14/08/2009
Tragedia a New York, sospesi controllori
Tragedia a New York, sospesi controllori
La Nbc diffonde video dello scontro
NEW YORK - Due controllori di volo dell'aeroporto di Teterboro nel New Jersey sono stati sospesi dalle funzioni in relazione alla collisione in volo fra un elicottero e un piccolo aereo sul fiume Hudson a New York, che ha causato sabato scorso nove morti, cinque dei quali italiani. Lo ha reso noto Laura Brown, portavoce della Federal Aviation Administration, l'ente che sovrintende all'aviazione civile americana. Il controllore responsabile del volo del piper Pa-32 Saratoga «era coinvolto in una conversazione apparentemente inappropriata al telefono al momento della collisione», ha affermato la Brown. Secondo una fonte citata dalla Cnn, l'uomo ha telefonato alla fidanzata subito dopo aver dato il via libera al decollo ed era ancora impegnato nella conversazione al momento dell'incidente. Sospeso anche il supervisore, che non si trovava nella torre di controllo, come avrebbe invece dovuto. «Anche se al momento non abbiamo ragione di ritenere che queste azioni abbiano contribuito all'incidente, questo tipo di condotta è inaccettabile», ha affermato la Brown. I due sono stati sospesi in attesa di un procedimento disciplinare che potrebbe decidere il loro licenziamento.
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10/08/2009
Tragedia New York, due famiglie distrutte
Tragedia New York, due famiglie distrutte
Uccisi padre, madre e figlio (i Gallazzi), mentre la moglie di Michele Norelli è rimasta a terra: temeva quel volo. Salvi una romana di 42 anni e il figlio di 13: sono arrivati tardi in eliporto
MILANO - Due famiglie distrutte nel disastro aereo sul fiume Hudson, a New York. Le cinque vittime italiane sono Tiziana Pedrone, Fabio e Giacomo Gallazzi (madre, padre e figlio di 45, 49 e 16 anni), Michele e Filippo Norelli (padre e figlio, di 52 e 16 anni). Tutti della provincia di Bologna.
SALVA UNA DONNA - Il gruppo aveva raggiunto gli Stati Uniti il 4 agosto, via Amsterdam, e avrebbe dovuto tornare in Italia il 12. Una donna si è salvata perché temeva quel volo e quindi non è salita sull’elicottero della Liberty Tours: è Silvia Rigamonti, moglie di Michele Norelli e madre di Filippo. Salvo anche un altro figlio della coppia, Davide, che sarebbe andato a New York con la fidanzata a settembre. Anche Tiziana Pedrone, moglie di Fabio Gallazzi e madre di Giacomo, aveva espresso dei timori circa il tour in elicottero. I Norelli abitavano a Trebbo di Reno, frazione di Castel Maggiore, grosso comune al nord di Bologna, i Gallazzi a San Lazzaro di Savena, a est del capoluogo.
DUBBI SUL VOLO - A New York il gruppo era stato raggiunto da un cugino dei Norelli, Vittorio, che domenica avrebbe dovuto ripetere il sorvolo turistico in elicottero su Manhattan. Tutti i bolognesi avevano prenotato da Bologna, 130 euro il costo a persona del volo, ed erano divisi tra gli entusiasti e i timorosi. Il viaggio a New York, per i Norelli, aveva un significato molto particolare, dato che la coppia festeggiava il 25esimo anniversario del matrimonio. La vacanza era un regalo della sorella di Michele. Le famiglie Norelli e Gallazzi erano legate da profonda amicizia. Qualche sera prima di partire, avevano cenato con degli amici e in quell'occasione avevano parlato del soggiorno a New York e anche del volo in elicottero, su cui le due donne avevano espresso apprensione. Entrambe avevano detto che volevano rinunciare, ma alla fine Tiziana Pedrone ha cambiato idea.
IL FIGLIO SUPERSTITE - L'altro figlio dei Norelli, Davide, studente universitario di 23 anni, ha saputo dell'incidente sabato sera guardando la tv. Subito ha telefonato alla mamma, Silvia, che gli ha dato la tragica notizia. Ha raccontarlo sono stati due suoi amici: Davide a cena a casa loro, insieme ad altri amici. «Abbiamo sentito in tv che c'era stato un incidente a New York - ha raccontato Sara al telefono - e ho visto Davide telefonare. Poi ci ha detto cosa era successo ai suoi». Il 23enne ha raccontato di aver accompagnato i familiari in aeroporto, lunedì all'alba: «L'aereo non poteva viaggiare a quota così bassa - si sfoga -. Non è possibile che sui cieli di New York volino miliardi di aerei, dopo l'11 settembre in America non è migliorato niente. Il viaggio in elicottero lo hanno prenotato da qui - aggiunge -. Mio fratello aveva paura dell'elicottero ma voleva andarci e mio padre soffre di vertigini ma ci teneva molto a quel volo. La mamma aveva paura e perciò non è salita sull'elicottero. Non so se ha visto la scena dell'incidente, ma presumo di sì». Sarà un parente che vive in Canada a fare il riconoscimento ufficiale dei corpi di Michele Norelli e del figlio Filippo. Silvia Rigamonti ha spiegato al figlio Davide che l'ambasciata italiana negli Usa sta organizzando il rientro dei superstiti e che dunque la procedura sarà affidata al congiunto, anche se probabilmente non sarà possibile l'identificazione visiva dei corpi e sarà necessario ricorrere all'esame del Dna e delle impronte dentali.
IMPRENDITORI - Fabio Gallazzi e Michele Norelli erano entrambi imprenditori. Gallazzi lavorava in un'azienda di rappresentanza di macchine utensili e ferramenta, la Lucchi e Gallazzi Srl, con sede a Casalecchio di Reno. Norelli era titolare della Quadreria di via Zanardi a Bologna, un negozio che produce cornici e vende prodotti per l'arredamento. Insieme alla sorella Amalia, che gestisce un'altra Quadreria di via Mazzini, era contitolare di un negozio dallo stesso nome nel Centro Borgo, un grande centro commerciale di via Lame. Silvia Rigamonti, moglie di Michele Norelli, è insegnante, Tiziana Pedrone era casalinga. I due ragazzi, Filippo e Giacomo, frequentavano il liceo scientifico in due istituti diversi.
I DUE RAGAZZI - New York era una delle città preferite di Filippo Norelli. Lo scriveva nella sua pagina personale sul social network Netlog. Nato il 29 novembre '92, studente al liceo scientifico Sabin, Filippo si definiva single, in cerca di amicizie o di una relazione. In rete con il nick "vroom_92", si definiva appassionato di tecnologie, auto (soprattutto sportive), amici, musica e sport, con una passione per il Milan che lo aveva portato a inserire nella sua pagina Internet una foto di Kakà. Oltre a New York, Filippo scriveva di amare Barcellona, Madrid, Londra e Lisbona. Tra i suoi amici con la passione comune del web c'era proprio Giacomo Gallazzi.
PROMESSA DEL BASKET - Questi era una giovane promessa della pallacanestro. Giocava in una squadra di San Lazzaro di Savena, il grosso comune alle porte di Bologna dove abitava con la famiglia. Secondo il suo allenatore, Roberto Rocca, «il basket era la sua passione perché aveva una struttura fisica adatta per questo sport». Giacomo era alto 1.90 e giocava come ala nella prima formazione degli under 17 della BSL, in una squadra di ragazzi di un anno più grandi. «L'anno scorso aveva anche imparato a schiacciare e dopo ogni allenamento si fermava in palestra per provare» ha aggiunto Rocca, sottolineando che «per lui il basket non era routine, era un ragazzo istintivo, gioviale e sempre sorridente». Rocca ha anche avuto un ricordo per i suo genitori, «una famiglia col sorriso»: «L'anno scorso, quando Giacomo ha passato un momento difficile perché giocava poco, loro gli sono stati vicino dicendogli le parole giuste».
RITARDO DECISIVO - Si è invece salvata Paola Casali, romana di 42 anni, che aveva prenotato il tour sull'elicottero precipitato per sé e il figlio Lorenzo, 13 anni, ma è arrivata tardi all'eliporto sulla 30esima strada. Mentre i due aspettavano l'elicottero successivo si è diffusa la notizia del disastro. «Sono confusa, ma penso di essere stata molto fortunata - ha detto la donna al New York Times -. Oggi per me comincia una nuova vita». Sabato il figlio le aveva detto che era preoccupato e che aveva paura di volare. «Lorenzo avrebbe voluto fermarsi in uno Starbucks, ma lei le aveva detto che il tour era perfettamente sicuro perchè l'aveva fatto sei anni fa» scrive il quotidiano.
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09/08/2009
Disastro aereo a New York, le vittime italiane sono originarie del Bolognese
Disastro aereo a New York, le vittime italiane sono originarie del Bolognese
Tre corpi sono stati finora recuperati dalle acque del fiume. I cinque turisti erano sull'elicottero precipitato dopo lo scontro con il Piper. La Farnesina attiva una task force
NEW YORK - Erano tutti originari del Bolognese i cinque turisti italiani morti nel disastro aereo avvenuto sabato alle 18 (ora italiana) nel cielo di New York, sopra il fiume Hudson. Sono Tiziana Pedrone, Fabio e Giacomo Gallazzi (madre, padre e figlio di 45, 49 e 16 anni), Michele e Filippo Norelli (padre e figlio, di 52 e 17 anni). Erano a bordo dell’elicottero da turismo che si è scontrato con un Piper su cui viaggiavano due adulti e un bambino: in totale le vittime della tragedia sono 9. Finora sono stati recuperati tre corpi, due adulti e un bambino: le ricerche, sospese per la notte, sono riprese all’alba ed è stato individuato un quarto corpo. I tre corpi recuperati appartengono agli occupanti del Piper: sono il piccolo Brett Altman, nipote del pilota, Steven Altman, e figlio di Daniel, l'altro passeggero del piccolo aereo decollato dal New Jersey poco prima della collisione.
NESSUNO SUPERSTITE - Il sindaco di New York Michael Bloomberg ha escluso fin da subito la possibilità che vi siano sopravvissuti e ha detto che le operazioni sono rese complicate dalla fuoriuscita di carburante che rende scarsa la visibilità. La Farnesina, che già sabato sera aveva confermato la presenza di italiani a bordo dell’elicottero, ha attivato una task force presso il consolato italiano a New York e richiamato i funzionari dell’ambasciata di Washington. I familiari delle vittime italiane hanno raggiunto in serata l'ufficio del medico legale per le pratiche di identificazione.
I CINQUE ITALIANI - Il gruppo di bolognesi aveva raggiunto gli Stati Uniti il 4 agosto, via Amsterdam, e avrebbe dovuto fare ritorno a Bologna il 12. Una donna si è salvata perché temeva quel volo e non è salita sull’elicottero: è Silvia Rigamonti, moglie di Michele Norelli e madre di Filippo. È salvo anche un altro figlio, Davide Norelli, che avrebbe raggiunto la famiglia a New York i prossimi giorni. Anche Tiziana Pedrone, prima di raggiungere gli Stati Uniti, aveva detto che aveva paura di volare in elicottero, ma evidentemente aveva cambiato idea. La donna è moglie di Fabio Gallazzi e madre di Giacomo, che frequentava il liceo scientifico. Anche Filippo Norelli frequentava il liceo scientifico, ma in un altro istituto. I Norelli abitavano a Trebbo di Reno, frazione di Castel Maggiore, grosso comune alle porte nord di Bologna, i Gallazzi a San Lazzaro di Savena.
DUBBI SUL VOLO - A New York il gruppo era stato raggiunto da un cugino dei Norelli, Vittorio, che domenica avrebbe dovuto ripetere il sorvolo turistico in elicottero su Manhattan. Tutti i bolognesi avevano prenotato da Bologna, 130 euro il costo a persona del volo, ed erano divisi tra gli entusiasti e i timorosi. Ne avevano parlato ai primi di agosto insieme ad altri amici che non sono andati a New York. Fabio Gallazzi e Michele Norelli erano entrambi imprenditori. Gallazzi aveva una ditta di rappresentanza di prodotti per aziende metalmeccaniche, Norelli era titolare della Quadreria di via Zanardi a Bologna, un negozio che produce cornici e vende prodotti per l'arredamento. Insieme alla sorella Amalia, che gestisce la Quadreria di via Mazzini, era contitolare di un negozio dallo stesso nome nel Centro Borgo, un grande centro commerciale di via Lame. Silvia Rigamonti, moglie di Michele Norelli, è insegnante, Tiziana Pedrone era casalinga. New York era una delle città preferite dal giovane Filippo Norelli. Lo scriveva nella sua pagina personale sul social network Netlog. Nato il 29 novembre '92, studente al liceo scientifico Sabin, Filippo si definiva single, in cerca di amicizie o di una relazione. In rete con il nick "vroom_92", si definiva appassionato di tecnologie, auto (soprattutto sportive), amici, musica e sport, con una passione per il Milan che lo aveva portato a inserire nella sua pagina Internet una foto di Kakà. Oltre a New York, Filippo scriveva di amare Barcellona, Madrid, Londra e Lisbona. Tra i suoi amici con la passione comune del web c'era proprio Giacomo Gallazzi.
SALVI UNA ROMANA E IL FIGLIO - Si è salvata Paola Casali, romana di 42 anni, che aveva prenotato il tour sull'elicottero precipitato per sé e il figlio Lorenzo, 13 anni, ma è arrivata tardi all'eliporto sulla 30esima strada. Mentre i due aspettavano l'elicottero successivo si è diffusa la notizia del disastro. «Sono confusa, ma penso di essere stata molto fortunata» ha detto la donna al New York Times «Oggi per me comincia una nuova vita». Sabato il figlio le aveva detto che era preoccupato e che aveva paura di volare. «Lorenzo avrebbe voluto fermarsi in uno Starbucks, ma lei le aveva detto che il tour era perfettamente sicuro perchè l'aveva fatto sei anni fa».
DINAMICA DELL'INCIDENTE - Il Piper PA-32 era decollato dall’aeroporto di Teterboro, in New Jersey, ed era diretto a Ocean City, sempre in New Jersey. L’elicottero, un Eurocopter AS 350, si era da poco alzato da un eliporto sulla West Side di Manhattan e appartiene alla Liberty Tours, una compagnia di volo charter da turismo che gestisce escursioni sopra la Statua della Libertà, a Ellis Island e Manhattan, con prezzi che vanno dai 130 ai mille dollari. In 12 anni la compagnia ha registrato altri due incidenti. Un testimone ha detto che l’elicottero «è precipitato come un sasso», mentre l’aereo ha perso un’ala. Da una foto scattata da testimoni e diffusa dalla Fox si evince infatti che l'Eurocopter ha perso il controllo dopo essere stato colpito, probabilmente nella parte posteriore, da un'ala del Piper. Nell'immagine si vedono i due velivoli ancora in volo, ma privi di controllo: l'elicottero è senza il piccolo rotore posteriore, il Piper è senza l'ala destra. Altri testimoni hanno poi detto che l'elicottero è precipitato in verticale mentre l'aereo ha proseguito il suo volo cadendo nel fiume, ad alcune centinaia di distanza. Sette mesi fa, l’Hudson fu teatro di un incidente aereo che si concluse senza vittime: a gennaio un Airbus A320 della Us Airways decollato dall’aeroporto LaGuardia di New York ha effettuato un atterraggio di emergenza nel fiume in seguito a un bird strike, cioè l’urto con uno stormo di volatili. Tutti salvi i 155 passeggeri a bordo.





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08/08/2009
Elicottero precipita nell'Hudson Cinque italiani a bordo
Elicottero precipita nell'Hudson Cinque italiani a bordo
Si è scontrato con un piccolo aereo Al largo del West Side di New York. Cinque delle nove persone coinvolte nell'incidente sono sopravvissute
| Un momento dei soccorsi (Ap) |
NEW YORK - Un elicottero con a bordo cinque turisti italiani si è schiantato con un piccolo aereo ed è precipitato nel fiume Hudson a poche centinaia di metri dal Greenwich Village a Manhattan. Lo ha riferito la Nbc.
IL BILANCIO - Secondo un primo bilancio cinque delle nove persone coinvolte nell'incidente sono sopravvissute. A bordo dell'elicottero della Liberty Helicopter Tours c'erano gli italiani e il pilota. L'aereo era un Piper del 1976 decollato dallo scalo di Teterboro nel New Jersey con tre persone a bordo, tra cui un bambino. Testimoni hanno riferito di aver visto la collisione in una giornata di cielo sereno. Il rotore dell'elicottero si è staccato ed è precipitato nel fiume lontano dai rottami della cabina, che è subito affondata. Anche l'aereo si è inabissato nelle acque del fiume, lo stesso sul quale nel gennaio scorso ammarò senza vittime e con una spettacolare manovra un aereo della United Airlines i cui motori si erano bloccati per l'impatto con uno stormo di uccelli. Il sindaco di New York, Michael Bloomberg, ha raggiunto il luogo del disastro con un elicottero della polizia, ma non ha rilasciato dichiarazioni. Una delle scatole nere è stata già recuperata.
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