05/10/2011
«Distruggere la lista Falciani» Salvi settemila evasori italiani
«Distruggere la lista Falciani» Salvi settemila evasori italianiMilano - La difesa di un imputato fa valere la legge del 2006 nata per il caso Telecom. Il giudice: elenco sottratto illegalmente, è inutilizzabile.
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13/12/2010
Fuentes: «Se parlassi non ci sarebbero più i Mondiali e neanche gli Europei di calcio»
Fuentes: «Se parlassi non ci sarebbero più i Mondiali e neanche gli Europei di calcio»Il ginecologo aveva detto in passato che la rete di suoi pazienti andava oltre il ciclismo. Il medico spagnolo accusato di aver praticato il doping avrebbe parlato con i compagni di cella
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17/06/2010
Pedofilia, italiano a processo: il caso che turba la Colombia
Pedofilia, italiano a processo: il caso che turba la ColombiaCartagena, la denuncia di terre des hommes: «fare luce sulla vicenda», 72enne di Udine avrebbe abusato di un 15enne, trovato nudo e in agonia per overdose. Il ragazzo è poi deceduto
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| Paolo Pravisani (da eluniversal.com.co) |
CARTAGENA (COLOMBIA) - Se Paolo Pravisani venisse riconosciuto colpevole, quella a suo carico sarebbe la prima condanna per pedofilia in Colombia contro un cittadino straniero. L'imputato è un 72enne originario di Udine. È accusato, oltre che di pedofilia, anche di detenzione di materiale pedopornografico, droga e induzione alla prostituzione. Il 16 giugno alle ore 9 (le 15 in Italia) dovrà presentarsi in aula.
LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI - I fatti che vedono coinvolto Pravisani risalgono al 2008. E la ricostruzione riportata da diversi media colombiani e da Terre des Hommes, la ong che opera attivamente nel paese sudamericano in difesa dei minori vittime di sfruttamento sessuale e che si occupa del caso, è dettagliata: il 23 febbraio del 2008 la polizia trova nell'appartamento dell'ex pilota di Udine a Cartagena (meta turistica molto nota sulla costa caraibica) il 15enne colombiano Yesid Torres, nudo e agonizzante, con segni di violenza sul corpo. Accanto a lui, Pravisani, in mutande e visibilmente ubriaco. I soccorsi, seppur immediati, risultano inutili e il giovanissimo Yesid muore in ospedale. Il medico legale, spiega Terre des Hommes, stabilisce che la morte del 15enne, che ufficialmente lavorava come domestico in casa del pensionato italiano, è stata causata da una overdose di cocaina, motivo per cui Pravisani non viene accusato di omicidio. Ma la polizia trova in casa dell'italiano droga e foto pedopornografiche che ritraggono, racconta la ong, atti sessuali tra minori, in alcune delle quali appare lo stesso Pravisani. Dopo pochi giorni di carcere, il 70enne italiano entra in una clinica psichiatrica.
«BASTA RINVII» - L'italiano si trova tuttora nella stessa clinica e, dal 2008 ad oggi, le udienze del processo Pravisani vengono continuamente rinviate per la mancata presenza in aula dell'imputato e di Ilda Rosa Martinez, accusata di procacciare minori all'italiano. Gli avvocati di Pravisani cercano di farlo assolvere perché «incapace di intendere e volere», ma diverse perizie hanno dimostrato il contrario. Il turismo sessuale è un fenomeno molto diffuso in Colombia, a causa dell'indigenza in cui versa gran parte della popolazione. A Cartagena Terre des Hommes ha denunciato in cinque anni 48 casi di pedofilia, undici dei quali hanno già avuto come esito delle condanne. Il processo Pravisani è il primo contro uno straniero e la ong chiede che si faccia luce sul caso. «Il fatto che gli avvocati della difesa cerchino di posticipare la sentenza definitiva con vari mezzi costituisce un grave ostacolo all'esercizio della giustizia in un campo così delicato come lo sfruttamento sessuale dei minori - denuncia Raffaele K. Salinari, presidente di Terre des Hommes -. Confidiamo quindi che con l'udienza del 16 giugno il giudice possa stabilire la verità sul caso senza ulteriori rinvii».
Redazione online
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16/04/2010
Mafia, chiesti 11 anni per Dell'Utri E lui: «Meglio mangiare uno sfincione»
Mafia, chiesti 11 anni per Dell'Utri E lui: «Meglio mangiare uno sfincione»Il senatore del Pdl è imputato di concorso esterno in associazione mafiosa. La richiesta del procuratore generale Antonino Gatto a conclusione della sua requisitoria
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| Marcello Dell'Utri (Imagoeconomica) |
PALERMO - La condanna a 11 anni di reclusione del senatore del Pdl Marcello Dell'Utri, imputato di concorso esterno in associazione mafiosa, è stata chiesta alla Corte di Appello di Palermo dal procuratore generale Antonino Gatto a conclusione della sua requisitoria.
LO «SFINCIONE» - Il senatore Dell'Utri ha commentato la richiesta del pg con una battuta: «Il procuratore generale può dire quello che vuole: non posso neanche ascoltare quello che dice e ho preferito andare a prendermi lo «sfincione» (una pizza tipica di Palermo, a base di cipolle, pomodoro, pan grattato e caciocavallo) a Porta Carbone. Qui non c'è fumus persecutionis, qui c'è una vampa, un incendio». «Il personaggio di cui parla il procuratore generale io non lo conosco, non esiste. Da 15 anni stanno processando una persona che non esiste», ha aggiunto Dell'Utri. Anche prima della richiesta Dell'Utri s'era mostrato ironico:«Faccio l'imputato da 15 anni, è diventato quasi uno stato dell'essere e sono stanco. Arriverà il momento in cui finirà tutto e mio mi chiedo 'ora che faccio?'. Mi sono insomma abituato a fare l'imputato, è diventata una cosa strutturale».
IN PRIMO GRADO - In primo grado Dell'Utri è stato condannato a 9 anni. Il senatore era presente in aula al momento della richiesta. Anche in primo grado la Procura aveva chiesto per Dell'Utri la pena di 11 anni, ma il Tribunale ne aveva poi comminati 9. Al termine della requisitoria, il pg Gatto ha anche chiesto ai giudici di dichiarare l'estinzione del reato per Getano Cinà, unico altro imputato del processo, frattanto deceduto. Dopo il rappresentante dell'accusa, ha preso la parola per le sue conclusione l'avvocato che rappresenta il Comune di Palermo, costituitosi parte civile. La Corte d'Appello, presieduta da Claudio Dall'Acqua, secondo i programmi dovrebbe entrare in camera di consiglio il 4 giugno per emettere la sentenza.
CIANCIMINO - La lunga requisitoria del pg è cominciata a settembre e interrotta a novembre per l'esame, a sorpresa, del pentito Gaspare Spatuzza. L'accusa ha chiesto, poi, a marzo, un nuovo stop della requisitoria per l'interrogatorio di Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo Vito, ma la corte ha respinto l'istanza dichiarando la testimonianza «non assolutamente necessaria».
Redazione online
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12/02/2010
«Il concerto del Boss? Per il frastuono ho avuto un attacco di panico»
«Il concerto del Boss? Per il frastuono ho avuto un attacco di panico»
Il 17 maggio sarà chiamato a testimoniare anche l'assessore comunale Giovanni Terzi. Il racconto di alcuni residenti della zona di San Siro al processo che vede imputato il manager di Springsteen
MILANO - «La casa, i vetri e i lampadari tremavano e mi è venuto un attacco di panico, perché soffro di problemi di cuore. Ho chiamato l'ambulanza». Così un uomo di origine brasiliana, che vive vicino allo stadio di San Siro, ha raccontato davanti al giudice della decima sezione penale di Milano il «rumore spaventoso» provocato dal concerto di Bruce Springsteen del 17 maggio 2008, in relazione al quale è imputato un manager italiano del Boss per disturbo della quiete pubblica. Secondo quanto ricostruito dalle indagini del pm di Milano Giulio Benedetti, quella sera la performance del cantante statunitense nello stadio milanese terminò una ventina di minuti dopo rispetto all'orario, le 23.30, fissato nel regolamento sui concerti a San Siro, sforando anche i limiti dei decibel. Per questo il promoter italiano di Springsteen, Claudio Trotta, è imputato anche per inosservanza dei provvedimenti dell'autorità pubblica.
LE TESTIMONIANZE - Giovedì, davanti al giudice, hanno sfilato alcuni anziani che abitano vicino allo stadio (un comitato di cittadini si è costituito parte civile), i quali hanno spiegato di aver vissuto «un vero e proprio terremoto» quella sera. «Non riuscivo a dormire - ha raccontato un uomo di 88 anni - e attendevo con ansia la fine del concerto». Per la prossima udienza, fissata per il 17 maggio, è stato chiamato a testimoniare anche l'assessore comunale Giovanni Terzi, che all'epoca dei fatti aveva la delega ai Giovani e al Tempo libero. L'assessore è stato citato come teste, sempre il 17 maggio, anche in un altro processo che vede imputato un altro promoter, Vittorio Quattrone, che organizzò i concerti di Lanny Kravitz e dei Subsonica del 14 e 18 luglio 2008 all'Arena Civica di Milano, anch'essi terminati oltre l'orario stabilito. «Il palco è dell'artista - ha detto oggi in aula Quattrone - io ho fatto oltre 200 concerti e non ho mai avuto l'incubo di dover "spegnere" un concerto». (fonte: Ansa)
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09/02/2010
Caso Raciti: i pm chiedono 15 anni di carcere per Speziale, «Fu omicidio»
Caso Raciti: i pm chiedono 15 anni di carcere per Speziale, «Fu omicidio»
L'imputato si difende: «Sono convinto della mia innocenza». L'ispettore di polizia morì durante gli scontri fuori dallo stadio Massimino nel corso del derby Catania-Palermo
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| Marisa Grasso e Filippo Raciti (Parrinello) |
PALERMO - I pm hanno chiesto la condanna a 15 anni di Antonino Speziale per «omicidio preterintenzionale» dell'ispettore di polizia Filippo Raciti, morto il 2 febbraio del 2007 durante le violenze dei tifosi fuori dallo stadio «Massimino» per il derby Catania-Palermo. La richiesta è stata formulata dai sostituti procuratori Angelo Busacca e Silvia Vassallo, davanti al Tribunale per i minorenni di Catania, presieduto da Nino Minneci. Speziale all'epoca dei fatti aveva 17 anni. Domani è in programma davanti alla Corte di Assise di Catania la requisitoria nei confronti dell'altro imputato, Daniele Micale, di 21 anni. Secondo la ricostruzione esposta dai pm nella requisitoria tenuta nell'aula bunker di Bicocca, Speziale avrebbe partecipato al lancio di un sottolavello metallico, sradicato poco prima dai bagni dello stadio, contro la polizia. La Procura sostiene che ciò avrebbe provocato all'ispettore Raciti lesioni interne tali da determinare la mortale emorragia. Per i pubblici ministeri, il comportamento di Speziale è riconducibile alla fattispecie di reato dell'omicidio preterintenzionale, perchè le conseguenze del suo gesto, cioè la morte di Raciti, non erano state volute.
SPEZIALE - Speziale si è così difeso dalle accuse dei pm: «È normale che l'accusa chieda la condanna, comunque sono convinto della mia innocenza. Adesso sta al giudice decidere e, anche se dovesse andar male, sono tranquillo». «Sono convinto della mia innocenza - ha aggiunto Speziale - e la ribadirò anche con una condanna sulle spalle».
Redazione online
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29/06/2009
Madoff condannato a 150 anni
Madoff condannato a 150 anni
Il finanziere davanti al giudice per la più grande truffa della storia. «Ho ingannato investitori e dipendenti. Ho mentito a mio fratello e ai miei due figli»
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| Bernard Madoff (Ap) |
NEW YORK - E' il momento della verità. O meglio, della sentenza: 150 anni di carcere al responsabile della più grande truffa della storia. «Nessun altro caso di frode è comparabile con il caso Madoff», ha detto il giudice Denny Chin, precisando che «il simbolismo della sentenza è importante perché attraverso questa si invierà un messaggio».
L'IMPUTATO: «NON HO SCUSE» - Poco prima di conoscere il suo destino, davanti al giudice, Bernard Madoff, si era girto verso le vittime del crack: «Non ci sono scuse per il mio comportamento, per aver ingannato gli investitori e i dipendenti». «Ho mentito a mio fratello e ai miei due figli. Vivo in un stato di tormento. Ho commesso un errore di giudizio», ha ammesso il finanziarie. Dopo che il giudice Danny Chin ha pronunciato la sentenza in aula sono partiti diversi applausi.
IL GIUDICE: «FRODE STUPEFACENTE» - Il giudice distrettuale Denny Chin ha letto la sentenza e ha definito la frode "stupefacente". Il collegio della difesa aveva chiesto 12 anni, mentre l’accusa ne pretendeva 150, ossia il massimo della pena. Chin ha sottolineato che la truffa ha coperto un periodo superiore ai vent’anni. Ha poi osservato che il "danno alla fiducia (fra i risparmiatori, ndr) è stato massiccio". Madoff, 71 anni, si era riconosciuto colpevole di aver truffato celebrità e piccoli risparmiatori per circa 65 miliardi di dollari. La truffa portata avanti dalla sua Bernard Madoff Investement Securities ha rappresentato uno dei capitoli più drammatici della crisi economica che ha colpito gli Stati Uniti lo scorso inverno, quando l’11 dicembre 2008 gli agenti federali lo arrestarono. Nel corso degli anni, il finanziere aveva ideato una gigantesca catena di Sant’Antonio con la quale truffare gli ignari clienti con il sistema della piramidi finanziarie.
LE VITTIME - «Abbiamo perso la nostra libertà», avevano detto le vittime della maxi-truffa architettata da Bernard Madoff davanti al giudice nel corso dell'udienza alla fine della quale la corte ha pronunciato la sentenza. «Ha commesso un crimine violento e non ha mostrato alcun rimorso», avevano aggiunto, definendo la moglie del finanziere un «mostro». La prima vittima del crack salita sul banco degli imputati ha dichiarato di aver perso la propria casa, mentre la seconda vittima ha biasimato il governo per le perdite: Madoff «ha compiuto un'opera d'arte nel manipolare il governo». «Ha rubato sia ai ricchi che ai poveri», ha affermato un altro degli investitori caduto nel maxi «schema Ponzi» di Madoff, un meccanismo fraudolento a «piramide» con il quale si crea una sorta di catena finanziaria nella quale vengono garantiti ampi ritorni a breve termine solo ai primi investitori, derivanti direttamente dall'ingresso nella truffa di nuove vittime
18:33 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: madoff, truffa, crac, investitori, finanziere, nasdaq, imputato, condanna, sentezza, scuse, parenti, figli, amici | OKNOtizie |
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