09/05/2012

Bankitalia: a marzo fermi i prestiti alle imprese

Bankitalia: a marzo fermi i prestiti alle imprese

L'analisi dei bilanci bancari. La banca centrale: si blocca il credito alle società non finanziarie e frena quello alle famiglie

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27/01/2012

Cancellati i mini-debiti col fisco. Non si pagherà fino a 30 euro. Concorsi e diploma di laurea. Rivoluzione dei titoli di studio

Cancellati i mini-debiti col fisco. Non si pagherà fino a 30 euro. Concorsi e diploma di laurea. Rivoluzione dei titoli di studio

Il decreto - Le semplificazioni e le tasse.

Tutti i certificati online e in tempo reale, dalla nascita alle nozze. Le imprese potranno rientrare negli appalti con l’accordo sulle rate.

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04/01/2012

È lo Stato il vero evasore: deve 90 miliardi alle imprese

È lo Stato il vero evasore: deve 90 miliardi alle imprese

La pubblica amministrazione lascia a secco i creditori: il tempo medio per i pagamenti è 186 giorni. Maglia nera alla sanità: 40 miliardi il debito complessivo.

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18/10/2011

Sviluppo, imprese a Berlusconi: «Tempo scaduto, bisogna fare»

Sviluppo, imprese a Berlusconi: «Tempo scaduto, bisogna fare»

L'appello. Lettera di Abi, Confindustria, Rete imprese, Ania e Cooperative. Il premier: «Soldi finiti, ci inventeremo qualcosa. Ma non c'è fretta»

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28/12/2010

Tasse e sanità: tutte le novità da gennaio

Tasse e sanità: tutte le novità da gennaio

Famiglie ed economia. Ecco cosa è destinato a cambiare nel nuovo anno e nei successivi con la manovra di contenimento del deficit

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26/12/2010

L'«invasore pro-Cassano» scappa da Abu Dhabi. Preso sulla nave: ora rischia

L'«invasore pro-Cassano» scappa da Abu Dhabi. Preso sulla nave: ora rischia

Era stato fermato alla finale del Mondiale per club Inter-Mazembe. «Ho chiesto aiuto al mio agente Lele Mora. Ma anche l'Italia faccia qualcosa»

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12/12/2010

Cassa integrazione record nel 2010, superato il miliardo di ore complessive

Cassa integrazione record nel 2010, superato il miliardo di ore complessive

«Imprese e lavoratori hanno raschiato il fondo del barile, serve politica diversa». I dati diffusi dalla Cgil: coinvolti 600 mila lavoratori, su ognuno dei quali i tagli in busta sono stati di 7.500 euro

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25/11/2010

Governo ancora ko alla Camera: Fli e Udc votano contro

Governo ancora ko alla Camera: Fli e Udc votano contro

E' bastato un emendamento del partito di Casini per fare andare ancora "sotto" la maggioranza in Aula. Il testo votato riguardava la riforma dell'Università, proprio nel giorno delle proteste di studenti e ricercatori in tutta Italia

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15/09/2010

Sfida «made in Italy» per l'auto elettrica

Sfida «made in Italy» per l'auto elettrica

Domani la firma al Ministero, coinvolti gli atenei da Milano a Palermo. Due i progetti: in campo il meglio delle università e delle imprese

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13/06/2010

Tremonti: troppe regole «Labirinto di leggi fa paura»

Tremonti: troppe regole «Labirinto di leggi fa paura»

«Impresa, sì modifiche articoli 41 e 118». Ricetta anti-crisi: «Giusta via è quella di pomigliano». Il ministro: «Il nostro Paese fa ogni anno 4 chilometri di Gazzetta Ufficiale, economia bloccata».

 

Giulio Tremonti (Infophoto)
Giulio Tremonti (Infophoto)

MILANO - In Italia c'è una «quantità impressionante e crescente di regole» che bloccano l'economia. Ospite della Festa nazionale della Cisl a Levico Terme, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti non usa mezzi termini. «Questo è un Paese che fa quattro chilometri di Gazzetta Ufficiale l'anno, un chilometro quadrato di regole all'anno» ha spiegato il titolare di Via XX Settembre. «Abbiamo una quantità impressionante e crescente di regole, che hanno l'effetto di un blocco oltre il bisogno, di una ragnatela, che fa anche paura», ha aggiunto, sottolineando la presenza di un «labirinto di leggi», in Italia ma anche in Europa.

IMPRESA- Quanto alla libertà d'impresa e alla riforma allo studio dell'esecutivo, Tremonti ha ribadito il suo sì alle modifiche degli articoli 41 e 118 della Costituzione e le sue proposte di deregulation per facilitare la libertà d’impresa. L’Italia, ha detto, «non può competere con sistemi troppo diversi dal nostro e per farlo dobbiamo lasciare giù’ un po’ di zavorra». Per Tremonti «l’idea è semplice: aggiungere nell’art.41 della Costituzione il principio del riconoscimento della responsabilità alla persona. Poi la segnalazione di inizio attività l’autocertificazione, l’idea dei controlli solo ex post e infine il riconoscimento della buona fede. Questo deve essere fatto da subito per legge ordinaria e questi cinque principi devono essere blindati con legge costituzionale - continua - perché nel nostro sistema, che è bloccato, se non cambi la Costituzione si blocca tutto».

LA VIA DI POMIGLIANO - Davanti al sindacato Cisl, il titolare di via XX Settembre ha anche indicato la sua ricetta per uscire dalla crisi. La strada, anzi la «via giusta», secondo il ministro, è quella dell'«economia sociale di mercato». Con la globalizzazione, ha detto Tremonti, «è finito il conflitto tra capitale e lavoro. Io, tra la dialettica continua di questo conflitto e l'economia sociale di mercato, non ho dubbi: la via giusta è quella dell'economia sociale di mercato, quella di Pomigliano» ha aggiunto il ministro, applaudito dalla platea degli iscritti cislini, che hanno accolto il ministro con frequenti battiti di mani. «Sono onorato di parlare davanti a una platea di uomini liberi e forti - aveva esordito il ministro -. Purtroppo ci sono casi di uomini che sono forti ma non sono liberi, non sono liberi da pregiudizi, da ideologie, da limiti che credo debbano essere superati». Tra gli altri in platea anche il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani.

MANOVRE UE - Parlando alla platea Cisl, Tremonti ha ribadito la bontà della manovra elaborata dal governo («mai un governo ha fatto un decreto come questo»), in particolare nella parte che riguarda i trasferimenti dal ministero dell'Interno ai Comuni («è una specie d'Illuminismo sui dati»). Il ministro, tuttavia, ha aggiunto che «quest'anno è l'ultimo in cui si faranno Finanziarie nazionali. Le politiche economiche si faranno nello stesso tempo dell'anno, nello stesso modo tutti insieme. Non ci sarà più un Paese che fa le sue scelte diverse dagli altri» ha aggiunto il ministro riferendosi all'Ue.

Redazione online