03/02/2012
Sprechi, il neodeputato Pdl tenta di rifiutare l'indennità. Ma la legge non lo consente
Sprechi, il neodeputato Pdl tenta di rifiutare l'indennità. Ma la legge non lo consenteIl neodeputato Pdl Airaghi percepisce già un compenso dalla Difesa. Chiede di rinunciare all'indennità parlamentare. Ma non si può, per legge
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La Corte dell'Aja: la Germania non deve risarcire le vittime italiane dei nazisti
La Corte dell'Aja: la Germania non deve risarcire le vittime italiane dei nazistiWesterwelle: «Bene, riconosciuto il diritto. Ora collaboriamo con Roma». Sentenza storica: l'Italia «ha mancato di riconoscere l'immunità riconosciuta dal diritto internazionale» a Berlino
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04/12/2011
Onorevoli con la casa di Stato: «Lussuosa, ma noi lavoriamo»
Onorevoli con la casa di Stato: «Lussuosa, ma noi lavoriamo»ROMA. Affitto pagato e indennità di 3 mila euro per i tre questori della Camera
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25/03/2011
Saltano (di nascosto) i tagli alla politica
Saltano (di nascosto) i tagli alla politicaIl caso - Dopo meno di un anno torna l'indennità per chi è eletto nelle circoscrizioni.. Nel decreto sul Fus scompare la riduzione dei consiglieri di Roma e Milano. L'«attenzione» del Colle
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26/05/2009
Pensioni di invalidità, falsa una su dieci
Pensioni di invalidità, falsa una su dieci
Avviati dall’Inps i controlli sul campione previsto dalla legge, risparmio di 100 milioni l’anno. Cancellato il 13% degli assegni, punte del 22% in Sardegna e Sicilia
ROMA — La campagna di controlli è in corso da un paio di mesi, ma l’Inps ha già revocato il 13% delle pensioni d’invalidità e delle indennità di accompagnamento, con punte di quasi il 22% in Sardegna e Sicilia, del 19% in Calabria e del 15,5% in Campania e Puglia. Le prestazioni sono state annullate per il venir meno o per l’insussistenza dell’invalidità, accertata in seguito a una visita effettuata dai medici dell’Inps. Successivamente verranno fatte anche le verifiche sui requisiti di reddito, incrociando i dati dell’istituto di previdenza con quelli dell’Anagrafe tributaria. In tutto verranno controllati 200 mila pensionati d’invalidità: un terzo ha già subito la visita medica. Si tratta, dice il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua, di «una campagna senza precedenti».
Entro l’anno, come prevede l’articolo 80 della legge 133 del 2008, tutti e 200 mila i controlli previsti saranno conclusi, assicura il presidente. E si può stimare che, con una percentuale di revoche del 12-13%, si potranno risparmiare più di 100 milioni di euro all’anno. Le pensioni d’invalidità sono in tutto 2,6 milioni, per una spesa totale di circa 13 miliardi di euro. Se tutte fossero sottoposte a verifica, e pur scontando una percentuale complessiva di revoche inferiore (visto che il campione sottoposto a controlli e stato selezionato tra le situazioni più a rischio), si potrebbe tranquillamente arrivare a un risparmio di almeno un miliardo di euro all’anno, dicono i tecnici dell’Inps.
«Mi auguro — dice Mastrapasqua — che dopo questo primo campione, la campagna di controlli continui, perché è giusto che questo tipo di prestazioni vada a chi è effettivamente invalido». Anche se l’Inps tende a spiegare le revoche più con il venir meno dei requisiti sanitari (regresso della malattia invalidante) o col fatto che questi erano stati valutati con troppa generosità dalle Asl (cui la legge affida le visite per la concessione delle pensioni) piuttosto che con un fenomeno eclatante di false invalidità, resta il fatto che le verifiche in corso dimostrano come una gestione più efficiente può portare a notevoli risparmi. Senza contare che per stanare i casi più clamorosi verranno incrociati anche i dati dei beneficiari delle pensioni di invalidità con gli elenchi della Motorizzazione civile: potranno così emergere, per esempio, i ciechi con la patente o altri casi incompatibili.
Anche alla luce dell’esperienza in corso, annuncia Mastrapasqua, l’Inps presenterà al governo una serie di proposte per migliorare la situazione. «A partire dal contenzioso: oggi ci sono più di 400 mila cause pendenti tra cittadini che rivendicano la pensione d’invalidità e l’amministrazione. E nella maggioranza dei casi noi perdiamo per semplice inefficienza. Per esempio, perché i fascicoli presso le Asl sono ancora cartacei e spesso non si trovano più o perché l’ente in questione non si presenta durante la causa». Meglio sarebbe, conclude il presidente dell’Inps, unificare il più possibile le procedure di gestione, che oggi invece sono diverse secondo quello che decidono le singole Regioni, visto che, in base al titolo V della Costituzione, è loro la competenza in materia.
Enrico Marro
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02/03/2009
Pelè: miliardario, ma con la pensione
Pelè: miliardario, ma con la pensione
Possiede un patrimonio da sogno: ma ha chiesto e ottenuto 1000 euro al mese come ex calciatore, e sui giornali si vanta: pago il cinema la metà e viaggio gratis sui trasporti pubblici
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| Pelè mentre pone le sue impronte nel corridoio delle stelle del calcio posto all'ingresso principale dello Stadio Maracanà di Rio De Janeiro (Reuters) |
RIO DE JANEIRO (BRASILE) - Certo alla sua epoca non si guadagnava come oggi. Ma essere stato uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi, secondo o alla pari con Diego Maradona, gli ha permesso di mettere da parte anche negli anni '60 e '70 un discreto gruzzoletto. Incrementato grazie agli investimenti oculati e alla pubblicità. Tanto da fargli dire che ha un patrimonio che, se «ben gestito», risparmierà ai suoi nipoti il «bisogno di lavorare». Ma dall’anno scorso, Edson Arantes Do Nascimiento, in arte Pelè, si è registrato presso la previdenza brasiliana come ex atleta professionista e da ottobre riceve una pensione mensile di «quasi 3.000 reais», ovvero poco meno di 1.000 euro. «Pago la metà al cinema e non pago il trasporto pubblico», ha detto l’ex fuoriclasse del Santos e della nazionale brasiliana in un intervista al magazine «Veja».
GUADAGNI - «Ma non sono diventato ricco con il calcio, come fanno i giocatori di oggi. Ho guadagnato grazie alle palestre e alla pubblicità, quando ho smesso di giocare. Ho fatto molta pubblicità», ha precisato Pelè, «ma mai per bevande alcoliche, politica, religione o tabacco. In occasione dei Mondiali del 1994 l’azienda del whiskey Johnnie Walker era disposta a pagare qualsiasi cifra per stampare la mia immagine sull’etichetta delle bottiglie di Black Label, ma io non accettai». Pelè ha inoltre affermato di avere ridotto l’agenda di lavoro a partire dal 2008, l’anno in cui ha deciso di avvicinarsi alla vita del pensionato: «Prima passavo solamente due mesi l’anno in Brasile - ha detto ancora - ma voglio cambiare questo stile di vita per dedicarmi ai miei figli, al mio sito e al Litoral, la mia squadra di ragazzi a Santos. Dopo i Mondiali del 2014 voglio diventare un pensionato a tutti gli effetti, perché per diritto già lo sono».
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