23/04/2012
L'ottantenne morto nell'hotel di lusso. Giallo in camera nell'età del Viagra
L'ottantenne morto nell'hotel di lusso. Giallo in camera nell'età del ViagraNELL'HOTEL CHE OSPITÒ D'ANNUNZIO, Charlot e Woody Allen. La sessuologa: «Con la cocaina è un mix letale». Stroncato dopo una notte di sesso con 3 ragazze.
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13/04/2011
Nuovo attacco cardiaco per Mubarak
Nuovo attacco cardiaco per Mubarak15 giorni di custodia cautelare per il Rais egiziano e per i due figli. L'ex presidente in ospedale. E i suoi eredi, Gamal e Alaa, in carcere. Anche la moglie interrogata
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19/06/2010
La madre uccisa da un infarto, il figlio disabile si lascia morire di fame
La madre uccisa da un infarto, il figlio disabile si lascia morire di fameNEL CENTRO STORICO DI BARI. Per una settimana i corpi senza vita di una 84enne e del 52enne in casa senza che nessuno se ne accorgesse
BARI - Lei muore per infarto. Lui di fame. Perché non c'era nessuno che potesse dargli da mangiare. Tutto accade in silenzio. Nessuno sa. Nessuno si accorge di nulla. Per una settimana. Poi la scoperta terribile: i due corpi senza vita in un appartamento di Bari già in stato di decomposizione.
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| (Ansa) |
IL DRAMMA - Succede a Bari, in un edificio in corso Cavour, pieno centro. Lì vivevano Maria, 86 anni, e suo figlio Cosimo, 52 anni, sordo e cieco. Lì sono morti in solitudine e povertà. Circa una settimana fa la madre ha avuto un malore, probabilmente un infarto, che l'ha uccisa sul colpo. Vicino a lei l'amato figlio. Senza parole e senza suoni: non ha potuto dare l'allarme, chiamare qualcuno gli è stato impossibile. O forse, ha scelto di non chiedere aiuto. Senza la madre, chi avrebbe potuto occuparsi di lui? Così le è rimasto accanto. E così si è lasciato morire. Di fame.
LA SCOPERTA - Ad accorgersi che qualcosa non andava in quella casa silenziosa e ignorata da tutti, è stata la proprietaria dell'appartamento, una signora che abita vicino, in via Dante, e che tempo fa aveva concesso l'abitazione in comodato gratuito a madre e figlio, impietosita dalla loro storia. È stata lei a dare l'allarme, qualcosa di grave doveva essere accaduto se nessuno rispondeva alle sue chiamate. Con una pattuglia di agenti e i vigili del fuoco sono andati in corso Cavour e lì, davanti ai loro occhi la terribile scoperta: madre e figlio senza vita uno vicino all'altro. Da sette giorni. Secondo il personale del 118, la morte dell'anziana madre sarebbe avvenuta per cause naturali. Quella del figlio invece per mancanza di cibo.
IN CERCA DI PARENTI - Nelle prossime ore il sostituto procuratore Francesco Bretone, magistrato di turno esterno alla Procura di Bari, valuterà se disporre l'autopsia, anche se lo scenario di fronte al quale si sono trovati poliziotti e vigili del fuoco lascerebbe poco spazio alle interpretazioni. La polizia sta cercando qualche parente della coppia per informarlo della tragedia e dare una sepoltura all'anziana donna e a suo figlio, ma le ricerche non sono facili. E resta l'interrogativo se agli uffici dei servizi sociali fosse mai stata segnalata quella situazione famigliare di estrema difficoltà e indigenza, che la cessione in comodato d'uso dell'appartamento era riuscita evidentemente ad alleviare solo in parte.
Redazione online
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27/05/2010
Quattro morti sul lavoro solo oggi e altri cinque negli ultimi tre giorni
Quattro morti sul lavoro solo oggi e altri cinque negli ultimi tre giorni"MORTI BIANCHE". Una media quotidiana di 3,1 decessi, ma c'è un'inversione di tendenza.
ROMA - Con quattro persone morte sul lavoro, oggi è un'altra giornata da annoverare fra quelle che mantengono stabile la media delle cosiddette "morti bianche", che è di 3,1 al giorno. Le sciagure sono avvenute in diverse città, e si vanno ad aggiungere ad altri cinque decessi avvenuti da tre giorni a questa parte. Nel 2008 ci furono 1120 vittime, una media di 3,1 al giorno. Nel 2009 e nei primi 5 mesi di quest'anno, l'Inail sta registrando un calo degli infortuni e dei decessi. Ecco dunque, qui di seguito, le sciagure di oggi.
Su Gologone, Sardegna. Paolo Costa, medico di 60 anni si era immerso per fare delle riprese che sarebbero servite per un servizio da mandare in onda durante la popolare trasmissione pomeridiana di Rai3 "Geo & Geo". Il subacqueo, originario di Iglesias, che lavorava come freelance, si era tuffato nei pressi della sorgente carsica di Su Gologone, nel comune di Oliena (Nuoro).
L'immersione è avvenuta fino a 107 metri di profondità, dove - stando ad una prima ricostruzione - Costa avrebbe avuto un malore durante la risalita, ma sarebbe stato sostenuto da una sua compagna di immersione durante l'indispensabile fase di decompressione.
Secondo il primo esame dei medici del 118, la morte sarebbe stata provocata da un infarto. Per la donna, che nel tentativo di aiutare il collega ha abbreviato i propri tempi di decompressione, è stata allertata la camera iperbarica dell'ospedale di La Maddalena.
Giovane folgorato a Teramo. Si chiamava Andrea Karem, aveva 22 anni ed abitava a Faraone di Sant'Egidio alla Vibrata, in provincia di Teramo ed era d'origine romena. E' morto folgorato - stando ad alcune testimonianze - mentre il suo futuro suocero armeggiava con una saldatrice mentre lui reggeva un palo di ferro, che ha fatto da conduttore di una scarica elettrica da 200 volts, che lo ha fulminato all'istante. Oltre alla presa elettrica non a norma, pare che la saldatrice non fosse dotata dello scarico a terra. Andrea Kasem, era nato a Teramo e risiedeva nella vicina Villa Lempa di Civitella del Tronto
Inutili sono risultati tutti i tentativi di rianimarlo, da parte dell'equipaggio di un'ambulanza del 118. La saldatrice e il contatore elettrico sono stati posti sotto sequestro, mentre non si sa ancora se la Procura disporrà l'autopsia sul corpo del ventiduenne, che resta a disposizione nel reparto di anatomia patologica dell'ospedale di Sant'Omero.
Cuneo . E' accaduto stamattina a Festiona, lungo la statale per il Colle della Maddalena, poco prima di Demonte, nella cava di via 1° Maggio. La vittima si chiamava Gianluigi Laugero, di 53 anni di Perdioni, frazione di Demonte. Secondo le prime verifiche dei carabinieri, l'uomo sarebbe stato travolto da un camion che stava facendo manovra, restando ucciso sul colpo. Il collega che era alla guida del mezzo pesante non si sarebbe infatti accorto che dietro il camion stava passando l'operaio. Immediato l'intervento del 118, dei carabinieri e dei vigili del fuoco, che con una autogrù hanno sollevato il mezzo pesante, nel vano tentativo di soccorrere l'uomo.
Udine. Un giovane operaio, Rudi De Infanti, 24 anni, è morto in un bosco a Ravascletto (Udine) dopo essere stato colpito da un tronco precipitato da una teleferica. Il giovane stava caricando alcuni tronchi d'abete sulla teleferica a verricello quando - per cause ancora non chiare - uno di essi si è sfilato dal carico colpendolo in pieno. Il corpo di De Infanti è stato notato da un passante che ha avvertito il 118, ma gli operatori sanitari non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.
La vittima era il figlio di uno dei titolari della segheria "De Infanti" di Ravascletto. Il tronco di abete che lo ha ucciso pesava circa 10 quintali, e doveva essere trasportato verso la strada a monte di un pendio scosceso, dove altri due operai della ditta lo avevano da poco segato.
I Carabinieri di Comeglians (Udine) stanno compiendo accertamenti per chiarire le cause dell'improvvisa caduta del tronco. Secondo le prime ipotesi potrebbe essersi staccato dal verricello che lo sosteneva, perchè vi era stato agganciato male, per uno sfilacciamento del cavo o per un'eccessiva velocità della manovra.
Altre 5 vittime in tre giorni . Negli ultimi due giorni, altre cinque persone sono state vittime di incidenti mortali mentre lavoravano. E' accaduto a Siracusa, Carrara, Mantova, Padova e Pavia.
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16/03/2010
È morto Pingping, l'uomo più piccolo del mondo celebre per lo Show dei record
È morto Pingping, l'uomo più piccolo del mondo celebre per lo Show dei record
Era alto 74,61 centimetri, aveva 21 anni. Deceduto sabato pomeriggio a Roma. Si era sentito male due settimane fa mentre registrava le nuove puntate
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| He Pingping |
MILANO - Pingping, con i suoi 74,61 centimetri di altezza, l'uomo più piccolo del mondo, è morto sabato pomeriggio a Roma. Aveva 21 anni. Ne dà notizia il Guinness World Record. He Pingping era ufficialmente l'uomo più piccolo del mondo. Era diventato una vera e propria celebrità in Italia grazie allo Show dei record, andato in onda su Canale 5.
DURANTE LE REGISTRAZIONI - E proprio negli studi di Roma stava registrando le puntate della nuova edizione del programma che partirà a fine marzo, quando improvvisamnete si è accasciato a terra con dolori al petto. Trasportato d'urgenza in ospedale, è stato ricoverato per due settimane. Il decesso è avvenuto sabato, ma la notizia è stata diffusa solo lunedì da Craig Glenday, a capo del famoso libro dei record. Stando a Europroduzione, che produce lo show Mediaset, Pingping, avrebbe registrato due puntate, quando ha cominciato a sentirsi male. Nato a Wulanchabu in Cina, era diventato una star da quando, nel marzo 2008 è entrato nel Guinness dei primati. Con migliaia di fan club e pagine su Facebook. Soprattutto in Italia. Già da giovanissimo gli fu diagnosticato l'osteogenesi imperfetta, una malattia che impedisce la normale crescita delle ossa e dello sviluppo del corpo. Pingping era stato scelto tra i testimonial per la presentazione del Guinnes World Record Book del 2009. Su richiesta della famiglia il suo corpo ritonerà in Cina dove sarà cremato.
Elmar Burchia
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19/02/2010
Una 45enne si "risveglia" all'obitorio Stava per essere imbalsamata
Una 45enne si "risveglia" all'obitorio Stava per essere imbalsamata
In colombia. Noevia Serna, dichiarata morta dopo un infarto, ha mosso il braccio destro in camera mortuaria
CALI (COLOMBIA) - Una donna di 45 anni, dichiarata morta dopo un infarto, ha mosso il braccio destro mentre stava per esser imbalsamata in una camera mortuaria dell'ospedale di Cali, in Colombia. A quel punto l'impiegato dell'agenzia funebre ha immediatamente interrotto la procedura e ha riportato Noevia Serna, questo il nome della donna, in reparto. In rare occasioni, ha spiegato il neurochirurgo Juan Mendoza Vega, può succedere che il battito cardiaco e il respiro scendano a livelli impercettibili.
L'INFARTO E IL RICOVERO - Serna, malata di sclerosi multipla, aveva avuto un infarto lunedì scorso ed era stata ricoverata in ospedale. Per dieci ore era rimasta collegata al respiratore artificiale. Poi, dopo un secondo infarto, i medici l'avevano dichiarata morta. Tre ore dopo, in obitorio, stavano per iniettarle nella gamba il liquido che si utilizza per conservare i corpi prima del funerale. Ma si sono accorti di non avere di fronte un cadavere. «Muoveva il braccio destro, ho fermato la procedura e l'abbiamo riportata di corsa all'ospedale» ha raccontato uno degli impiegati dell'agenzia funebre. Secondo i medici le condizioni di Noevia restano critiche ma stabili anche se le sue possibilità di sopravvivere «non sono alte». È ancora incosciente ma non ha più bisogno del respiratore artificiale.
SINDROME DI LAZZARO - La figlia unica di Noevia, la 18enne Maria Fernanda Andrare, ancora scossa dall'accaduto, ha raccontato: «Non sapevo cosa fare, se correre a incontrarla, piangere o gridare». In attesa di un'indagine su quanto avvenuto nell'ospedale di Cali, l'ipotesi è che si sia trattato di un caso di quelli che i medici sono soliti chiamare «Sindrome di Lazzaro». Si tratta di una condizione rarissima, in cui pulsazioni cardiache e respirazione scendono al di sotto di livelli misurabili per poi riprendere. Non è neanche escluso che il «risveglio» sia da attribuirsi, seppure tardivamente, alle cure con cui medici hanno cercato di far ripartire il cuore dopo l'arresto.
Redazione online
18:11 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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06/12/2009
Wrestling sotto shock: muore «il bulldozer» delle Samoa
Wrestling sotto shock: muore «il bulldozer» delle Samoa
Il celebre «Umaga» stroncato da un infarto. Per due volte era stato campione intercontinentale. Aveva 36 anni.
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| Edward Fatu, meglio conosciuto come «Umaga» |
Il wrestler Edward Fatu, meglio conosciuto come «Umaga», l'omone tatuatissimo e stella del «pressing catch», è morto venerdì a Houston, in Texas, per un infarto. La notizia della morte dell'ex wrestler è stata data sul sito della WWE, World Wresting Entertainment, la maggiore federazione di questo sport. Il 36enne era stato trasportato venerdì in ospedale dopo che la moglie lo aveva trovato sul divano di casa in condizione di arresto respiratorio: il wrestler perdeva sangue dal naso e dalla bocca.
SPORT DI FAMIGLIA - Originario dell' isola di Samoa, Fatu era il membro più giovane della famosa famiglia di wrestler Anoa'i, della quale fanno parte il cugino Dwayne «The Rock» Johnson; i suoi due zii conosciuti negli anni '80 e '90 con nome di «The Wild Samoans» e i fratelli Sam «Tonga Kid» e Solofa Jr. «Rikishi». Il contratto con la WWE del due volte campione intercontinentale, anche noto come «il bulldozer di Samoa», era terminato nel giugno scorso: aveva lasciato la federazione dopo aver violato per la seconda volta le regole della «WWE Wellness Policy», ovvero le norme sul consumo di alcol e droghe. Aveva inoltre rifiutato di entrare in un centro per la disintossicazione. Dedicatosi poi completamente ai suoi figli e alla moglie, la settimana scorsa si era ancora esibito in Australia in occasione del tour «Hulkamania» con le leggende Hulk Hogan e Ric Flair. Fatu, 1,93 metri d'altezza e 160 kg di peso, era considerato uno dei maggiori talenti della sua disciplina.
Elmar Burchia
19:13 Scritto in SPORT ESTREMI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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09/08/2009
Tragedia a Coverciano: muore capitano Espanyol
Tragedia a Coverciano: muore capitano Espanyol
A Firenze per l'amichevole di domenica (subito annullata) con il bologna. Daniel Jarque era al telefono con la fidanzata: improvvisamente si è accasciato a terra senza vita
| Daniel Jarque (Ansa) |
FIRENZE - Il centrocampista dell'Espanyol Daniel Jarque, 26 anni, con la sua squadra in ritiro nel centro tecnico di Coverciano, è morto per un infarto mentre si trovava nella sua stanza. Il giocatore ha avuto un malore durante una telefonata con la fidanzata.
L'ALLARME DELLA FIDANZATA - Jarque era in ritiro con la squadra catalana, la seconda formazione di Barcellona, a Coverciano per preparare l'amichevole con il Bologna in programma domani sera. Il calciatore stava parlando al telefono con la fidanzata quando si è accasciato a terra, stroncato da un infarto, come hanno confermato i soccorritori chiamati dai compagni informati dalla ragazza di Jarque che, allarmata e preoccupata li ha subito contattati. Entrati nella camera del compagno, per lui ormai non c'era più nulla da fare. L'Espanyol milita in prima divisione e lo scorso anno si è salvata con qualche turno di anticipo. Jarque milita con i biancoblu catalani dal 2002. Per il suo impegno aveva meritato la fascia di capitano.
AUTOPSIA - La magistratura di Firenze ha già disposto il trasporto della salma di Daniel Jarque, che si era allenato regolarmente nel pomeriggio, all'istuto di medicina legale, dove è probabile che già domenica sarà effettuata l'autopsia per verificare le cause del decesso del 26enne. Gli operatori del 118 che sono stati chiamati per il primo soccorso al centro tecnico di Coverciano, la «casa» della Federcalcio dove tra l'altro lunedì alle 12 si radunerà la nazionale azzurra, hanno parlato di un generico malore. «Il giocatore dell'Espanyol è deceduto a causa di una crisi sistolica - il club ha reso noto in un comunicato - Il medico del club, il dottor Cervera, ha tentato un primo intervento con un defibrillatore, ma senza riuscire a rianimarlo. Nel giro di pochi minuti è arrivata un'ambulanza da Firenze. Anche il personale d'emergenza ha tentato di intervenire con il defibrillatore che aveva a bordo, ma di nuovo senza riuscire a rianimarlo».
DUE ANNI DOPO PUERTA - Due anni fa il calcio spagnolo ha vissuto un dramma analogo: il 25 agosto 2007 il difensore del Siviglia Antonio Puerta, 22 anni, fu stroncato da un malore causato da una serie di attacchi cardiaci durante la partita contro il Getafe. Puerta muore dopo tre giorni di agonia. Quasi due mesi dopo, il 23 ottobre, nascerà suo figlio Aitor Antonio.
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28/06/2009
Jackson, «non è stato un infarto» La famiglia vuole una nuova autopsia
Jackson, «non è stato un infarto» La famiglia vuole una nuova autopsia
Sospetti su cocktail letale di farmaci. Accuse al medico personale di Jacko dopo la morte dell'idolo del pop
Con le sorelle Maureen "Rebie", Janet e La Toya nel 1984 (Ap)
LOS ANGELES - Le polemiche sulla fine di Jackson sono destinate a crescere. I familiari hanno chiesto ufficialmente una seconda autopsia, indipendente, dopo quella fatta venerdì dalle autorità ufficiali di Los Angeles, in California. Lo ha dichiarato Brian Elias, un portavoce dell’istituto di medicina legale di Los Angeles. Secondo il sito tmz.com, che per primo aveva dato la notizia della morte del cantante, l'autopsia sarebbe già in corso. La posizione dei familiari di Jacko è molto semplice: si sospetta che il medico personale del cantante, Conrad Murray, gli abbia iniettato una dose troppo forte di medicinali (si parla del Demerol, un antidolorifico), che avrebbero poi provocato l'arresto cardiaco. Il coroner della contea di Los Angeles, dopo una prima autopsia, ha detto che ci vorranno tra le 4 e le 6 settimane, essendo necessari esami tossicologici più approfonditi, per conoscere le cause esatte della morte del cantante. Nel frattempo, la salma di Jackson è stata restituita alla famiglia, che ha avuto il permesso di organizzare i funerali. Se si svolgeranno a Los Angeles potrebbero attirare decine di migliaia di persone provenienti da tutto il mondo.
IL MEDICO - La famiglia Jackson, indecisa tra una cerimonia privata o un grande raduno pubblico per i funerali, vuole saperne di più sulle persone che circondavano il cantante nelle sue ultime settimane di vita; in particolare vuol saperne di più sul ruolo svolto dal medico e il personale del promoter AEG Live, che doveva organizzare i 50 concerti del «re del pop» previsti a Londra a partire da luglio. Michael Jackson non ha mai informato la famiglia della struttura allestita per gestire i suoi affari, ha aggiunto la fonte, precisando che i suoi consulenti avevano parlato dell’esistenza di un testamento che potrebbe esser stato redatto molti anni fa. Un’ambiguità che infastidisce il clan Jackson. «Ci sono decisioni che sono prese senza che la famiglia ne sia a conoscenza. Questo diventa un problema», ha affermato la fonte. Randy Philips, presidente di Aeg, ha dichiarato venerdì che lo stesso Jackson aveva insistito perché il dottor Murray lo accompagnasse a Londra per i suoi prossimi concerti. «Avremmo preferito non avere un medico a tempo pieno perché ci sarebbe costato meno in termini di alloggio e di viaggio, ma Michael ha insistito perchè fosse coinvolto», ha dichiarato Philips, «Michael diceva che aveva un legame particolare con lui».
LE POLIZZE - L’attività professionale del dottor Murray, che esercita in California, nel Nevada e in Texas, versa da anni in difficoltà finanziarie, secondo documenti ufficiali. Così, il suo studio del Nevada, Global Cardiovascular Associates, ha speso oltre 400.000 dollari per decisioni della magistratura e il dottor Murray deve fronteggiare almeno altri due casi e molti controlli fiscali. Randy Philips ha d’altra parte indicato che Aeg Live aveva sottoscritto molte polizze assicurative in caso di annullamento dei concerti e che Jacko si era sottoposto con successo a molti esami fisici a febbraio. «Abbiamo una copertura relativamente buona, ma molto dipenderà dai risultati tossicologici» dell’autopsia, ha dichiarato, «dobbiamo conoscere la causa del decesso».
«PRENDEVA IL DEMEROL DA 20 ANNI» - Ma si fanno sempre più insistenti intanto le voci di un possibile abuso di farmaci da parte del re del pop. Secondo il Sun Michael Jackson è stato ucciso dal cocktail di otto farmaci che quotidianamente si somministrava. Il tabloid, che cita fonti dell'entourage del re del pop morto giovedì, ha anche pubblicato la lista dei farmaci che Jackson assumeva, tra cui figurano tre potenti antidolorifici che non andrebbero mai combinati tra loro, che e invece Jackson utilizzava nello stesso giorno. L'Abc che cita un ex video produttore, Marc Shaffel spiega che Michael Jackson era «dipendente dal Demerol da più di 20 anni» e «assumeva cocktail di altri farmaci tra cui l'Oxycontin», un oppioide. «All'esterno nessuno sapeva ma la cosa era nota tra quelli che gli stavano intorno». «La notizia mi ha colpito, ma sapevo che era solo una questione di tempo, che qualcosa del genere sarebbe accaduto. L'avevo detto, con questo ritmo sarebbe morto prima dei 50 anni», ha concluso Shaffel.
I FAMILIARI ORGANIZZANO I FUNERALI- I familiari di Jacko nel frattempo si sono riuniti nella residenza di Encino, distretto sulle colline di Los Angeles, per discutere dell’organizzazione dei funerali del re del pop e occuparsi dei suoi tre figli. Lo rivela una persona vicina alla famiglia dell'artista deceduto giovedì pomeriggio per un presunto arresto cardiaco, secondo la quale i familiari si sentono confusi, spaventati e arrabbiati per la mancanza d’informazioni su chi è stato accanto alla popstar nei suoi ultimi giorni di vita. La fonte, che ha richiesto l’anonimato, ha spiegato che la famiglia di Jackson vuole sapere di più sul ruolo di Aeg Live, il promoter che stava organizzando i 50 concerti alla 02 Arena di Londra, nella vita dell’artista. Vogliono sapere di più sul ruolo dei suoi consulenti e degli agenti che sono stati coinvolti da Aeg Live.
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27/06/2009
Un’iniezione, poi il malore «Michael ucciso dai medici»
Un’iniezione, poi il malore «Michael ucciso dai medici»
La morte di un mito. La famiglia accusa. L’esito dell’autopsia fra 6-8 settimane

La copertina del mitico album "THRILLER"
NEW YORK — Che cosa ha ucciso Michael Jackson? La domanda che da due giorni assilla l’America per ora resta senza risposta. E sono in molti a credere che non verrà mai del tutto sciolto il mistero che già circonda la sua morte, com’è accaduto in passato per tanti miti a stelle e strisce, da Elvis Presley a Marilyn Monroe a Jimi Hendrix e adesso a Jacko. L’autopsia sul cadavere del cinquantenne cantante morto giovedì a Los Angeles in seguito ad un arresto cardiaco è iniziata ieri ma i risultati potrebbero anche arrivare fra sei-otto settimane. Lo ha reso noto il coroner della Los Angeles County Lakshmanan Sathyavagiswaran, noto in America per essere comparso in qualità di testimone chiave nel processo contro l’ex campione di football O.J. Simpson. Data «la natura di alto profilo » della morte, il caso è stato affidato alla squadra omicidi e rapine della polizia di Los Angeles. L’ipotesi più accreditata è quella di un’iniezione, risultata fatale, di Demerol, un potente antidolorifico derivato della morfina, capace di provocare arresti respiratori e cardiaci. Jackson era solito assumerlo perché gli consentiva di alleviare i dolori cronici di cui soffriva da anni. Questa morfina sintetica— immortalata dallo stesso Jackson nel celebre motivo del ’97 Morphine dove canta «Demerol, Demerol» — gli sarebbe stata prescritta e iniettata un’ora prima della morte dal suo medico personale Conrad Robert Murray. Il cardiologo texano che viveva nella villa di Jackson era misteriosamente scomparso subito dopo la tragedia ma gli investigatori ieri l’hanno rintracciato e ascoltato nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del suo ricco cliente. Citando fonti vicine alla famiglia, TMZ, il sito di gossip della CNN, afferma che «secondo i familiari gli è stata somministrata una dose eccessiva del farmaco». L’overdose, sempre secondo i familiari, l’avrebbe «prima addormentato, poi ucciso». Se ciò dovesse rivelarsi esatto, il medico potrebbe anche essere incriminato per omicidio involontario. Ma l’unica cosa certa, per ora, è che il cantante è morto nel sonno. Secondo i media Jackson era assuefatto alla morfina sintetica dal 1984, quando rimase gravemente ustionato in seguito ad un incidente sul set della pubblicità Pepsi. Fu allora che iniziò ad abusare di antidolorifici, assumendo anche grandi quantità di tranquillanti, antidepressivi e sonniferi, finendo nella clinica di disintossicazione di Betty Ford. Il settimanale The Enquirer scrisse a gennaio che Jackson «sta morendo, gli restano al massimo sei mesi di vita». Qualcuno sostiene che facesse anche uso di droghe, come la cocaina, che può causare disturbi cardiaci. Tanto che il padre Joe Jackson voleva convincerlo a ricoverarsi in un altro celebre centro di rehab a Palmdale, in California. Ieri l’ex manager e amico di Michael Jackson, Tarak Ben Ammar, ha accusato i medici «ciarlatani» del cantante di essere dei «criminali» perché, secondo lui, avrebbero approfittato di lui per arricchirsi, «imbottendolo di farmaci che avrebbero ucciso chiunque».
«È chiaro che i criminali in questo caso sono i medici che l’hanno curato durante tutta la sua carriera, che gli hanno distrutto il viso e gli hanno dato dei farmaci per togliergli i dolori», ha detto l’uomo d’affari franco-tunisino. «Non riusciva a dormire, perciò prendeva dei sonniferi. Era un ipocondriaco — ha continuato — e non sapevamo mai veramente se era malato perché era circondato da medici ciarlatani che vivevano di questa «malattia», che gli facevano pagare migliaia e migliaia di dollari in farmaci e vitamine».
Alessandra Farkas
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