22/11/2010
Acque all'arsenico: l'Ue chiude i rubinetti di 128 Comuni italiani
Acque all'arsenico: l'Ue chiude i rubinetti di 128 Comuni italianiINQUINAMENTO. Documento di Bruxelles nega al ministero della Salute la deroga ai limiti per la potabilità. E impone ordinanze per vietarne l'uso alimentare. Lazio regione più colpita
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21/09/2010
Il (pessimo) caffè dei casalesi imposto a bar e supermercati: undici arresti
Il (pessimo) caffè dei casalesi imposto a bar e supermercati: undici arrestiMiscela della marca «nobis». Blitz della Dda: in manette per estorsione presunti affiliati al gruppo vicino a Bidognetti e Setola
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20/07/2010
Spiagge gratis per pochi La beffa dello sciopero
Spiagge gratis per pochi La beffa dello scioperoOmbrelloni e lettini Oggi l’iniziativa contro le regole Ue. «Accesso libero per protesta». Ma l’adesione è scarsa
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| Bagni a Milano Marittima (Venturini) |
L’indicazione del sindacato dei balneari era stata molto chiara. E da alcune settimane l’ordine perentorio: oggi (in teoria) sarebbe dovuto essere il giorno dello sciopero. Della grande serrata dei bagni d’Italia, con ombrelloni e lettini gratis per tutti. Una forma di sciopero atipico (contro la liberalizzazione del settore), come andava dicendo Riccardo Borgo, presidente del Sib. Peccato, per lui, che lo sciopero (atipico) rischia di passare alla storia come quello tra i meno fortunati. Con pochissime adesioni.
Molti bagni, infatti, hanno deciso, pur condividendo il senso della protesta, di non aderire. Motivo: non perdere l’incasso della giornata e non alienarsi la simpatia dei clienti. Soprattutto nelle zone frequentate dai turisti cosiddetti chic. È il caso di Positano, di gran parte delle zone vip della Liguria (tranne Alassio) e della Toscana dove il fronte del no allo sciopero è concentrato a Forte dei Marmi e Marina di Pietrasanta.
Il presidente del Sib non si perde d’animo, e contattato dal Corriere ostenta perfino tranquillità («anche perché l’ho organizzato io questo sciopero). Ma quando gli si fa notare che molti dei «suoi» badano più all’incasso che ai principi, risponde: «Ho sentito anche io lamentele. Mi hanno telefonato per dirmi che in questa fase della stagione è dura dare servizi gratis e che siamo imprenditori. Gli imprenditori non scioperano ». Quindi spera. «Ho pregato i bagni che non vogliono erogare servizi gratuiti almeno di offrire un aperitivo o scrivere un cartello. Per dare un segnale ». Sulla costiera romagnola molti neanche sapevano dello sciopero. Solo a Cesenatico, dove sono concentrati gli iscritti al Sib, metteranno un cartello.
Intanto l’iniziativa ha scatenato le proteste politiche. I verdi, per voce di Angelo Bonelli, definiscono lo sciopero surreale: «Protestare contro la possibilità di liberalizzare il mercato dal 2015 viola le sentenze della Corte dei Conti». A dare man forte a Bonelli ci hanno pensato i balneari del Sib. Non hanno scioperato. O quasi.
Agostino Gramigna
10:29 Scritto in TURISMO | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: turismo, protesta, gestori, spiagge, iniziativa, regole, imposizione, unione europea, accesso libero, sciopero, scarsa adesione | OKNOtizie |
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24/04/2009
Estorsioni contro ditte siciliane a Milano Due arresti, volevano uccidere Crocetta
Estorsioni contro ditte siciliane a Milano Due arresti, volevano uccidere Crocetta
Tentavano di ricostituire il pericoloso clan degli Emmanuello. I boss preparavano attentati contro il sindaco di Gela, impegnato contro la mafia, e alcuni imprenditori "ribelli"
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| Il sindaco di Gela Rosario Crocetta (Ansa) |
MILANO - Imponevano il pagamento del pizzo anche alle imprese «in trasferta», ovvero ditte siciliane che si erano aggiudicate degli appalti a Milano, e stavano preparando un attentato al sindaco di Gela Rosario Crocetta, candidato dal Pd alle Europee. Per questo sono stati arrestati Maurizio Saverio La Rosa, 40 anni, e Maurizio Trubia, di 41, entrambi di Gela. L'accusa per entrambi è di associazione mafiosa.
CLAN EMMANUELLO - Gli imprenditori erano costretti a pagare «la protezione» anche se svolgevano lavori in città del Nord Italia e non solo in Sicilia. In particolare, il clan mafioso di Gela aveva imposto il pagamento del «pizzo» ad una impresa siciliana che era impegnata nei lavori di manutenzione dell'acquedotto milanese, per conto della società MM. L'indagine si è concentrata sul gruppo mafioso degli Emmanuello, che fa capo a Cosa nostra, strutturato in organismi territoriali che operano unitariamente o in stretta collaborazione in diverse zone del territorio nazionale e all'estero. I due arrestati dovranno pure rispondere dell'aggravante di aver fatto parte di un'associazione armata, che aveva disponibilità di esplosivo e armi. L'indagine, coordinata dalla procura distrettuale antimafia di Caltanissetta, ha consentito di individuare gli attuali reggenti di Cosa nostra di Gela e di stroncare sul nascere un serio tentativo di ricostituzione del clan degli Emmanuello. L'inchiesta si basa su intercettazioni e sul contributo offerto da un imprenditore di Gela, che ha denunciato le estorsioni, e sulle nuove dichiarazioni del boss Carmelo Barbieri, che sta collaborando con i pm della Direzione distrettuale antimafia.
ATTENTATO AL SINDACO - Dall'inchiesta è emerso che il clan Emmanuello stava preparando un attentato per uccidere il sindaco di Gela Rosario Crocetta e alcuni imprenditori che negli ultimi anni hanno collaborato con le forze dell'ordine e la magistratura nella lotta al racket delle estorsioni. Per gli inquirenti il pericolo di attentati era «attuale e imminente». Per questo la Procura distrettuale antimafia ha chiesto con estrema urgenza il provvedimento cautelare al gip. Il progetto di uccidere Crocetta sarebbe conseguenza delle campagne di stampa e delle iniziative prese dal sindaco per riaffermare la legalità a Gela. Il piano era stato preparato e concordato da La Rosa insieme ad altri mafiosi residenti nel Nord. Negli ultimi mesi il boss aveva fatto diversi viaggi tra la Sicilia e la Lombardia, dove ha incontrato esponenti delle cosche mafiose di Gela che da tempo si sono trasferiti fra Milano e Varese. Lì i boss proseguirebbero gli affari illeciti, con la disponibilità di armi. Dell'attentato a Crocetta ha parlato anche i pentito Barbieri, il cui primo verbale di interrogatorio da collaboratore di giustizia è del 6 marzo 2009. Alle sue dichiarazioni si aggiungono le intercettazioni degli uomini del clan Emmanuello.
SOLIDARIETÀ DEL PD - A Crocetta è arrivata la solidarietà di tutto il Pd. «La scoperta di un piano per uccidere il sindaco e gli imprenditori coraggiosi di quella città per il loro impegno contro la mafia è un segnale grave - ha detto il segretario Franceschini -: non bisogna abbassare la guardia e anzi bisogna dare all'impegno contro la criminalità organizzata un valore e una visibilità ancora maggiori. Esprimo la mia solidarietà a Crocetta, un sindaco coraggioso, da sempre impegnato sul fronte della lotta alla mafia, che il Partito Democratico ha candidato alle europee. Vogliamo ribadire con forza che le sue battaglie contro la criminalità organizzata sono anche le nostre e che continueremo a stargli accanto nella sua lotta che certamente continuerà a condurre senza farsi intimidire».
13:19 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: sicilia, tentativo, ricostruzione, clan, mafia, attentati, preparativi, assassinio, sindaco, gela, imprenditori, imposizione, pagamento | OKNOtizie |
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17/03/2009
Salvi i super stipendi, inammissibile l'emendamento che imponeva un tetto
Salvi i super stipendi, inammissibile l'emendamento che imponeva un tetto
Stoppati tutti gli emendamenti non in linea con il decreto sul settore Auto. Non sarà discussa la proposta della Lega che voleva bloccare a 350 mila euro i compensi dei manager pubblici
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| L'aula di Montecitorio (Ansa) |
ROMA - Non sarà messa in discussione la proposta avanzata da alcuni parlamentari della Lega di mettere un tetto agli stipendi dei manager di banche e imprese che, in difficoltà per la crisi, beneficeranno di aiuti pubblici. Le proposte sono infatti contenute nell'elenco degli emendamenti al decreto «Salva-auto» considerati inammissibili per materia.
LA PROPOSTA DELLA LEGA - In particolare, un emendamento prevedeva che non potesse superare il limite di 350.000 euro annui il trattamento economico dei dirigenti di banche o istituti di credito che beneficiano in materia diretta o indiretta di aiuti anti-crisi. Un altro emendamento, considerato inammissibile, prevedeva che gli emolumenti corrisposti a qualunque soggetto avente rapporti di lavoro con le amministrazioni statali, o con le agenzie oppure con enti pubblici economici e d enti di ricerca, nonchè con i magistrati, non potesse superare il limite del trattamento corrisposto ai membri del Parlamento.
E con questa siamo all'ennesima delusione del governo in carica che aveva assicurato norme più rigide per evitare la crisi, ecco che si ritorna al passato c'è chi guadagna milioni di euro azzoppando aziende pubbliche e private (es. Alitalia, arricchendo sempre le stesse persone, uno tra tutti il sig. Colaninno che all'epoca del boom elettronico fu l'unica azienda italiana ed iinventore del primo computer a fallire l'azienda in questione fu la Olivetti e poi la Sip ora Telecom , ora mi domando quale sarà la prossima zienda che salterà? Mah chi vivrà vedrà), senza che nessuno intervenga, e chi, con uno stipendio da fame deve tirare avanti un mese senza aiuti da parte del governo. Grazie zio silvio.
15:45 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: manager, super stipendi, stipendi d'oro, salvi, emendamento, fermato, imposizione, tetto | OKNOtizie |
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