15/10/2010

Troupe di Striscia la notizia aggredita Arrestati due titolari di un'azienda

Troupe di Striscia la notizia aggredita Arrestati due titolari di un'azienda

È accaduto ad Agropoli nel Salernitano. L'inviato Edoardo Stoppa in una ditta di zootecnica nella quale si sarebbero registrati maltrattamenti su animali

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04/06/2010

Lazio, boom delle illegalità ambientali Ma il record è di Campania e Calabria

Lazio, boom delle illegalità ambientali Ma il record è di Campania e Calabria

RAPPORTO LEGAMBIENTE. I reati più diffusi: abusivismo edilizio e calcestruzzo. A Roma il 30% dei furti di opere d'arte


 

ROMA - Il Lazio scala la triste classifica delle illegalità ambientali di ben tre posizioni passando dal quinto al secondo posto: è questo il dato più eclatante, quasi dieci illegalità ogni giorno, del «Rapporto ecomafie 2010» di Legambiente. La Campania si conferma al primo posto con 1.179 reati accertati (15,8% del totale), al secondo la Calabria (12,1%), al terzo il Lazio (11,8%), mentre la prima regione del nord è la Liguria (4%). Abusivismo edilizio e calcestruzzo depotenziato: ovvero, rispettivamente 2 miliardi persi in 27.000 costruzioni (quelle contate) senza regole e «pessima qualità» con conseguente rischio di crollo per strade, ponti, viadotti, scuole e ospedali: questa la fotografia del Rapporto. E crescono gli illeciti sulla fauna e i furti di opere d’arte, soprattutto nella Capitale, dove raggiungono quasi il 30 per cento di tutta Italia. Più stabile la situazione sui rifiuti, mentre è migliorata solo la lotta agli incendi grazie alle azioni di contrasto. Ma è allarmante la situazione soprattutto nel sud pontino perché le agromafie spadroneggiano al mercato ortofrutticolo di Fondi.

 

Discarica a cielo aperto vicino alle ciminiere delle raffinerie di Gianturco, quartiere di Napoli (Ansa)
Discarica a cielo aperto vicino alle ciminiere delle raffinerie di Gianturco, quartiere di Napoli (Ansa)

QUASI 3500 INFRAZIONI - Il Rapporto di Legambiente è basato come ogni anno sul prezioso lavoro delle forze dell’ordine e i dati dicono che nel corso del 2009 nella nostra regione sono state accertate 3.469 infrazioni (1.383 in più rispetto al 2008) pari al 12,1 per cento di quelle accertate su scala nazionale: qualcosa come 9,5 illegalità al giorno. In crescita anche il numero delle persone denunciate, arrivato a 2.248, così come quello dei sequestri che è arrivato a 919. A tirare la volata negativa in questa triste classifica sono stati il forte aumento di illeciti amministrativi in campo faunistico ai quali la Polizia Provinciale di Roma si è dedicata con particolare attenzione: 1.411 le infrazioni . E nella Capitale vi è un allarmante peggioramento delle Archeomafie che raggiungono un primato storico, con i furti d’arte passati da 158 a 227, pari al 20,8 per cento del totale nazionale.

Abusi sul litorale campano (Controluce)
Abusi sul litorale campano (Controluce)

LEGAMBIENTE - «Il Lazio è dilaniato tra piccoli e grandi reati, si rischia un allargamento del senso di illegalità mentre continua la pericolosa ascesa delle mafie – ha detto Lorenzo Parlati, il presidente di Legambiente di Roma e del Lazio - In particolare su cemento e rifiuti la Regione deve dare un forte impulso alle amministrazioni locali con una nuova stagione per la gestione dei rifiuti che incrementi riduzione e raccolta differenziata, facilitando sul fronte dell’abusivismo edilizio il riavvio delle ruspe per gli abbattimenti. L’Ecomafia – ha aggiunto – nel Lazio ha una doppia faccia: da un lato quella dell’illegalità ambientale diffusa che va sempre più denunciata e repressa, dall’altro quello della criminalità organizzata e delle mafie che si conferma ben oltre i livelli di guardia nel sud pontino». «I casi legati alla presenza delle Ecomafie in particolare nel settore del cemento – ha aggiunto Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio – fanno ormai parte della quotidianità delle cronache laziali. Ma quel che colpisce è che l’abusivismo nella nostra regione si nasconde nelle pieghe dell’urbanistica “ufficiale”: i grandi sequestri riguardano troppo spesso lottizzazioni nate legali e diventate nella loro attuazione abusive. E per questo servono più controlli da parte dei comuni ed è necessario agire sul piano educativo, favorendo il diffondersi di una cultura della legalità». E Legambiente ricorda il numero dell’Osservatorio sulla legalità: numero verde 800-911856.

Lilli Garrone


28/02/2010

Beppe Grillo: il nostro Pil è fatto di corruzione

Beppe Grillo: il nostro Pil è fatto di corruzione

 

Il comico genovese ospite di Maria Latella su SKY TG24 parla a 360 gradi. "Esportiamo illegalità. Delle cinque mafie più potenti al mondo tre sono italiane"

 

 

"A me viene da ridere a parlare di corruzione", dice Beppe Grillo a Maria Latella nel corso dell'intervista a SKY TG 24. La corruzione è diventata un'istituzione - continua - il nostro Pil è fatto praticamente di corruzione e debito pubblico.  Abbiamo un debito pubblico che aumenta ogni giorno di un miliardo di euro, denuncia Grillo nel corso dell'intervista che potete vedere in questa pagina. Il problema dell'Europa non è la Grecia, sostiene il comico genovese, ma siamo  noi, che abbiamo un terzo di tutto il debito del continente.

Grillo non ha risparmiato neanche la Telecom, al centro delle indagini sul riciclaggio, sottolineando come da anni lui denunci la perdita e lo spreco che si nasconderebbe dietro all'azienda telefonica. Con l'Italia, dice Grillo, faranno come con Alitalia, separando la Good Italy dalla Bad Itay. Ma la Bad Italy non la si può semplicemente licenziare.

E sulla vicenda del senatore Di Girolamo Grillo ricorda come da anni lui si batta per togliere inquisiti dalle liste elettorali. "Noi esportiamo illegalità" denuncia il comico, "delle cinque mafie più potenti al mondo tre sono italiane". 

"Non ha senso parlare di Berlusconi o di Bonaiuti, bisogna ribaltare la piramide della politica e far entrare gente nuova, i giovani" ribadisce. E di fronte a chi lo accusa di aver speculato sulla protesta lui ricorda che "i soldi ce li avevo anche prima. I palazzetti li riempivo prima e li riempio anche ora" e porta a esempio il suo movimento politico, l'unico che non chiede soldi pubblici.

Sul blocco del traffico Grillo non ha molta fiducia. Ricorda come Letizia Moratti e Formigoni abbiano ricevuto un avviso di garanzia per lo smog presente in Lombardia e invita i comuni a pianificare il futuro anzichè trovare soluzioni che lui giudica estemporanee.  Grillo rilancia inoltre l'argomento sull'inelleggibilità di Roberto Formigoni in Lombardia e Vasco Errani in Emila Romagna.


 


16/03/2009

Incarichi e consulenze d'oro in Comune Il sindaco Moratti di nuovo sotto indagine

Incarichi e consulenze d'oro in Comune Il sindaco Moratti di nuovo sotto indagine

 

La Corte dei Conti contesta 90 incarichi «illegalmente attribuiti». Il gip ha respinto la richiesta di archiviazione del pm Alfredo Robledo. Il sindaco accusato di abuso d'ufficio

 

Letizia Moratti
Letizia Moratti

MILANO - Il Gip milanese Paolo Ielo ha ordinato nuove indagini nell’ambito dell’inchiesta sui cosiddetti «incarichi d’oro», scattata nel 2007, in cui è coinvolto, con l’accusa di abuso di ufficio a scopo patrimoniale, il sindaco di Milano Letizia Moratti. Il Gip, per il momento, ha rigettato la richiesta di archiviazione formulata dal Pm Alfredo Robledo. Nell’inchiesta sono coinvolte altre quattro persone, tra le quali l’ex direttore generale del Comune di Milano ed ex sindaco Giampiero Borghini, che rispondono a vario titolo di abuso di ufficio, concussione e truffa. Il Gip ha dato al Pm tempo fino al 30 giugno prossimo per sentire testimoni e acquisire documenti. Le accuse della Corte dei conti: 90 incarichi su 91 illegittimamente attribuiti. Regolamenti riscritti, «singolare circostanza», pochi giorni prima del conferimento degli incarichi, cosa che potrebbe configurare il dolo. E poi, contratti stipulati in numero superiore all'ammissibile e con persone prive di titolo. Risultato: la Corte dei conti parla di un danno di 11 milioni di euro.

LE ACCUSE - Tra le accuse: l'amministrazione ha «pressoché raddoppiato il numero delle direzioni centrali, portate da 13 a 23, in spregio alle direttive del governo sul contenimento della spesa e dei costi della burocrazia». Inoltre, il nuovo regolamento del Comune varato dalla Moratti prescinde dalla necessità di laurea per le funzioni dirigenziali. E così, si trovano dirigenti non soltanto non dottori, ma anche in «assoluta insufficienza dei requisiti professionali». Un primo capitolo a parte riguarda l'ufficio stampa. Secondo i magistrati, «non appare comprensibile in base a quali criteri sia stato determinato» il numero degli addetti, che sono venti. Inoltre, per lavorare negli uffici stampa bisognerebbe essere giornalisti: cosa che in otto casi non accade.

BORGHINI, BONETTI, MADAFFARI - Secondo rilievo, quello riguardante il direttore generale Pietro Borghini e il capo di gabinetto del sindaco Alberto Bonetti, che sono anche consiglieri regionali. Secondo la legge, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, se eletti, devono scegliere uno dei due stipendi. Il doppio stipendio potrebbe «costituire danno erariale» per 152mila euro per Bonetti e 390mila euro per Borghini. Altro capitolo ancora, quello sulla responsabile del settore servizi sociali Carmela Madaffari. La dirigente ha in corso contenziosi di fronte al Tar e al giudice del lavoro dopo essere stata dichiarata decaduta «per gravi inadempienze» dalla carica di direttore generale dell'Asl di Lamezia Terme, mentre un analogo procedimento era stato disposto durante la sua dirigenza dell'Asl di Locri.