12/04/2012
Il "super" che assume gli studenti di domenica
Il "super" che assume gli studenti di domenicaNuova occupazione part time mentre si discute sulle aperture festive dei punti vendita. L'idea di Pam in 130 negozi: già 5.000 richieste
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20/09/2010
La Lazio: un'aquila in volo sullo stadio No de gli animalisti: è bracconaggio
La Lazio: un'aquila in volo sullo stadio No de gli animalisti: è bracconaggioLA POLEMICA. L'idea, lanciata in un video-messaggio ai tifosi dal presidente bianco-celeste Lotito, bocciata dalla Lav
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26/07/2010
Lo sciacquone genera energia elettrica
Lo sciacquone genera energia elettricaL'IDEA DI UNO STUDENTE INGLESE. Il sistema HyDro-Power usa anche l'acqua della doccia e del lavandino. Nei condomini promette grandi risparmi.
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| Il sistema HyDro-Power |
LONDRA- Come trasformare acque che andrebbero perse negli scarichi e nelle fogne in energia elettrica gratuita, per illuminare casa e accendere gli elettrodomestici? Uno studente inglese di design industriale ha inventato un sistema che trasforma le acque reflue di casa (che scendono da doccia, lavandini, e dallo sciacquone del wc) in watt. Non un affare da poco, visto che metà del mondo utilizza la toilette e in media lascia scivolare nelle tubature, dopo aver tirato la catena, 7 mila litri di acqua all’anno. HyDro-Power, questo il nome del progetto, è un generatore di corrente dedicato ai condomini. Collegato alle tubature degli scarichi, si occupa di trasformare e creare potenza. Promettendo costi e soprattutto risparmi interessanti.
IL SISTEMA - L’apparecchio funziona così: l’acqua che scende dalle tubature del palazzo viene raccolta e incanalata nella macchina, che con quattro turbine permette subito di azionare un generatore elettrico e ridistribuire l’energia creata o nel palazzo stesso, magari per azionare l’ascensore, o le luci delle scale, o gli impianti di condizionamento condominiali, oppure può essere rivenduta all’operatore elettrico nazionale, come avviene sempre più con gli impianti fotovoltaici. È stato calcolato che, se applicato a un palazzo di sette piani, potrebbe portare a un risparmio medio annuo di circa 1.500 dollari (circa 1.160 euro).
CONCEPT - Per ora Hydro-Power è solo un concept in attesa di trovare un’azienda che voglia produrlo in larga scala. L’idea è di uno studente inglese, Tom Broadbent, iscritto al corso di design industriale dell’università De Montfort nel Leicester, che ha candidamente dichiarato come l’idea gli sia venuta mentre, in hotel, osservava come l’acqua scorreva velocemente nel gabinetto dopo aver tirato la catena.
Eva Perasso
13:29 Scritto in SCIENZE | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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08/05/2010
Fibra ottica, ecco il progetto per la rete unica in Italia
Fibra ottica, ecco il progetto per la rete unica in ItaliaFastweb, Vodafone e Wind lanciano l'idea di una rete "unica, aperta ed efficiente" comune a tutti gli operatori che potranno offrire i propri servizi in regime di concorrenza
Fastweb, Vodafone e Wind lanciano il progetto di una rete unica in fibra ottica per l'Italia, aperta agli altri operatori, da realizzare con il supporto di governo e autorità di controllo e l'apporto finanziario di investitori privati e pubblici, con la Cassa Depositi e Prestiti in posizione preminente. Una rete "unica, aperta ed efficiente" comune a tutti gli operatori che potranno offrire i propri servizi in regime di concorrenza.
Il progetto è stato presentato oggi in una conferenza stampa congiunta dai vertici dei tre gruppi, Carsten Schloter (Fastweb), Paolo BertoluzzoGubitosi (Wind): per il passaggio dal rame alla fibra si prevede un investimento di 2,5 miliardi di euro in 5 anni, per collegare le 15 maggiori città italiane, con 10 milioni di abitanti, e un periodo di 9 anni per raggiungere il pareggio finanziario. Pronto anche un piano più ambizioso, collegare i 500 comuni più grandi d'Italia, con 30 milioni di abitanti complessivi, in un periodo di 5-10 anni, investimenti
(Vodafone) e Luigi per 8,5 miliardi e pareggio da raggiungere in 11 anni.
I tre operatori chiamano a gran voce Telecom a partecipare al piano, riconoscendole il ruolo che le compete: "Auspichiamo la partecipazione di Telecom - ha detto Gubitosi - con un ruolo importante, più grande di quello di ognuno di noi. Non ha senso per noi fare un progetto senza Telecom, ma neanche per loro farlo senza di noi. E' un piano che presenta vantaggi anche per Telecom".
Indispensabile inoltre il supporto del Governo e delle autorità di controllo, l'Agcom e l'Antitrust. "Sarebbe difficile portare avanti il progetto se l'Agcom lo osteggiasse o il governo non lo volesse supportare. Al governo chiediamo di avviare un tavolo con operatori e istituzioni per la creazione
della società per la rete in fibra ottica". All'autorità Gubitosi chiede inoltre di evitare ulteriori vantaggi che accrescano la profittabilità della rete in rame all'operatore dominante Telecom. Aggiunge Schloter: "Immagino che se Governo e Agcom dovessero prendere la guida del progetto, gli altri player non possano negare il proprio apporto. Tutti gli operatori devono sedersi intorno a un tavolo nell'interesse comune dell'Italia".
10:49 Scritto in tecnologia | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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23/04/2010
Francia, il porno si fa tutti insieme
Francia, il porno si fa tutti insiemell settore è in crisi a causa della pirateria e dei siti gratuiti. L'idea del regista Dorcel: trasformare gli internauti in coproduttori del suo nuovo film. Ha raccolto 70mila euro
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| Marc Dorcel con alcune attrici |
PITCH - Lanciato il 19 aprile, il portale di Dorcel ha già raccolto quasi 70mila euro, sugli 85mila prefissati come obiettivo. Mezzo migliaio di appassionati sono stati sedotti dall’essenziale traccia narrativa: «Fa risuonare i tacchi a spillo sui marciapiedi, di notte come di giorno le piace essere sexy, attirare gli sguardi e sogna segretamente incontri insoliti».
CRISI - L'idea scelta da Dorcel è già stata testata in Francia con un certo successo nel settore discografico e cinematografico. Una novità che potrebbe arginare la crisi del settore pornografico messo in ginocchio dal drastico calo di vendite di dvd, dal Web 2.0 e i siti alimentati da filmati amatoriali che anche in Italia attirano milioni di utenti. Il crollo di profitti ha spinto l’anno scorso i due principali produttori del porno made in Usa, Joe Francis e Larry Flint, a chiedere, inutilmente, aiuti di stato per 5 miliardi di euro. Il settore, più concretamente, punta ormai sulla nuova tecnologia 3D per rilanciarsi e in Francia è stato girato il primo film hard a tre dimensioni: Shortcut 3D.
CREDITI - Dorcel si accontenta di meno. Per diventare suoi coproduttori basta acquistare una parcella. La tariffa base ammonta ad appena 20 euro e garantisce un posto per l’anteprima. Con due crediti si compare sui titoli di coda. Con tre si incassano, in proporzione, i profitti. Con sei, c’è pure un dvd con dedica, ma ne servono 250 per partecipare ad una giornata di riprese e a una sessione fotografica, e 500 (ovvero 10mila euro) per scrivere e girare la propria scena hard.
CAST - Sul sito internet, inoltre, i navigatori potranno scegliere attrici e attori protagonisti e aggiornarsi sulle riprese in diretta via Twitter. Dorcel, che rimane il produttore principale iniettando 100mila euro, ha già scelto il regista, Hervé Bodilis, francese trapiantato in Ungheria che milita per un porno di alta qualità. Tra i neo coproduttori c’è anche qualche donna (9%). La maggioranza ha meno di 30 anni e vive nella capitale francese. Forse anche a causa del titolo del film: "Mademoiselle de Paris". Il primo ciak è previsto per metà giugno. Il dvd, ad ottobre.
Alessandro Grandesso
16:11 Scritto in CINEHARD | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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02/12/2009
Brunetta: «I compensi dei conduttori Rai nei titoli delle trasmissioni»
Brunetta: «I compensi dei conduttori Rai nei titoli delle trasmissioni»
È l'idea del ministro della Funzione Pubblica. «Ne ho parlato con il direttore Masi e stiamo lavorando»
| Renato Brunetta (Eidon) |
MILANO - I compensi dei conduttori inseriti nei titoli di testa e di coda delle trasmissioni Rai. È l'idea del ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta.
CON MASI - Intervendendo a «Cominciamo bene» di Rai Tre, il ministro lancia una proposta su cui sta lavorando con il direttore generale Mauro Masi. «Dobbiamo pubblicare nei titoli di testa e di coda delle trasmissioni Rai tutti i compensi dei conduttori. Sto cercando di fare trasparenza e ci riuscirò, anche nella Rai che ha un azionista pubblico. Vuol dire dare il giudizio nelle mani dei cittadini», afferma. La Rai, aggiunge, «è un concentrato di professionalità. Perché fare figli e figliastri? Ne ho parlato con il direttore Masi e stiamo lavorando. Non sono Robespierre, ma sono un rivoluzionario». Parlando della sua riforma ha aggiunto: «non taglio teste e spero che non mi sia tagliata». Il ministro si è detto sicuro di portare a compimento il progetto: «ci riuscirò», ha concluso.
17:19 Scritto in POLITICI | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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25/10/2009
Il Giro d'Italia farà tappa all'Aquila
Il Giro d'Italia farà tappa all'Aquila
Accolta un'idea del presidente della Repubblica. Tante salite con Terminillo, Plan de Corones, Zoncolan e Mortirolo. Partenza ad Amsterdam, arrivo a Verona
| Il percorso del Giro |
MILANO - Il Giro d'Italia 2010 transiterà dall'Aquila omaggiando così le zone colpite dal terremoto. Lo ha detto il direttore della Gazzetta dello Sport, Carlo Verdelli, alla presentazione dell'edizione n° 93 della corsa rosa. «La richiesta è stata del presidente della Repubblica Napolitano», ha aggiunto Verdelli. «È la tappa del cuore», ha affermato il direttore del Giro, Angelo Zomegnan, presentando l'undicesima frazione Lucera-L'Aquila. «Il presidente Napolitano ci ha chiesto di non lasciare sola la gente colpita dal terremoto e noi andremo lì».
TAPPE - Il 93mo Giro d'Italia è in programma dall'8 al 30 maggio del prossimo anno. La corsa partirà da Amsterdam con una cronometro e si concluderà all'Arena di Verona dopo 21 tappe. La particolarità è che anche il Tour de France 2010 partirà dall'Olanda, da Rotterdam però. È la nona volta che il Giro parte dell'estero: la prima fu nel 1965 a San Marino. Le prime tre tappe saranno in Olanda, tutte con partenza da Amsterdam: dopo la crono (8,4 km), la seconda frazione (209 km) porterà a Utrecht e la terza a Middelburg. Il 12 maggio si torna in Italia con la crono a squadre di 32,5 km Savigliano-Cuneo. Primo arrivo in salita all'ottava frazione: Chianciano Terme-Terminillo. Dalla quindicesima iniziano le Alpi con il durissimo Zoncolan, il giorno dopo si ripropone la cronoscalata al Plan de Corones e quello successivo l'arrivo in salita a Pejo. Ma non basta, perché prima dell'arrivo a Verona ci sarà da scalare anche il Mortirolo. Le salite sono in tutto 39 con Cima Coppi ai 2.618 metri del passo Gavia.
Il nome è un po' complicato: Yolanthe Cabau van Kasbergen. Ma il personaggio è di tutto rilievo. La giovane attrice e presentatrice olandese, fidanzata del centrocampista dell'Inter Wesley Snejder, sarà il nuovo volto del prossimo Giro d'Italia di ciclismo. Eccola durante la presentazione del percorso (Bozzani)

11:48 Scritto in SPORT | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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19/10/2009
«Ora di Islam in aula? Non si integra così» Il ministro. Maroni, boccia la proposta di introdurre l'insegnamento della religione musulmana nelle scuole
«Ora di Islam in aula? Non si integra così» Il ministro. Maroni, boccia la proposta di introdurre l'insegnamento della religione musulmana nelle scuole
L'idea era stata lanciata dal finiano Adolfo Urso. «La Lega è nettamente contraria»
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| Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni (Eidon) |
MILANO - «Siamo tutti d'accordo nel migliorare l'integrazione», ma l’introduzione a scuola di un’ora di insegnamento della religione islamica «certamente è il modo più sbagliato per farlo». Così il ministro dell’Interno Roberto Maroni è intervenuto questa mattina alla trasmissione La telefonata su Canale 5 sulla polemica nata dalla proposta di Adolfo Urso.
Il progetto di Urso per evitare le scuole coraniche. «Ora di religione islamica». La nuova proposta dei finiani. Introdurre nelle scuole pubbliche e private, un’ora di religione islamica, alternativa a quella cattolica
ASOLO (Treviso) — L’ora di religione? Cattolica, ma anche islamica. L’idea è del viceministro Adolfo Urso, che propone l’introduzione nelle scuole pubbliche e private di una nuova materia, facoltativa e alternativa a quella cattolica, per evitare di lasciare i piccoli musulmani «nei ghetti delle madrasse e delle scuole islamiche integraliste». Si parla molto di Islam ad Asolo e non potrebbe essere diversamente, visto che qui si svolge il workshop «Le nuove politiche per l’immigrazione», seconda edizione dei «Dialoghi asolani», laboratorio di confronto bipartisan animato dalle Fondazioni FareFuturo e ItalianiEuropei e dai rispettivi politici di riferimento, Gianfranco Fini e Massimo D’Alema.«Eccoci qui ad Asolo, nel covo di congiurati», scherza Lucia Annunziata, riferendosi ai timori di un patto trasversale che scardini l’attuale maggioranza e rivolgendosi all’intervistato Beppe Pisanu. «Domani ne arrivano altri due», risponde a tono l’ex ministro. Che naturalmente nega complotti: «Se il dialogo non viene praticato neanche nel buio di questa crisi, c’è davvero da temere per l’avvenire del Paese».
PER ATTIRARE NELLE SCUOLE I RAGAZZI MUSULMANI - E il dialogo parte, con il segretario generale di FareFuturo Urso: «Potrebbe essere utile, per attirare nei nostri istituti i ragazzi musulmani, prevedere un’ora di storia della religione islamica». E gli insegnanti? Saranno imam? «Dovrebbero essere docenti riconosciuti, italiani che parlano in italiano. Al limite anche imam, a patto che abbiano i requisiti e che siano registrati in un apposito albo. Stiamo parlando di insegnanti reclutati con criteri pubblici». Nel documento di ItalianiEuropei, a cura di Marcella Lucidi, sul tema ci si tiene più sul vago, auspicando «una riflessione non occasionale» e chiedendo un insegnamento che «promuova la conoscenza della cultura e della religione di appartenenza dei ragazzi e delle loro famiglie». Urso rilancia anche l’idea di «classi miste temperate» e dice no al velo negli uffici pubblici.
NORME SULL'IMMIGRAZIONE - Ma è soprattutto sulle norme per l’immigrazione che si colgono grandi punti di convergenza. A leggere il paper di FareFuturo, a cura di Valentina Cardinali, si coglie subito un dissenso netto dalle posizione leghiste: «No a scontri di civiltà e no alla strumentalizzazione delle paure». Ma si nota anche una divergenza con Silvio Berlusconi, che ha dichiarato di essere contrario a un Paese «multietnico»: «L’Italia già da alcuni decenni è senza dubbio un paese multietnico » spiega il dossier. FareFuturo cita il progetto di legge bipartisan Granata-Sarubbi e lancia alcune proposte: cittadinanza dopo cinque anni, in cambio di esame di lingua e test di cultura, diritto di voto amministrativo, status giuridico a 10 anni per i figli di immigrati nati in Italia, meno discrezionalità dell’atto di concessione. Non che FareFuturo rinneghi le politiche di contrasto del governo, a partire dal reato di clandestinità e dai respingimenti: «Ma sono solo una faccia della medaglia - spiega Urso - . Servono anche integrazione e cittadinanza e dobbiamo allargare le maglie sui flussi».Il dossier di ItalianiEuropei concorda in alcuni punti (cittadinanza, diritto di voto), in altri va oltre (cittadinanza subito ai figli degli stranieri nati in Italia) e lancia il concetto di «cittadinanza sociale», chiedendo di svincolare il permesso di soggiorno dalla durata del contratto di lavoro. Non è escluso che oggi, presenti D’Alema e Fini, si pongano le basi per arrivare a un documento congiunto.
«NETTAMENTE CONTRARI» - «La Lega è nettamente contraria - ha spiegato Maroni - anche perché religione cattolica - adesso non voglio ripetere, usare le argomentazioni del cardinal Bagnasco che tra l`altro condivido sul fatto che l`ora di religione - ha un suo motivo, una sua storia, ma anche una sua motivazione anche storica, dal punto di vista concreto, pratico. L`ora di religione cattolica rappresenta una entità, la Chiesa, che ha una gerarchia, dei valori ben chiari, ben definiti che quindi si possono trasmettere, l`Islam è un mondo tutto diverso».
«L'IMAM INTERPRETA» - «L'imam - ha continuato il ministro - interpreta il Corano liberamente, non c'è una serie di dogmi, non c'è un messaggio chiaro da trasmettere, se come penso fosse nelle intenzioni di Urso questa misura serviva per migliorare l`integrazione, siamo tutti d`accordo nel migliorare l`integrazione, ma questo - ha concluso il titolare del Viminale - certamente è il modo più sbagliato per farlo».
12:00 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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22/09/2009
In aereo come in metro: «la terza classe del futuro»
In aereo come in metro: «la terza classe del futuro»
I viaggiatori saranno seduti uno di fronte all'altro. L'idea di una società inglese: sgabelli a bordo per aumentare i passeggeri e abbassare il prezzo
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| Sgabelli al posto delle poltroncine |
MILANO - Seduti come nella metrò, uno di fronte all'altro: questa l'idea bizzarra di una società inglese specializzata nel design interno degli aerei. A dire il vero ha poco a che fare con il lusso: il concetto presentato dalla "Design Q" - nota per aver disegnato le comode poltrone di prima classe dei voli Virgin Atlantic - ricorda più i grossi apparecchi militari per il trasporto delle truppe. I passeggeri siedono su degli sgabelli posti ai lati e nel corridoio. Come sull'autobus o in metropolitana gli sguardi dei viaggiatori s'incrociano . Si risparmierà, però, sul prezzo del biglietto.
LOW COST - Lo scopo del futuristico aereo ridotto all'osso negli interni è presto spiegato: tagliare i costi, aumentare il numero di viaggiatori - e pazienza se il viaggio risulterà scomodo e sgradevole. La soluzione si prospetta come ideale per più fanatici del low cost, per gli studenti squattrinati e per chi preferisce voli senza troppi fronzoli. «Sedersi uno di fronte all'altro non è la situazione ideale», ammette Howard Guy, uno dei fondatori della società. A beneficiarne sarebbero però sia il vettore (che aumenta il fatturato), e i passeggeri (fino al 30 per cento in meno sul prezzo del posto). «Consideriamo l'intero concetto da un punto di vista commerciale. A diminuire non sarebbe solo lo spazio, il lusso e le voluminose poltrone ma soprattutto il prezzo del biglietto», ha sottolineato Guy.
SEGGIOLE - Se l'obiettivo principale è riuscire a infilare un maggiore numero di persone sull'aereo (il 50 per cento in più) eliminando numerose file di posti a sedere a favore degli sgabelli, l'idea è quella d'impiegare il singolare arredamento soprattutto sulle tratte brevi, ovvero sui voli da 30-80 minuti. E ci sarebbero già dei potenziali vettori interessati, ha spiegato Guy. Infatti, a qualcosa del genere aveva pensato qualche tempo fa la compagnia aerea Ryanair col suo vucanico amministratore delegato Michael O'Leary: la società irlandese è difatti in trattative con l'americana Boeing per adattare gli aerei trasformando le consuete voluminose poltrone in «seggiole verticali». Questi viaggiatori non starebbero proprio in piedi, in senso letterale, ma appoggiati quasi verticalmente a dei trespoli forniti di imbracatura di sicurezza. "Design Q" ha l'intenzione di intavolare il suo discorso anche con le compagnie aeree asiatiche.
Elmar Burchia
Fonte: Corriere della Sera
15:53 Scritto in CURIOSITA' | Link permanente | Commenti (1) | Segnala
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11/08/2009
I cassintegrati? Vadano a lavorare i campi
I cassintegrati? Vadano a lavorare i campi
«Facciamo nascere coltivazioni biologiche di altissima qualità». La proposta del neosindaco di Prato (centrodestra) piace anche ai sindacati, Cgil in testa
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| Il sindaco di Prato, Roberto Cenni |
PRATO – All’inizio qualcuno ha pensato a una provocazione ideologica. Anche perché l’atipica idea di mandare i cassaintegrati con zappa e piccone a lavorare negli orti l’aveva avuta un sindaco eletto dal centrodestra. E invece non solo la proposta del primo cittadino di Prato, l’imprenditore (è presidente della casa di abbigliamento Sasch) Roberto Cenni, è piaciuta, ma è stata adottata ed elaborata dai sindacati, Cgil in testa.
BIOLOGICO - «A Prato abbiamo centinaia di ettari di terreni incolti», dice il sindaco. «Affidiamoli ai cassaintegrati e facciamo nascere coltivazioni biologiche di altissima qualità. Possono essere un punto di riferimento per mense pubbliche, ospedali, ma anche privati e aiutare i lavoratori meno fortunati». I vantaggi? Da una parte una sostanziale integrazione dello stipendio dei lavoratori con salari tagliati, dall’altra un aiuto a quei problemi psicologici che, inevitabilmente, tormentano la maggioranza dei lavoratori rimasti senza occupazione. In più, sostengono i sindacati, ci potrebbero essere vantaggi per chi è stato licenziato e non ha ancora i requisiti per andare in pensione.
PROGETTO - L’idea è così piaciuta che in città si è già passati alla fase progettuale e a fine estate potrebbero nascere i primi gruppi di cassaintegrati, licenziati o in mobilità, specializzati nella produzione di verdura e frutta biologici di altissima qualità e di prodotti tipici. «Vorremmo realizzare serre alimentate da impianti fotovoltaici con una produzione di qualità superiore», spiega il segretario della Cgil, Manuele Marigolli, «ma per pensare a un piano industriale adeguato sono necessari investimenti e soprattutto aver garantiti acquirenti certi. A Prato mense scolastiche, comunali e ospedaliere, distribuiscono ogni giorno 15 mila pasti: a loro deve essere destinata questa produzione».
SINDACO - Il sindaco Cenni ha avviato i primi contatti, promette finanziamenti regionali e comunitari ed eventuali interventi comunali per acquistare le verdure da distribuire a famiglie in difficoltà. «Valuteremo anche altre possibilità di distribuzione», dice, «e ci incontreremo con i sindacati. Io sono convinto che ci siano tutti gli elementi per portare a compimento un progetto ecosolidale che non ha pari in Italia».
SLOW FOOD - Un sì al progetto è arrivato pure da Slow food che, proprio in questi giorni, sta lavorando alla nascita di un parco agricolo nell’area sud della città tessile. Il presidente di Slow Food Prato, Alessandro Venturi, chiede a sindacati e sindaco di unire gli sforzi: «Siamo convinti di poter dare lavoro a più di cinquecento persone perché sono molti i gruppi interessati all’acquisto di prodotti biologici di qualità». Ma che cosa dovrebbero coltivare i cassaintegrati? «Ogni tipo di frutta e verdura con un particolare riferimento alla produzione tipica della piana di Prato», spiega Venturi. «Penso a una particolare varietà di cavalo nero, o al melone “retato” pratese, straordinario per realizzare marmellate, mostarde e sorbetti. E ancora varietà autoctone di pomodori, zucchine, albicocche, ciliegie. E anche alla produzione dello zafferano, che a Prato veniva coltivato sino dal medioevo».
Marco Gasperetti
Fonte C.d.S.
16:26 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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