23/10/2010

Epidemia di colera ad Haiti oltre 200 morti in pochi giorni

Epidemia di colera ad Haiti oltre 200 morti in pochi giorni

Emergenza sanitaria sull'isola già duramente colpita dal terremoto del gennaio scorso: duemila contagiati. Si tratta del ceppo più pericoloso della malattia. L'Oms conferma: non si registravano casi da oltre un secolo

Continua...


09/06/2010

Bocelli su Youtube: ringrazio mia madre che non volle abortire

Bocelli su Youtube: ringrazio mia madre che non volle abortire


Continua...


04/06/2010

La Campania dell’emergenza rifiuti vuole insegnare la differenziata ai cubani

La Campania dell’emergenza rifiuti vuole insegnare la differenziata ai cubani

Romano, neoassessore all'ambiente: «con quei soldi facevamo 3 isole ecologiche». Delibera choc: sotto Bassolino stanziati 662 mila euro per finanziare un progetto di eco-sostenibilità ai Caraibi.

 

Fidel Castro
Fidel Castro

NAPOLI — Da che pulpito: la Campania vuole insegnare la raccolta differenziata agli Stati dei Caraibi: Cuba, Repubblica Dominicana, Haiti. La stessa regione che sconta un’eterna emergenza rifiuti, tipo fatica di Sisifo, sotto Bassolino ha stanziato 662mila euro di fondi europei per inviare consulenti in Centroamerica. Il loro compito, in sintesi, è spiegare le politiche di sostenibilità ambientale a cubani e haitiani. Urca. Come se i tecnici della British Petroleum, in piena tragedia in Louisiana, andassero per convegni a parlare di soluzioni ai disastri petroliferi.

DECRETO PASSATO A SAN SILVESTRO - Una cifra notevole (un miliardo di vecchie lire) prevista dalla vecchia giunta regionale con un decreto passato a San Silvestro, il 31 dicembre 2009, a poche ore dal cenone e dai fuochi d’artificio. Nello specifico: il decreto dirigenziale è il numero 214 dell’area generale di coordinamento 12 del settore sviluppo economico. Titolo: «Impegno risorse per cofinanziamento progetto europeo Caribbean sustainable waste management for a better life » ovvero, tradotto dall’inglese, gestione delle politiche ecosostenibili (dei rifiuti) ai Caraibi per migliorare la qualità della vita. Misura a favore di paesi svantaggiati che rientra nel piano regionale Paser— al centro di infuocate polemiche per le consulenze — sotto la voce «Promuovere il sistema produttivo su scala nazionale e internazionale».

Emergenza rifiuti a Napoli
Emergenza rifiuti a Napoli

SOLIDARIETA' TROPICALE - Caraibi: parola che nell’immaginario collettivo evoca sole, mare, palme, turismo, ma anche socialismo tropicale castrista e povertà diffusa. Campania: parola che evoca attitudini tutt’altro che ecocompatibili, visto che la soglia di raccolta differenziata a stento tocca il 13 per cento complessivo. Non solo: appena tre giorni fa il capo della Protezione civile Guido Bertolaso ha parlato di crisi rifiuti campana non ancora risolta. Ma tant’è. Uno stanziamento di seicentomila euro e passa finito sotto la lente d’osservazione degli esperti di Palazzo Santa Lucia incaricati, per volontà del nuovo governatore Stefano Caldoro, di passare al setaccio delibere e consulenze dell’ultimo anno e cassare di diritto eventuali sprechi. Riccardo Marone, che nel dicembre 2009, era assessore alle Attività produttive, spiega al Corriere del Mezzogiorno: «Non ho memoria di un simile progetto, anche perché il decreto dirigenziale è stato approvato a fine anno, laddove l’ok iniziale della giunta viene dato molti mesi prima, se non anni, ed io ero assessore solo da giugno. Inoltre— aggiunge— al Paser attingono tanti assessorati, non solo le attività produttive». Qual è allora l’assessorato competente? Arcano che poteva essere svelato dal coordinatore dell’area 12, la dottoressa Maria Carolina Cortese, la quale però, come riferiscono dalla segreteria, risulta un giorno in riunione e l’altro non in sede.

LA «MISSIONE» INTERCONTINENTALE - Tornando al programma «caraibico», l’iniziativa non nasce naturalmente in Campania. Ha una dimensione internazionale che coinvolge più Stati, tra cui Brasile, Canada e Unione europea. Una missione che muove da princìpi di solidarietà: formare le autorità locali caraibiche sulla gestione dei rifiuti solidi urbani, che lì è un disastro. Anche se si tratta di isole tropicali che per mancanza di materia prima hanno da riciclare quantità di rifiuti decisamente inferiori rispetto ai ricchi cugini occidentali.

CONSORZIO DI BACINO SALERNO 1 - Investiti della mission di trasferire le nostre conoscenze in tema di rifiuti ai volenterosi della Repubblica Dominicana, Cuba e Haiti (ora alle prese, in verità, col post-terremoto) sono gli esperti del consorzio di bacino Salerno 1 sulla base di un partenariato con la stessa Regione Campania e organismi dell’Havana, Santo Domingo e Port-au-Prince. Pare anche che i tecnici siano già volati ad inizio anno un paio di volte in Centroamerica per questi «corsi di formazione». Il Consorzio opera nella popolosa area a nord di Salerno e, c’è da dire, a differenza degli omologhi soggetti napoletani e casertani raggiunge buone percentuali di raccolta differenziata (anche pari al 45%). Tecnici bravi, dunque. Ma detto questo, bisogna anche sottolineare, come fa il neoassessore regionale all’ambiente Giovanni Romano «che con quei soldi avremmo organizzato almeno tre isole ecologiche in Campania: costano duecentomila euro l’una. In effetti— prosegue Romano, ex sindaco di Mercato San Severino — la cifra stanziata è sicuramente alta, anche se non si discute il valore del progetto di solidarietà internazionale. Certo — ammette — suona un po’ paradossale se vogliamo che consulenti della Campania girino il mondo per insegnare tecniche virtuose di smaltimento rifiuti...».

Alessandro Chetta


16/02/2010

Haiti, crolla scuola: tre bambini morti

Haiti, crolla scuola: tre bambini morti

 

Nella città di Cap-Haïtien. Nel Paese già colpito dal terremoto il dramma non ha fine. L'edificio collassato a causa delle violente piogge

 

PORT-AU-PRINCE - Una scuola è crollata ad Haiti uccidendo tre bambini: lo riporta la Fox News citando fonti della Croce Rossa. I bambini erano a scuola nella città di Cap-Haïtien quando verso mezzogiorno è crollato un muro che li ha sepolti, ha detto un portavoce della Croce Rossa. La regione di Cap Haitien è stata colpita da forte piogge e nella notte la popolazione ha avvertito una scossa di terremoto che però non è stata registrata dai sismografi del servizio geologico americano. (Fonte Ansa)


10/02/2010

Haiti, nuovo crollo al mercato. Almeno otto le vittime

Haiti, nuovo crollo al mercato. Almeno otto le vittime

 

Durante le operazioni di soccorso una ruspa, di una società francese che era impegnata nella rimozioni delle macerie al Carribean Market, ha provocato un nuovo crollo seppellendo sotto le macerie alcuni “sciacalli”

 

 

 

haiti_nuova_scossa_magnitudo_6.jpg

 

 

 

La sfortuna continua a flagellare l’isola caraibica di Haiti. Durante un’operazione di rimozione delle macerie una escavatrice francese ha provocato un nuovo crollo al Carribean Market. Alcune persone che tentavano di recuperare un po’ di viveri, sono rimaste sotto le macerie.

Usando sofisticate apparecchiature e microfoni ultrasensibili, i soccorritori hanno cercato segni di vita delle persone - tra cinque e otto - intrappolate tra le macerie del crollo.

Il mezzo pesante, a sua volta, è finito in un cratere profondo sei metri, ma il manovratore si è salvato. "C'erano alcuni sciacalli all'opera" ha detto Meir Vaknin, responsabile della società che stava rimuovendo i detriti per recuperare i cadaveri del terremoto di quasi un mese fa, "stavo cercando di cacciarli quando l'edificio è crollato, alcuni di loro erano ancora dentro".

Intanto il governo di Haiti ha corretto al rialzo il bilancio dei morti causati dal sisma del 12 gennaio scorso: le vittime sono circa 230.000, ha annunciato il ministro delle Comunicazioni, 18.000 in più della stima precedente. Lo riferisce la Bbc online.

Il ministro, Marie-Laurence Jocelyn Lassegue, ha precisato che la stima è ancora parziale. Nel conto non rientrano i cadaveri sepolti privatamente o cremati dai parenti. I feriti sono almeno 300.000. Il bilancio dei morti causati dal sisma di Haiti rischia così di raggiungere e superare quello dello tsunami del 2004, che in Asia causò oltre 250.000 vittime. Accaparrandosi così il triste record della catastrofe naturale più grave del XXII secolo.


01/02/2010

Grammy Awards: vince Beyoncé

Grammy Awards: vince Beyoncé

 

La cantante si aggiudica sei delle sue dieci nominations in una serata segnata dal ricordo di Michael Jackson e dalla solidarietà nei confronti delle vittime di Haiti.

 

 

 

Nella notte dei Grammy, la più alta funzione nel mondo della musica, a trionfare è stata  proprio la musica, a cui gli organizzatori della cerimonia che ha avuto luogo sul palco dello Staples Center di Los Angeles  hanno lasciato grande spazio con performance indimenticabili da  parte dei  suoi grandi protagonisti.

Uno spettacolo nello spettacolo, iniziato con il duetto tra Lady Gaga ed Elton John e culminato nel tributo a Michael Jackson con Carrie Underwood, Celine Dion, Jennifer Hudson, Smokey  Robinson e Usher a cantare le sue canzoni. E con performance di decine di star, a partire dai Green Day, onorati come "21st Century Breakdown", per arrivare ad Andrea Bocelli o alla  rivisitazione di gruppo di We are the World, con la raccolta di  fondi per Haiti.

Un'atmosfera, che ha fatto passare in secondo piano la  competizione, tutta al femminile o quasi, che però ha visto Beyonce trionfare con sei premi, anche se quello più importante è andato a Taylor Swift, la più giovane artista nella storia, solo vent'anni, ad avere vinto il grammy come migliore album  dell'anno.

Era stata proprio Beyonce, che comunque è l'arista femminile ad avere vinto più grammy in una stessa edizione, ad avere raccolto il maggiore numero di nomination, ben dieci, tra cui  quello di canzone dell'anno, che si è aggiudicata battendo le canzoni di Lady Gaga, Maxwell, Kings of Leon e Taylor Swift.

La cantante r&b si è vista però sottrarre un altro premio importante dalla band Kings of Leon. Il quartetto del Tennessee  si è infatti aggiudicato il premio di migliore disco dell'anno, con 'Use Somebody', diventando la prima band di Nashville, luogo sacro per gli amanti del rock, a vincere questo premio. La Swift ha vinto anche altri tre grammofoni, tra cui quello  per il migliore album country.

Il gruppo country The Zac Brown Band, ha vinto il grammy come migliore nuovo artista, battendo Keri Hilson, MGMT, Silversun Pickups e Ting Tings. Era dal 2005 che una band non si aggiudicava il premio per l'artista rivelazione.


Questi i vincitori nelle principali categorie della 52ma edizione dei Grammy Awards.

Album dell'anno - Fearless - Taylor Swift
Disco dell'anno - Use Somebody - Kings of Leon
Canzone dell'anno- Single Ladies (Put A Ring On It) - Beyonce
Migliore artista esordiente - Zac Brown Band
Migliore performance vocale femminile - Halo - Beyonce
Migliore performance vocale maschile - If You Don't Know Me By Now - Seal
Migliore performance di un gruppo vocale - I Gotta Feeling - The Black Eyed Peas
Migliore album pop vocale - The E.N.D. - The Black Eyed Peas
Migliore disco dance - Poker Face - Lady Gaga
Migliore album vocale pop tradizionale - Michael Buble Meets Madison Square Garden - Michael Buble
Migliore performance rock singolo - Working On A Dream - Bruce Springsteen
Migliore album rock - 21st Century Breakdown - Green Day
Migliore canzone rap - Run This Town - Jay-Z, Rihanna e Kanye West
Migliore performance vocale country femminile - White Horse - Taylor Swift
Migliore performance vocale country maschile  - Sweet Thing - Keith Urban


31/01/2010

Haiti, volevano far espatriare 33 bambini ma sono arrestati

Haiti, volevano far espatriare 33 bambini ma sono arrestati

 

Dieci americani, membri di una chiesa battista, sono finiti in manette dopo aver tentato di condurre illegalmente, nella Repubblica Dominicana, una trentina di minori. Cresce, intanto, nell'isola caraibica il rischio di adozioni illegali

 

 

Dieci cittadini americani sono stati arrestati ad Haiti, poiché accusati di aver tentato di far espatriare illegalmente 33 bambini. Si tratta di membri di una chiesa battista dell'Idaho, che hanno dichiarato di aver voluto solo aiutare bimbi rimasti orfani o abbandonati in seguito al terremoto.Il gruppo aveva intenzione di portare i minori nella Repubblica Dominicana, dove aveva progettato di trasformare un albergo in orfanotrofio. Nel frattempo il governo haitiano, per aggirare il rischio di adozioni illegali, ha imposto controlli più severi, tanto che solo il primo Ministro può autorizzare l'espatrio di un minore.


30/01/2010

Medici ubriachi e in posa con il mitra Scandalo sui soccorritori di Haiti

Medici ubriachi e in posa con il mitra Scandalo sui soccorritori di Haiti

 

 

I media latinoamericani contro gli atteggiamenti goliardici a due passi dalle vittime. La squadra è originaria del Portorico, le foto pubblicate su Facebook (poi rimosse) creano imbarazzo nel Paese

 

 

medici_0006_Livello-1_672-458_resize.jpg


Una delle foto goliardiche postate su Facebook
Una delle foto goliardiche postate su Facebook

PORT-AU-PRINCE - A pochi passi da loro probabilmente si respira ancora l'odore della morte. Dopo il terribile terremoto che ha sconvolto Haiti è scattata la solidarietà internazionale e squadre di soccorso sono partite alla volta dell'isola caraibica. Tra queste c'era anche la loro, quella di un gruppo di medici portoricani accorsi per dare manforte ai colleghi che abitualmente operano nel Paese. Fin qui nulla di male. Se non fosse che, forse per stemperare la tensione, a margine dei loro interventi a favore dei feriti hanno trovato anche il modo di brindare, scherzare e perfino di assumere atteggiamenti goliardici mettendosi sorridenti in posa per alcune foto ricordo con fucili e mitra prestati loro dai soldati che presidiano il territorio. Una situazione al limite del buon gusto, tanto più che quegli scatti sono poi stati pubblicati su Facebook. Dalla messa online delle immagini all'esplosione di un vero e proprio scandalo il passo è stato davvero breve.

«INSENSIBILITA' INCREDIBILE» - Le foto non sono passate inosservate e sono state subito riprese da quasi tutti i media latinoamericani. Grande eco hanno avuto anche negli Stati Uniti, dove la notizia risulta la più cliccata tra quelle del portale della Cnn. In patria, a Portorico, la cosa ha creato novevole imbarazzo, soprattutto negli ambienti istituzionali. «Quelle immagini sono di una crudezza ed insensibilità incredibile», ha reagito il presidente del senato portoricano, Thomas Rivera, che ha assicurato ad una radio locale che verranno prese le misure del caso.

SCATTI IMBARAZZANTI - Le foto mostrano vari medici che, ridendo, bevono, fumano, brandiscono armi prestate loro da soldati dominicani e perfino una sega, presumibilmente per amputare arti. Altre foto mostrano haitiani seminudi con arti amputati. Secondo la denuncia di una giornalista locale, le immagini, almeno un migliaio, sono state postate su Facebook dal gruppo 'Salvemos a Haiti (Senado de Puerto Rico)'. Dopo lo scandalo che ne è seguito, fanno sapere i media latinoamericani, sarebbero state ritirate. Sono però tuttora presenti sui siti web di molti blog e siti informativi online.

Redazione Online

 


Haiti, spari contro gli sciacalli. Guarda le immagini

Haiti, spari contro gli sciacalli. Guarda le immagini

 

La situazione a Port au Prince è sempre più difficile. I marines fanno fatica a mantenere la situazione sotto controllo. Le security private sparano ormai ad altezza uomo contro i saccheggiatori. Tre morti negli scontri

 

 

 

E' caos nell'isola caraibica sconvolta dal sisma. Le guardie private e i marines hanno sempre più difficoltà a tenere sotto controllo la situazione. Una tremenda sparatoria si è svolta al centro della Capitale. Le guardie private ormai non esitano più a sparare ad altezza d'uomo contro i saccheggiatori. E i marines hanno sempre più difficoltà nel mantenere l'ordine pubblico. Negli scontri di oggi almeno tre morti. L'inviata di SKY TG24 ha documentato gli scontri con delle immagini spettacolari. Scene di guerra nel centro della città ferita a morte dal sisma di oltre due settimane fa.


28/01/2010

Haiti, salvata dalle macerie una 16enne

Haiti, salvata dalle macerie una 16enne

 

Allarme onu per la bande criminali e le esecuzioni sommarie di presunti ladri. Trovata nel college dove studiava. Era in una nicchia, completamente disidratata e con una gamba ferita

 

 

PORT-AU-PRINCE - Continua a crescere il bilancio ufficiale delle vittime del terremoto di Haiti (170mila, ha riferito il presidente René Préval), ma la speranza di trovare dei sopravvissuti non è ancora finita. Una ragazza di 16 anni è stata tirata fuori dalle macerie del College St. Gerard, a 15 giorni dal sisma: profondamente disidratata, sotto choc e con una gamba ferita. «Non so come sia riuscita a resistere tanto a lungo» ha detto uno dei soccorritori. Era in una nicchia circondata dal cemento: i team francesi stavano scavando tra le macerie quando hanno sentito una voce. Una volta estratta, la ragazza ha detto solo «grazie». «Era completamente disidratata e non in condizioni di uscire da sola» ha spiegato il portavoce della Protezione civile francese Samuel Bernes. «Parla, dice di essere felice - ha aggiunto il medico che l’ha visitata -. Ha 16 anni, è viva e ha tutta la vita davanti». Sono circa 135 le persone ritrovate in vita sotto le macerie dal sisma del 12 gennaio. Martedì pomeriggio un uomo di 31 anni è stato estratto dalle macerie dall’esercito americano nel centro della capitale.

ONU: ALLARME CRIMINALITÀ - Il presidente Préval ha anche fornito un bilancio delle devastazioni materiali: 225.000 abitazioni e 25.000 edifici commerciali sono stati rasi al suolo. Ha quindi annunciato che le elezioni legislative in programma il 28 febbraio sono rinviate a data da destinarsi e che alla scadenza del suo mandato (a febbraio 2011) non si ripresenterà. Nelle strade di Port-au-Prince intanto cresce la disperazione, con saccheggi ormai sistematici. Gli sfollati - oltre un milione secondo le ultime stime - sono radunati sotto il sole cocente nei campi di soccorso. Ovunque cartelli, in francese, inglese o spagnolo: «Abbiamo bisogno di aiuto, cibo, acqua e medicine». Il governo ha annunciato lunedì di avere installato 400.000 tende, che possono ospitare tra le cinque e le dieci persone ciascuna. L'Alto commissario per i diritti umani dell'Onu, Navy Pillay, ha lanciato l'allarme sulla minaccia rappresentata dai leader delle gang criminali evasi dalle carceri del Paese - nel complesso gli evasi sopravvissuti al crollo delle prigioni sarebbero oltre 6.000 -, dai trafficanti di uomini, dalle esecuzioni sommarie di presunti ladri. E l'Unicef denuncia che la «situazione attuale ad Haiti favorisce i trafficanti di bambini».

Redazione online