09/07/2010

Tecnologia,creatività e innovazione: è a Oriente la nuova Silicon Valley

Tecnologia,creatività e innovazione: è a Oriente la nuova Silicon Valley

A Varsavia la finale mondiale della manifestazione. In gara più di 300 mila studenti. Imagine Cup 2010, tre nazioni asiatiche si impongono nelle principali categorie. Curtoise: «Siete già leader»

 

Jean Philippe Courtoise, presidente di Microsoft International, interviene all'Imagine Cup a Varsavia
Jean Philippe Courtoise, presidente di Microsoft International, interviene all'Imagine Cup a Varsavia

VARSAVIA - Jean-Philippe Courtoise, presidente di Microsoft International, già li chiama «leader». Non ha dubbi che saranno loro la classe dirigente del futuro. E come lui la pensano un po' tutti nella compagnia fondata da Bill Gates, ben consapevoli che anche la loro storia di successo, in fondo, è una storia che nasce da un'idea e da un piccolo garage utilizzato come studio da quello studente che sarebbe poi diventato Mister Innovazione per antonomasia. Dal palco del Teatro dell'Opera di Varsavia, che ha ospitato le finali mondiali dell'Imagine Cup 2010 e che è stato trasformato per l'occasione in un'arena multimediale, Curtoise ha esortato i finalisti a dare corpo alle proprie idee, ad inseguire i propri sogni, a commettere tutti gli errori che sarà necessario fare perché, citando G. B. Shaw, «una vita in cui sono stati fatti degli errori è comunque migliore di una vita in cui non si è fatto niente». E a fare del proprio meglio per immaginare un mondo diverso - di qui il nome della manifestazione - e per provare a cambiarlo. Non a caso il tema della manifestazione sono gli otto «Millennium Goals» delle Nazioni Unite, gli obiettivi del millennio che vanno dalla riduzione della povertà e della fame nel mondo e al miglioramento dell'istruzione e delle condizioni di salute a livello globale, passando per la tutela e la salvaguardia dell'ambiente.

NEL TEATRO DI CHOPIN - Hanno partecipato in più di 320 mila, in rappresentanza di 110 nazioni del mondo intero. Si sono sfidati nelle undici categorie in cui è suddivisa la kermesse. E sotto i riflettori del teatro costruito agli inizi dell'800 dall'architetto italiano Antonio Corazzi e che per primo ha celebrato il genio di Chopin, nella serata conclusiva di giovedì alla fine ha brillato la stella della Thailandia i cui portacolori, gli studenti del team «Skeek», hanno trionfato nel «software design», la più importante delle sezioni in cui era ripartita la gara. Il loro progetto, un software che consente anche agli studenti sordomuti di seguire lezioni a qualunque livello trasformando le parole dell'insegnante in testo che compare in tempo reale su un monitor sia sotto forma di «balloon» come quelli dei fumetti sia mediante il linguaggio dei segni interpretato da un avatar, è stato giudicato il migliore di tutti e si è aggiudicato il primo premio di 25 mila dollari. Ma altrettanto degni di nota erano i progetti presentati dagli altri cinque team arrivati fino all'ultima selezione. Per la cronaca, al secondo posto si sono piazzati rispettivamente i team di Serbia e Nuova Zelanda. Nella categoria delle Embedded Technologies (software abbinato ad hardware) si è invece imposta Taiwan. Nella categoria «game», videogiochi a loro volta ispirati ai principali problemi che affliggono l'umanità, il successo è andato invece alle Filippine.

LINGUA UNIVERSALE - Non è forse un caso che i tre successi principali (le altre categorie riguardano sfide puramente informatiche e matematiche o arti visive, come la fotografia e la produzione di film) siano andati a squadre di tre Paesi emergenti dell'area orientale. Lo stesso Jon Perera, general manager dell'Education Group di Microsoft, parlando con il Corriere prima che si conoscessero i responsi delle giurie aveva esortato a pensare che non necessariamente i nuovi cervelloni emergeranno dalla Silicon Valley. Se l'Imagine Cup è lo specchio del mondo reale, allora questa profezia si sta già avverando. Non è la prima volta, del resto, che studenti di nazioni che non rientrano tra le otto più industrializzate del mondo riescono ad emergere con idee e progetti tecnicamente validi ma anche innovativi e creativi quanto basta per stare una spanna sopra gli altri. E questo grazie alla tecnologia, la vera nuova lingua universale, capace di abbattere ogni frontiera e ogni barriera e di mettere sullo stesso piano aree del pianeta con storie, cultura e condizioni di vita della popolazione molto diverse tra loro.

STUDENTI IN CAMPO- «Agli studenti non abbiamo chiesto solo di realizzare dei software come fossero compiti assegnati dall'insegnante - ha sottolineato Anthony Salcito, vice presidente Education della società di Redmond, nell'aprire l'Education Leaders Forum, il meeting tra esponenti del think tank di tutte le nazioni sul ruolo dell'istruzione abbinata alle tecnologie che si è svolto parallelamente all'Imagine Cup -. Abbiamo invece voluto che si impegnassero in prima persona nell'individuare progetti per risolvere i problemi del mondo che fossero tarati sulle esigenze dei rispettivi Paesi». I tempi sono maturi. Il ruolo consolidato e sempre più crescente dei social network, l'evoluzione dei dispositivi che consentono di raggiungere anche zone solitamente isolate (in Africa ci sono problemi con le connessioni via cavo, ma i passi avanti dei mobile device rendono sempre più agevole il superamento del digital divide), la crescita del cloud computing, ovvero la disponibilità online di risorse e tecnologie che non necessitano più di essere residenti in una singola macchina. Tutto questo sposta ancora di più l'attenzione sui giovani e sul mondo degli studenti, coloro che queste tecnologie sono in grado di maneggiare e di applicare al loro percorso di formazione. Anche per questo a Varsavia, nella due giorni dedicata al futuro dei sistemi educativi nel mondo, è stata presa in prestito una frase di Nelson Mandela: «L'istruzione è la più potente arma che si possa utilizzare per cambiare il mondo». Parole che forse mai come oggi sono state così dense di significato.

LA SCHEDA. Linguaggi senza parole e dati via radio: ecco la tecnologia che include gli esclusi. I sei progetti finalisti dell'Imagine Cup 2010. C'è anche il software contro lo spreco quotidiano di cibo

Una dimostrazione del funzionamento del progetto che ha vinto l'Imagine Cup (foto A.Sala)
Una dimostrazione del funzionamento del progetto che ha vinto l'Imagine Cup (foto A.Sala)

Nel mondo esistono 364 milioni di persone con problemi di udito. Ci sono molte scuole specializzate per consentire loro di ricevere un’educazione di base. Ma a mano a mano che il livello della formazione si alza, diminuiscono le possibilità di proseguire negli studi. Una sola università, negli Usa, è dedicata a questi studenti. Il software elaborato dal team thailandese - che si è aggiudicato l'Imagine Cup 2010 dopo la sfida finale con Finlandia, Serbia, Singapore, Nuova Zelanda e Malaysia - permette invece loro di seguire qualunque tipo di lezione, dalle scuole elementari all’università. Il software Skeek converte infatti le parole dell’insegnante in un testo che viene riprodotto su un monitor che trasmette l’immagine del professore sottoforma di un «balloon», la classica nuvoletta dei fumetti. Non solo: in un’altra icona lo stesso testo viene riprodotto nel linguaggio dei segni. Il tutto realizzabile con una webcam, un computer e un microfono.

LINGUAGGI SENZA PAROLE - Il progetto del team finlandese serve invece ad agevolare coloro che, per motivi professionali o semplicemente perché hanno a che fare con persone sordomute, hanno necessità di imparare il linguaggio dei segni. Il software sviluppato dai ragazzi dell’università di Turku si basa su una libreria di mini-video che mostrano come compiere con esattezza il movimento che corrisponde ad una parola o ad una frase. Prevede inoltre la possibilità di esercitarsi davanti alla webcam come se si fosse davanti ad uno specchio e di ripetere la cosa ogni volta che è necessario. Insomma, come avere un insegnante – e di una materia così particolare e complessa – sempre a disposizione.

NIENTE INTERNET? C'E' LA RADIO - Dotare i bambini africani, o di altre regioni sottosviluppate nel mondo, di un laptop ormai non è più considerato qualcosa di impossibile. Computer a basso costo sono stati studiati e sviluppati proprio pensando alle esigenze di questi angoli svantaggiati del pianeta. Ma i computer, se restano isolati, servono a poco. E che in certe aree del mondo sia difficile connettersi al web è risaputo. Il progetto del team della Nuova Zelanda punta a risolvere questo problema facendo ricorso alle onde radio. Un software trasforma un testo o uno speech in un segnale compatibile con la trasmissione in Am e in Fm. Una volta recepito mediante una normale radiolina (o un lettore mp3 dotato di ricezione radio) e trasmesso al computer mediante un cavo del costo di pochi centesimi il segnale viene riconvertito in testo. In questo modo è possibile garantire anche ai bambini che vivono nei villaggi più sperduti l’accesso a informazioni e materiali di studio che altrimenti sarebbero preclusi loro.

MENO SPRECHI CON IL FRIGO INTELLIGENTE - Il progetto del team Malaysia parte dalla constatazione che esiste al mondo una grande percentuale di cibo che viene buttato perché semplicemente scaduto o andato a male. Una tendenza, come è facile immaginare, concentrata nei Paesi ricchi. Solo negli Usa ci sarebbero 200 milioni di tonnellate di cibo buttato ogni giorno. Che non sono solo un “peccato”, ma anche uno spreco di risorse e di energia, quelle servite per produrlo, trasportarlo e immagazzinarlo. Energia che ha un costo ambientale ovviamente molto elevato. Di qui l’idea di razionalizzare i contenuti di dispense e frigoriferi mediante un software che avvisa l’utente se ci sono cibi in giacenza da troppo tempo, consigliano anche ricette per privilegiare quelli vicini alla scadenza. Non solo: abituandosi a trascrivere la lista della spesa anche nel programma, e non solo sul fogliettino del block notes, il software è in grado di lanciare un alert qualora si stiano per comprare dei doppioni, magari a causa di una confezione di cibo deperibile dimenticata nella parte più nascosta del frigo. E’ poi possibile prevedere delle diete personalizzate grazie ad un’estensione del programma capace di calcolare per ogni cibo valori nutritivi e calorie e di elaborare statistiche su quanto è stato consumato con relativa analisi delle ripercussioni sul proprio benessere.

COMUNICARE CON GLI OCCHI - Cosa sarebbe una vita senza possibilità di comunicare? Se lo sono chiesti gli studenti del team della Serbia che si sono ispirati ad una puntata di “Dr. House”, in cui il medico capiva quello che il paziente completamente paralizzato gli diceva attraverso il movimento degli occhi, per elaborare un programma che consente a chi si trova in condizione di immobilità forzata di parlare con gli altri, inviare sms, partecipare a chat, navigare in Internet o leggere libri. Il tutto grazie a degli elettrodi da ecg leggermente modificati che, applicati alla fronte del soggetto, sono in grado di riconoscere i movimenti della fronte e delle palpebre. E proprio attraverso di essi la persona che usa il software può compiere scelte nel menù di navigazione. Una persona completamente paralizzata dal collo in giù e che magari non ha possibilità di esprimersi neppure attraverso la voce può così comandare il programma allo stesso modo in cui lo farebbe con un mouse o con uno schermo touch screen e accedere dunque al web, utilizzare i social network (sono stati previsti appositi plug in per utilizzare Facebook ma anche per navigare tra le mappe di Bing e via via il sistema può essere implementato).

INSEGNANTI IN NETWORK - Di istruzione nei paesi sottosviluppati si sono occupati anche gli studenti del team di Singapore che con Teacher Think Tank hanno previsto un’interfaccia che mette in comunicazione insegnanti di tutto il mondo. Quelli che vivono in nazioni povere e che magari hanno a loro volta dei debiti di formazione (e che quindi possono avere necessità di chiedere consulenze su singoli argomenti o sul come tradurre parole e frasi) possono chiedere aiuto ai colleghi del resto del mondo tramite un sms, non avendo magari a disposizione una connessione ad Internet. Il network degli insegnanti che si sono resi disponibili ad aiutare i colleghi in difficoltà ricevono la richiesta e possono rispondere con un altro sms che raggiungerà la persona che aveva fatto la richiesta. Il tutto avviene potenzialmente in tempo reale.

Al. S.

Alessandro Sala


09/07/2009

Tecnologia contro povertà: i giovani sfidano sottosviluppo, fame e malattie

Tecnologia contro povertà: i giovani sfidano sottosviluppo, fame e malattie

 

Imagine Cup: Software e applicazioni embedded per aiutare i Paesi delle aree depresse. Serre computerizzate, vaccinazioni e esami cardiaci via sms, giochi per insegnare a rispettare l'ambiente

 

Elisa Buttussi, del team italiano, presenta il software PaTaTrack, un serious game per insegnare ai ragazzi, tramite una caccia al tesoro nei parchi attraverso telefoni palmari dotati di Gps, l'importanza della tutela dell'ambiente (foto A. Sala)

Elisa Buttussi, del team italiano, presenta il software PaTaTrack, un serious game per insegnare ai ragazzi, tramite una caccia al tesoro nei parchi attraverso telefoni palmari dotati di Gps, l'importanza della tutela dell'ambiente (foto A. Sala)



IL CAIRO (Egitto) - Da una parte c’è la gara vera e propria, dove non conta solo l’idea e una grande importanza la assume l'aspetto tecnico del progetto, la possibilità di implementarlo e di tradurlo in un‘applicazione funzionale anche nella vita reale. Dall’altra, l’impegno ad affrontare le sfide più importanti a cui il mondo si trova oggi di fronte, ovvero gli otto «obiettivi del millennio» che le Nazioni Unite si sono date come traguardo da raggiungere entro il 2015 per migliorare la speranza di vita di milioni di persone che vivono nelle aree più depresse del pianeta.

ALL'OMBRA DELLE PIRAMIDI - L’edizione 2009 dell’Imagine Cup, -la principale competizione internazionale di informatica, innovazione tecnologica e creatività che vede impegnati studenti unversitari dei cinque continenti - ha avuto come da copione i suoi trionfatori, premiati nella suggestiva cornice di un palco e di un'arena montati nel deserto, con le piramidi di Giza e i poliziotti a dorso di cammello a fare da coreografia sullo sfondo. Ma come ha sottolineato Joe Wilson, responsabile Microsoft per il comparto Education, nel corso del «World Festival», la cerimonia finale di consegna degli awards, «tutti quelli che sono arrivati fino qui sono da considerare vincitori». Perché sono stati ben 300 mila gli studenti di oltre un centinaio di nazioni che si sono cimentati in una delle tante categorie in cui è ripartita la kermesse e avere raggiunto la finalissima del Cairo è già un ottimo risultato. Ma, anche e soprattutto, perché quello che davvero resterà al di là di coppe, trofei, assegni e bandiere nazionali sventolate con orgoglio come nemmeno alle Olimpiadi, è l’idea di fondo: fare qualcosa per cercare di cambiare il mondo. O, quanto meno, per provarci.

Il team italiano (foto A. Sala)

Il team italiano

TECNOLOGIA AL POTERE - E' questo il messaggio lanciato proprio a poche ore dall'avvio del G8 dell'Aquila chiamato ad affrontare in parte anche questi temi. Eccoli lì, uno diverso dall’altro per colore, formazione culturale, religione, ma comunque uno a fianco dell’altro, in un tripudio di luci, vessilli nazionali sventolanti e musica techno e chillout sparata a tutto volume, i «ragazzini che salveranno il mondo». Hanno tra i 20 e i 28 anni e un’idea già chiara nella testa: non esistono problemi che sono solo «degli altri», non esiste un terzo mondo diverso da un secondo o da un primo; l'umanità deve progredire insieme e questa battaglia saranno loro a combatterla. Usando la più potente delle armi che l’uomo abbia a disposizione: la tecnologia.

I PROGETTI IN GARA - «Creare software cambia il mondo» è uno degli slogan della manifestazione, riprodotto in tante lingue sulle t-shirt che molti dei «competitors» hanno indossato in questi cinque giorni di sfida e di amicizia. Codici binari contro malattie e denutrizione, programmi che combinano informatica e telefonia per abbattere le barriere naturali che tendono ad isolare le popolazioni e a lasciarle in condizioni di povertà, analfabetismo, sottosviluppo, condizionamento economico dai Paesi ricchi. Ma anche piani di vaccinazione di massa gestiti via sms, rilevazioni cardiologiche a distanza mediante stetoscopi collegati a computer e palmari che utilizzati dalle ong nel cuore di una foresta possono trasmettere i dati a medici specialisti in qualunque città del mondo; applicazioni in grado di gestire alla perfezione i tempi di semina, fertilizzazione e raccolta; database che permettono anche ai contadini di aree sperdute di conoscere le previsioni del tempo e i prezzi di mercato dei prodotti agricoli, per evitare di essere vittime. E ancora, rilevatori gps abbinati a sedie a rotelle motorizzate per consentire ai portatori di handicap di chiedere aiuto ed essere rintracciati immediatamente in caso di bisogno. E videogiochi intelligenti per educare ed insegnare al rispetto e alla salvaguardia dell‘ambiente.

SOLUZIONI VINCENTI - Ed è proprio in questo ambito che si è cimentata anche la squadra che ha rappresentato l’Italia, il team dell’Università di Udine che dopo avere vinto le selezioni nazionali lo scorso maggio a Padova ha portato il suo «PaTa-Track» - una sorta di caccia al tesoro virtuale giocata mediante smartphone con rilevatori gps e mappe caricate in tempo reale da Windows Virtual Earth dove le prove consistono nel riconoscere ambienti e caratteristiche naturali o nel saper come gestire un problema ecologico come la raccolta dei rifiuti - anche all’attenzione della giuria internazionale del Cairo nella più importante delle categorie, quella del software design. Ma l’Imagine Cup è anche una gara e come tale ha i suoi vincitori. Quest’anno il premio principale è andato alla Romania, che ha presentato «UpCity», una piattaforma collaborativa per la risoluzione di problemi che affliggono una comunità in un’ottica di partecipazione collettiva, un po’ sul modello dei social network.

INSETTI AL POSTO DEL PANE - Le altre due categorie di primo piano, quella dell’embedded design (ovvero delle applicazioni abbinate a strumentazioni e apparecchiature in uso nella vita di tutti i giorni) e quella della creazione di videogames hanno invece visto trionfare rispettivamente la Corea del Sud e il Brasile. In particolare, il coreano «Wafree» ha raccolto grandi entusiasmi tra gli altri concorrenti e tra il pubblico che ha visitato lo «showcase» dove tutti i progetti finalisti sono stati esposti: una serra-terrario interamente computerizzata per l'allevamento di insetti che in alcune zone dell’Sud Est asiatico possono costituire un'alternativa alimentare alla denutrizione, soprattutto in aree dai terreni non fertili dove sarebbe difficile avviare coltivazioni di cereali.

OBIETTIVO SVILUPPO - Due infine i progetti premiati per la categoria che, al di là dell’aspetto tecnico, è forse quella socialmente più rilevante: il design for development, ovvero la creazione di soluzioni che siano accessibili anche agli utenti di zone sottosviluppate, senza infrastrutture e con livelli elevati di analfabetismo. In questi casi il software è il ponte tra le società avanzate e quelle rurali e lo strumento di contatto è il telefono cellulare o satellitare. E non è forse un caso che in questa categoria abbiano prevalso un team africano e uno asiatico, più sensibili al tema: gli ugandesi dell’equipe «Development++» hanno studiato un sistema per aiutare i contadini a ricevere via sms informazioni su condizioni meteo, tempi di semina, indicazioni sui raccolti, prezzi di mercato dei prodotti agricoli, per aiutarli a far rendere di più i propri terreni e per non farsi imbrogliare sui prezzi da intermediari e aziende all’ingrosso; gli indiani del team «Trailblazers» hanno invece studiato un software a tecnologia multipoint (diversi mouse collegati allo stesso pc capaci di interagire contemporaneamente, come nei videogame a più giocatori: un accorgimento indispensabile in Paesi poveri dove difficilmente vale il rapporto un pc per ogni utente) per insegnare ai bambini delle scuole come riconoscere la malaria e quali precauzioni adottare per prevenirla o per contenerla.

NEL NOME DI COPERNICO - «Tecnologia e creatività insieme sono insomma in grado di fare la differenza - commenta Amit Mital, vicepresidente dell’Unlimited Potential Group di Microsoft, il dipartimento della compagnia di Redmond deputato a fornire assistenza ai Paesi arretrati o in via di sviluppo -. Entro il 2015 vorremmo che almeno un miliardo di persone possa avere accesso a condizioni di vita, lavoro e salute che per le condizioni ambientali, economiche e sociali dei territori in cui vivono fino ad oggi non erano possibili». Il tema della gara sarà mantenuto invariato anche il prossimo anno. E il testimone per la fase finale è già passato dall’Egitto alla Polonia. «Siamo la terra che ha dato i natali a Copernico - ha spiegato il portavoce del governo polacco intervenuto per l’occasione alla serata finale di Giza -. Lui è stato in passato il simbolo del cambiamento, del salto in avanti della società. Dopo di lui nulla è stato più come prima. Abbiate anche voi il coraggio di cambiare. Se voi vincerete, tutti noi vinceremo».