14/10/2010

Impiegato Fiat «solidale» con i colleghi di Pomigliano: giudice ordina reintegro

Impiegato Fiat «solidale» con i colleghi di Pomigliano: giudice ordina reintegro

IL CASO. Era stato licenziato per aver inoltrato una mail delle tute blu polacche sulla questione dello stabilimento campano

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21/01/2010

Accoltella 7 persone a Capannelle nel comando dei vigili del fuoco

Accoltella 7 persone a Capannelle nel comando dei vigili del fuoco


L'uomo ha aggredito gli uomini di guardia nella sede del coordinamento nazionale in piazza Scilla 2

 

 

La scuola vista dall'alto (foto da internet)
La scuola vista dall'alto (foto da internet)

ROMA - Non gli saldano un debito e accoltella 7 persone. Un uomo armato di coltello è entrato poco dopo le 10.30 di giovedì 21 gennaio nella sede del Coordinamento nazionale dei vigili del fuoco di piazza Scilla, a Capannelle, nella periferia di Roma. L'uomo ha aggredito dapprima un impiegato, che sarebbe in gravi condizioni: accoltellato alla gola è stato ricoverato all'ospedale San Giovanni. Poi ha ferito con il coltello altre 6 persone, di cui due donne, e infine ha tentato la fuga in auto durante la quale avrebbe travolto un'altra persona. E' stato poi bloccato dai carabinieri e portato in caserma.

FUGA IN AUTO - L'autore del folle gesto sarebbe un ingegnere civile che aveva eseguito con la sua ditta lavori all'interno della scuola. Giovedì mattina si era presentato, pare, per tentare di riscuotere un credito sospeso da tempo. Entrato nell'ufficio amministrativo un impiegato gli ha obiettato che non aveva un appuntamento e quindi non avrebbe potuto vedere il responsabile. A quel punto, colto da raptus, l'ingegnere avrebbe tirato fuori un coltello da 10 centimetri e lo avrebbe colpito alla gola.
Allarmate dalle urla sono accorse altre persone e l'uomo, per aprirsi una via di fuga, ha cominciato a menar fendenti ferendo almeno altre 6 persone, tra cui due donne. Due gli accoltellati in modo grave. Poi ha preso un'auto all’interno della scuola e, nel tentare la fuga, ha travolto un'altra persona. Poi è stato bloccato dai carabinieri e portato in caserma.

IL CROLLO DEL 1992 - La scuola dei vigili del fuoco di Capannelle era già tristemente nota per un episodio di 18 anni fa. Nel 1992 crollò una palazzina dove erano in corso lavori di ristrutturazione - un edificio che fino a poche settimane prima aveva ospitato gli allievi pompieri di leva - fortunatamente evacuato. Nel crollo morirono tre operai.

Rinaldo Frignani


28/10/2009

Ancona, rapito tecnico informatico In azione 2 banditi, movente oscuro

Ancona, rapito tecnico informatico In azione 2 banditi, movente oscuro

 

Nessuna richiesta di riscatto. Il 46enne Andrea Uncini sequestrato martedì pomeriggio davanti agli occhi del figlio maggiore


ANGELI DI ROSORA (Ancona) - Un tecnico informatico di 46 anni, Andrea Uncini, impiegato in un'azienda di Fabriano che produce circuiti stampati, è stato sequestrato martedì pomeriggio a Rosora (Ancona), da due banditi incappucciati che lo hanno caricato a forza su un furgone Mercedes bianco e si sono dileguati a tutta velocità. Il rapimento, dal movente ancora oscuro, è avvenuto attorno alle 18:30 di fronte alla villetta di Contrada Pratelli 52 dove Uncini vive con la moglie Annalisa, ragioniera presso uno studio di commercialisti, e i figli Filippo, di 16 anni, e Jarno, di 6.

«UN FAMIGLIA NON FACOLTOSA» - «Una famiglia tranquilla, gente a posto, che lavora, non certo facoltosa», dice il sindaco Lamberto Marchetti, il quale non crede affatto alle voci di «debiti o peggio prestiti a usura» diffusesi subito dopo la sparizione di Uncini. Nessuna richiesta di riscatto sarebbe ancora giunta ai parenti, né si sa se nelle settimane scorse l'impiegato abbia ricevuto minacce o richieste di denaro. Le indagini, coordinate dal pm di Ancona Marco Puccilli e condotte dai carabinieri, sono a tutto campo. La famiglia Uncini non è ritenuta facoltosa, e il rapito non ha precedenti penali. Secondo il sindaco, marito e moglie stavano ristrutturando con «molti sacrifici» la vecchia casa dei genitori, una villetta piuttosto isolata, non lontana dal cimitero di un paese di 1.800 abitanti, sotto choc per un fatto del genere, totalmente inedito da queste parti.

IL RAPIMENTO SOTTO GLI OCCHI DEL FIGLIO MAGGIORE - Drammatiche le sequenze del rapimento, anche queste però ricostruite attraverso versioni piuttosto discordanti. Andrea Uncini sarebbe stato portato via sotto gli occhi del figlio maggiore, nel cortile della villetta. Si era appreso che i due banditi erano armati di pistole elettriche, ma l'Arma ha precisato che nel sequestro non risultano impiegate armi. Si sa che Filippo ha cercato di correre in soccorso del genitore, ma Uncini gli ha gridato «Scappa! vai via, chiuditi dentro...» prima di essere inghiottito dal furgone. In casa era presente anche il piccolo Jarno, che per fortuna non si è accorto di nulla, ed è stato subito portato via da una vicina e amica di famiglia. Annalisa Uncini era ancora al lavoro. La donna e il figlio maggiore sono stati ascoltati separatamente, in due caserme dell'Arma, a Montecarotto e a Jesi. Mentre i militari della Scientifica cercano tracce utili, anche fuori dal villino, sotto la luce di una cellula fotoelettrica dei vigili del fuoco. Di Andrea Uncini in paese non si sa poi moltissimo. E perfino sul suo vero posto di lavoro sono circolate notizie e smentite. Qualcuno lo descriveva assunto presso un'azienda collegata alla famiglia Merloni (un omonimo è dipendente Indesit a Roma), poi si è parlato di una ditta che commercializza pneumatici, sempre a Fabriano. Alla fine, secondo i carabinieri il tecnico opera presso una ditta del settore elettrico, che produce circuiti stampati. Di certo, con il passare delle ore, e in assenza di segnali da parte dei sequestratori, la preoccupazione dei familiari e degli investigatori cresce.


05/03/2009

Bancario fa sparire 23 milioni, arrestato

Bancario fa sparire 23 milioni, arrestato

 

Protagonista del maxi-furto un manager della banca della Svizzera italiana. L'istituto aveva sporto denuncia, simulava autorizzazioni per bonifici o prelievi. in manette anche due complici

 

MILANO - Ha "distratto" fondi per 23 milioni di euro. Fuori dai tecnicismi, ha rubato. Protagonista del maxi-furto un manager della banca della Svizzera italiana (Bsi), la più antica del Canton Ticino. Lo stesso istituto ha denunciato il fatto alla Guardia di Finanza, che ha avviato gli accertamenti facendo scattare l'operazione «Silvan», come il famoso mago. La vicenda si è conclusa con l'arresto del ladro, anche lui abile (ma evidentemente non troppo) a far sparire le cose.

ARRESTATI DUE COMPLICI - Il manager, che si occupava della gestione dei grandi patrimoni, avrebbe simulato nel tempo di aver ricevuto dai clienti della banca d’affari disposizioni di autorizzazione, orali, scritte o telefoniche, per bonifici o prelievi in contanti. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Caterina Interlandi è stata eseguita dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Milano e riguarda anche due complici del bancario, anche loro accusati di associazione a delinquere finalizzata al furto aggravato dalla fraudolenza. I due, già arrestati dalla magistratura svizzera, si sarebbero occupati dell’organizzazione delle strutture societarie «per convogliare il denaro carpito con le fraudolente movimentazioni del manager bancario».

CONTI IN ITALIA E ALL'ESTERO - Secondo gli investigatori, i soldi sarebbero stati convogliati in conti di altre persone e società in Italia e all’estero, che avrebbero simulato transazioni immobiliari per giustificare i passaggi di denaro. Grazie anche alle collaborazione con le autorità elvetiche, nel corso delle indagini sono stati ricostruiti i flussi finanziari e sono stati sottoposti a sequestro, in Italia e in Svizzera, somme e titoli per un valore di oltre 12 milioni di euro. Le fiamme gialle spiegano che «nel frattempo, grazie alle informazioni quotidiane scambiate con la polizia cantonale elvetica, tre dei soggetti indagati venivano arrestati in Svizzera, lo scorso febbraio, con l’accusa di truffa, amministrazione infedele e riciclaggio».