27/01/2012

Israele: serpente entra nella stanza di un bimbo di un anno che lo divora a morsi

Israele: serpente entra nella stanza di un bimbo di un anno che lo divora a morsi

Impresa degna di ercole. La madre lo ha trovato mentre masticava tranquillamente il rettile che non era di una specie velenosa

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31/05/2011

Draghi , sì alla manovra a giugno «Declino non è ineluttabile»

Draghi , sì alla manovra a giugno «Declino non è ineluttabile»

L'ASSEMBLEA DI BANCA D'ITALIA. Il governatore cita Einaudi: risorgimento politico insieme a risorgimento economico. Basta intrecci corporativi

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01/06/2010

Roland Garros, Schiavone in semifinale

Roland Garros, Schiavone in semifinale

TENNIS. Battuta la Wozniacki. È la prima italiana dal 1954

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PARIGI - L'Inter, di cui è molto tifosa, ha vinto la Champions League dopo 45 anni di attesa. E lei, per festeggiare, ha compiuto un'impresa che mancava da 54 anni nel tennis italiano. Battendo 6-2, 6-3 in un'ora e 20' la n. 3 del mondo, la danese Caroline Wozniacki, nei quarti di finale degli Internazionali di tennis di Parigi, Francesca Schiavone è la prima italiana a entrare in semifinale di un torneo del Grande Slam dal 1954. L'ultima era stata la romana Silvia Lazzarino, sempre a Parigi. L'azzurra sfiderà la russa Elena Dementieva che ha sconfitto la connazionale Nadia Petrova 2-6, 6-2, 6-0, numero 5 del ranking. Un successo che comunque è una buona notizia per il nostro tennis: comunque vada la semifinale, dopo il Roland Garros Francesca Schiavone diventerà la n. 9 del mondo e Flavia Pennetta la 10. È la prima volta nella storia che due giocatrici italiane entrano nelle top ten.

IL PREMIO - Con la qualificazione alle semifinali del Roland Garros, Francesca Schiavone si è assicurata un premio di 100.000 euro stanziato dalla Federtennis. Prima dell'inizio del torneo, si legge sul sito della federazione, «la Fit aveva deciso di stanziare un premio speciale per quella che, fra Flavia Pennetta e Francesca Schiavone, avesse riscritto la storia del tennis italiano qualificandosi per le fasi decisive di questo Roland Garros: 100.000 euro per la semifinale, 200.000 per la finale, 400.000 per la vittoria. La Schiavone, dunque, s'è già assicurata i 100.000 euro. Per ora...».

Redazione online


12/05/2010

Mappa di città Maya a tempo di record

Mappa di città Maya a tempo di record

Due archeologi con un'innovativa tecnologia laser sono riusciti in 4 giorni in un'impresa fallita per 25 anni

 

 

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MILANO - Una coppia di archeologi statunitensi ha utilizzato una tecnologia basata sull'uso del laser, detta Lidar, che, montata su un aereo bimotore, ha consentito in pochi giorni di ovviare a un problema che durava da venticinque anni. L'intento dei due, entrambi professori di antropologia della University of Central Florida, era quello di tracciare una mappa della città di epoca Maya di Caracol in Belize e ciò che maggiormente li ostacolava era la foresta, che in parte circonda e in parte ricopre i resti dell'antica città, rendendo molto complicato individuare con certezza rovine e confini.

DAL CIELO - La pratica di effettuare rilevamenti da un aereo non è certamente nuova. Persino Charles Lindberg, autore della prima traversata dell'Atlantico, la utilizzò per scattare fotografie aeree delle rovine di Pueblo, nell'America sud-occidentale, e la Nasa e altri enti usano metodi di rilevamento radar o satellitare anche a fini archeologici. Ma tra il fitto fogliame della foresta del Belize nessun occhio aereo era ancora riuscito a penetrare così a fondo.

LIDAR - L'acronimo sta per light detection and ranging (rilevamento e classificazione della luce) e una sua evoluzione è l'Airborne Laser Terrain Mapper, la tecnologia usata dai Chase per ridisegnare la morfologia di Caracol. Al termine della secca primavera del Belize, quando il fogliame degli alberi è al minimo, da un aereo che compie 62 voli in direzione nord-sud e 60 in quella est-ovest, parte un flusso continuo di impulsi radar diretti al suolo. Questi inviano un segnale di ritorno che viene registrato e triangolato da ricevitori Gps, che a loro volta mandano i propri dati a computer in grado di produrre vere e proprie fotografie del suolo.

CARACOL - Sono bastate poco più di dieci ore di misurazioni attraverso il laser per mostrare dettagli topografici molto chiari della città Maya. Questa, secondo la coppia di archeologi, si estendeva su una superficie di poco più di 100 chilometri quadrati e nel periodo di massimo splendore, tra il 550 e il 900 d.C., raggiungeva i 115 mila abitanti. Aveva un centro deputato alle cerimonie, con ampie plazas, che si estendeva a zone industriali e quartieri poveri e continuava fino alla zona sub-urbana ricca di case, mercati e terrazzamenti agricoli. Entusiasta il parere della dottoressa Diane Chase : «Siamo stupefatti. Credo che l'uso del Lidar rivoluzionerà l'archeologia Maya allo stesso modo in cui lo hanno fatto la datazione al carbonio negli anni '50 e l'interpretazione dei geroglifici Maya negli anni '80 e '90».

Emanuela Di Pasqua


05/10/2009

In 103 cavalcano insieme l'onda: è record

In 103 cavalcano insieme l'onda: è record

 

Il gruppo di partenza era composto da 443 atleti. Primato in Sudafrica, dove 103 surfisti sono riusciti a scivolare insieme sulla tavola

 

 

I surfisti sudafricani protagonisti del record
I surfisti sudafricani protagonisti del record

MILANO - Ce l'hanno fatta. Un gruppo di surfisti sudafricani voleva entrare nel Guinness dei Primati cavalcando contemporaneamente la stessa onda. Sono riusciti a stare in piedi sulla tavola per il tempo necessario a stabilire il nuovo primato, ovvero più di cinque secondi. In 103 hanno tentato l'impresa, riuscendoci.

MEGA-RADUNO - E' accaduto domenica scorsa a Città del Capo, in Sudafrica, in occasione del mega-raduno di surfisti «Earthwave Global Surf Challenge» a Muizenberg Corner. Mare, sole, onde e surf, ma anche un record da guinnes dei primati, che tuttavia deve essere ancora riconosciuto ufficialmente dai severi giudici di Londra. Dopo qualche tentativo iniziale andato male, hanno battuto il precedente primato stabilito meno di un anno fa a Santos in Brasile, dove in occasione dello stesso festival, 100 surfisti brasiliani avevano già cavalcato insieme la stessa onda. La prova dell'impresa riuscita è proprio in una foto nella quale si contano esattamente 103 surfisti sulla tavola. «Quattrocentoquarantatre sportivi erano in acqua per battere il record», ha spiegato l'organizzatore Paul Botha di Kahuna Promotions. L'iniziativa, ispirata alla campagna ecologista dell'ex vicepresidente degli Stati Uniti e premio Nobel Al Gore, chiede anche attenzione sul riscaldamento globale.

Elmar Burchia


20/08/2009

«Ascoltato» il boato del «Big Bang»

«Ascoltato» il boato del «Big Bang»

 

Anche l'italia ha partecipato all'impresa. Il primo «tuono» dell'universo captato sotto forma di onde gravitazionali

 

Lo schema dell'antenna utilizzata per captare le onde gravitazionali
Lo schema dell'antenna utilizzata per captare le onde gravitazionali

ROMA - Si comincia a sentire il primo «tuono» dell'universo. Un nuovo importante passo avanti per catturare le tracce del Big Bang, ossia del momento in cui l'universo ha improvvisamente cominciato a espandersi, sotto forma di onde gravitazionali è stato raggiunto grazie ad un'antenna «grande come mezzo pianeta» e a una forte collaborazione internazionale, nella quale l'Italia ha un ruolo importante. La scoperta, pubblicata sulla rivista «Nature», è il risultato della collaborazione internazionale Ligo-Virgo, alla quale l'Italia partecipa con l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

LO STUDIO - Lo studio ha osservato per la prima volta il profilo delle onde gravitazionali generate dal primo minuto di vita dell'universo. Previste da Albert Einstein, le onde gravitazionali sono l'eco delle esplosioni gigantesche e violente che avvengono nell'universo, come il Big Bang che ha dato origine a stelle e galassie, o come l'esplosione delle stelle giunte alla fine del ciclo vitale (supernovae) o lo scontro tra buchi neri. Gli studiosi italiani che hanno partecipato al progetto sono stati coordinati per l'Italia da Francesco Fidecaro, dell'università di Pisa e dell'Infn ed hanno utilizzato una rete di quattro interferometri che insieme formano una gigantesca antenna che si estende dagli Stati Uniti all'Europa. Ne fanno parte l'interferometro italiano Virgo, che si trova a Cascina (Pisa) e gli interferometri del programma statunitense Ligo (Stato di Washington e in Louisiana) e l'interferometro tedesco di Hannover.

«ECO PRIMORDIALE» - Alla nascita dell’Universo si sono generati due grandi tipi di eco: quella dovuta al calore residuo della grande esplosione (la radiazione a microonde del fondo cosmico) e quella creata dal flusso di onde gravitazionali (increspature nel tessuto dello spazio tempo). Di queste due eco solo quella delle onde gravitazionali porta fino a noi le informazioni sul tempo immediatamente successivo al Big Bang. L’Universo primordiale infatti era trasparente solo per le onde gravitazionali, mentre per tutte le altre particelle non lo era. E’ per questo che l’eco della radiazione a microonde del fondo cosmico ci permette di «osservare» il cosmo solo, per così dire, circa 400 mila anni dopo l’esplosione iniziale. L’eco delle onde gravitazionali, il cosiddetto stochastic background o rumore di fondo stocastico, si presenta come la sovrapposizione di diverse onde come quelle sulla superficie di uno stagno ma di differenti altezze e direzioni. L’intensità di questo background ha una relazione diretta con i parametri che governano il comportamento dell’Universo durante il primo minuto dopo il Big Bang.

 

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03/12/2008

L'impresa del surfer in piazza San Marco

L'impresa del surfer in piazza San Marco

Duncan Zuur, olandese 34enne, ha attraversato il cuore di Venezia sul wakeboard, davanti ai turisti esterrefatti, erano anni che il campione aspettava le condizioni ideali per realizzarla

 

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VENEZIA - Ventilatori e una corda. È bastato poco all'olandese 34enne Duncan Zuur per realizzare uno dei suoi sogni: attraversare piazza San Marco a Venezia a bordo del suo wakeboard, disciplina in cui si distingue a livello mondiale e in cui si è piazzato terzo ai mondiali del 2004. Martedì, mentre i veneziani guardavano sconsolati la città sommersa armati di stivali e galosce, Zuur ha meravigliato tutti surfando a pelo d'acqua davanti alla basilica e nelle viuzze circostanti. Erano anni che il 34enne originario di Amsterdam aspettava questo momento: insieme al suo team era stato più volte a Venezia ma non si erano mai presentate le perfette condizioni per un attraversamento della piazza via acqua. Tante grazie dunque al maltempo e ai livelli record della laguna: mai così alto da 20 anni a questa parte. Una giornata indimenticabile per i pochi turisti presenti, che hanno visto Zuur sfrecciare davanti ai propri occhi.

SPETTACOLO FLASH - «Neanche dodici ore dopo l'allarme dell'acqua alta il mio team al gran completo è già lì per fare in modo che io possa cominciare», racconta Zuur, a sua volta arrivato precipitosamente dalla Francia, dove stava trascorrendo una vacanza con la famiglia. Il tutto si è svolto molto rapidamente. Pochi minuti dopo le 11, il livello dell'acqua aveva raggiunto 1,35 m. Il team di Zuur ha sistemato sotto i portici che delimitano la piazza, tra le colonne, piccoli ventilatori da 20 cavalli di potenza. Un membro dello staff, con stivali di gomma, ha attraversato la piazza con una corda di 120 metri consegnandola a Duncan, che nel frattempo si era preparato per l'impresa. Alcune surfate e lo spettacolo, ovviamente non autorizzato, si è concluso senza che la polizia se ne accorgesse.