02/09/2010
Olanda, 3 neonati morti trovati in appartamento: in manette una donna
Olanda, 3 neonati morti trovati in appartamento: in manette una donnaTre cadaveri di neonati sono stati scoperti nell’abitazione di una donna a Geleen nel sud est dei Paesi Bassi. La donna è accusata di averli uccisi ed è stata arrestata
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26/03/2010
Bimbo morto, il Dna sul piede del piccolo appartiene al compagno della madre
Bimbo morto, il Dna sul piede del piccolo appartiene al compagno della madre
Genova - confronto «duro e teso» tra i due davanti agli inquirenti. Svolta nelle indagini. Caterina Mathas, accusata di aver ucciso il figlio, urla a Rasero: «Ti farò prendere 30 anni»
| Caterina Mathas condotta in Procura a Genova (Ansa) |
GENOVA - Svolta nelle indagini dell'infanticidio del piccolo Alessandro, il bimbo di 8 mesi ucciso a Genova. Il Dna rinvenuto sul piede del bambino appartiene a Giovanni Antonio Rasero, il compagno della madre del piccolo, Caterina Mathas (entrambi sono accusati del delitto). «Elemento decisivo - spiega in una nota il procuratore aggiunto Vincenzo Scolastic - è stato il rinvenimento sul piede del bambino, dove sono stati trovati i segni di un morso, del dna di Giovanni Antonio Rasero in considerazione degli ulteriori elementi di accusa già raccolti a suo carico. Resta da valutare la posizione della donna alla luce di questo nuovo dato che sembra escludere la sua partecipazione materiale al delitto». Il piccolo Alessandro è morto la notte del 15 marzo scorso nel locale di Giovanni Antonio Rasero durante una notte a base di cocaina con Aikaterini Mathas.
CONFRONTO - Intanto i due accusati si sono trovati faccia a faccia davanti al pm Marco Airoldi e agli investigatori della squadra mobile Gaetano Bonaccorso e Alessandra Bucci. Un confronto durato un'ora e mezzo circa, «emotivamente duro» dice uno degli inquirenti, «violento» lo definisce uno dei due difensori di Rasero, l'avvocato Giuseppe Nadalini, «teso» è l'aggettivo scelto invece da uno dei legali della donna, l'avvocato Igor Dante. Katerina Mathas si sarebbe rivolta a Rasero, urlandogli: «Te la farò pagare. Vedrai che ti faccio prendere 30 anni». Un confronto già più di una volta ipotizzato e sempre rimandato fino alla notte scorsa, quando all'una, al termine di circa dieci ore di interrogatori, il sostituto procuratore ha ritenuto che i tempi fossero maturi. Intanto Rasero in carcere ha scritto un memoriale, che nei giorni scorsi è stato consegnato al pm, in cui racconta che quella notte si era svegliato «mentre la donna gli metteva le mani in bocca».
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21/03/2010
Genova: convalidato l'arresto della mamma di Ale e del suo compagno
Genova: convalidato l'arresto della mamma di Ale e del suo compagno
I GIUDICI: «LA COPPIA, A CAUSA DELLA COCA, PRIVA DI CAPACITA' DI CONTROLLARE L'AGGRESSIVITA'». «Piangeva per fame, ucciso per zittirlo»
| Katerina Mathas (Ap) |
GENOVA - Restano in carcere Katerina Mathas, 26 anni, la madre del piccolo Alessandro, e Giovanni Antonio Rasero, 29 anni, accusati di aver ucciso il bimbo di otto mesi in una notte di sballo, fra cocaina e hashish. Il gip di Genova Vincenzo Papillo ha confermato l’arresto e la custodia in carcere richiesta dal pm Marco Airoldi ma non ha sciolto il nodo delle due versioni contrastanti, l’uomo e la donna infatti si accusano a vicenda. Il gip ritiene responsabili entrambi. I due, scrive nell’ordinanza, erano sotto l’effetto della coca e non sopportavano il pianto per fame del bambino: «in questa situazione di esasperazione gli indagati, verosimilmente in momenti successivi, con condotte e intensità crescente, delle quali non sono stati in grado di comprendere la gravità, usarono violenza nei confronti di Alessandro, dal morso al pizzicotto allo scuotimento fino ai colpi inferti alla testa, per indurlo al silenzio».
Restano quindi in carcere per «la gravità straordinaria del reato e la personalità degli indagati privi della capacità di controllo dei propri impulsi aggressivi». Mathas e Rasero sono rimasti aggrappati alle loro opposte versioni. Lei ha detto di essersi assentata da mezzanotte all’una e mezza dal residence per cercare droga, la circostanza è confermata dalle telecamere della sorveglianza ai cancelli. Indirettamente accusa l’uomo di aver ucciso il bambino in quel periodo. Rasero dichiara di essersi svegliato fra le 2 e le 2 e 15 e di aver visto la donna «in piedi davanti al divano mentre sollevava il bambino in alto con le braccia (col volto del bambino rivolto verso di lui) e quindi lo scagliava a terra». Rasero sostiene di aver detto alla donna «Che c. stai facendo? smettila o chiamo i carabinieri» e di essere tornato a dormire dopo che lei lo aveva rassicurato. Solo la mattina, dopo essere uscito a fare colazione, avrebbe visto che il piccolo era «freddo e rigido». La morte del piccolo, si ritiene, è avvenuta in un arco di tempo che va dall’ora in mezza in cui era solo con Rasero fino all’ora e mezza successiva, quando la coppia era assieme. L’unica circostanza che si può escludere è che Alessandro sia rimasto solo con la mamma per più di cinque minuti (il tempo impiegato per comprare le sigarette alla stazione di Nervi). Un altro testimone, Bruno I., ha dichiarato di aver telefonato più volte quella notte a Katerina Mathas pregandola di andare via dal residence insieme col bambino e di raggiungerlo a Rapallo. Ma lei «piangendo mi disse che non poteva venire via». Poi Bruno I. non avrebbe più risposto alle chiamate di Katerina, l'ultima alle 2 e 45 minuti. Probabilmente Alessandro era già morto.
Erika Dellacasa
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17/03/2010
Bimbo morto, fermati madre e compagno "Raptus della follia dovuto all'uso di coca"
Bimbo morto, fermati madre e compagno "Raptus della follia dovuto all'uso di coca"
La coppia ha ammesso l'uso di droghe ma si è detta innocente. e lui accusa lei. La posizione degli inquirenti sull'omicidio a Genova di Alessandro, seviziato e ucciso a soli otto mesi
| Posto sotto sequestro il monolocale dove si ì consumato l'infanticidio (Ansa) |
GENOVA - Un raptus della follia dovuto all'uso di cocaina: sarebbe questo, secondo gli inquirenti, il movente dell'omicidio di Alessandro, il bimbo di otto mesi morto martedì a Genova a causa di un trauma cranico. Per il decesso del piccolo, sono stati arrestati nella notte, con l'accusa di omicidio volontario, la madre del bambino, Katerina Mathas, disoccupata 26enne, e il suo compagno, Gian Antonio Rasero, di 34 anni, broker alle dipendenze di un'agenzia di yacht, entrambi genovesi. L'uomo non è il padre del bambino. La coppia ha ammesso di aver fatto uso di sostanze stupefacenti ma ha negato, nel corso dell'interrogatorio, di aver commesso il delitto. Rasero tuttavia ha puntato il dito contro la madre del bambino. «Mi sono svegliato e ho visto Katerina che sbatteva il figlio a terra. Mi ha detto che era tutto a posto, mi sono fidato», ha raccontato il 34enne. Secondo quanto emerso, inoltre, sul corpo del piccolo sono state riscontrate fratture plurime sulla parte posteriore del cranio, bruciature da sigaretta in un padiglione auricolare, e lividi sul collo, provocati probabilmente da pizzicotti. Dai riscontri effettuati dalla squadra mobile, risulta che Alessandro era rimasto con la madre ed il suo compagno dalla sera prima, fino all'arrivo al pronto soccorso. Non è ancora chiaro chi dei due abbia compiuto materialmente il gesto, ma gli investigatori ritengono certo il coinvolgimento di entrambi nell'infanticidio. È possibile che la donna, che nel corso dell'interrogatorio si è professata innocente, abbia rimosso l'accaduto, e questo potrebbe essere dovuto sia all'uso della droga, sia alla gravità del fatto. «È un delitto efferato che lascia una traccia in noi» ha detto il questore di Genova Filippo Piritore. «Le dichiarazioni rilasciate dai due arrestati ci lasciano perplessi e devono essere approfondite», ha aggiunto.
ESAMI TOSSICOLOGICI - Il medico legale genovese Marco Salvi sta lavorando ad una vera e propria «carta di identità genetica» di Katerina Mathas e del compagno. I due sono stati sottoposti a prelievi di sangue, delle urine e del Dna, per stabilire quando sia avvenuta l'assunzione di sostanze stupefacenti. Il pm Marco Airoldi, titolare dell'inchiesta, ha concesso quindici giorni per depositare i risultati di questi esami. Per il momento il magistrato non ha ancora presentato richiesta di convalida dell'arresto dei due.
AVEVANO CONSUMATO COCAINA - Durante il lungo interrogatorio condotto dal pm e dal capo della sezione omicidi della Squadra Mobile di Genova, Katerina e il compagno, ora rinchiusi nelle carceri di Marassi e di Pontedecimo, avrebbero dichiarato di avere consumato cocaina la sera prima del decesso del piccolo, di essersi addormentati e di aver trovato il bambino ferito al loro risveglio. Avrebbero tentato di soccorrerlo, portandolo al pronto soccorso del Gaslini. I medici, insospettitisi immediatamente per le lesioni riscontrate sul corpo del bambino, hanno segnalato il decesso agli agenti di polizia all'interno dell'ospedale. I due giovani sono stati allora avvicinati dagli investigatori della sezione omicidi della Mobile genovese e condotti in questura, dove sono stati sottoposti a serrati interrogatori tesi a ricostruire le ultime ore di vita del bambino. Nella notte, l'arresto. La piccola salma è stata trasferita all'istituto di medicina legale dell'ospedale San Martino di Genova dove sarà sottoposta ad autopsia.
LUI ACCUSA LEI - «Mi sono svegliata e mio figlio giaceva lì immobile. Non so che cosa sia successo, io non ho fatto nulla» avrebbe detto quasi subito la donna, secondo quanto riporta Il Secolo XIX. Tra le righe, una accusa implicita nei confronti del compagno. Il silenzio impenetrabile di lui, incrinato solo dall'ammissione dell'uso di cocaina, si sarebbe poi rotto solo a notte fonda: «Mi sono svegliato e ho visto Katerina che sbatteva il figlio a terra. Mi ha detto che era tutto a posto, mi sono fidato».
LA SEGNALAZIONE - Il piccolo Alessandro era stato trasportato nella tarda mattinata di martedì dalla coppia al pronto soccorso dell'ospedale pediatrico Gaslini con un grave trauma cranico. Era già morto, ma i sanitari avevano tentato una disperata manovra di rianimazione che non aveva dato esito positivo. Constatato che la ferita non era compatibile con una caduta (di caduta aveva parlato inizialmente la madre del bambino), i medici avevano avvertito la polizia. Katerina Mathas, che risiede con i genitori nel quartiere di San Fruttuoso, aveva trascorso la notte nel monolocale preso in affitto un paio di mesi fa da Rasero in un lussuoso residence di Nervi.
Redazione online
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09/01/2009
Babysitter a processo: ha messo il neonato nell'asciugatrice per zittirlo
Babysitter a processo: ha messo il neonato nell'asciugatrice per zittirloÈ successo a Gretna, un sobborgo di New Orleans, in Louisiana. Lo avrebbe fatto per non essere disturbata mentre guardava la televisione. Il piccolo è deceduto
WASHINGTON - Una babysitter di 19 anni è stata rinviata a giudizio per omicidio colposo dopo aver infilato un neonato di 5 mesi nell'asciugatrice di casa. E dopo l'ha accesa. Secondo quanto riferito in udienza dal pubblico ministero, il neonato è morto dopo aver riportato fratture multiple al cranio e numerose ustioni alla pelle.
PER TRE MINUTI - È successo a Gretna, un sobborgo di New Orleans, in Louisiana. La ragazza, che stava assistendo in casa altri due bambini, secondo quanto detto dal pm ha prima chiuso i due bambini più grandi in una stanza, quindi ha infilato il piccolo, che piangeva, nell'asciugatrice e l'ha messa in funzione. Il bambino sarebbe rimasto dentro all'elettrodomestico per circa tre minuti. La babysitter lo avrebbe fatto per non essere disturbata mentre guardava la televisione.
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01/12/2008
Catanzaro: madre confessa l'uccisione della sua neonata di due settimane
Catanzaro: madre confessa l'uccisione della sua neonata di due settimaneHa sferrato due coltellate al marito dopo una lite. La donna, 20 anni, ha preso la figlia e l'ha gettata a terra. Secondo i suoi genitori soffre d'insonnia
CATANZARO - Una donna di 20 anni ha confessato di aver ucciso la propria figlioletta di appena due settimane, trovata morta nella notte tra domenica e lunedì nella sua culla a Gagliano, quartiere a nord di Catanzaro. M. L. P., queste le sue iniziali rese note dagli inquirenti, a seguito di una lite con il marito R. D., 23 anni, avrebbe sferrato due coltellate al consorte, colpendolo all'addome e all'orecchio. L'uomo ferito è poi riuscito a fuggire e si trova ora ricoverato in condizioni non gravi nel reparto di chirurgia dell'ospedale di Catanzaro. La donna invece avrebbe preso la figlioletta che piangeva e l'avrebbe gettata a terra. Secondo i primi accertamenti, il corpo della neonata presenterebbe «lesioni particolari» compatibili con la possibilità di un violento impatto a terra, ma occorrerà aspettare l'autopsia per averne la certezza.
INSONNIA - M. L. P. è stata interrogata dal magistrato e ha confessato l'omicidio. Sul posto si sono recati anche i genitori della giovane mamma che hanno dichiarato agli inquirenti che soffre di insonnia. A lanciare l'allarme è stato un vicino di casa che ha sentito verso mezzanotte le urla provenire dall'appartamento dei vicini. Quando sono arrivati per dirimere la lite, i carabinieri hanno trovato tracce di sangue in casa e la bambina morta nella sua culla. L'abitazione è stata posta sotto sequestro, nella notte sono stati effettuati i rilievi da parte dei carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche. I vicini di casa hanno raccontato che i due giovani coniugi litigavano spesso.
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