27/10/2011

Afghanistan, cinque italiani feriti

Afghanistan, cinque italiani feriti

DURANTE UNA PERLUSTRAZIONE. Esplode un ordigno, colpito un blindato dell'esercito. Per i militari solo traumi leggeri

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31/05/2011

«Il capitano ferito rischia la vita»

«Il capitano ferito rischia la vita»

Parla il ministro della difesa. La Russa parla di uno dei 5 militari coinvolti nell'attacco a Herat: «Le condizioni di sono aggravate nella notte»

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30/05/2011

Attacco a centro gestito da italiani a Herat, almeno 5 nostri connazionali feriti

Attacco a centro gestito da italiani a Herat, almeno 5 nostri connazionali feriti

Assaltato il prt. I talebani rivendicano l'attentato. Attentatori suicidi con un auto carica di esplosivo si sono fatti saltare in aria: 4 i morti e 24 i feriti

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05/01/2011

La Russa: «Miotto ucciso è stato ucciso da un gruppo di ribelli»

La Russa: «Miotto ucciso è stato ucciso da un gruppo di ribelli»

Visita del ministro Ad herat. Cambia la versione sulla morte del soldato italiano: «Vero e proprio scontro a fuoco, non cecchino isolato»

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24/08/2009

Afghanistan: attacchi contro pattuglie italiane, nessun ferito

Afghanistan: attacchi contro pattuglie italiane, nessun ferito

 

Erano in corso attività di controllo. Attentato al passaggio di un mezzo blindato vicino a Farah. Poi l'imboscata a Shiwan

 

Soldati italiani a Herat (Reuters)
Soldati italiani a Herat (Reuters)

HERAT - Due attentati contro i militari italiani in Afghanistan. Intorno a mezzanotte (ora locale) un ordigno è esploso al passaggio di un mezzo blindato di pattuglia vicino a Farah. Alle 14 locali una pattuglia di paracadutisti, che stava svolgendo un'operazione insieme a soldati afgani, è caduta in un'imboscata a Shiwan, nel distretto di Bala Baluk. In entrambi i casi nessuno è rimasto ferito. Il primo attentato, secondo quanto si è appreso al Comando militare italiano di Herat, è avvenuto mentre era in corso un'attività di controllo del territorio congiunta tra soldati afgani e italiani: parà del 187º reggimento Folgore e bersaglieri del primo reggimento. «È presto per dire se si sia trattato di una mina o di un ordigno innescato con un telecomando», ha affermato il portavoce a Herat del contingente italiano, maggiore Marco Amoriello.

BATTAGLIA A BALA BALUK - Nel secondo attentato, militari afgani si stavano dirigendo da Farah verso Bala Baluk per rifornire una loro base avanzata e avevano chiesto il concorso dei paracadutisti italiani presenti nell'area. Mentre le due pattuglie si erano congiunte e procedevano lungo la strada 517, c'è stato l'attacco. L'esplosione di un ordigno ha prima investito un mezzo afghano (nessun ferito), poi il convoglio è stato preso di mira con armi leggere e lanciarazzi. Immediata la reazione dei militari italiani e afgani, che hanno risposto al fuoco e ucciso un numero imprecisato di assalitori composto da circa venti persone.

UCCISI DUE SOLDATI ESTONI - Intanto due soldati estoni 26enni sono stati uccisi nella provincia di Helmand, nel sud dell'Afghanistan. La loro pattuglia è stata attaccata da un gruppo di talebani mentre stava bonificando dalle mine una strada di Nad-i-Ali. Sono in totale sei i soldati dell'Estoni morti in Afghanistan dal 2003. Un soldato statunitense è invece morto domenica nel sud dell’Afghanistan, riferisce un comunicato dell’esercito Usa, senza fornire ulteriori dettagli sull’episodio.

GIORNALISTA AFGHANO UCCISO IN PAKISTAN - Tra le vittime di questi giorni c'è anche
Janullah Hashim, giornalista di una tv afghana, vittima di un agguato su un autobus nel distretto di Khybar, nelle aree tribali del Pakistan nordoccidentale. Durante l'attacco è stato ferito anche un collega del reporter. Il pullman era diretto dalla città di Torkham, nei pressi del confine con l'Afghanistan, a Peshawar, quando alcuni uomini armati hanno aperto il fuoco da un'auto che ha affiancato il mezzo sul quale si trovavano i due giornalisti. Hashim era molto critico con i talebani che in quest'area ha le sue roccaforti. Nessun gruppo ha per il momento rivendicato l'omicidio.

I COMANDANTI USA - E dai comandanti militari americani della Nato arriva la richiesta di più uomini. È quanto chiaramente fatto presente all'inviato del presidente Barack Obama nella regione, Richard Holbrooke, rappresentante speciale per l'Afghanistan e il Pakistan del leader della Casa Bianca, che nei due giorni passati ha visitato i quattro centri di comando regionali nel paese, Kandahar, Herat, Mazar-i-Sharif e Bagram. In particolare sono stati messi in rilievo i problemi esistenti nella parte meridionale del paese, dove i guerriglieri Talebani continuano a bombardare città e villaggi e nella parte orientale del paese, teatro degli attacchi della rete di militanti Haqqani. Il rischio di dover mandare più uomini in Afghanistan - commenta il New York Times in un articolo - pone l'amministrazione Obama di fronte ad un nuovo problema, su un tema che vede l'appoggio dell'opinione pubblica americana già in calo, e si va a sommare ai quesiti legati alle ultime elezioni ed alla credibilità del governo afgano».


02/05/2009

Herat, spari contro elicottero italiano Tra gli uomini a bordo nessun ferito

Herat, spari contro elicottero italiano Tra gli uomini a bordo nessun ferito

 

Lo si è appreso da fonti militari. Afghanistan: nove proiettili avrebbero colpito la carlinga, senza provocare gravi danni

 

ROMA - Spari di armi automatiche contro un elicottero militare italiano, venerdì sera, in Afghanistan: nessuno degli uomini a bordo è rimasto ferito. Lo si è appreso da fonti militari.

L'ATTACCO - L'elicottero, un AB212 della Marina militare, era impegnato in una attività di ricognizione e pattugliamento insieme ad un altro velivolo dello stesso tipo. In fase di rientro all'aeroporto di Herat, l'equipaggio, sempre secondo quanto è stato possibile apprendere, si è accorto di essere sotto tiro ed ha effettuato tutte le manovre "diversive" previste in questi casi. Il velivolo, centrato da alcuni colpi, è riuscito ad atterrare senza problemi. Nove proiettili, probabilmente di kalashnikov, avrebbero colpito la carlinga, senza provocare gravi danni. Nessuna conseguenza per i militari a bordo.