14/01/2012

La memoria per pc più piccola della storia

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Computer. E' formata da 12 atomi di ferro distribuiti su due file

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26/08/2010

Sicurezza, crolla il phishing. Apps nel mirino degli hacker

Sicurezza, crolla il phishing. Apps nel mirino degli hacker

Presentato il rapporto Ibm sul cybercrimine nel primo semestre dell'anno. Deciso arretramento delle truffe tramite e-mail, ma lo spam gode sempre di ottima salute e anche i cellulari diventano veicolo di infezione

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06/05/2009

Cavie digitali per i farmaci contro Alzheimer e morbo di Parkinson

Cavie digitali per i farmaci contro Alzheimer e morbo di Parkinson

 

Iniziativa in collaborazione con ibm. Il progetto «Blue Brain» vuole ricostruire un cervello artificiale per testare le nuove terapie

 

MADRID – Il procedimento si ispira a quello dei simulatori di volo: un cervello digitale manifesta i sintomi di alcune patologie gravi, come l’Alzheimer o il Morbo di Parkinson, e i ricercatori gli «somministrano» i medicinali di nuova creazione studiandone gli effetti sul monitor. La possibilità, affascinante soprattutto per le cavie in carne e ossa, attualmente in servizio nei laboratori farmaceutici, non è poi così aleatoria, se continueranno a progredire il lavoro dell’équipe internazionale intorno a «Blue Brain», il primo e più avanzato studio per la ricostruzione artificiale della struttura cerebrale di un mammifero e delle sue reazioni. «Ci permetterà di condurre centinaia di migliaia di esperimenti senza mettere a repentaglio i malati» si entusiasma il coordinatore, lo spagnolo José Maria Peña, docente alla facoltà di informatica dell’Università Politecnica di Madrid. Intervistato dal quotidiano Abc, il cattedratico è convinto che il progetto apra la strada a una sperimentazione totalmente innovativa e dalle potenzialità quasi sconfinate: sarà possibile provare «tutti gli scenari clinici» e nuove strade per la cura di malattie neurodegenerative, tumori, schizofrenia, autismo.

UN PROGETTO PARTITO NEL 2005 - L’impresa è a buon punto, ma ancora abbastanza lontana dalla meta. Attualmente è stata ricostruita una piccola parte del cervello con risultati ritenuti «soddisfacenti» e l’intera neocorteccia cerebrale dovrebbe essere pronta entro il 2010. Il progetto «Blue Brain» risale al 2005, per iniziativa della Scuola Politecnica di Losanna e dell’Ibm La «cavia digitale», secondo i suoi creatori, si trasformerà in uno strumento informatico indispensabile alla ricerca medica e fornirà risposte anche a molti dei grandi enigmi dei neuro-scienziati sul funzionamento del cervello umano, sulle sue differenze o similitudini con quello di altri mammiferi. Si presenta, su scala mondiale, come il primo tentativo di «ingegneria inversa» (che ricava informazioni partendo da un prodotto finito e smontandone i componenti) applicata al cervello dei mammiferi.

Elisabetta Rosaspina