28/06/2011

Caso rifiuti a Napoli Caro De Magistris, arrangiati o dimettiti

Caso rifiuti a Napoli Caro De Magistris, arrangiati o dimettiti

Il sindaco si crede San Gennaro: aveva promesso di eliminare i rifiuti in 5 giorni e la città è più lercia che mai. Spera che un intervento del governo lo tolga dai guai. Se ci sarà un salvataggio sarà l’ultimo

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31/12/2010

Brindisi sotto l'albero della spazzatura

Brindisi sotto l'albero della spazzatura

NAPOLI SI PREPARA ALLA NOTTE DI SAN SILVESTRO. Allestito sotto la Regione Campania con sacchetti di immondizia e foto di politici e un«Berlusconi-pupazzo»

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02/12/2010

Napoli è 'na munnezza: un giocatore rifiuta il trasferimento

Napoli è 'na munnezza: un giocatore rifiuta il trasferimento

La rivelazione del direttore sportivo Bigon ha denunciato una realtà che veniva finora raccontata sottovoce: un calciatore ha rifiutato le proposte del Napoli, dicendo che lì non abiterebbe mai. E l'emergenza diventa anche handicap sportivo.

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23/09/2010

Rifiuti in pieno centro cumuli davanti alle scuole

Rifiuti in pieno centro cumuli davanti alle scuole

Da via Carducci a piazza Carolina fino a piazza del Plebiscito mucchi di immondizia davanti agli ingressi degli edifici scolastici.

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27/08/2010

La vendetta del web contro la donna che buttò il gatto nel cassonetto

La vendetta del web contro la donna che buttò il gatto nel cassonetto

Identificata dalle telecamere di sorveglianza. Ora è minacciata di morte per quel gesto.

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31/05/2010

Fa a pezzi il padre e getta il corpo in un cassonetto: ventenne confessa

Fa a pezzi il padre e getta il corpo in un cassonetto: ventenne confessa

Verona - la vittima, giorgio zorzi, aveva 66 anni: l'omicidio risalirebbe a sette giorni fa. Il ragazzo è in arresto per omicidio dopo un lungo interrogatorio. Il delitto scoperto ieri sera, dopo la segnalazione di vicini del cattivo odore da un cassonetto

 

 

Della polizia scaligera l'indagine sul terribile delitto (web)

 

VERONA - Uccide il padre, lo taglia a pezzi e getta il cadavere in un bidone delle immondizie. Il delitto è statao scoperto ieri sera, in un quartiere di Verona. Il parricida, dopo alcune ore passate in questura, ha confessato. In carcere è finito Piergiorgio Zorzi, 20 anni, accusato dell’omicidio del padre, Giorgio, 66 anni.

Sono stati i condomini a chiamare la polizia per il malodore che proveniva da uno dei bidoni delle immondizie. Sul posto sono intervenute le volanti, il dirigente della squadra mobile scaligera Giampaolo Trevisi e il suo vice Massimo Scannicchio che hanno portato il giovane in Questura dove, sottoposto ad un interrogatorio durato diverse ore, ha infine confessato davanti al pm scaligero Elvira Vitulli.

Zorzi avrebbe ucciso il padre una settimana fa, in casa. L’indiscrezione è emersa in ambienti vicino agli inquirenti. Il cadavere, tagliato in cinque pezzi con una sega e buttato in un bidone per rifiuti, era in avanzato stato di decomposizione. Per accertare come e quando è stato morto l’uomo, il magistrato incaricato dell’inchiesta ha disposto l’ esame autoptico, che sarà completato in mattinata all’istituto di medicina legale dell’ospedale di Verona.


14/05/2010

Grecia, forte esplosione vicino al carcere di Atene

Grecia, forte esplosione vicino al carcere di Atene

Non ci sono vittime, ma solo danni e due feriti lievi. Uno sconosciuto avrebbe telefonato ad alcuni media per avvertire dell'ordigno contenuto in un cassonetto dell'immondizia

 

Il carcere di Korydallos
Il carcere di Korydallos

ATENE - Una bomba ad alto potenziale è esplosa all'esterno del più grande carcere della Grecia, nei pressi di Atene. Lo ha annunciato la polizia del Paese. Secondo informazioni non confermate due persone sarebbero rimaste leggermente ferite da un vetro infrantosi in uno degli edifici circostanti. La deflagrazione è stata piuttosto potente, tanto da essere udita in buona parte della capitale.

LA TELEFONATA
- L'attentato è avvenuto poco dopo le 22.00 ora locale (21.00 italiane) dopo una telefonata al quotidiano Eleftherotypia e alla rete televisiva Alter. Un anonimo interlocutore ha avvertito che un ordigno sarebbe esploso nei pressi del carcere dopo 30 minuti. La polizia è subito intervenuta, ma non ha fatto in tempo ad evacuare la zona prima che avvenisse l'esplosione. L'ordigno era stato nascosto in un contenitore di immondizia a ridosso di uno dei muri esterni del carcere. L'area è stata completamente blindata. Gli osservatori non escludono, considerando la forza dell'esplosivo e le modalità dell'attentato, che possa essere un attacco compiuto dalla principale organizzazione armata greca, Lotta Rivoluzionaria, o da gruppi fiancheggiatori. Alcuni capi di Lotta Rivoluzionaria arrestati nei mesi scorsi sono detenuti infatti proprio a Korydallos. L'arresto di numerose persone appartenenti a Lotta Rivoluzionaria e la scoperta dell'arsenale del gruppo insurrezionalista avevano fatto pensare che fosse stato di fatto smantellato.

 


13/05/2010

Palermo invasa dai rifiuti, tornano i roghi

Palermo invasa dai rifiuti, tornano i roghi

Cittadini esasperati e vandali annoiati hanno dato fuoco nel capoluogo siciliano all’immondizia che da giorni è tornata ad invadere la città. Intanto nella notte i carabinieri hanno arrestato quattro persone per trasporto di rifiuti pericolosi

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Le strade di Palermo traboccano di rifiuti e continuano a colpire vandali e residenti esasperati dal degrado e dal cattivo odore diventati una costante. Persone non ancora identificate hanno così appiccato il fuoco ai cassonetti colmi di rifiuti e alle mini discariche formatesi in periferia come nelle aree centrali della città: da via Ammiraglio Rizzo a Mondello, passando per via Don Gnocchi, via Santa Maria di Gesù, via Falsomiele e piazzale Costellazione

Intanto nella notte quattro persone, tutte  responsabili del reato di trasporto di rifiuti pericolosi, sono state arrestate a Palermo dai Carabinieri. In particolare i militari hanno  arrestato: Antonino Saviano, pregiudicato, 30 anni, sorpreso in Corso  Calatafimi a bordo di un Piaggio Ape mentre era intento a trasportare  un ingente quantitativo di materiale ferroso, privo delle prescritte  autorizzazioni.


L'uomo si è giustificato asserendo di voler vendere il  materiale, che è stato sequestrato insieme al mezzo utilizzato per il trasporto. Saviano, sottoposto al rito direttissimo è stato condannato all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria presso la stazione Carabinieri di Palermo Brancaccio. In carcere anche Nicola Lo Biondo, pregiudicato di 39 anni, anche in questo caso, i  militari hanno sorpreso l'uomo a un posto di controllo in viale Regione Siciliana Sud-Est mentre, a bordo del proprio autocarro,  trasportava alcune tonnellate di materiale ferroso senza alcuna  autorizzazione.


A seguito della direttissima è stato convalidato l'arresto e  rimesso in libertà. Infine, in manette i fratelli Mariano Giacomo e  Salvatore Vullo, rispettivamente di 20 anni e 24 anni, entrambi  pregiudicati. I due a bordo di un autocarro, sono stati sorpresi in via Castellana, mentre trasportavano circa 3.000 kg di rame, probabilmente rubata, oltre ad altro materiale ferroso.  Anche i due fratelli, ai quali è stato sequestrato anche il mezzo, sono stati arrestati per il reato di trasporto di rifiuti pericolosi. An che loro processati per direttissima, sono stati condannati a otto mesi di reclusione con pena  sospesa e rimessi in libertà.


25/08/2009

Capri, chiusa la Grotta Azzurra: schiuma bianca e maleodorante, sviene marinaio

Capri, chiusa la Grotta Azzurra: schiuma bianca e maleodorante, sviene marinaio

 

L'isola nel golfo di napoli. Il fenomeno è al vaglio dei biologi e dei tecnici dell’Asl

 

L'ingresso della Grotta Azzurra

L'ingresso della Grotta Azzurra

 

NAPOLI - Ancora un colpo durissimo per il simbolo di Capri, la Grotta Azzurra prima invasa da liquami, poi lambita da una coltivazione di marijuana. Stavolta, però, il colpo è letale. Una striscia di schiuma bianca maleodorante è penetrata all’interno dell'antro e ha reso l'atmosfera irrespirabile. Si è così deciso di interrompere le visite frequentissime e chiudere l'ingresso. Un marinaio ha avvertito anche un malore e sono stati chiamati i tecnici dell'Asl.

AL LAVORO I BIOLOGI - Il fenomeno è ora al vaglio dei biologi e dei tecnici dell’azienda sanitaria arrivati immediatamente nella zona dove stanno effettuando i prelievi sia nello specchio d’acqua antistante che nella stessa Grotta. Insieme con i tecnici dell’Asl anche i carabinieri e i marinai della Capitaneria di Porto che hanno avviato un’inchiesta.
Nei giorni scorsi liquami fognari erano stati riscontrati nell’area della Grotta azzurra mentre successivamente un noto ristoratore fu sorpreso, sempre nell’isola del Golfo, a pochi metri dalla riva mentre era impegnato con un suo dipendente a frantumare e gettare bottiglie di vetro in mare.

L'INTERVENTO DELL'ARPAC - Una squadra di tecnici del dipartimento provinciale di Napoli dell’Arpac (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania) sta raggiungendo la Grotta Azzurra. I tecnici effettueranno i necessari rilievi nell’area marina. Secondo il direttore provinciale dell’agenzia, Alfonso De Nardo, è ipotizzabile che i risultati degli esami possano essere noti entro 24 ore, ma certo non prima di domani.

I DUBBI DI LEGAMBIENTE - L'associazione ambientalista solleva intanto dubbi sulla situazione della grotta naturale, simbolo del'isola di Capri. È Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania, a commentare con sorpresa l'ultima scoperta, la scia bianca comparsa tra le acque cristalline: «È solo una fatalità, frutto di un destino cinico e baro o la colpa di un mix di anarchia, degrado ed illegalità come dimostrano i recenti episodi quest'estate? In attesa dei risultati delle analisi, sembra che una vera e propria maledizione sia caduta sull'isola di Capri».

L'INCREDULITÀ DEL SINDACO - «Da parte dell’amministrazione non è stata disposta alcuna chiusura della Grotta Azzurra, ho appreso la notizia dai siti internet». Si dice incredulo invece Francesco Cerrotta, primo cittadino di Anacapri: «Per quanto ci riguarda, appena appresa la notizia, abbiamo incaricato un chimico di fare prelievi per conto del Comune - spiega il sindaco - Gli esami saranno pronti forse non prima di 48 ore, ma da una prima ricognizione visiva e olfattiva non c’è nulla che potesse dare adito a inquinamento e cattivi odori». Non ancora identificata quindi l'origine della schiuma e dell'olezzo nauseabondo, stamattina a dare l’allarme sono stati i barcaioli che effettuano il sistema di trasporto, ora sospeso in via precauzionale, da e per la Grotta Azzurra. Sono stati poi avvertiti i militari che accorsi sul posto hanno a loro volta provveduto ad avvisare il sindaco e i tecnici comunali.


31/05/2009

Palermo in mezzo all'emergenza rifiuti

Palermo in mezzo all'emergenza rifiuti

 

Proteste dei netturbini che chiedono sicurezza sul lavoro e garanzie occupazionali. Da una settimana la raccolta non avviene regolarmente. Decine di cassonetti incendiati


PALERMO - A Palermo è emergenza rifiuti. Mentre cumuli di immondizie marciscono dappertutto per le strade della città dove da una settimana la raccolta dei rifiuti non avviene regolarmente, circa 200 lavoratori dell'Amia, l'Azienda dell'igiene ambientale, si sono radunati davanti al Palazzo d'Orleans, sede del governo regionale, per una manifestazione indetta dal rappresentante di base. Con questa protesta gli autonomi chiedono garanzia per il futuro occupazionale della ex municipalizzata che si trova in difficoltà economiche e per le condizioni di sicurezza sul lavoro. Il traffico nella zona ha subito dei rallentamenti per via della parziale chiusura al traffico di piazza indipendenza. Da giorni i lavoratori dell'Amia mantengono un presidio di fronte al muncipio e decine di cassonetti dell'immondizia stracolmi di rifiuti sono stati incendiati nella notte in diversi quartieri. Le fiamme sono state spente dai vigili del fuoco.

LE SPESE DEI DIRIGENTI NEL PASSATO - I lavoratori dell'Amia, che attualmente ha un debito di 150 milioni di euro, hanno anche reso note le spese sostenute dai dirigenti in passato, in particolare quando la società doveva partecipare a un bando per la realizzazione della raccolta differenziata negli Emirati Arabi. Cena per una persona da 400 euro nei ristoranti più esclusivi di Dubai e Abu Dhabi. Ricevute per l'alloggio di una persona in hotel da 400 euro a notte e contemporaneamente ricevuta della stessa persona che affitta per un'ora un'altra stanza nello stesso albergo super lusso. Le «spese pazze», così sono state definite, dell'ex presidente del Cda dell' Amia (l'ex municipalizzata per la raccolta dei rifiuti nel capoluogo) Vincenzo Galioto, ora senatore Pdl, e di altri dirigenti e consulenti, sono state denunciate in una conferenza stampa a palazzo delle Aquile dai consiglieri comunali del Pd. L'Amia doveva partecipare a un bando per la realizzazione della raccolta differenziata negli Emirati. «Raccolta - dicono i consiglieri - che a Palermo non avviene».