08/12/2010
«Vendetta per Assange», hacker all'attacco
«Vendetta per Assange», hacker all'attaccoGli "anonimi" lanciano l'operazione per vendicare Assange
20:39 Scritto in ESTERI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: esteri, vendetta, arrest, julian assange, wikileaks, haker, pirateria, anonimi | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
04/07/2010
«Ribelliamoci al controllo della privacy»
«Ribelliamoci al controllo della privacy»«La tecnologia può essere lo strumento per cambiare in meglio la società». Il grido d'allarme degli hacker riuniti a Roma: troppi Grandi Fratelli controllano le nostre vite, diciamo basta
![]() |
| (Fotogramma) |
ROMA - Mentre la politica italiana ruota attorno al ddl sulle intercettazioni e all'ossessione per il timore che vengano ascoltate telefonate private e ne siano poi diffusi i contenuti anche in assenza di rilievi penali - ancora ieri il premier Berlusconi è tornato sul tema, spiegando che l'Italia «è il Paese con più intercettazioni al mondo» -, dalla periferia di Roma si alza l'allarme contro i tanti «Grandi fratelli» che ogni giorno monitorano la vita di milioni di cittadini. A lanciarlo sono gli hacker di tutta la penisola che si sono dati appuntamento al centro sociale La Torre per la tredicesima edizione dell'«Hackmeeting», il raduno degli anarchici del web, che al grido di «Combatti il controllo» hanno dato il via ad una tre giorni tutta all'insegna della Rete e della necessità di mantenerla libera da ogni vincolo e da ogni limitazione.
SOCIAL DANGER - «Telecamere, carte magnetiche, telefonini e social network - fanno notare gli organizzatori - controllano ogni aspetto della nostra vita e la registrano. Spostamenti, consumi, abitudini, conversazioni: tutto viene osservato, indicizzato e catalogato». Insomma, se la privacy delle persone è a rischio lo è anche e soprattutto per la presenza di strumenti all'apparenza innocui. Che per di più, in molti casi, vengono attivati volontariamente. Basti pensare al fenomeno di Facebook e delle altre piattaforme di condivisione che via via stanno prendendo piede: «Pubblichiamo spensieratamente le nostre foto - spiegano gli hacker - e mettiamo a disposizione il contenuto delle nostre email in cambio di una pubblicità mirata e meno fastidiosa e offriamo persino la mappa completa delle nostre relazioni personali, indicando amicizie, conoscenze e affetti». Insomma: «Siamo noi stessi ad offrire spontaneamente tutti quei dati che il grande fratello da solo non riesce ancora a carpire».
I GRANDI FRATELLI - Tutti gli altri, invece, sono già a disposizione: transazioni con bancomat e carte di credito che permettono di tracciare un profilo delle attività di ciascuno, le carte fedeltà dei supermercati che consentono di individuare gli stili di vita e i gusti personali sulla base degli acquisti effettuati, provider internet che memorizzano i dati sulle mail inviate o sui siti visitati con tanto di indicazione di tempi e quantità, cellulari che nei passaggi da una cella all'altra lasciano traccia dei propri spostamenti. E poi ci sono gli occhi elettronici sparsi per le città. Solo a Roma, ad esempio, è stata inaugurata due mesi fa la «sala sistema Roma», una centrale che mette in rete le oltre 5 mila telecamere dislocate nei vari punti della capitale e anche sugli autobus. Un sistema pensato per la sicurezza ma che espone i cittadini al rischio di un controllo invasivo per la capacità della macchina di esaminare automaticamente il contenuto di migliaia di immagini al minuto.
«COME IN GUERRA» - «Insomma - evidenziano gli hacker - una struttura sostanzialmente in grado di seguire con i suoi mille occhi un cittadino lungo un intero percorso da un punto qualsiasi della città fino al suo capo opposto». Una situazione che non promette alcunché di buono: «Uno spazio di vita così controllato - dicono gli organizzatori del raduno, che prevede seminari e dibattiti e che sarà all'insegna dell'Internet gratuito grazie ad una rete wlan autoprodotta messa a disposizione dei partecipanti - è solo tipico delle aree di prigionia o di guerra. Una cittadinanza sotto controllo perde la coscienza del proprio diritto alla privacy e con esso della propria dignità e dei propri diritti in generale. Viene creata una generazione incapace di rivendicare i propri diritti perché non sa di averne».
TECNOLOGIA E LIBERTA' - La tecnologia da questo punto di vista è una minaccia, dunque. «Ma può essere utilizzata anche per rovesciare i mezzi e i modi della produzione, dando valore alla collaborazione, al bene collettivo e alla condivisione - spiega Deckard, uno dei partecipanti che come vuole la prassi si presenta solo con il proprio nickname, nella fattispecie ispirato ad un racconto di Philip Dick -. Basti pensare al software libero, che ha dimostrato che si possono scrivere programmi e sistemi operativi migliori e più efficienti di quelli prodotti dalle grandi multinazionali, semplicemente dando valore alle persone invece che ai soldi».
Al. S.
12:57 Scritto in INTERNET | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: internet, raduno, roma, haker, allarme, controllo, privacy, tecnologia, strumento, cambiamento, società, politica, ddl | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
30/01/2010
Hacker cinesi, Google va al contrattacco «Non supporteremo più Explorer 6»
Hacker cinesi, Google va al contrattacco «Non supporteremo più Explorer 6»
Dal 1° marzo. Dopo le infiltrazioni in caselle di posta, il portale corre ai ripari: alcune applicazioni non potranno più essere usate
Google va al contrattacco. Dopo le infiltrazioni di hacker in account di posta elettronica cinesi e la conseguente minaccia di lasciare il Paese,poi rientrata, il colosso di Mountain View ha deciso comunque di correre ai ripari: dal 1° marzo non supporterà più il sistema operativo Internet Explorer 6, considerato l'anello debole che ha permesso gli attacchi alle caselle Gmail. Nei giorni scorsi anche i governi francese e tedesco hanno invitato i propri cittadini a cambiare sistema operativo, almeno finché la Microsoft non avrà apportato i necessari correttivi.
USATO DAL 20% DEGLI UTENTI - E l'azienda ha in effetti provveduto a effettuare un upgrade di sicurezza tre settimane prima della data programmata. Tuttavia Google ha deciso di ritirare gradualmente il supporto del sistema: alcune funzionalità delle applicazioni - come Google Docs o Google Sites - non funzioneranno più con IE6, uscito nove anni fa ma ancora utilizzato dal 20% degli utenti internet comprese numerose pubbliche amministrazioni. I cyberattacchi effettuati contro account di posta elettronica di Google hanno fatto sì che la casa statunitense abbia minacciato il ritiro dal mercato cinese: decisione criticata dal patron Bill Gates, secondo cui la censura del governo di Pechino sulle risorse internet sarebbe «limitata e facilmente aggirabile».
Redazione online
11:11 Scritto in INTERNET | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: internet, google, contrattacco, totlte, funzionalità, ie6, internet explorer, haker, cinesi, posta elettronica, upgrade, sicurezza, correzioni | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
26/09/2009
La prima città a prova di hacker
La prima città a prova di hacker
Dopo il Sudafrica, toccherà a Madrid, Londra e Tokyo. A Durban una rete inviolabile grazie ai codici segreti quantistici
Per gli hackers è cominciato un conteggio alla rovescia (forzato) che, per il momento, promette solo la fine delle loro ostilità. Grazie alla meccanica quantistica, cioè quanto di più sofisticato e, ai più difficilmente comprensibile, che la fisica possa esprimere. La città di Durban, in Sudafrica, ha realizzato in questi mesi la prima rete cittadina «anti- hackers». Collegati fra loro sono gli edifici municipali di Pinetown, Westville e Cato Manor. La parola magica che la difenderà è «crittografia quantistica», cioè la scienza dei codici segreti che fa ricorso alla teoria da cui è partita la fisica moderna. Il «padre» era Max Planck e l’annunciava in una conferenza a Berlino il 14 dicembre 1900. Da allora è iniziata una lunga storia segnata da illustri controversie (Einstein non ci credeva, pur avendo contribuito) e che solo di recente ha aperto la finestra alle prime applicazioni. Tra quelle più desiderate c’è il computer quantistico che porterà una rivoluzione che oggi nemmeno siamo in grado di valutare pienamente.
Il primo passo che sta raccogliendo successo riguarda appunto la «Quantum Key Distribution (QKD)» realizzata inviando segnali su fibre ottiche. L’ultima significativa sperimentazione è stata compiuta nell’ottobre 2007 a Ginevra durante le elezioni con un collegamento tra la stazione di raccolta dei conteggi e il Data Center del governo. Grazie al successo di questo progetto pilota il Cantone di Ginevra ha deciso che la tecnologia «QKD» sarà impiegata in tutte le future elezioni. Ma se Durban è la prima città al mondo ad accendere una rete del genere, nel 2010 si aggiungeranno altre tre città: il governo di Tokyo completerà i collegamenti fra tutti i ministeri e pure Madrid e Londra avranno ultimato la loro prima rete metropolitana.
«Questa tecnologia proposta negli anni Ottanta e sperimentata in laboratorio negli anni Novanta, finalmente dai primi anni Duemila consente le prime applicazioni industriali — spiega Erwan Bigan della svizzera Swisscom — Ma sono ancora pochissime le società impegnate su questa frontiera che trova resistenza ad essere applicata nonostante gli indubbi vantaggi». Sviluppi e possibilità sono emersi dalla Conferenza internazionale «Quantum Information Processing and Communication» tenuta per la prima volta in Italia, all’Università La Sapienza, a Roma dove queste ricerche erano state avviate da Francesco De Martini. Il motivo, infatti, è che presso l’ateneo è attivo un piccolo ma agguerrito gruppo di ricercatori ormai di fama internazionale che lavora teoricamente e praticamente sull’argomento il quale deve la sua fama alla fantascienza perché utilizza i principi del teletrasporto resi celebri da Star Trek.
«Seguendo la via più semplice, manipoliamo i fotoni con le proprietà della fisica quantista — spiega il professor Paolo Mataloni alla guida del gruppo nel Dipartimento di fisica —. Così riusciamo a costruire una rete nella quale far viaggiare informazione in maniera inviolabile. Tutto si basa sulla polarizzazione dei fotoni in modo random e come ciò avvenga lo sa chi invia il messaggio e chi lo riceve, soltanto se prima ha ricevuto la chiave di interpretazione. Inoltre, qualsiasi tentativo di intrusione nella rete viene subito riconosciuto perché altera la comunicazione ». In Italia ci sono alcuni altri gruppi di ricercatori impegnati in questo campo. Nelle Università di Firenze e Pisa si fa ricorso ad un’altra tecnica (Bose-Einstein Condensation) nella quale sono protagonisti invece dei fotoni, delle particelle atomiche chiamate bosoni portate a temperature vicine allo zero assoluto (meno 273 gradi centigradi). Nelle università di Torino e Camerino si fa ricorso, come a Roma, ai fotoni e a Camerino è nata pure una start-up, una società che inizia a commercializzare i risultati.
L’obiettivo ambito rimane però il computer quantistico nel quale il bit classico viene sostituito dal Qubit, cioè dal «Quantum bit», il «quanto di informazione quantistica » nel quale le basi del conteggio dei computer classici «zero» e «uno» si manifestano in molti modi nello stesso momentoamplificando eccezionalmente la capacità di elaborazione.
«Nel nostro laboratorio — racconta Mataloni — manipolando due fotoni siamo arrivati ad una capacità di 6 Qubit. Ora siamo in gara per condividere un progetto di ricerca europea che entro tre anni mira a realizzare un microprocessore da 20 Qubit, mattone fondamentale del futuro computer quantistico il quale si trova oggi allo stesso livello offerto dagli elaboratori tradizionali negli anni Cinquanta». L’Europa, in questo campo, è in una posizione di primo piano a livello internazionale, per nulla inferiore agli Stati Uniti o al Giappone. Se si saprà mantenere, per il Vecchio Continente, dalla fisica quantistica che ha generato teoricamente potrebbero emergere anche preziose applicazioni pratiche.
Giovanni Caprara
Fonte: Corriere della Sera
11:19 Scritto in HI-TECH | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: internet, haker, chiavi, protezione, codici segreti, codici, quantistica, meccanica quantistica, rete, collegamenti, qunatum key distribution, intrusione, pirati informatici | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
07/08/2009
Attacco hacker, Twitter va giù
Attacco hacker, Twitter va giù
INTERNET. Qualche problema anche per Facebook. Il popolare servizio di microblogging "down" a lungo a causa di un'offensiva del tipo "denial of service"
Twitter, il popolare servizio di microblogging, è finito a terra: il sito è rimasto "down" per oltre 2 ore a causa di un attacco che l'azienda stessa ha identificato come "denial-of-service". Un tipo di offensiva hacker molto comune che punta a bloccare un sito sovraccariccandolo con una mole enorme di tentativi d'accesso al server. Dopo il blocco, Twitter aveva annunciato sul suo blog che stava difendendosi contro l'offensiva ma il social network e dopo circa due ore e mezza il sito è tornato online. E i "cinguettatori" hanno subito cinguettato sull'accaduto.
Anche Facebook ha annunciato di aver avuto qualche problema, e i servizi di sicurezza informatica della compagnia hanno avviato un controllo per accertarne le cause
00:41 Scritto in INTERNET | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: internet, attacco, haker, twitter, facebook, microblogging, offensiva, denial of service, problemi, blocco, social network | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
31/07/2009
Sarà estradato negli Usa l'hacker britannico che violò il Pentagono
Sarà estradato negli Usa l'hacker britannico che violò il Pentagono
Soffre di autismo, voleva cercare le prove dell'esistenza degli ufo: rischia 75 anni. Nel 2001 e nel 2002 Gary McKinnon, 43 anni, penetrò nei sistemi di diverse agenzie governative americane
![]() |
| Gary McKinnon (reuters) |
LONDRA (GRAN BRETAGNA) - Sarà estradato negli Stati Uniti, dopo una lunga battaglia legale, Gary McKinnon l'hacker britannico che violò nel 2001 e nel 2002 i sistemi informatici di alcune importanti agenzie governative statunitensi, dalla Nasa al Pentagono.
RESPINTA L'ULTIMA ISTANZA - E' stato infatti respinta dall’Alta Corte del Regno Unito l'ultima richiesta fatta da McKinnon, che soffre della sindrome di Asperger, una forma di autismo: quella di poter scontare un eventuale condanna negli Stati Uniti in Gran Bretagna. Sarà quindi giudicato negli Stati Uniti dove rischia, in teoria, una condanna fino a 75 anni. McKinnon, 43 anni, era stato arrestato nel 2002 ma nei suoi confronti la Gran Bretagna non aveva ritenuto di dover procedere. Era stato rilasciato, ma in libertà condizionata e tra le limitazioni gli era stato imposto il divieto di utilizzare computer collegati al web. Per i suoi avvocati l'hacker britannico è a rischio suicidio qualora venisse imprigionato negli Usa.
LA VICENDA - Tutto comincia all'indomani dell'11 settembre 2001 quando il ministero della Difesa statunitense registra la violazione di una serie di sistemi informatici, dal Pentagono alla Nasa, dal Dipartimento della Giustizia a quello delle Special Investigations dell’Air Force. Immediata la reazione dei servizi segreti che si mettono alla caccia dell'hacker autore del gesto. Del resto i danni ci sono e sono ingenti: una stima successiva li quantificherà in 800 milioni di dollari (oltre 560 milioni di euro). Parte una caccia informatica in tutto il mondo. Alla fine una e-mail spedita alla fidanzata incastra senza ombra di dubbio McKinnon, programmatore informatico disoccupato. Il quale poi spiegherà anche il perché del suo gesto: voleva trovare le prove dell'esistenza degli Uf, scovandone le presunte immagini negli archivi del Pentagono, della Nasa o di altre agenzie governative. Nulla di fatto ovviamente, ma gli americani non gli credono, sono inflessibili, e vogliono che sia estradato perchè l'hacker affronti un regolare processo negli Usa. Dove però potrebbe passare il resto della sua vita in carcere.
15:07 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: estradato, inglese, haker, violazione, segreti, nasa, pentagonoo, sistemi informatici, respinta, istanza | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook







