dopo l'uccisione di un 15enne da parte della polizia

 

 

Andreas Grigoropoulos, 15 anni, il ragazzo ucciso dalla polizia ad Atene (Reuters)
Andreas Grigoropoulos, 15 anni, il ragazzo ucciso dalla polizia ad Atene
 
 
 
 
 
 
 
 
SALONICCO (Grecia) - All'indomani delle violente proteste di piazza che hanno infiammato l'intera Grecia, in seguito all'uccisione di un quindicenne da parte della polizia, una nuova battaglia è scoppiata nel cuore di Salonicco, la seconda città del Paese: centinaia di studenti si sono riversati nella strade, ingaggiando furibondi scontri con gli agenti in assetto anti-sommossa.

NEGOZI ASSALTATI - In pieno centro i dimostranti, almeno trecento, dopo aver cercato di attaccare un commissariato hanno assaltato negozi e distrutto veicoli in sosta, dando luogo a scene di vera e propria guerriglia urbana. Salonicco era stata teatro di gravi disordini già ieri, e come conseguenza le autorità avevano disposto la chiusura per due giorni di tutti le strutture universitarie.

ATENE E TRIKALA - Altri manifestanti restano barricati dentro due campus di Atene, mentre i giovani bloccano due importanti vie della capitale e un’arteria ferroviaria. Violenze anche in una cittadina del centro del paese, Trikala, dove un poliziotto è rimasto ferito negli scontri.

 PROTESTE NEL MONDO - Nel frattempo le proteste per quanto accaduto ad Atene si estendono anche all'estero. Il consolato greco a Berlino è stato occupato da un gruppo di una quindicina di persone, ha reso noto il portavoce dell'ambasciata, Pantelis Pentelouris, precisando che la polizia tedesca sta negoziando con i manifestanti per concordare la fine dell'occupazione.

 


07/12/2008

Grecia, scontri con polizia: ucciso 15enne Agenti arrestati, si scatena la guerriglia

Grecia, scontri con polizia: ucciso 15enne Agenti arrestati, si scatena la guerriglia

Tragedia nel quartiere Exarchia ad Atene: il ragazzo colpito al petto. Sei arresti, banche e negozi distrutti, tensioni in tutto il paese, 24 feriti. il ministro dell'interno presenta le dimissioni

 

 

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ATENE - Si sono trasformati in tragedia gli scontri ad Atene tra giovani e polizia: un 15enne, Andreas Grigoropoulos, è stato ucciso da una pallottola sparata da un agente nel quartiere Exarchia, già in passato teatro di tensioni. Subito dopo essere stato colpito al torace, intorno alle 20 di sabato (ora italiana), il ragazzo è stato trasferito d'urgenza in ospedale, ma inutilmente. Secondo la ricostruzione e i racconti dei testimoni, due agenti dei corpi speciali dentro una camionetta sarebbero stati presi d'assalto da una trentina di manifestanti con pietre, bastoni e forse (ma il particolare non è confermato) bombe molotov, poi uno dei due è sceso dal mezzo sparando tre colpi contro il ragazzo. Secondo un comunicato diramato dalla polizia «i due agenti hanno detto di essere stati attaccati e di avere risposto. Uno di loro ha lanciato una granata a stordimento, l’altro ha sparato tre volte provocando il ferimento fatale del minore». I due agenti sono stati arrestati, uno con l’accusa di omicidio volontario (Epaminondas Korkoneas, 37 anni) e l'altro di complicità in omicidio (Vassilis Saraliotis, 31 anni). Il primo, quello che ha sparato, aveva detto di aver esploso due colpi in aria e uno a terra; quest'ultimo sarebbe rimbalzato colpendo il giovane.

                                     

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GUERRIGLIA URBANA - Dopo che la notizia della morte di Andreas si è diffusa, la situazione è precipitata. Centinaia di cittadini, per la maggior parte abitanti del quartiere, sono scesi in strada per protestare contro la polizia e il governo di destra di Karamanlis. È scoppiata una violenta guerriglia urbana, il cui bilancio provvisorio è di 24 agenti feriti (di cui uno a Patrasso e uno a Salonicco) e 6 persone arrestate: cinque sono accusate di furto nei negozi assaltati, una di possesso illegale di arma da fuoco. Danneggiate o bruciate 31 attività commerciali, 9 agenzie bancarie e 25 auto (cinque della polizia). In breve le violenze si sono estese anche ad altre città della Grecia. «Tutti hanno il diritto di protestare - ha detto il ministro dell'Interno Pavlopoulos -, ma non di distruggere le proprietà o di prendersela contro chi non c'entra niente. Non c'è rabbia che, per quanto giustificata, possa portare a proteste come quelle di cui siamo testimoni: è una cosa che va contro i diritti umani».

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ANCORA DISORDINI - Nel pomeriggio di domenica sono tornati gravi disordini ad Atene, Salonicco e Patrasso con migliaia di persone in piazza che hanno preso di mira altri negozi e banche, colpiti con bastoni e spranghe o dati alle fiamme. Ad Atene, una molotov lanciata contro la succursale di un concessionario di automobili francese sul centrale viale Alexandras ha provocato un incendio. La polizia ha usato di nuovo i gas lacrimogeni per disperdere i giovani che lanciavano pietre e pezzi di legno. Circa 5mila persone si erano radunate nel primo pomeriggio davanti al Museo nazionale, dove Andreas Grigoropoulos è stato ucciso. La manifestazione organizzata da diverse associazioni di sinistra e in difesa dei diritti umani, è degenerata e la polizia ha impedito ai dimostranti di proseguire la marcia verso il quartier generale della polizia anche se alcune persone cercano di raggiungere l'obiettivo percorrendo vie secondarie. Una decina di banche, negozi e un commissariato di polizia sono stati incendiati a Salonicco.

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A FUOCO AUTO E CASSONETTI - Tutto è cominciato sabato sera quando, dopo la notizia della morte del ragazzo, in poche ore, nella capitale, un gruppo di studenti marciava per le vie del centro città, mentre un altro gruppo si confrontava con la polizia davanti all’università. Incendiati auto, cassonetti dell'immondizia e persino una palazzina in un quartiere popolare. «L’aria è veramente irrespirabile - ha detto un testimone -. Sembrano scene tratte da un film di guerra». Gli scontri, molto violenti, sono andati avanti tutta la notte e domenica mattina in diverse città della Grecia: ad Atene, Salonicco, Komotini e Ioannina c'è stata una vera e propria guerriglia urbana. Nel quartiere di Exarchia la polizia ha sparato candelotti lacrimogeni contro centinaia di giovani che hanno risposto con pietre e oggetti contundenti. Stessa cosa a Salonicco, la seconda città del paese, dove centinaia di manifestanti sono scesi in piazza. Dimostrazioni anche a Komotini e a Ioannina, nel nord della Grecia, oltre che nell'isola di Creta. Ad Atene gli studenti hanno occupato il Politecnico e altri atenei; alcuni giovani hanno lanciato pietre e bottiglie incendiarie contro la polizia vicino alla facoltà di Droit e gli agenti hanno risposto con gas lacrimogeni.

AVVIATA INDAGINE - Il ministro dell'interno Prokopis Pavlopulos si è pubblicamente scusato per quello che ha definito «un tragico incidente» dicendosi «profondamente rammaricato a nome del governo» per la morte del giovane. Pavlopoulos ha presentato le proprie dimissioni, insieme al sottosegretario con la delega alla polizia, respinte dal primo ministro Costas Karamanlis. L'agente che ha sparato al 15enne è stato prima interrogato e sospeso, insieme al collega che era con lui; poi entrambi sono stati arrestati con l'accusa di omicidio. Sospeso anche il loro superiore, capo del commissariato di Exarchia. Poi il responsabile della morte del ragazzo è stato arrestato. Il governo ha promesso un'indagine approfondita sulla tragedia e «una punizione esemplare». Il Partito socialista, all'opposizione, ha condannato l’uccisione dell’adolescente, attribuendone la responsabilità «ai dirigenti politici e alla polizia». Nel 1985, un altro quindicenne, Michalis Kaltezas, era stato ucciso da un agente e la sua morte aveva scatenato un'ondata di violenze, sempre nel quartiere di Exarchia.


08/10/2008

Palermo, guerriglia anti-polizia per vendicare due ragazzi morti

Palermo, guerriglia anti-polizia per vendicare due ragazzi morti


Incidente durante un inseguimento, incendi e sassaiole nel mercato di Ballarò. Avevano scritto sui muri «Vendetta sarà»

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PALERMO - Avevano scritto sui muri «Vendetta sarà» e parolacce violente contro la polizia. Anticipo di una notte di guerriglia, di un'imboscata sventata, tesa agli agenti con cassonetti in fiamme, auto arrostite dai falò, lanci di sassi e bottiglie per le stradine di un mercato dal nome famoso, Ballarò. Ecco il cuore malato di una Palermo che esplode perché due diciassettenni sono morti sabato notte, inseguiti da una volante.

DRAMMA - Un dramma consumato su un motorino, in fuga contromano sulla circonvallazione dopo l'alt. Una corsa scriteriata culminata in un impatto mortale che ha strappato Peppe e Pasquale ai loro genitori, agli amici, al quartiere dell'Albergheria. Ci sarebbero stati mille modi per riflettere su questa tragedia, sulla maledetta coincidenza della fuga dei due ragazzi solo impauriti perché senza assicurazione, ma tallonati dalla volante per la segnalazione del furto di uno scooter. E invece per due giorni è covata la rabbia già emersa ai funerali, nella parrocchia di San Francesco dove don Cosimo Scordato, impegnato sacerdote antimafia nella trincea palermitana, ha stupito tanti suoi amici con un quesito forse mal posto e mal interpretato: «Non si poteva evitare di inseguire questi due ragazzi?».

SCINTILLA - Un interrogativo che ha avuto l'effetto di una scintilla su una bomba carica di rabbia antica. Come quella che, fra i vicoli diroccati del quartiere, cogli nell'arroganza di tanti ragazzi senza casco su moto truccate. Le stesse immagini di Mery per sempre e di tante fiction ambientate anche qui, a Ballarò, lo stesso nome del talk show di Raitre. E vorrebbe andarci in uno studio tv don Cosimo per gridare che è stato capito male, come ripeteva ieri sera tornando da Milano: «L'altra notte non c'ero, altrimenti sarei sceso per strada bloccando chi incendiava cassonetti. Io non ho mai dato colpa a nessuno. Come avrei potuto? Ho cercato di farmi interprete della inquietudine di tutti. Anche dei poliziotti. Giovani pure loro. Mi interessava entrare in sintonia col dramma dei genitori». Poi riflette amareggiato e ragiona sulle animosità dei parrocchiani: «A volte l'intervento autoritario non sempre è proporzionato ai bisogni... Per il resto non so dire altro. Non sono né giudice, né niente. Non so neppure cosa deve fare la polizia in questi casi...».

MILLE CONFLITTI - Le sue parole si perdono nella piazza attraversata dai senza niente che s'arrangiano, dagli immigrati che popolano le palazzine inagibili, dai senza tetto che occupano la Cattedrale, dai giovani del centro sociale asserragliati nel vicino ex carcere per resistere allo sfratto. È la città di mille conflitti, epicentro di una comunità variegata dove la polizia è considerata una insidia. E lo capisci il giorno dopo la guerriglia, quando si ricostruisce il tranello degli incendi, l'attesa delle volanti per i lanci mirati e la delusione dei «vendicatori» per l'arrivo dei carabinieri, l'altra sera di turno in zona. Echeggiano solidarietà diffuse, dal sindaco Cammarata al presidente dell'Assemblea Francesco Cascio. Ma resta l'eco disperata della madre di Peppe sui poliziotti: «Lo sanno loro cosa hanno combinato». Con i compagni dei due giovani pronti a ingiuriare sui muri perfino il cognome di Raciti, il sottufficiale caduto durante il derby Catania-Palermo. Spavaldi, minacciosi, pronti ad accendere nuovi fuochi. Come hanno fatto pure ieri sera. Con una sfida ad alto rischio.


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